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Ordine costantiniano di San Giorgio (Parma)

Sacro imperiale angelico Ordine costantiniano di San Giorgio
Croix constantinien svg.jpg
Le insegne dell'ordine con (ω) l'omega minuscolo che lo contraddistingue dalla versione adottata dal Regno delle Due Sicilie.
Flag of the Duchy of Parma.svg Bandiera del ducato di Parma, Piacenza e Guastalla.png
Ducato di Parma e Piacenza
TipologiaOrdine dinastico
Statusattivo
CapoCarlo Saverio di Borbone-Parma
Istituzione313 (tradizionalmente)
XVI secolo
Primo capoCostantino I (tradizionalmente)
Andrea Angelo Flavio Comneno
Gradisenatore di gran croce con collana
senatore di gran croce
commendatore
cavaliere di 1ª classe
cavaliere di 2ª classe
Precedenza
Ordine più alto-
Ordine più bassoOrdine del merito sotto il titolo di San Lodovico
Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.png
Nastro dell'ordine

Il sacro imperiale angelico Ordine costantiniano di San Giorgio fu un ordine cavalleresco dinastico del Ducato di Parma, stato preunitario dell'Italia, nonché il più antico del mondo con la data di fondazione che risale tradizionalmente al 313 d.C. L'Ordine costantiniano è uno dei due grandi ordini militari cattolici sopravvissuti ad avere un Gran Magistero ereditario mentre l'altro è l'Ordine di Santo Stefano papa e martire legato alla Casa Gran Ducale di Toscana.[1]

Oggi esistono due ordini omonimi, uno ereditato dai Borbone-Parma e l'altro dai Borbone-Due Sicilie. A sua volta l'ordine napoletano è conteso, insieme al ruolo di capo della casata dei Borbone Due-Sicilie.

StoriaModifica

OriginiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Ponte Milvio.
 
Dipinto del duca Francesco Farnese con le vesti dell'Ordine.
 
Maria Luigia, con la fascia dell'Ordine.

Le origini dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio risalgono a prima della fondazione di Costantinopoli, in quanto è tradizionalmente legato all'imperatore Costantino I oltre che a Isacco II Angelo. Costituito come ordine dinastico militare della dinastia Comnena durante le crociate, l'Ordine Costantiniano venne successivamente ceduto dall'ultimo discendente della famiglia Giovanni Andrea Angelo Flavio a Francesco Farnese nel 1698 con un atto del 1697. Il trasferimento definitivo fu approvato dall'imperatore Leopoldo I d'Asburgo e da papa Innocenzo XII; conseguentemente Francesco agli inizi del Settecento assunse il Gran Magistero nella basilica di Santa Maria della Steccata che diventò di fatto la sede conventuale dell'Ordine mentre, prima del 1698, la sede amministrativa era a Venezia. Nel 1718 papa Clemente XI con la bolla Militantis Ecclesiae confermò la natura dinastica dell'Ordine attraverso due condizioni essenziali all'assunzione del Gran Magistero e cioè, essere discendenti dei Farnese e Duchi di Parma e Piacenza. Con la morte senza eredi dell'ultimo duca Farnese Antonio il Gran Magistero passò al figlio della nipote Elisabetta, Carlo I di Borbone, Duca di Parma che una volta diventato re delle Due Sicilie trasferì l'Ordine da Parma a Napoli negando quindi la condizione legata alla sovranità del ducato. In seguito, per tutto il '700, Filippo e Ferdinando cercarono di rivendicare il Gran Magistero senza però risultati dato che erano politicamente deboli in confronto ai fratelli e cugini napoletani e spagnoli.

Il periodo della RestaurazioneModifica

Dopo il Congresso di Vienna, nel 1815, Maria Luisa d'Asburgo-Lorena fu riconosciuta sovrana del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla e con un decreto del 26 febbraio 1816, ripristinò l'Ordine costantiniano di San Giorgio appartenente al patrimonio araldico dei Farnese, che avevano retto il ducato prima dei Borbone, suoi diretti predecessori sul trono parmense.[2] Il 24 aprile dello stesso anno nominò nove cavalieri di giustizia e tredici cavalieri di merito, istituendo, il 12 marzo 1817, una commissione araldica presieduta dal principe di Soragna per valutare i titoli di ammissione nelle categorie nobiliari.[3] La carica di gran priore, per decreto del 28 luglio 1826 della stessa duchessa Maria Luigia, ancora oggi in vigore, fu "riunita ed annessa costantemente alla Dignità Episcopale pro tempore della Diocesi di Parma".

Dall'Unità al giorno d'oggiModifica

L'ordine fu soppresso con l'unità d'Italia, tuttavia il duca Roberto I continuò a conferire l'Ordine così come quello di San Lodovico ai membri della propria famiglia e ad altre persone di rilievo in tutta Europa. La Repubblica Italiana, con decreto del Ministero degli Affari Esteri, ha riconosciuto l'Ordine come non nazionale, autorizzandone formalmente la concessione, in conformità alla legge 3 marzo 1951, (n.178, art. 7), da parte del principe Carlo Ugo di Borbone-Parma (1930-2010), successivamente confermata al figlio Carlo Saverio, attuale capo della casa reale Borbone Parma, duca di Parma e Piacenza, il quale lo mantiene come ordine dinastico.[4] In continuità con la sua storia secolare, sono oggi insigniti del S.A.I. Ordine costantiniano capi di Stato, ministri, ecclesiastici, diplomatici, esponenti del mondo dell'economia, della cultura, dell'imprenditoria. Storica sede parmense dell'Ordine, dal periodo farnesiano ad oggi, è la basilica di Santa Maria della Steccata, che dal 2006 ospita anche il Museo costantiniano.[5] Dal 1922 i suoi beni sono gestiti da un Ente del cui Consiglio fanno parte le massime autorità della città di Parma.

InsegneModifica

L'insegna dell'Ordine parmense è la medesima dell'epoca farnesiana, con l'omega minuscolo, come appare fin dalle origini sulla simbologia paleocristiana, mentre l'Ordine Costantiniano di San Giorgio, quando venne trasferito nel Regno delle Due Sicilie, adottò successivamente l'omega maiuscolo, particolare per il quale si differenziano i due ordini. La lettera alfa (Α) e la sigla IHSV invece è uguale in entrambe le versioni.

Dopo le riforme volute da Maria Luigia nel 1845, l'Ordine è attualmente suddiviso in cinque classi:

  • Senatore di Gran Croce con Collana
  • Senatore di Gran Croce
  • Commendatore
  • Cavaliere di 1ª Classe
  • Cavaliere di 2ª Classe
Nastri
Cavaliere di I e II classe Commendatore Senatore Gran Croce

Membri illustriModifica

 
Charles-René de Bombelles con la fascia e la placca di Gran Croce.
 
L'arcivescovo Giovanni Tommaso Neuschel, al petto si può notare la placca dell'Ordine.
 
Joseph von Werklein con al petto la medaglia dell'Ordine.
 
Antonio Lombardini con il collare del S.A.I Ordine Costantiniano.

NoteModifica

  1. ^ ordineteutonicosicilia.it
  2. ^ AA.VV., L'Ordine costantiniano di San Giorgio, storia, stemmi e cavalieri, Parma, 2002
  3. ^ borboneparma.it
  4. ^ Il presidente della Repubblica Italiana riceve il duca Carlo Ugo, gran maestro dell'Ordine
  5. ^ Museo Costantiniano Steccata, cultura.comune.parma.it. URL consultato il 19 gennaio 2016.
  6. ^ Gli insigniti sono tratti dagli elenchi riportati negli "Almanacchi di Corte" del Ducato di Parma e Piacenza, pubblicati dalla Tipografia ducale fino al 1859.

Voci correlateModifica

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