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Orosei
comune
(ITSC) Orosèi
Orosei – Stemma Orosei – Bandiera
Orosei – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Nuoro-Stemma.png Nuoro
Amministrazione
SindacoNino Canzano (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate40°22′47″N 9°41′39″E / 40.379722°N 9.694167°E40.379722; 9.694167 (Orosei)Coordinate: 40°22′47″N 9°41′39″E / 40.379722°N 9.694167°E40.379722; 9.694167 (Orosei)
Altitudine19 m s.l.m.
Superficie91 km²
Abitanti7 049[1] (31-12-2017)
Densità77,46 ab./km²
FrazioniCala Liberotto, Marina di Orosei, Sas Linnas Siccas, Sos Alinos
Comuni confinantiDorgali, Galtellì, Onifai, Siniscola
Altre informazioni
Cod. postale08028
Prefisso0784
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT091063
Cod. catastaleG119
TargaNU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) oroseini
(SC) oroseinos
Patronosan Giacomo Apostolo
Giorno festivo25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Orosei
Orosei
Orosei – Mappa
Posizione del comune di Orosei all'interno della provincia di Nuoro
Sito istituzionale

Orosei (Orosèi in sardo[2]) è un comune italiano di 7 049 abitanti della provincia di Nuoro, in Sardegna. Si trova nell'antica subregione storica delle Baronie, un tempo inclusa in quel che era la Gallura inferirore[3][4].

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

 
Ponte sul fiume Cedrino

Orosei sorge nella piana alluvionale formata dalla foce del fiume Cedrino, chiamata generalmente "Valle del Cedrino", ad una distanza di 2,5 km dal mar Tirreno (Marina di Orosei). Il suo territorio, di 91 k, comprende un'estensione costiera di oltre 20 km lungo i quali si alternano spiagge (Marina di Orosei, Su Barone, Osala, Cala Ginepro, Sas Linnas Siccas, Bidderosa, Sa Curcurica) e strapiombi a picco sul mare del Golfo di Orosei. A Orosei appartengono anche le frazioni marittime di Sos Alinos e Cala Liberotto distanti circa 12 km dal capoluogo comunale.

Il territorio di Orosei è caratterizzato da una morfologia incostante, data dall'alternarsi di pianure, altipiani, e stagni e diverse zone lacustri che caratterizzano il territorio costiero. Nelle dirette vicinanze della Marina, già dal 1845 era segnato uno stagno che raccoglieva le acque piovane della pianura e denominato Stagno di Luca. All'epoca noto come "Stagno di Orosei", era indicato lo stagno della Foce del Cedrino, già descritta dalla Geografia Tolemaica. Esso era sconnesso da quello, lo "Stagno di Osalla", che in seguito ha preso il nome di Palude di Osalla e di Stagno di Avalè - Su Pedrosu, quando negli anni 30 vennero uniti da un sistema di bocche a mare che rendono l'acqua salmastra. Questo sistema lacustre è inquadrato come Sito di interesse comunitario sotto un unico codice.

Lungo il costone est del monte, si apre una caverna di notevole dimensione.

A differenza dei territori di Galtellì e Irgoli, Orosei ha poche fonti, e di scarsa portata, tanto che fino ad almeno il secondo dopoguerra, ci si abbeverava da pozzi (se non dal fiume direttamente) o da cisterne (specialmente i benestanti).

La presenza del Fiume Cedrino ha da sempre reso la piana alluvionale particolarmente fertile, ma anche caratterizzato l'area di esondazioni alluvionali e piene, spesso ripetute. A Cavallo tra il XX secolo e il XXI sono perciò stati eretti e ampliati gli argini artificiali, a protezione delle campagne, così come è presente una foce con scolmatore.

Geografia di Orosei nel Dizionario Casalis - AngiusModifica

Una concisa ma puntuale descrizione del territorio e di questi elementi geografici si trova nelle varie pagine del Dizionario geo-politico Casalis, datato 1838 ma ancora perfettamente valido nella contemporaneità degli elementi descritti.

Nelle coste delle località marittime più a nord, vengono descritti a metà dell'800 gli stagni di Sa Curcurica (denominato "Sa Crocorica") e lo Stagno di Luca, di difficile individuazione. Oggi, infatti, sono presenti altri due stagni di nota rilevanza (quello di Bidderosa, racchiuso all'interno dell'omonima oasi protetta, e quello di Sa Mattanosa) e non è chiaro a quale ci si riferisse. Nello stesso periodo, vengono indicate dal Casalis - Angius altri due paludi/stagni, situate in un altipiano chiamato Durrisolo (a sud di Galtellì), del quale oggi non si può ricollocare la posizione.

Nel 1838 l'area più bassa di Orosei viene descritta generalmente come "stagno di Orosei" nel quale si getta il Cedrino lungo la valle., prima di arrivare alla sua foce originale.

Sorge intorno a Orosei il "gollei" (come vengono indicati nella zona gli altopiani), che viene diviso in diverse parti dal letto del fiume Cedrino. a Sud di questo si innalza per circa 800 metri S.l.d.m., il Monte Tuttavista, la cui materia marmorea era già nota per qualità agli inizi del 1800. I gollei, costituiti principalmente da basalto, fanno da interruzione alla catena calcarea tra il monte Tuttavista, il Capo di Monteseanto e il Monte Albo.

Dal punto di vista costiero, ad Orosei si annoverano, tra i più imponenti Capo Comino e Capo di Montesanto (che costituiscono di fatto, il Golfo di Orosei), Punta Ginepro e Punta Nera.[5]

Il Casalis - Angius sottolinea alcuni elementi distintivi di Orosei, come il forte vento Maestrale, incanalato dai gollei, in grado persino di sradicare grossi alberi; le abitazioni distribuite tra i piedi del monte, e il colle del Gollei; i venti di scirocco che stemperano il calore estivo; l'altopiano con la chiesa di San Gavino e dalla quale si domina tutta la piana; la plaude e la forte umidità della zona, specialmente con i venti del Tirreno; nebbia frequente e intensa (oggi molto più rara); l'inverno mite e la neve rarissima, così come la grandine e i fulmini («dei quali non è a memoria di alcuno che siasi avuto danno»); pioggie copiose in autonno e inverno, scarse in primavera. Numerosi gli olivi, i cedri e le palme.

In quegli anni, un secolo prima degli importanti interventi di bonifica, le aree paludose rendevano spesso l'aria insalubre, principalmente perché ancora non si era aperta una «larga foce» a causa del porto.

ClimaModifica

Fauna e floraModifica

Orosei presenta differenti microclimi, dati principalmente dalle differenti condizioni fluvio-geologiche del territorio. Nelle aree più vicine alla costa e alle spiagge abbondano Pino marittimo e ginepri, accompagnati da oleandri e Eucalyptus. Non mancano la palma nana, il Cytisus argenteus (Cisito argenteo, diffuso nei pascoli aridi) e il Cistus albidus, quest'ultimo diffuso nelle zone più aride.

Nella fauna non mancano cinghiali, volpi, lepri e conigli. Così come numerose specie di volatili, sia da cacciagione che non. Un tempo erano molto presenti anche alcune specie di cervi[8].

Lungo i fiumi come sono state osservate Anatre, e altre 12 specie di uccelli palustri, tra cui il Porphyrio porphyrio, noto come pollo sultano[9] Egretta garzetta, fenicotteri, Gallinelle d'acqua[10]. In mare non è raro vedere cormorani.

Origine del nomeModifica

Non ci sono prove certe che la provenienza etimologica del vocabolo Orosei sia da attribuirsi agli Æsaronenses (Esaronensi), una delle principali tribù nuragiche, così come vengono tramandate dagli scritti romani, che popolavano la Sardegna e la Corsica. Tolomeo tuttavia, in uno dei suoi scritti[11], nel menzionare una stazione romana la chiamò col nome di Fanum Carisi (e citato nel corso dei secoli, in vari documenti, come Fanum Carisio, Fano Carisi, Fanum Orisi[12]) che poi, sotto il Giudicato di Gallura, divenne Urisè (ma noto anche come Urisa, Orise, Urusè e Urisei).

StoriaModifica

Preistoria e storia anticaModifica

L'attuale centro urbano di origine romana, nato da un precedente insediamento nuragico, fu fondato intorno al II secolo in considerazione della sua posizione geografica e strategica. Nell'illustrazione citata dell'Itinerario di Antonino ( BM. Sarà. pag. 7) viene citata la strada Litoranea da Olbia a Cagliari, in cui una delle stazioni è "Fano Carisio", collocata dall'Angius (Dizionario Caralis, Vol. XVIII bis) presso Santa Maria del Mare.

Storia medievale e modernaModifica

 
Chiesa di San Giacomo Maggiore

Orosei viene fatta coincidere da Giuseppe Manno con la «Terra di Oriseto»[13] data in mano in mano al dominio della famiglia pisana dei Caietani.

Orosei ebbe grande sviluppo in epoca giudicale, nel XII secolo, divenendo la più importante sede della curia del Giudicato di Gallura, nella curatoria di Galtellì.

Orosei divenne particolarmente importante in questo periodo, compreso tra il XIII secolo e il XIV[8]. Sono di questo periodo alcuni monumenti più rappresentativi del paese, come la torre di Sant'Antonio e la Chiesa parrocchiale di San Giacomo e San Gavino. Successivamente, nel 1288, Orosei, divenuto comune e dotato di un proprio Breve, entrò a far parte dei possedimenti d'oltremare della repubblica di Pisa e poi, dal 1324, del regno di Sardegna aragonese. Proprio agli aragonesi il paese era risultato attinente dopo una lunga contesa coi Visconti di Milano[14] i quali rivendicavano il giudicato di Gallura per via dei diritti ereditati da Giovanna Visconti di Gallura, figlia di Beatrice d'Este e Nino Visconti.

Nel 1353 una serie di atti notarili, oggi conservati nell'archivio della Società Ligure di Storia Patria, attestano la presenza di uno scalo portuale cittadino. Nel Dizionario del Casalis e dell'Angius, si riporta che, nel 1413, il Porto di Orosei era uno dei pochissimi - insieme al Castel della Fava di Posada, ad essere autorizzato allo scalo merci.[15]

Nel 1355 il giudice Mariano cede, in un accordo siglato tra il Re Aragonese, il Papa e i Doria, che a quest'ultimi non fosse affidato il territorio di Orosei (insieme ad altri), come inizialmente promesso. Questa decisione non venne accolta dagli oroseini, che parteggiavano per i signori di Milano.[16] Non si ha ulteriore notizia di questa rivolta.

Nel 1358 Orosei faceva parte della Curatoria giudicale di Galtellì ed era titolare di uno dei due castelli di quest'ultima.[17]

XVI-XVIII secoloModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Feudo d'Albis.

La baronia di Orosei,o Urisè, fu conceduta ad Enrico di Guevara, marchese di Vademonte nel 1449 30 aprile, e da lui venduta a D. Salvatore Guiso per sé e suoi eredi in perpetuo, in feudo retto e proprio secondo le consuetudini d’Italia. La vendita fu confermata dal re Alfonso nello stesso anno, addì 6 ottobre. Intanto, Orosei ricopriva ancora uno strategico ruolo militare, e il castello/fortezza era ancora il fulcro civile del paese, opposto al fulcro religioso della Chiesa di San Giacomo, costruita meno di un secolo prima.[18] È intorno a questi due nodi che il paese cresce e si sviluppa, articolando la propria prosperità tra impiegati civili e incarichi religiosi, e pian piano unificandosi in un unico abitato.

Passò questo feudo da maschio in maschio fino a D. Antonio Guiso morto senza prole maschile nel 1547; e allora si cominciò a disputare il legittimo possesso tra i discendenti e il fisco fino al 1649, quando il 24 dicembre il consiglio di Aragona si pronunciò in favore di D. Antonio Manca Guiso.

Egli fonderà nel 1686 lo spedale della carità presso la Chiesa di Sant'Antonio Abate, che rimarrà attivo per quasi 3 secoli[8].

I suoi discendenti mantennero il possesso del feudo fino alla morte in giovane età di D. Raffaele Manca (Guiso), quando il fisco lo occupò.

Nel 1746 tra i principali comandanti delle quadriglie, rinomati e premiati per coraggio e gesta, figura l'oroseino Pietro Amatore Mula[19]

Nel frattempo Orosei era diventato un importante sbocco sul mare almeno fino al 1767, con l'apertura della dogana portuale dall'allora Ministro del Regno per gli Affari di Sardegna Giovanni Battista Lorenzo Bogino.[20]

Sorse una nuova disputa tra il fisco, e D. Maddalena Manca, marchesa di s. Filippo, sorella del defunto Manca, che si concluse poi in un accordo del 1790. Siccome però la detta marchesa non poté soddisfare della somma stipulata, si propose un nuovo compromesso, che fu deliberato tra Donna Maddalena col suo figlio primogenito, e i deputati regi, (presidente Cabras, giudice Lostia, conte Fancello, marchese di Villamarina e marchese di s. Tommaso) , secondo il quale la Manca lasciava alla Reale Azienda la baronia di Orosei, e il salto di Planu de Murtas, e conservava gli altri feudi della famiglia. Questa transazione fu confermata con diploma del 1808.

Storia contemporaneaModifica

XIX secoloModifica

Con la riorganizzazione amministrativa del 1839, e l'eliminazione De iure (ma non de facto) del sistema feudale, Orosei dispone di un proprio mandamento, sotto la prefettura di Nuoro e sotto il dipartimento gallurese di Galtellì, col quale era collegato o dalla sponda in secca del fiume, ampiamente carreggiabile, o da un sentiero lungo la montagna difficile e sassoso (sul quale si ricalca la SS129).

In una carta geografica che porta la data di "Venezia 1779" vengono indicate le vicinanze di Orosei come i luoghi in cui esistono miniere d'oro, ma già nel 1838, il Casalis afferma che di nessuna di questa, né di altre riserve aurifere, si ha notizia confermata in Sardegna, ricca invece di cave (come proprio ad Orosei) di «Pietra Volcanica», ovvero basalto.[12]

Proprio da questo sbocco sul mare l'abitato è stato più volte soggetto ad attacchi pirateschi. Una figura semileggendaria nella lotta contro le invasioni dal mare è Tomasu Mojolu, che nel 1806 guidò la resistenza contro l'ultimo attacco turco[21][4], nel quale la popolazione di Orosei, vinse nonostante la superiorità numerica degli assalitori e l'appoggio dell'artiglieria.

Secondo i censimenti del Regno di Sardegna, Orosei ha registrato una crescita continua lungo tutto l'Ottocento: . nonostante ciò, pur essendo un importante centro portuale e commerciale e contrariamente a quanto avverrà nel XXI e nel XX secolo, Orosei non figurava tra i paesi più popolosi della provincia Nuorese.[22] Questo appare ancora più inspiegabile, vista la presenza all'epoca nel centro oroseino di un medico, due chirurghi di condotta e alcuni flebotomi. (Casalis - Angius, p. 948[22] e p. 1104[8]). In più, nel 1838 Orosei era già al centro dei piani urbanistici e infrastrutturali, grazie al cantiere della Macomer- Orosei (attuale Strada statale 129 Trasversale Sarda)[12][23]. Nel medesimo anno, il paese era sede di prigione provinciale.[24] Inoltre, vi erano due farmacie per tutti i paesi del circondario.[8]

I vassalli di Orosei erano divisi in quattro classi e pagavano all'erario «diritti personali, diritti di pascolo, di vino e di estrazione».

Nel 1838 lo spedale della carità di Chiesa di Sant'Antonio Abate era in pieno decadimento, privo di fondi da parte dell'amministrazione comunale e del vescovado, tanto che non era possibile ospitare più di 12 persone.

Una interessante visione della Orosei del 1838 e degli anni antecedenti ci arriva dal viaggio che Vittorio Angius ha intrapreso per raccogliere le informazioni utili alla compilazione del "Dizionario Geografico, Storico, Statistico, Commerciale degli stati di S.M. il Re di Sardegna" di Goffredo Casalis. L'Angius scrisse personalmente tutte le voci riguardanti la Sardegna, e descrive gli oroseini come «generalmente pacifici» e amanti del lucro «che facilmente ricavano dal battello coi battelli napoletani, genovesi e della Maddalena». Allo stesso modo, insieme agli altri abitanti del dipartimento, erano uomini «laboriosi, religiosi, ospitali, vivaci e pieni di valore» che respingevano con valore gli invasori barbareschi, tanto che questi «di rado ardivano avvicinarsi a queste spiagge per le solite depredazioni, ricordandosi di essere stati sempre mal ricevuti e ributtati in mare pure quando avean operato per sorpresa». Nel 1839, di sedici banditi ricercati, uno era di Orosei. d'altronde gli «gli oroseini e gli altri del loro dipartimento sono generalmente pacifici, di rado accade fra essi un omicidio, e in quanto alla fatica non s risparmiano per amore del lucro» tuttavia sono rinomati «bevitori, ma può essere che questa sia un'esigenza per il clima umido e l'aria non buona» (per via delle zone palustri). Sempre secondo l'Angius «in loro onore, ladrie birbi non trovano mai [...] ospitalità», nonostante siano «ancora un po' tiepidi negli uffici religiosi». Gli uomini sono descritti come «vivaci animosi e facili a d'infiammarsi d'ira» mentre le donne come «di altrettanta vivacità, avvenenti, seduttrici»

Orosei infatti, pur non avendo l'importanza che deteneva nel XIV secolo, aveva un porto assai attivo dal quale si commerciavano tutti i prodotti della Barbagia, e non solo. Orosei era un vero e proprio centro di commercio per i prodotti di paesi come Benetutti (formaggi), Bitti, Dorgali, Galtellì (cereali, vini, formaggi e altri prodotti), Gavoi, Nulvi, Ploaghe e tanti altri.

Le genti di Orosei erano tra i principali acquirenti dei prodotti tessili artigianali di Dorgali[23], consumatori della rinomata fonte d'acqua minerale di Galtellì «molto efficace nelle febbri d'intemperie» (Angius, p.473)

In questo secolo, prima delle bonifiche avvenute nel secolo successivo, le malattie più comuni erano le pleuriti (che, seppur prevenibile, causava molti morti per noncuranza)[8], le febbri perniciose e l'epilessia.

XX secoloModifica

Nel 1931 il paese raggiunge quota 2.430 abitanti.[14]

Nel secondo dopoguerra la Fondazione Rockefeller avviò ad Orosei un'importante bonifica delle aree paludose site a pochi km dal centro, che portò a una drastica riduzione della presenza della anophele, permettendo lo sfruttamento di terreni destinati all'agricoltura. La bonifica era stata preceduta da un primo intervento negli anni '30[14]

Successivamente, a partire dagli stessi anni '50, e in particolare intorno agli anni '70, il centro abitato si è esteso alla costa, tramite la costruzione di alcune frazioni, come Sos Alinos (della cui inaugurazione parlano alcuni video storici per l'eccezionale presenza dell'allora ministro Giulio Pastore che aveva già annunciato l'opera come investimento e sviluppo della Cassa del Mezzogiorno.[25]) e Cala Liberotto, dove negli anni ottanta è stata istituita l'area protetta dello stagno di Bidderosa.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Sono presenti 17 chiese consacrate:

ed inoltre le chiese semidistrutte di Nostra Signora di Loddhusio e di San leonardo, oppure quasi totalmente distrutte come quella di San Prospero. mentre nel 1838 vengono citate 12 chiese consacrate più diverse cappelle minori, tra cui: il Rosario Vecchio, S. Giorgio,S. Giovanni de susu, S. Giovanni Muleddu, S. Giovanni Evangelista, San Salvatore, Vergine di Monferrato[8]. Alcune di queste oggi sono impossibili da individuare nel centro storico.

Inoltre, fino ala fine del XVIII secolo era presente un convento di suore cappuccine , traferitesi poi a Orune[8]. Quel che resta del convento venne trasformato in casa nobile, e la cappella del convento in Monte Granatico, poi abbandonato fino al recente recupero[26].

Architetture militariModifica

  • Torre di Sant'Antonio Abate (ultima rimasta di una serie, nel XVIII e XIX secolo era l'abitazione dell'economo dello spedale[8])
  • Sa prejone vetza (it. la prigione vecchia) (ex castello giudicale)
  • Due torri militari sorte sul Gollei, vennero disfatte nel 1793 per recuperare i materiali della nuova chiesa parrocchiale[8].
  • Molto probabilmente Orosei era cinto di mura[8]: sia per la presenza di torri, sia per quella del castello, del quale sono riaffiorati alcune fondamenta nei lavori di rifacimento della Piazza delle Anime.

Siti archeologiciModifica

Dei 13 nuraghi censiti o comunque individuati nel territorio comunale, si segnalano:

  • Nuraghe di Gulunie (o di Osala)
  • Nuraghe Rampinu
  • Villaggio Nuragico di "Sa Linnarta" con pozzo sacro

Almeno fino al 1838[8] erano chiaramente distinguibili resti «di antica popolazione» (non è chiaro se solo nuragiche o anche romane) poco distante dalla chiesa di Loddusio (dove oggi si sa esserci resti di muraglie nuragiche), lungo la zona di Gulunie, e sotto il colle di Santa Lucia.

Aree naturaliModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[27][28]

 

Censimenti storiciModifica

Secondo i censimenti del Regno di Sardegna, Orosei ha registrato una crescita continua lungo tutto l'Ottocento: nel 1827 c'erano 1420 abitanti, nel 1829 erano 1540, nel 1831 invece 1500, mentre nel 1834 erano 1620.

Nel 1838 si contavano a Orosei 1905 persone, con un notevole incremento, giustificato secondo Vittorio Angius dalla progressiva introduzione delle vaccinazioni.[8] Nel medesimo censimento si sottolinea la presenza di 12 famiglie nobili, 435 sono famiglie possedenti. Inoltre vi erano 500 agricoltori, 40 pastori, 25 pescatori, 50 negozianti all'ingrosso e al minuto, 60 artigiani, 5 preti, 12 uffciali civili, 5 sanitari (un medico, due chirurchi e due flebotomi), 2 notai.

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di 488 cittadini stranieri e cioè il 7% della popolazione residente. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:

Lingue e dialettiModifica

La variante del sardo parlata a Orosei è quella nuorese baroniese, e veniva descritto un tempo come «similissimo a quello dei bittesi, ma la pronuncia è più spedita»[8]

Tradizioni e folcloreModifica

Molto legati alle tradizioni locali di usi e costumi, Orosei è da sempre caratterizzata - come molto paesi della Sardegna - da abitudini ricorrenti.

Nei secoli scorsi, e anche oggi - seppur più di rado -, sono soventi i balli pubblici in piazza, un tempo accompagnati dal suono del tamburino o dal canto dei cori[8] oggi più dal suono della fisarmonica.

Un tempo si soleva, durante i funerali, che le donne del parentado cantassero - in abiti scuri per il lutto - il dolore della perdita e le lodi del defunto.[8] Questa pratica oggi è scomparsa.

Sono scomparse altresì i tradizionali palii che si svolgevano durante la Festa del Rimedio e durante la festa della Santissima Vergine, quest'ultima non più celebrata. In queste feste nel XVIII e XIX secolo si celebrava con balli in piazza al canto di cori e piccole fiere itineranti.[8]

CulturaModifica

MuseiModifica

  • Museo dei teatrini in miniatura "Don Nanni Guiso", il cui allestimento originale è stato curato nel 1997 dall'architetto Vittorio Gregotti. Il museo aprì nel 2000[29] e prende il nome da Don Giovanni "Nanni" Guiso, ultimo proprietario dei grandi appezzamenti e dei manufatti appartenuti alla casata[29]. Il museo ha sede nel palazzo della "Caserma Vetza", ex abitazione nobile, poi Caserma dei Carabinieri. Ospita opere comprendenti teatrini settecenteschi, tele senesi, una collezione di libri antichi di autori e tematiche sardi, costumi di carnevale antichi e altri oggetti di artigianato[29].

CinemaModifica

Orosei è stata scelta come location cinematografica in differenti occasioni. Il paese è stato il set per il film Una questione d'onore (film 1965) di Luigi Zampa, mentre la spiaggia di Cala Ginepro, nella frazione di Cala Liberotto, è stata scelta per alcune scene del film con Paolo Villaggio dal titolo Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure.

EventiModifica

Orosei ha una storia ricca e le manifestazioni seguono spesso un profilo in cui il carattere religioso viene integrato dagli aspetti profani della festa, senza mai distaccarsi dalle profonde radici immerse nella tradizione.

  • Il 16 gennaio si festeggia Sant'Antonio Abate, in onore del quale si accende il tradizionale falò ("su ocu de Sant'Antoni").
  • La Pasqua è caratterizzata dai riti della Settimana Santa: Sos Sepurcros, Via Crucis e S'Incontru (il giorno di Pasqua).
  • A metà maggio si celebrano i festeggiamenti in onore di Sant'Isidoro (Sant'Isidru), durante i quali si svolge la processione di cavalli e carri addobbati a festa.
  • L'ultima domenica di maggio è dedicata a Santa Maria 'e Mare. Si svolge una processione di barche dei pescatori che, dal ponte sul fiume Cedrino portano il simulacro della Madonna sino alla chiesa di origine pisana, posta alla foce del fiume.
  • Il 25 luglio si festeggia San Giacomo Apostolo, il patrono di Orosei.
  • Nel mese di settembre si celebrano due novene presso il Santuario Mariano della Madonna del Rimedio.
  • A novembre si festeggia San Gavino, nell'omonima chiesetta.

Durante il corso dell'anno, specialmente nel periodo estivo, vengono spesso organizzate sagre e manifestazioni culinarie che puntano a far conoscere e gustare i prodotti tipici sardi e, specialmente, del territorio locale. A queste manifestazioni culinarie si accompagnano spesso eventi musicali e di poesia. Questi ultimi si concentrano principalmente durante la festa di San Giacomo Apostolo, patrono del comune, e durante la prima novena della festa della Madonna del Rimedio.

Più volte ad Orosei sono stati ospiti, nel corso di vari eventi, artisti di fama nazionale e internazionale come Nek, Molella, Prezioso, Gabry Ponte, René la Bulgara, Pino e gli Anticorpi, Paps'n'Skar.[30]

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

Il comune di Orosei è costituito dalle seguenti 5 frazioni:

  • Cala Liberotto: dista 10,52 km dal centro comunale (coordinate: latitudine 40°26'45"N - longitudine 9°47'2"E)

altitudine: 6 m s.l.m. - popolazione: 110 abitanti.

  • Marina di Orosei: dista 2,26 km dal centro comunale (coordinate: latitudine 40°22'26"N - longitudine 9°43'14"E)

altitudine: 0 m s.l.m.

  • Sas Linnas Siccas: dista 8,20 km dal centro comunale (coordinate: latitudine 40°25'32"N - longitudine 9°46'15"E)

altitudine: 13 m s.l.m. - popolazione: 35 abitanti.

  • Sos Alinos: dista 8,93 km dal centro comunale (coordinate: latitudine 40°26'20"N - longitudine 9°45'59"E)

altitudine: 7 m s.l.m. - popolazione: 186 abitanti

EconomiaModifica

 
Estrazione del marmo.

Orosei, nel corso dei secolo, ha basato la propria economia sul commercio sia locale che portuale, grazie alla presenza di un importante porto già in epoca medievale.

La morfologia geografica locale ha permesso anche lo sviluppo di piccole realtà protoindustriali come le cave di basalto derivanti dagli altopiani di pietra vulcanica, e la produzione di calce per costruzione, grazie alla presenza abbondante di roccia calcarea ai piedi del monte, dove si trovano numerose antiche fornaci.

Per questa ragione si possono tutt'oggi notare dei profondi pozzi e dei segni di scavo di epoca pisana nel tentativo di trovare minerali utili.

XIX secolo[8]Modifica

Non mancavano le produzioni agricole e pastorali locali, anch'esse legate al commercio interno ed "estero". Ad Orosei si coltivava e si commerciava grano, orzo, fave, fagioli e legumi, lino in grandi quantità (venduto in parte, e oggetto di lavorazioni artigianali per la restante, in quasi la totalità delle famiglie come fonte principale di tessuti e tovaglie). Il terreno e il clima erano adatti anche per coltivazioni di mai e patate, ma se ne rimarca nel 1838, la totale assenza negli orti oroseini.

Si coltiva abbondantemente vite, grazie al clima particolarmente favorevole e prosperoso, che permette una produzione di vino (sia comune che di pregio) tale da essere consumato sia nel paese che venduto ai paesi vicini e ai mercanti stranieri.

Almeno 25 frutti diversi si coltivano, tra cui cedri, della cui specie si notano esemplari tali da far credere che la pianta fosse già coltivata nel periodo romano (da cui Cedrus, Cedrinus, ovvero il fiume Cedrino). Abbondante anche la coltivazione di fighi, ciliegi, granati, peri, susini, albicocchi, peschi e tutte le altre specie comuni. Anche i mandorli sono coltivani e fonde di reddito considerevole. In totale l'agricoltura dava da lavorare ad oltre 500 persone, di cui 300 massari e 200 garzoni.

La pastorizia si basa principalmente sul pascolo e l'allevamento di vacche, capre e pecore. Di quest'ultime si ha abbondanza specie in inverno, quando si da ospitalità ai greggi dei paesi più freddi. Per questo motivo, i due salti demaniali del territorio di Orosei (Pirastreddu e Murta de kervos, corrispondenti oggi a topominimi campestri) sono spesso concessi in affitto. Non mancano introiti e commercio derivanti dall'allevamento di buoi, porci, cavalli, asini, cavalli.

Così come non manca l'apicoltura, favorita dalla vegetazione fioritissima e dalla temperatura favorevole. Da questo ne deriva una importante produzione di miele, che insieme alle scorze di limone o di arancia, costituiscono gli ingredienti alla base del redditizio e tradizionale commercio di confetture tipiche chiamate cedrate o aranciate.

Nel contempo è già noto l'utilizzo e la coltivazione della pompia.[8]

Orosei è il punto di commercio e smercio dei prodotti della provincia di Nuoro che eccedono mercato interno, e da qui vengono esportati nei paesi esteri della penisola italiana. Principalmente si commerciano cereali, vini, lane, formaggi (verso Livorno, Napoli e Genova). Vi è anche un piccolo commercio di articoli importati, numero ristretto al poco necessario, come ferro, generi coloniali, alcune cose di lusso, e da qui sono poi venduti per tutta la provincia. Di questi prodotti sono presenti pure alcune botteghe nel paese.

XX secoloModifica

L'economia era essenzialmente basata sull'agricoltura irrigua fino allo sviluppo del settore turistico tra gli anni '70 e '80. L'agricoltura odierna è basata soprattutto sulle aziende agricole e vinicole, ma persistono ancora realtà di allevamento e agricoltura meno sviluppata. Un contributo alla crescita economica del paese è stato dato dal maggiore sfruttamento delle cave di marmo e, successivamente del turismo balneare (Marina, Osala, Su Barone, Cala Liberotto con le spiagge di Sas Linnas Siccas, Marzellinu, Cala Ginepro, Mattanosa, Bidderosa, Sa Curcurica). Proprio quest'ultimo è oggi giorno diventato uno dei comparti economici pilastro dell'economia oroseina. Bar, rivendite, alberghi, b&b e l'edilizia per case e appartamenti di villeggiatura sono fortemente legate alla stagione estiva.

Infrastrutture e trasportiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Strada statale 129 Trasversale Sarda.
 Lo stesso argomento in dettaglio: SS125.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Salvatore Antonio Manuel Delogu Democrazia Cristiana Sindaco [31]
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Nino Canzano lista civica di centro-sinistra Sindaco [32]
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Antonio Vardeu lista civica di centro-destra Sindaco [33]
28 maggio 2006 15 maggio 2011 Gino Derosas lista civica Sindaco [34]
15 maggio 2011 5 giugno 2016 Francesco Paolo Mula lista civica "La Tua Orosei" Sindaco [35]
5 giugno 2016 - Nino Canzano lista civica "Futuro Per Orosei" Sindaco [36]

GemellaggiModifica

SportModifica

Numerose le attività sportive presenti ad Orosei: le più conosciute sono il calcio, con l'Associazione Sportiva Dilettantistica Fanum Orosei, che milita nel campionato regionale sardo di seconda categoria e le società pallavolistiche della Sirio Orosei e della VBC Orosei, che predispongono di un ottimo settore giovanile; sono presenti inoltre la società di pesca sportiva, ciclismo, "tiro a volo", rugby e la società di basket "Pallacanestro Orosei". Orosei inoltre ospita dal 2007 una tappa del campionato mondiale di Triathlon denominata "X Terra Italy", nella zona di "Biderosa".

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 458.
  3. ^ Angius, p. 472. "Gallura".
  4. ^ a b Vittorio Angius e Luciano Carta (a cura di), Cagliari, in Città e Villaggi della Sardegna dell'Ottocento Vol.1, p. 287.
  5. ^ Goffredo Casalis, Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli stati di S.M. il re di Sardegna, G. Maspero, 1851. URL consultato il 15 febbraio 2019.
  6. ^ Classificazione sismica dal sito della Protezione Civile (XLS), su protezionecivile.it. URL consultato il 27 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2009).
  7. ^ Tavola dei Gradi giorno dal sito dell'ENEA (TXT), su clisun.casaccia.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  8. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Angius, pp. 1104 - 1107 "Orosei".
  9. ^ Provincia di Nuoro, su www.provincia.nuoro.gov.it. URL consultato il 16 febbraio 2019.
  10. ^ L'argine come itinerario turistico Orosei, un'idea per valorizzare l'area del Cedrino - La Nuova Sardegna, su Archivio - La Nuova Sardegna. URL consultato il 16 febbraio 2019.
  11. ^ Tolomeo (Geographia, cit., lib. III, 3, tab. 7, Europa).
  12. ^ a b c Goffredo Casalis, Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli stati di S.M. il re di Sardegna, G. Maspero, 1851. URL consultato il 1º settembre 2018.
  13. ^ Giuseppe Manno, Storia di Sardegna, p. 130.
  14. ^ a b c OROSEI in "Enciclopedia Italiana", su www.treccani.it. URL consultato il 31 dicembre 2017.
  15. ^ Gallura, una delle quattro parti della Sardegna medievale - Comuni Sardi, La Storia - L'Unione Sarda.it, in L'Unione Sarda.it, 18 maggio 2009. URL consultato il 28 agosto 2018.
  16. ^ GOFFREDO CASALIS, DIZIONARIO GEOGRAFICO STORICO-STATISTICO-COMMERCIALE, 1853. URL consultato il 2 settembre 2018.
  17. ^ GOFFREDO CASALIS, DIZIONARIO GEOGRAFICO STORICO-STATISTICO-COMMERCIALE, 1853. URL consultato il 15 febbraio 2019.
  18. ^ Alfredo Ingegno, Michele Carta, Alma Casula, Il centro storico di Orosei, BetaGamma.
  19. ^ Angius, "Gallura", p.498.
  20. ^ L'antico porto di Orosei riemerge dal mare - Cronaca - la Nuova Sardegna, in la Nuova Sardegna, 29 aprile 2015. URL consultato il 31 dicembre 2017.
  21. ^ Storia di Orosei dal sito ufficiale del Comune di Orosei, su comune.orosei.nu.it. URL consultato il 29 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2015).
  22. ^ a b http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_93_20080328165703.pdf, in Dizionario dei Comuni - Casalis (PDF).
  23. ^ a b Vittorio Angius, Città e Villaggi della Sardegna Dell'Ottocento - vol 1 (PDF), p. 384.
  24. ^ Angius - pag. 945.
  25. ^ Maurizio Bressan, Orosei che c'era, 16 agosto 2014. URL consultato il 30 dicembre 2017.
  26. ^ Restauro dell’ex Monte Granatico - Cronaca, su la Nuova Sardegna, 17 gennaio 2014. URL consultato il 16 febbraio 2019.
  27. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  28. ^ [1] - Casalis G. con Angius V. "Dizionario dei Comuni del Regno"
  29. ^ a b c Angelo Fontanesi, E Orosei inaugura il museo dei teatrini Il palazzo e le preziose opere d'arte donati dal notaio Giovanni Guiso, in La Nuova Sardegna, 31 dicembre 1999. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  30. ^ Orosei, i Dj si scatenano - la Nuova Sardegna dal 1999.it » Ricerca
  31. ^ Comunali 06/06/1993, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  32. ^ Comunali 27/04/1997, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  33. ^ Comunali 13/05/2001, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  34. ^ Comunali 28/05/2006, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  35. ^ Comunali 15/05/2011, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  36. ^ Comunali 05/06/2016, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.

BibliografiaModifica

  • Manlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei Comuni della Sardegna, 3 (M-O), Sassari, Carlo Delfino editore, 2006, ISBN 88-7138-430-X.
  • Francesco Floris (a cura di), Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&ComptonEditori, 2007.
  • Giuseppe Mercurio, S'allega baroniesa: la parlata sardo-baroniese: fonetica, morfologia, sintassi, Milano, Ghedini Editore, 1997, SBN IT\ICCU\CAG\0066525.
  • Francisco de Vico, Historia general de la isla y Reyno de Sardegna, Barcellona 1639
  • Michele Carta, Alfredo Ingegno, Alma Casula, Il centro storico di Orosei, BetaGamma, 2001
  • Michele Carta, Famiglie di Orosei, Edizioni Solinas, Nuoro2014
  • Goffredo Casalis, Dizionario geografico, storico, statistico, commerciali degli stati di S. M. il Re di Sardegna, G.Maspero. 1833-1856.
  • Vittorio Angius, Villaggi e città della Sardegna dll'Ottocento Ilisso, 2007

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