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Priorato Gerosolimitano o Gerosolomitano

Il Priorato Gerosolimitano o Gerosolomitano (antico: Hierosolyma, deriva dal nome latino di Gerusalemme), oppure Priorato dell'Ordine dei Giovanniti (der. dal nome di San Giovanni Battista), detto anche Ordine degli Ospitalieri (der. dal fatto che fondarono intorno al 1100, in Gerusalemme, e precisamente sulle fondamenta della casa di San Zaccaria, padre del Battista, un ospedale per curare oltretutto i poveri ammalati e i pellegrini latini. Ad ogni modo è una pia istituzione-Ordine religiosa cavalleresca, nata nel 1050 durante il periodo delle Crociate, in Terra Santa, indette dalla Chiesa cattolica per riconquistare i luoghi della Santità Cristiana in preda ai musulmani, ovvero dall'Islam, tra cui il Santo Sepolcro. È il principale e incomparabile successore diretto del medievale Ordine dei Cavalieri Ospitalieri, il cui fondatore era un umile frate amalfitano, Frà Gerardo Sasso di Scala (m. 1120; Beatificato) che sovrintendeva a questa pia istituzione, quando Gerusalemme fu presa da Goffredo di Buglione il 15 luglio 1099, poi riconosciuta (nel 1113) dalla Chiesa in virtù dell'infrascritta Bolla pontificia di Pasquale II.

L'Ordine cavalleresco dei Giovanniti, oggi noto come Sovrano Militare Ordine di Malta - S.M.O.M., comunemente abbreviato in "Ordine di Malta", racchiudeva i cristiani cavalieri (monaci che avevano impugnato le armi, per difendere i pellegrini latini che si recavano in Gerusalemme, al grido di "Dio lo vuole") e i cavalieri cristiani (soldati che diventavano religiosi: cavalieri San Giovanni di Gerusalemme, detti anche Ospitalieri), Templari, Teutonici, cavalieri del Santo Sepolcro o cavalieri del Tempio).[Distinzione tra "cristiani cavalieri" e "cavalieri cristiani", oltre che senza fonte, poco chiara.]

Dopo la prima crociata, mentre i Cavalieri Ospitalieri, che si dedicavano maggiormente all'assistenza, iniziarono a seguire la Regola agostiniana, i Templari e i Teutonici, continuarono a seguire quella benedettina[1].

StoriaModifica

All'epoca delle Crociate in Terra Santa, l'attività assistenziale per i "viaggiatori di Dio" rimaneva prioritaria rispetto all'azione di polizia.

I monaci benedettini di Cluny, provenienti da Amalfi, erano i soli ad occuparsi dei malati, dei deboli e dei nullatenenti: l'ospedale di San Giovanni di Gerusalemme fu il primo impegno in questo senso.

L'Ordine ospitaliero di San Giovanni in Gerusalemme, da cui nacque l'Ordine dei giovanniti o gerosolimitani, fu riconosciuto come autonomo e internazionale con una Bolla papale (dal lat., Bulla approbationis et confirmationis Paschalis II Pie Postulatio Voluntatis) di papa Pasquale II del 15 febbraio 1113[1], dove furono riconosciuti i primi insediamenti giovanniti in Italia: Messina, Taranto, Otranto, Bari, Pisa, Asti e Prato; sulla tunica dei monaci comparve la croce bianca come quella della Repubblica di Amalfi.

Le proprietà e il numero degli insediamenti in Italia, da allora crebbero notevolmente, favoriti dalla fortuna del pellegrinaggio per la riconquista della Terrasanta, divennero polo di attrazione di consistenti donazioni.

Nel 1319, venne deciso di riunire gli ospedalieri in varie compagnie, dette "lingue", che corrispondessero ai vari paesi di provenienza: Provenza, Francia, Italia, Alvernia (antica regione centrale della Francia), Aragona, Inghilterra, Alemagna (oggi Germania); Castiglia e Portogallo poi. Ogni lingua comprendeva priorati o gran priorati, baliaggi e commende.

Ma dopo il 1798, (anno in cui Napoleone Bonaparte infranse apertamente la neutralità di Malta, attaccando e inducendo facilmente i cavalieri, che non impugnavano armi contro altri cristiani, alla resa) costretti a lasciare Malta, esuli sotto la protezione dell'imperatore d'Austria, scomparvero gran parte dei priorati, centinaia di cavalieri erano dispersi, senza guida, nelle varie nazioni.

Gli insediamenti in ItaliaModifica

Una ricostruzione degli insediamenti gerosolimitani in Italia è difficile, poiché sono per lo più andati perduti in seguito alla decadenza dell'Ordine - avvenuta nel XVIII secolo - e poi con le soppressioni napoleoniche.

Oltre alla Commenda di San Giovanni di Pré, a Genova, quello di cui si hanno maggiori notizie è il complesso astigiano, dedicato in origine al Santo Sepolcro, fu ceduto nel 1169 agli ospitalieri di San Giovanni in Jerusalem che ne fecero la sede del loro priorato. Da esso dipendevano oltre una sessantina di ospedali e precettorie distribuiti in Piemonte, in Liguria, in Lombardia e in Emilia.

L'originale conformazione cilindrica, circondata da una galleria, è dovuta all'intento di riprodurre la chiesa del sepolcro di Cristo a Gerusalemme. Furono utilizzati per i pilastri cilindrici, mattoni e pietre in fasce alternate, donando all'interno un'atmosfera molto calda.

Il convento ospitaliero fu arricchito di pregevoli opere di scultura (Madonna col Bambino, Redentore benedicente). Venne ampliato con la costruzione, in forme gotico-rinascimentali, dell'annessa chiesa di S. Pietro in Consavia (deformazione del titolo petrino cum clavis), che ha poi dato il nome a tutto il complesso.

A Prato la chiesa e spedaletto medievale di San Giovanni in Gerosolimitano si trova in via San Giovanni, nei pressi del castello dell'Imperatore. Oggi relegata a officina per auto, prima era una chiesa del complesso dell'ospedaliero dell'antica via degli Archi. La chiesa è esistente dal XII secolo e possiede un paramento in cotto. A lato della chiesetta si nota un portale con i simboli degli ordini cavallereschi.

Luoghi

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica