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DescrizioneModifica

È una pianta erbacea geofita bulbosa con fusto alto 30–40 cm.
Le foglie sono oblungo-lanceolate e inguainano parzialmente il fusto.
L'infiorescenza è lassa e raggruppa da 4 a 14 fioricon sepali laterali, lanceolati, di colore variabile dal rosa violetto al bianco rosato, con nervatura centrale verde e petali, più brevi e stretti, solitamente di un colore roseo. Il labello è allungato, trilobato e ricoperto di una peluria vellutata, tranne che nel margine del lobo centrale che è verde e glabro. La macula al centro del labello è lucida a forma di mezzaluna (da cui deriva l'epiteto specifico lunulata), da grigio-bluastra a rossastra; l'apicolo è grande, triangolare, di colore giallo-verdastro. Il ginostemio è perpendicolare al labello, con apice largo e acuto; la cavità stigmatica è relativamente stretta, con due pseudocchi prominenti, neri e lucenti.

Fiorisce in marzo-aprile.

RiproduzioneModifica

Si riproduce per impollinazione entomofila, ad opera dell'imenottero Osmia kohlii (Megachilidae)[1].

La disseminazione è anemocora, cioè favorita dal vento, che trasporta a lunghe distanze i semi, di dimensioni microscopiche.

Distribuzione e habitatModifica

È una specie endemica della Sicilia.
Descritta nel 1838 da Filippo Parlatore nella città metropolitana di Palermo, l'ofride lunulata è diffusa in tutte le province dell'isola, nonché nelle isole Eolie.

Cresce in ambienti di macchia rada, gariga e prateria mediterranea, fino ad una altitudine di 1300 m; predilige suoli calcarei asciutti e luminosi.

ConservazioneModifica

Classificata come "Vulnerabile" sulla Lista Rossa redatta da Conti et al. (1997), secondo i criteri classificativi dell'IUCN ricade nella categoria "Endangered" (in pericolo).
Figura nell'Appendice I della Convenzione di Washington, come specie di interesse prioritario nell'Appendice II della Direttiva 43/92/CEE "Flora, Fauna e Habitat". Inoltre, nel 1995 la CITES ha incluso tutte le Orchidaceae europee nella sua Appendice I.

TassonomiaModifica

IbridiModifica

Sono stati descritti i seguenti ibridi[2]:

NoteModifica

  1. ^ GIROS 2009, p.194.
  2. ^ Ophrys lunulata Parl IPNI database

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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