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L'organo a canne della cattedrale di Sant'Agata a Catania.

L'organo della cattedrale di Sant'Agata a Catania è il Mascioni opus 1149, frutto di un radicale restauro, effettuato tra il 2012 e il 2014, del precedente strumento, costruito nel 1877 dall'organaro francese Théodore Jaquot e modificato e ampliato dalla ditta organaria dei palermitani Alfio Laudani e Giovanni Giudici nel 1926.[1]

Indice

StoriaModifica

La presenza di un organo a canne all'interno della cattedrale di Sant'Agata a Catania è testimoniata fin dal 1126; a metà del XV secolo la chiesa venne dotata di due organi portatili, che vennero sostituiti da uno strumento di maggiori dimensioni realizzato nel 1628 dal lucchese Cosmo Ravanni. Nel 1729, sotto l'ultima arcata tra la navata centrale e le navate laterali, vennero edificate due casse d'organo, delle quali solo una contenente uno strumento.[2]

 
Interno dell'abside allo stato attuale. Fino al 1926, la monofora centrale era occultata dall'organo Jaquot.

L'arcivescovo Giuseppe Benedetto Dusmet, che sarebbe diventato cardinale nel 1889, nel 1876 incaricò l'organaro francese Théodore Jaquot di costruire un nuovo strumento, che venne completato e inaugurato l'anno successivo. Questo, che rispondeva ai canoni dell'organaria francese, disponeva di 18 registri su due manuali di 54 note ciascuno e pedale di 30, per un totale di 1102 canne; il materiale fonico era interamente racchiuso in una cassa riccamente scolpita posta sopra una cantoria al centro dell'abside, alle spalle dell'altare maggiore. Nel 1884, l'organaro aggiunse un terzo manuale, sul quale venne spostato il Récit expressif, mentre il secondo venne dedicato al nuovo Clavier de bombarde, con quattro registri ad alta pressione; le canne totali vennero portate a 1512. Di seguito la disposizione fonica del 1884:[2]

I - Grand-Orgue
Bourdon 16'
Flûte harmonique 8'[3]
Bourdon 8'
Salicional 8'
Flûte 4'
Prestant 4'
Quinte 2.2/3'
Fourniture V 2'
Hautbois 8'
II - Clavier de bombarde
Cornet V 8'
Bombarde 16'
Trompette 8'
Clairon 4'
III - Récit expressif
Salicional 8'
Unda maris 8'
Bourdon 8'
Flûte octaviante 4'
Doublette 2'
Clarinette 8'
Pédale
Flûte 16'
Flûte 8'
Flûte 4'
Gambe 8'

Nel 1926, l'arcivescovo cardinale Giuseppe Francica-Nava de Bontifè volle che lo strumento fosse spostato dall'abside ad una nuova cantoria, posta in controfacciata, e contestualmente ampliato e modificato dalla ditta palermitana di Alfio Laudani e Giovanni Giudici, affinché rispondesse ai nuovi canoni dell'epoca. L'organo, dotato di una nuova trasmissione (pneumatica anziché meccanica), di una consolle indipendente a tre manuali di 58 note e pedale di 30, la quale era collocata al centro della cantoria (con il secondo e il terzo aventi i registri in comune grazie al somiere a doppio scompartimento), venne portato a 63 registri e inaugurato il 30 maggio dello stesso anno. La disposizione fonica era la seguente:[2]

I - Grand'Organo
Principale 16'
Principale 8'
Principale dolce 8'
Salicionale 8'
Viola gamba 8'
Flauto armonico 8'
Bordone 8'
Principalino 4'
Ottava 4'
Flauto a camino 4'
Cornetto 5 file 8'
Duodecima 2.2/3'
Decimaquinta 2'
Ripieno grave 4 file 2'
Ripieno acuto 4 file 2/3'
Bombarda 16'
Tromba 8'
II - Espressivo
Bordone 16'
Principale 8'
Flauto 8'
Bordone 8'
Salicionale 8'
Violino 8'
Unda maris 8'
Concerto viole 8'
Quintaton 8'
Flauto ottaviante 4'
Eolina 4'
Quinta 2.2/3'
Doublette 2'
Ripieno 5 file 2'
Clarinetto 8'
Fagotto Oboe 8'
Tromba dolce 8'
Voci umane 8'
Tremolo
III - Espressivo
Bordone 16'
Principale 8'
Flauto 8'
Bordone 8'
Salicionale 8'
Violino 8'
Unda maris 8'
Concerto viole 8'
Quintaton 8'
Flauto ottaviante 4'
Eolina 4'
Quinta 2.2/3'
Doublette 2'
Ripieno 5 file 2'
Clarinetto 8'
Fagotto Oboe 8'
Tromba dolce 8'
Voci umane 8'
Tremolo
Pedale
Principale violone 16'
Bordone 16'
Bombarda 16'
Tromba 8'
Bordone 8'
Contrabbasso 16'
Gran quinta 10.2/3'
Basso armonico 8'
Gamba 8'
Ottava 4'

Dopo il XVI Congresso Eucaristico Nazionale (1959) cadde in abbandono; nel 2012 iniziò un importante intervento di restauro e ricostruzione effettuato dalla ditta Mascioni di Cuvio.[4] In tal frangente, sono state ricostruite diverse parti mancanti e rifatto integralmente il sistema trasmissivo, che da pneumatico è stato ricondotto a meccanico, con dotazione di una nuova consolle. La nuova disposizione fonica è stata ideata è in modo tale da distinguere i registri Jaquot da quelli Laudani e Giudici.[5]

L'organo è stato rimontato nel 2014 e inaugurato il 20 novembre dello stesso anno con un concerto dell'organista britannica Jennifer Bate.[6]

DescrizioneModifica

L'organo a canne Mascioni opus 1149 è situato in controfacciata, al di sopra dell'alta cantoria, realizzata nel 1926 su progetto di Salvatore Sciuto Patti; questa poggia su due coppie di colonne corinzie ed è caratterizzata da un alto parapetto in legno dorato e intagliato.[7]

 
L'organo durante il concerto inaugurale (20 novembre 2014).

Il materiale fonico si articola in un unico corpo collocato centralmente e racchiuso all'interno di una cassa lignea dorata e riccamente decorata con sculture. Questa si compone di un corpo centrale, relativo all'organo Jaquot, e due laterali leggermente arretrati, frutto dell'ampliamento di Laudani e Giudici; il primo si articola in due campate piatte poste tra tre grandi torri (le due laterali a sezione circolare, quella centrale a sezione poligonale), mentre ciascuno dei secondi si trova in una torre a sezione poligonale raccordata alla cassa francese originaria tramite una campata ad andamento semicircolare. Le canne di facciata sono tutte in metallo, con bocche a scudo con andamento inverso rispetto a quello delle canne.[2]

La consolle, costruita da Mascioni basandosi su quella dell'organo Jaquot della basilica di San Pietro a Riposto (1877), è a finestra e si trova al centro della parete anteriore della cassa. Essa dispone di tre tastiere di 58 note ciascuna (Do1-La5) e pedaliera concavo-parallela di 30 note (Do1-Fa3), con i comandi dei registri posizionati in colonne verticali ai lati dei manuali; questi sono composti da pomelli ad estrazione, con i nomi riportati su tondini in porcellana aventi differenti colori: rosa per i registri relativi all'organo Jaquot; bianchi per quelli dell'ampliamento di Laudani e Giudici.[5]

Il sistema di trasmissione è meccanico sia per i manuali e il pedale, che per i registri; quest'ultimi sono dotati di un sistema elettronico per le combinazioni. Le canne sonanti sono in totale 3.030.[2]

La disposizione fonica è la seguente:[5]

I - Grand-Orgue Jaquot
Bourdon 16'
Flûte 8'
Flûte harmonique 8'
Salicional 8'
Bourdon 8'
Prestant 4'
Flûte chemineé 4'
Quinte conique 2.2/3'
Forniture 4-6 rangs 2'
Basson-hautbois 8'
I - Grand'Organo Laudani e Giudici
Principale I 8'
Principale II 8'
Gamba 8'
Ottava 4'
Quintadecima 2'
Ripieno 4 file 1.1/3'
Tromba 8'
II - Récit expressif Jaquot
Salicional 8'
Unda maris 8'
Bourdon 8'
Flûte octaviante 4'
Doublette 2'
Clarinette 8'
II - Espressivo Laudani e Giudici
Principale 8'
Quintaton 8'
Violino 8'
Principalino 4'
Eolina 4'
Concerto Viole 8'
Ripieno 5 file 2'
Tromba 8'
Voce celeste 8'
Tremolo
III - Clavier de Bombarde Jaquot
Cornet 5 rangs 8'
Bombarde 16'
Trompette 8'
Clarion 4'
Pédale Jaquot
Flûte 16'
Flûte 8'
Flûte 4'
Gambe 8'
Pedale Laudani e Giudici
Contrabbasso 16'
Quinta 10.2/3'
Principale 8'
Ottava 4'

NoteModifica

  1. ^ Giuseppe Adernò, Restaurato l'organo della Cattedrale di Catania, su zenit.org, 24 novembre 2014. URL consultato il 14 settembre 2014.
  2. ^ a b c d e Carmelo Scandura, Excursus sugli organi della Cattedrale di Catania e il Grand’Organo “Jaquot – Laudani e Giudici”, su carmeloscandura.wordpress.com. URL consultato il 14 settembre 2015.
  3. ^ in sostituzione del registro Trompette 8'.
  4. ^ Dopo 20 anni la Cattedrale ritrova la voce: al via il restauro dell'organo a canne, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it, 10 aprile 2012. URL consultato il 14 settembre 2015.
  5. ^ a b c Catania - Cattedrale di S. Agata, su mascioni-organs.com. URL consultato il 14 settembre 2015.
  6. ^ Inaugurazione del grand'Organo, su diocesi.catania.it. URL consultato il 14 settembre 2015.
  7. ^ Chiesa di Sant'Agata Vergine e Martire, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 14 settembre 2015.

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