Organo della chiesa di Sant'Antonio abate a Milano

L'organo della chiesa di Sant'Antonio abate a Milano

L'organo della chiesa di Sant'Antonio abate a Milano è un pregevole strumento storico, costruito dai Brunelli nel XVIII secolo e successivamente più volte oggetto di modifiche e restauro; Wolfgang Amadeus Mozart lo suonò nel 1773, nell'ambito del suo terzo soggiorno a Milano.[1]

StoriaModifica

L'attuale chiesa di Sant'Antonio abate, originariamente affidata ai chierici regolari teatini, venne costruita tra il 1582 e il 1584 su progetto di Dionigi Campazzo e, nel corso dei due secoli successivi, fu oggetto di diverse campagne di decorazione interna.[2]

L'organo venne costruito dalla famiglia organaria Brunelli nel XVIII secolo; tra il 1806 e il 1818, Paolo Chiesa operò un primo intervento di restauro dello strumento. Nel 1864, il monzese Livio Tornaghi, ricevette l'incarico di "riformare" lo strumento secondo i canoni musicali dell'epoca, per adattarlo alle nuove esigenze organistiche; il lavoro venne portato a termine nel 1865 e l'organaro contrassegnò l'organo con il numero d'opera 106. Nuovamente, nel 1881 Giuseppe Bernasconi apportò diverse modifiche, sostituendo alcuni registri con nuovi.[3]

Muto dalla metà del XX secolo, in occasione dell'anno mozartiano 2006 (nel 250º anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart), l'organo è stato restaurato a cura della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano, dalla ditta Inzoli-Bonizzi.[4] Il concerto inaugurale è stato tenuto il 18 ottobre 2006 dall'organista Lorenzo Ghielmi.[1]

DescrizioneModifica

 
Interno della chiesa verso la controfacciata

L'organo a canne è situato sulla cantoria lignea in controfacciata; il materiale fonico è integralmente racchiuso all'interno di una cassa, anch'essa in legno, risalente al restauro di Paolo Chiesa (1806-1818); essa è decorata con dorature che sottolineano gli elementi architettonici, e dipinti monocromi raffiguranti, sulle due lesene laterali, degli strumenti musicali. Al centro, vi è una grande apertura con sommità ad arco a tutto sesto, all'interno della quale vi è la mostra, composta da 29 canne di registro principale, disposte in cuspide unica con ali laterali, con bocche a mitria allineate orizzontalmente; caratteristico il semicatino con decorazione pittorica a cassettoni posto alle spalle delle canne, tipico degli organi costruiti nella seconda metà del XVIII secolo dagli organari pavesi Amati.[3]

 
Consolle

Lo strumento è a trasmissione integralmente meccanica e dispone di 29 registri per un totale di 1109 canne. La consolle è a finestra ed è posta al centro della parete anteriore della cassa, al di sotto della mostra; essa ha un'unica tastiera di 58 note con prima ottava cromatica estesa (Do1-La5, divisione Bassi/Soprani: Si2-Do3), con i tasti diatonici in ebano e quelli cromatici placcati in osso, e pedaliera a leggio di 17 note con prima ottava cromatica estesa (Do1-Mi2, con estensione reale di 12 note, Do1-Si1), costantemente unita al manuale; seguono i due pedali per la Terza mano e il Rollante,[5] mentre alla destra della pedaliera vi sono i due pedaloni del Tirapieno[6] e della Combinazione libera alla lombarda. I registri sono azionati da manette a scorrimento manuale verso sinistra, poste su due colonne alla destra della consolle, secondo il seguente ordine:[7]

Colonna di sinistra - Concerto
Fagotto 8' Bassi
Trombe 8' Soprani
Fluta 8' Soprani
Corno inglese 16' Soprani
Clarone 4' Bassi
Viola 4' Bassi
Duodecima 2.2/3' Bassi
Violino 8' Soprani
Ottavino 2' Soprani
Flauto 8' Soprani
Duodecima 2.2/3' Soprani
Voce umana 8' Soprani
Bombarde 16' (al Pedale)
Timpani (al Pedale)
Terza mano Soprani
Colonna di destra - Ripieno
Principale 16' Bassi
Principale 16' Soprani
Principale 8' Bassi
Principale 8' Soprani
Principale II 8'
Ottava 4' Bassi
Ottava 4' Soprani
Quintadecima 2'
Decimanona 1.1/3'
Vigesimaseconda 1'
Vigesimaseconda II 1'
Vigesimasesta e nona 2/3'-1/2'
Trigesimaterza e sesta 1/3'-1/4'
Trigesimasesta 1/3' Bassi
Contrabbassi con rinforzo 16'+8' (al Pedale)

NoteModifica

  1. ^ a b Enrico Parola, Restaurato l'organo di Mozart «Exultate» in Sant'Antonio Abate, su archiviostorico.corriere.it, 18 ottobre 2006. URL consultato il 6 aprile 2015 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  2. ^ Chiesa di Sant'Antonio Abate, su turismo.milano.it. URL consultato il 6 aprile 2015.
  3. ^ a b L'antico organo della Chiesa di S. Antonio Abate (PDF), su levocidellacitta.org. URL consultato il 6 aprile 2015.
  4. ^ Anno mozartiano 2006: il ministro Buttiglione a Milano. Per il restauro dell'organo di Sant'Antonio Abate, su beniculturali.it. URL consultato il 6 aprile 2015.
  5. ^ privo di canne proprie, aziona meccanicamente le note Mi1 e Sol1 del Contrabbasso 16'.
  6. ^ inserisce tutti i registri della colonna di destra della registriera e, in aggiunta, da quella di sinistra, la Duodecima Bassi e la Duodecima Soprani.
  7. ^ Milano - S. Antonio, su inzoli-bonizzi.com. URL consultato il 6 aprile 2015.

BibliografiaModifica

  • Raffaele Bagnoli, La chiesa e i chiostri di S. Antonio Abate in Milano, Milano, La Favilla, 1945, ISBN non esistente.
  • Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Milano: Commissione per la tutela degli organi artistici (a cura di), Antichi organi: patrimonio di Milano, 2000, ISBN non esistente.

Voci correlateModifica

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