Opera nazionale balilla

organizzazione giovanile del Regno d'Italia, istituita nel 1926
Opera nazionale Balilla (ONB)
Emblem of ONB.svg
StatoItalia Italia
SedeRoma
Fondazione3 aprile 1926
Dissoluzione27 ottobre 1937
PartitoPartito Nazionale Fascista
IdeologiaFascismo
Colorinero
Adunata di balilla con moschetto Balilla a tracolla
Un giovane balilla
Pagella di scuola elementare (1932)

L'Opera nazionale Balilla per l'assistenza e per l'educazione fisica e morale della gioventù (nome esteso, nota come Opera nazionale Balilla, in sigla ONB) fu un'organizzazione giovanile del Regno d'Italia, istituita come ente morale durante il ventennio fascista con legge 3 aprile 1926, n. 2247[1], e sottoposta all'alta vigilanza del Capo del Governo alle dipendenze del Ministero dell'Educazione Nazionale (r. decr. 14 settembre 1929). A partire dal 1937 venne assorbita dalla Gioventù italiana del Littorio (GIL).

La denominazione fu ispirata alla figura di Giovan Battista Perasso, detto "Balilla", il giovane genovese che secondo la tradizione avrebbe dato inizio alla rivolta contro gli occupanti austriaci nel 1746: un'immagine di patriota sfruttata quindi dal regime fascista di Benito Mussolini.

StoriaModifica

Il fascismo delle origini si proponeva come un movimento di rottura rispetto allo Stato liberale giolittiano e alle sue istituzioni, ambiente educativo compreso: già nel 1919 Filippo Tommaso Marinetti, futurista e "fascista della prima ora", aveva proposto l'istituzione di "scuole di coraggio fisico e patriottismo".

La creazioneModifica

Dopo la marcia su Roma del 28 ottobre 1922, il nascente regime mussoliniano si pose il problema di come "fascistizzare" la società, a partire dai più giovani: nel dicembre 1925 Mussolini diede all'ex ardito Renato Ricci la guida del movimento giovanile del PNF (l'Avanguardia giovanile fascista) con il compito di "riorganizzare la gioventù dal punto di vista morale e fisico".

La legge del 3 aprile 1926, n. 2247[2] sancì così la nascita dell'Opera nazionale Balilla, come ente autonomo, che Ricci avrebbe diretto fino al 1937. Complementare all'istituzione scolastica, l'ONB era sulla carta "finalizzata... all'assistenza e all'educazione fisica e morale della gioventù". Vi avrebbero fatto parte i giovani dai 6 ai 18 anni, ripartiti in tre sottoistituzioni: i figli della lupa (dai 6 ai 8 anni), i balilla (dai 8 ai 14 anni) e gli avanguardisti (dai 14 ai 18 anni) e mirava non solo all'educazione spirituale, culturale e religiosa, ma anche all'istruzione premilitare, ginnico-sportiva, professionale e tecnica secondo l'ideologia fascista. Lo scopo dell'ONB era infondere nei giovani il sentimento della disciplina e dell'educazione militare, renderli consapevoli della loro italianità e del loro ruolo di "fascisti del domani".[senza fonte]

L'attività dell'ONB ebbe inizio effettivo con l'approvazione dei regolamenti (r. decreto 9 gennaio 1927, n. 6). Nel 1928 il regime fascista sciolse le organizzazioni giovanili non fasciste con i i regi decreti 9 gennaio, n. 5 e 9 aprile 1928, n. 696, tra cui le associazioni scout: il Corpo nazionale giovani esploratori italiani (pluriconfessionale) fu sciolto quell'anno; l'Associazione Scautistica Cattolica Italiana (ASCI) fu obbligata a chiudere tutti i reparti nelle località sotto i 20.000 abitanti, prima della chiusura completa; l'Associazione dei ragazzi pionieri italiani (ARPI) cessò volontariamente le attività. Molti scout continuarono a svolgere le proprie attività in clandestinità e parteciparono attivamente alla lotta antifascista. Uno dei principali gruppi che continuarono le attività fu quello delle Aquile randagie, a Milano e alcuni gruppi scout italiani all'estero proseguirono le loro attività. L'unica organizzazione rimasta attiva fu la Gioventù Italiana Cattolica, che dovette comunque ridurre le proprie attività.

Sviluppo e assorbimento nella GILModifica

Rigidamente centralizzata, l'ONB fu sin dalla sua fondazione concepita dai fascisti come uno strumento di penetrazione delle istituzioni nelle scuole: a essa venne affidato l'insegnamento dell'educazione fisica ai ragazzi; presidi e insegnanti erano tenuti ad agevolare le strutture scolastiche alle iniziative dell'ONB e a invitare gli alunni di tutte le età ad aderirvi.

L'ONB gestiva anche corsi di formazione e orientamento professionale, corsi post-scolastici per adulti, corsi di puericultura e d'economia domestica per le donne, oltre a migliaia di scuole rurali (nel 1937 erano più di seimila).

L'ONB confluì, insieme con i Fasci giovanili di combattimento, nella GIL (Gioventù italiana del littorio) a partire dal 1937[3].

Struttura organizzativaModifica

 
Benito Mussolini con un Balilla

L'Opera nazionale Balilla era governato a livello nazionale da un Consiglio centrale, mentre a livello locale vi erano i Comitati provinciali e comunali.

Consiglio centraleModifica

 
Renato Ricci premia i Balilla dell'Urbe, 8 dicembre 1933

Il Consiglio centrale era composto da un Presidente, da un vice presidente e da ventitré consiglieri, nominati con decreto reale su proposta del Capo del governo. Il presidente era scelto tra gli ufficiali di grado non inferiore a quello di console generale (in servizio attivo o fuori quadro) della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, udito il Comandante generale della Milizia stessa. Tanto il presidente che il vicepresidente duravano in carica quattro anni e potevano essere riconfermati.

Facevano parte del consiglio centrale due rappresentanti del Ministero dell'interno di cui uno della direzione generale di sanità e un rappresentante per ciascuno dei Ministeri delle finanze, della guerra, della marina, dell'aeronautica, dell'istruzione, dell'economia nazionale, designati dai rispettivi ministri, nonché un ufficiale superiore della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale designato dal Comandante generale della Milizia stessa, un rappresentante delle federazioni ginnico-sportive designato dal Comitato olimpico nazionale italiano e dalla Federazione delle federazioni sportive italiane, e un rappresentante dell'Opera nazionale del dopolavoro. Gli altri componenti del consiglio centrale venivano scelti fra persone specialmente competenti nelle discipline relative all'assistenza e all'educazione fisica e morale della gioventù, preferibilmente fra i soci benemeriti.

Comitati provinciali e comunaliModifica

I Comitati provinciali erano costituiti da un Presidente Provinciale e dieci consiglieri[4]. Tra i consiglieri erano presenti di diritto le seguenti cariche: [5]:

  • Rappresentante del Prefetto.
  • Rappresentante del Provveditore agli Studi.
  • Rappresentante del Segretario Federale del Partito Nazionale Fascista.
  • Console comandante della Legione della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale.
  • Comandante della Legione Balilla ed Avanguardisti.
  • Fiduciaria Provinciale per le Piccole Italiane e per le Giovani Italiane.
  • Medico provinciale.

Allo stesso modo delegati provinciali dell'Opera Balilla erano membri di diritto sia del Comitato provinciale dell'Opera Nazionale per gli Orfani di Guerra (legge 26 luglio 1929, n. 1397) che delle Giunte per l'Istruzione Media Tecnica presso i Provveditorati agli Studi (Regio decreto 5 luglio 1934, n. 1210)[6]

Alle dipendenze dei Comitati Provinciali operavano i Comitati Comunali, costituiti da un Presidente ed un numero di consiglieri variabile a seconda della popolazione del comune oppure, nei soli comuni più popolosi, dai Comitati e Sottocomitati Rionali [7]. A titolo di esempio il Comitato Provinciale di Genova era suddiviso in 67 Comitati Comunali e, per l'area metropolitana di Genova, in 9 Comitati e 19 Sottocomitati Rionali[8].

FormazioniModifica

Dopo un primo periodo sperimentale, l'ONB venne stabilmente suddivisa, per età e sesso, in vari corpi:[9]

  • Corpi maschili:
    • figli della lupa: dai 6 agli 8 anni;
    • balilla: dagli 8 ai 14 anni (escursionisti fino ai 12 anni, poi moschettieri);
    • avanguardisti: dai 14 ai 18 anni (moschettieri fino ai 16 anni, poi mitraglieri).

Esterni all'ONB vi erano i movimenti d'età superiore:

Oltre ai balilla esistevano anche i Marinaretti, inquadrati in Centurie di Marinari che costituivano un'istituzione premarinara alla quale si accedeva dopo aver ottenuto il nulla osta dalla propria legione ONB di appartenenza; ne facevano parte ragazzi dai 6 anni in su, suddivisi nelle categorie:

  • Figli della Lupa: dai 6 fino agli 8 anni.
  • Segnalatori nocchieri: dagli 8 ai 12 anni.
  • Moschettieri: dai 12 ai 16 anni.
  • Mitraglieri e cannonieri: dai 16 ai 18 anni.

A Roma per esempio si ritrovavano il sabato al Circolo Ufficiali della Regia Marina "Caio Duilio" sul lungotevere, dove esisteva un veliero a tre alberi e bompresso fissato sul cemento sul quale si esercitavano con tanto di fiocchi, gabbie, velacci e controvelacci. La divisa era quella blu della Marina Militare italiana dell'epoca.

Balilla ed Avanguardisti erano inquadrati in Legioni territoriali, sulla falsariga della struttura della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale. Al 10 febbraio 1930 i 1.974.822 iscritti - di cui 903.324 balilla e 365.044 avanguardisti - erano suddivisi tra 592 Legioni, inquadrate da 5588 ufficiali della Milizia, oltre 19500 istruttori insegnanti, 767 cappellani e 1237 medici. Alla stessa data le iscritte ai corpi femminili dell'Opera Nazionale Balilla erano 652.409 - di cui 565.869 piccole italiane e 86.540 giovani italiane.

A titolo di esempio nel 1935 in Trentino erano attive 22 legioni Balilla, 10 legioni di avanguardisti, una legione moschettieri, una legione marinaretti ed una legione rurale[10], mentre alle dipendenze del Comitato Regionale ONB di Genova operavano 14 legioni di balilla, (di cui una marinai), 12 legioni avanguardisti (di cui 2 marinai) ed una legione mista[11]

Con il r. decr. 20 novembre 1927, n. 2341, l'Ente Nazionale per l'Educazione Fisica, venne incorporato nell'Opera Nazionale Balilla ed a partire dal 1928 gli istruttori di educazione fisica vennero formati negli appositi corsi dell'Accademia Fascista per la Preparazione degli Insegnanti di Educazione Fisica di Roma, inizialmente con sede presso la Scuola Militare di Educazione Fisica alla Farnesina e successivamente al Foro Mussolini.

AbbigliamentoModifica

Era costituito dalla classica camicia nera, fazzoletto azzurro, pantaloni grigioverde, fascia nera, fez (il copricapo turco mutuato dai bersaglieri) e infine un paio di scarponi di color marroncino: la divisa dei Balilla era indossata dai bambini delle elementari ed erano come dei militari (e propedeutica alla leva militare vera e propria) dell'ONB.

Quasi sempre presente nelle esercitazioni era inoltre il moschetto Balilla (in versione giocattolo per i figli della lupa).

ManifestazioniModifica

 
Una rappresentanza di avanguardisti viene ricevuta, a Berlino, dal ministro della propaganda Joseph Goebbels, il 2 agosto 1933.

Oltre alle esercitazioni dopo-scolastiche e ai "sabati fascisti", l'Opera nazionale mobilitava i suoi aderenti per adunate e campi scuola (come i "campi Dux", raduni nazionali dei migliori balilla e avanguardisti). In queste occasioni il regime fascista voleva esibire un processo di fascistizzazione della gioventù ormai compiuto. In realtà le iscrizioni all'Opera nazionale Balilla non superarono mai il 50% del totale dei giovani, neppure dopo il 1937, quando la Gioventù del Littorio richiese l'iscrizione obbligatoria.

Principi educativiModifica

"L'educazione fascista", sosteneva Mussolini, "è morale, fisica, sociale e militare: è rivolta a creare l'uomo armonicamente completo, cioè fascista come noi vogliamo". Per formare il "carattere" era fondamentale suscitare l'emotività dei giovani più che il loro senso critico: "L'infanzia, come l'adolescenza... non può essere alimentata solo di concetti, di teorie, di insegnamenti astratti. Le verità che vogliamo loro insegnare devono parlare prima alla loro fantasia, al loro cuore, poi alla loro mente". All'astrattezza dell'insegnamento tradizionale si opponeva così il "valore educativo dell'azione e dell'esempio". La concezione antiscientifica e irrazionalistica della realtà propugnata dal fascismo tendeva all'interiorizzazione acritica di determinati modelli comportamentali attraverso l'attivismo collettivo, mediante il mantenimento di una costante tensione emotiva.[senza fonte]

Preghiera del BalillaModifica

Perplessità suscitò una preghiera pubblicata a uso dei Balilla:

«Io credo nel sommo Duce, creatore delle camicie nere, e in Gesù Cristo suo unico protettore. Il nostro salvatore fu concepito da buona maestra e da laborioso fabbro. Fu prode soldato, ebbe dei nemici. Discese a Roma, il terzo giorno ristabilì lo Stato. Salì all'alto ufficio. Siede alla destra del nostro Sovrano. Di là ha da venire a giudicare il bolscevismo. Credo nelle savie leggi. La comunione dei cittadini. La remissione delle pene. La resurrezione dell'Italia, la forza eterna, così sia.»

Molti pensarono che queste parole, che riecheggiavano il Credo o Simbolo degli apostoli, spesso recitato nella messa cattolica, assomigliassero troppo a una bestemmia. La preghiera pertanto non ebbe grande seguito.[12]

NoteModifica

 
Una cartolina di Propaganda dell'immaginario del Balilla, Milano 1938
  1. ^ http://www.97legione.siena.it/L_2247_1926.html
  2. ^ Legge 3 aprile 1926, n. 2247, Istituzione dell'Opera nazionale « Balilla » per l'assistenza e l'educazione fisica e morale della gioventù, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 7 dell'11 gennaio 1927.
  3. ^ Regio decreto-legge 27 ottobre 1937, n. 1839, Istituzione della Gioventù italiana del Littorio, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 262 del 12 novembre 1937.
  4. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/balilla_%28Enciclopedia-Italiana%29/
  5. ^ http://spazioinwind.libero.it/littorio/org/ordob-i.htm
  6. ^ https://www.cultura.trentino.it/archivistorici/soggettiproduttori/content/920762;jsessionid=DD46FB35F4FF911C5BB7478F44500260
  7. ^ http://xoomer.virgilio.it/ramius/Militaria/gioventu_italiana_littorio.html
  8. ^ https://books.google.it/books?id=Keof7yRO9LgC&pg=PA525&lpg=PA525&dq=legione+avanguardisti&source=bl&ots=nXK2C0bM0P&sig=ACfU3U3_3bh_JlXH2hRJVqEimzP3BZX9kg&hl=en&sa=X&ved=2ahUKEwibu7iyk_rmAhVMbFAKHWSRDlw4HhDoATAGegQIChAB#v=onepage&q=legione%20avanguardisti&f=false
  9. ^ Niccolò Zapponi, Le organizzazioni giovanili del fascismo 1926-1943 in Storia contemporanea, n.4-5 1982, pag. 569
  10. ^ https://www.cultura.trentino.it/archivistorici/soggettiproduttori/content/920762;jsessionid=DD46FB35F4FF911C5BB7478F44500260
  11. ^ https://books.google.it/books?id=Keof7yRO9LgC&pg=PA525&lpg=PA525&dq=legione+avanguardisti&source=bl&ots=nXK2C0bM0P&sig=ACfU3U3_3bh_JlXH2hRJVqEimzP3BZX9kg&hl=en&sa=X&ved=2ahUKEwibu7iyk_rmAhVMbFAKHWSRDlw4HhDoATAGegQIChAB#v=onepage&q=legione%20avanguardisti&f=false
  12. ^ Denis Mack Smith, L'Italia del XX secolo, tomo II 1925-1934, ed. Rizzoli, 1977, pag.274

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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