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Ortucchio
comune
Ortucchio – Stemma Ortucchio – Bandiera
Ortucchio – Veduta
Foto panoramica di Ortucchio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
SindacoRaffaele Favoriti (Lista civica Ortucchio che vogliamo) dal 19-6-2016
Territorio
Coordinate41°57′22″N 13°38′48″E / 41.956111°N 13.646667°E41.956111; 13.646667 (Ortucchio)Coordinate: 41°57′22″N 13°38′48″E / 41.956111°N 13.646667°E41.956111; 13.646667 (Ortucchio)
Altitudine680 m s.l.m.
Superficie39 km²
Abitanti1 787[1] (31-12-2018)
Densità45,82 ab./km²
Comuni confinantiCollelongo, Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Pescina, Trasacco
Altre informazioni
Cod. postale67050
Prefisso0863
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066064
Cod. catastaleG145
TargaAQ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantiortucchiesi
Patronosant'Orante
Giorno festivo28 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ortucchio
Ortucchio
Ortucchio – Mappa
Posizione del comune di Ortucchio all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Ortucchio è un comune italiano di 1 787 abitanti[1] della provincia dell'Aquila, in Abruzzo.

Indice

Geografia fisicaModifica

 
Il territorio montano di Ortucchio

Il comune marsicano è situato sul versante sud-est della piana del Fucino, dove prima del prosciugamento dell'omonimo lago sorgeva una piccola isola dai confini non chiaramente delineati a causa della variazione dei livelli dell'acqua nel corso del tempo. Il territorio si caratterizza per i paesaggi totalmente differenti tra loro come la fitta boscaglia di montagna, i fertili campi della piana fucense, la zona archeologica o quella artigianale e industriale. Il paese confina con i comuni di Collelongo, Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Pescina e Trasacco ed è situato a ridosso dell'area di protezione esterna del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Dista circa 25 chilometri da Avezzano[2], 78 dall'Aquila[2] e circa 128 da Roma[2].

Origini del nomeModifica

Ortucchio era una piccola isola situata all'estremità sud orientale del lago Fucino paragonata dall'umanista Pietro Marso, all'isola di Ortygia nel mare di Siracusa da cui acquisì il toponimo medievale[3][4]. Un'ipotesi farebbe derivare il toponimo da una variazione linguistica del termine latino "Hortus" ("piccolo orto" o "giardino")[5] oppure da "Ortus acquarum" ("origine dalle acque")[6].

StoriaModifica

 
Ingresso della grotta La Punta

Ortucchio come tutta l'area del Fucino fu abitata sin dall'epoca preistorica dalle tribù bertoniane che, spostandosi dall'area costiera, trovarono riparo nelle grotte presenti a mezza costa alle pendici dei monti, lungo la linea del bacino lacustre. Rivestono particolare interesse archeologico ed archeozoologico le cavità situate nel territorio comunale, in particolare le grotte Maritza, di Ortucchio, La Cava e La Punta[7]. Successivamente gli insediamenti umani si spostarono verso valle in prossimità della riva del lago fucense.

Nel VII e VI secolo a.C. sulle sponde stanziarono stabilmente i Marsi, popolo italico di guerrieri e sacerdoti. A causa della mancata concessione della cittadinanza romana iniziarono le ostilità tra i popoli italici, che si unirono in una confederazione con a capo il condottiero Quinto Poppedio Silone, e i romani.

Dopo la prima metà del Quattrocento Paolo Marso e successivamente altri storici, tra cui Muzio Febonio e Pietro Antonio Corsignani, sostennero l'ipotesi che l'antica e mitica città di Archippe, inghiottita secondo la leggenda dalle acque del lago Fucino, fosse situata tra Ortucchio e Trasacco nella contemporanea località di Arciprete[8].

Di certo il centro situato a ridosso del colle che acquisì il nome di Ortuclae o Ortuclum[6] veniva chiamato in epoca medievale Ortygia[9]. Assoggettato a Ruggero conte di Celano passò successivamente grazie a Ferdinando d'Aragona sotto la signoria di Antonio Todeschini Piccolomini. L'avvento dei Piccolomini mutò sensibilmente l'aspetto del paese, migliorando la condizione sociale. La dominazione spagnola e il successivo avvento dei briganti, legati alle rivolte napoletane di Masaniello, recarono devastazioni e gravi danni alla precaria condizione economica di quel periodo. A tutto ciò si aggiunsero la peste del 1656 e le devastanti e improvvise inondazioni del lago Fucino.

Nel 1807 i cittadini fecero vanamente appello a Giuseppe Bonaparte affinché provvedesse a delocalizzare il centro abitato più a monte, al riparo dalle inondazioni fucensi. Bonaparte commosso dall'appello promise di farlo con il desiderio che il paese venisse ridenominato "Giuseppopoli". Nella seconda metà dell'Ottocento Alessandro Torlonia riuscì a tramutare il lago in una fertile pianura, sfruttando l'opera idraulica dei Cunicoli di Claudio, preesistente dall'epoca romana. Dopo aver fatto ingrandire collettore ed emissario fu prosciugato il Fucino, fino ad allora terzo lago d'Italia per estensione. Casa Torlonia fu dichiarata proprietaria per quasi un secolo dei terreni emersi contro il volere dei comuni ripuari. Dopo le lotte contadine il Governo varò la riforma agraria del 1950 che portò anticipatamente all'esproprio e alla formazione, il 28 febbraio 1951, dell'ente di gestione pubblica della Maremma e del Fucino.

Il terremoto della Marsica del 1915 causò circa 1.200 vittime su un totale di 2.534 abitanti e gravissimi danni al patrimonio architettonico di Ortucchio, in particolare alla chiesa di Sant'Orante e al castello Piccolomini[10]. Il paese fu ricostruito nel corso del XX secolo[11][12].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Il santuario di Sant'Orante
 
Chiesa della Madonna del Pozzo
 
Chiesa di Santa Maria Capodacqua
Santuario di Sant'Orante
L'edificio di culto più volte ampliato nel corso dei secoli, venne edificato intorno alla fine dell'VIII secolo d.C. su una preesistente struttura a base poligonale risalente al III-II secolo a.C. Il nome originario della chiesa era "Santa Maria in Ortucla" (o "Santa Maria in Ortuchís"). Gravemente danneggiato dal terremoto del 1915 che fece crollare il tetto danneggiando le navate laterali e i pregevoli affreschi, mentre fortunatamente rimase integro il portale caratterizzato da tre colonnine circolari per lato. La ricostruzione avvenne alla fine degli anni sessanta dello scorso secolo. Nel Quattrocento dimorò all'interno di questo edificio, vivendo dell'elemosina dei fedeli e riposando sul pavimento della chiesa, sant'Orante. La sera del 5 marzo 1431, costretto all'addiaccio, il religioso morì. La mattina successiva trovarono l'eremita su un fascio di sarmenti che non erano più secchi ma avevano messo foglie e grappoli d'uva. Nel 1578 fu realizzata nell'interno della chiesa la cappella in onore del patrono, che viene celebrato con riti religiosi e civili il 5 marzo e il 28 settembre. In un'urna di vetro sono conservate le sue ossa[13][14]. Nel 2018 il vescovo di Avezzano, Mons. Pietro Santoro ha elevato la chiesa a santuario[15].
Chiesa della Madonna del Pozzo
La chiesa rurale sorge a circa tre chilometri da Ortucchio sulla strada per Lecce nei Marsi in località Cerqueto, toponimo che indica il grande bosco di querce che caratterizzava il paesaggio circostante e ricopriva interamente la valle di Ortucchio che si estendeva dalle rive alle pendici dei monti circostanti. I luoghi furono descritti con incanto dal viaggiatore inglese Keppel Richard Craven che circumnavigò il lago Fucino nell'Ottocento. L'edificio originario fu edificato nel XII secolo. Lo storico Andrea Di Pietro, canonico teologo della cattedrale dei Marsi, in una sua opera riportò: "in Terra sita in pertinentiis Vici in loco dicitur Cerquito juxta rem Sanctae Mariae de Puteo". Diversamente dalla vicina chiesa di San Quirico, dipendente con tutte le pertinenze dal monastero benedettino di Valleluce (nei pressi di Sant'Elia Fiumerapido nel Lazio), la chiesa della Madonna del Pozzo con gli annessi benefici dipese dall’abbazia di San Clemente a Casauria e, oltre che servire da luogo di culto dei tre paesi di Ortucchio, Lecce e Gioia, fu anche il punto di riferimento religioso del vicino villaggio di Vico (tra i contemporanei centri di Gioia e Casali d'Aschi) e del poco distante monastero scomparso di San Clemente in Calluco[16].
Chiesa di Santa Maria Capodacqua
La chiesa parrocchiale situata nel centro urbano venne edificata nel corso degli anni cinquanta. L'edificio a navata unica si caratterizza per lo stile architettonico moderno

Architetture civiliModifica

 
Il palazzo municipale
Palazzo municipale
L'edificio di architettura moderna che ospita il comune si trova nella piazza dedicata ad Alfred Zampa, costruttore di ponti negli Stati Uniti d'America.

Architetture militariModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Castello Piccolomini (Ortucchio).
 
Castello Piccolomini di Ortucchio
Castello Piccolomini
Si tratta di una struttura fortificata medievale e rara nella sua tipologia architettonica, condizionata, con i suoi elementi strutturali, a "coesistere" in una porzione del prosciugato lago del Fucino. Il maniero venne ultimato nel 1448 per volere di Antonio Piccolomini[17][18]. Le parti più alte della struttura, accessibili al pubblico, offrono il panorama offerto dalla piana del Fucino e dal sottostante laghetto naturale con parco annesso. Il maniero non a caso, nel 1843, fu disegnato dal noto viaggiatore inglese Edward Lear, rapito dalla bellezza della fortezza lacustre medievale e dal paesaggio circostante[19][20].

Siti archeologiciModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Grotte di Ortucchio.
 
Ingresso della grotta Maritza
Grotte di Ortucchio
Le grotte Maritza, Ortucchio (o dei porci), La Penna, La Cava e La Punta unitamente alle necropoli di Via Mesola, di Strada 28 del Fucino e al villaggio di Colle Santo Stefano, situato in località Pozzo di Forfora[21] rappresentano dei complessi archeologici che testimoniano come sin dal Paleolitico superiore le popolazioni bertoniane provenienti dalla costa abruzzese e appartenenti alla razza di Cro-Magnon avessero stanziato in modo continuativo grazie alle favorevoli condizioni ambientali e climatiche del territorio circostante il lago Fucino[22][23]. La prima ricognizione dell'area risale agli anni Cinquanta ed è stata condotta dall'archeologo Antonio Mario Radmilli dell'Università di Pisa. Articolati studi hanno dimostrato come tra i 23.000 e i 12.000 anni fa i livelli delle acque del Fucino fossero più bassi tanto da rendere praticabili i bordi lacustri e le sue cavità naturali di origine perlopiù tettonica. Studi e ricerche compiuti nei sedimenti dell'ex lago e i rinvenimenti nelle grotte testimoniano come i cambiamenti climatici ed ambientali, determinati anche dai mutamenti dei livelli lacustri, abbiano cambiato anche le abitudini e i comportamenti umani[24].

Aree naturaliModifica

 
Laghetto di Ortucchio
Laghetto di Ortucchio
Il parco comunale di Ortucchio circonda il laghetto, unico residuo dell'antico lago Fucino, situato alle porte del paese.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[25]

 

Tradizioni e folcloreModifica

Il 5 marzo e il 28 settembre si svolgono rispettivamente le feste primaverili ed autunnali in onore del patrono di Ortucchio, sant'Orante[26].

CulturaModifica

EventiModifica

Tra maggio e giugno si svolge la premiazione del concorso letterario nazionale Caro Diario rivolto agli autori di racconti inediti in forma di diario[27].

EconomiaModifica

AgricolturaModifica

Numerose aziende agricole della piana del Fucino si distinguono per la qualità degli ortaggi. Particolarmente rinomate sono le patate del Fucino, riconosciute con il marchio di qualità IGP attribuito dall'Unione europea, e le carote dell'altopiano del Fucino, anch'esse riconosciute IGP. Sono diverse le produzioni orticole d'eccellenza del territorio. In Abruzzo il 25% del PIL agricolo arriva dal Fucino[28].

IndustriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Centro spaziale del Fucino.
 
Costruzione della prima grande antenna di Telespazio nel 1966, dopo la fase sperimentale
 
Il centro spaziale del Fucino scattato da Sperone

Il Centro spaziale del Fucino, gestito dall'azienda Telespazio, è situato nel territorio comunale in località Cintarella. È stato realizzato a cominciare dal 1962 per gestire i primi esperimenti di telecomunicazioni satellitari tra l'Europa e gli Stati Uniti avviati nell'anno successivo. La fase sperimentale, conclusasi favorevolmente, ha consentito dal 1966 di procedere all'ampliamento del centro spaziale, attraverso la costruzione di diverse antenne paraboliche di grandi dimensioni. Con le sue 170 antenne distribuite su 370.000 m² di superficie, è indicato come il primo e tra i più importanti teleporti al mondo per usi civili. Il centro spaziale del Fucino intitolato a Piero Fanti ospita, inoltre, uno dei centri di controllo che gestisce i 30 satelliti e le attività operative del sistema di navigazione europeo "Galileo". Il centro è tra i principali operatori al mondo nel campo dei servizi satellitari. Per le sue attività l'azienda può contare su una rete nazionale ed internazionale di centri spaziali e teleporti. Quasi a collegare simbolicamente la moderna tecnologia delle comunicazioni spaziali con quella pionieristica di Guglielmo Marconi, presso la sede abruzzese di Telespazio, è stata situata la parte della poppa completa di elica e timone del panfilo Elettra sul quale Marconi, dal 1919 sino agli anni trenta, effettuò studi e primi esperimenti di radiofonia, facendolo diventare il primo "laboratorio galleggiante" della storia. Alcuni frammenti ferrosi dello scafo sono stati fatti analizzare dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Roma che ha promosso il restauro del panfilo[29][30]. Il 24 marzo 1985 Papa Giovanni Paolo II in visita nel centro spaziale inviò un messaggio di pace a tutti i lavoratori del mondo[31].

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Il casello autostradale di Pescina dell'autostrada A25 è distante circa 10 chilometri[2].

AmministrazioneModifica

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Ortucchio dal 1985 ad oggi[32].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1999 2006 Mario Frigioni Lista civica Sindaco
2006 2011 Federico D'Aulerio Lista civica di Centro-destra Sindaco
2011 2016 Federico D'Aulerio Lista civica di Centro-destra Sindaco
2016 in carica Raffaele Favoriti Lista civica Ortucchio che vogliamo Sindaco

GemellaggiModifica

SportModifica

 
Lo stadio comunale
 
La piscina comunale

CalcioModifica

La squadra di calcio di Ortucchio è l'Ortygia che milita nei tornei dilettantistici della regione Abruzzo. I colori sociali sono il rosso e il nero[34].

L'A.S.D. Virtus Marsica Est è una società di puro settore giovanile[35].

Pesca sportivaModifica

Gare di pesca sportiva vengono organizzate presso il laghetto di Ortucchio. Le attività di gara di trota-lago e carp-fishing sono riservate anche alle categorie giovanili[36].

Impianti sportiviModifica

Ad Ortucchio gli impianti sportivi principali sono lo stadio comunale per la pratica del calcio, la palestra polivalente, la piscina comunale e la pista ciclabile[37].

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat Bilancio demografico anno 2018 (dati provvisori) - Ortucchio
  2. ^ a b c d Distanza fornita da Google Maps: Percorso più veloce.
  3. ^ Febonio, p. 24.
  4. ^ Fernique
  5. ^ Mafai
  6. ^ a b Ortucle, Regione Abruzzo. URL consultato il 17 giugno 2018.
  7. ^ Strategie di occupazione nelle grotte del Fucino (Abruzzo), Accademia.Edu.
  8. ^ Archippe, Terre Marsicane (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  9. ^ Marie Emmanuel Fernique, De Regione Marsorum (la regione dei Marsi) (PDF), Regione Abruzzo. URL consultato il 20 febbraio 2016.
  10. ^ Gigli, p. 15.
  11. ^ Storia di Ortucchio, Comune di Ortucchio. URL consultato il 20 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 19 febbraio 2015).
  12. ^ Ortucchio: storia, Terre Marsicane (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2016).
  13. ^ Chiesa di Sant'Orante in Ortucchio, Terre Marsicane. URL consultato il 4 aprile 2016.
  14. ^ Affreschi. Chiesa di Sant'Orante, Regione Abruzzo. URL consultato il 4 aprile 2016.
  15. ^ La chiesa di Sant'Orante diventa santuario parrocchiale, Marsica Live, 10 marzo 2018. URL consultato il 10 marzo 2018.
  16. ^ Madonna del Pozzo, Ortucchio.com. URL consultato l'8 luglio 2019.
  17. ^ Castello Piccolomini, Regione Abruzzo (archiviato il 7 marzo 2016).
  18. ^ Ortucchio: castello Piccolomini, Inabruzzo.it.
  19. ^ Edward Lear: Ortucchio, castello Piccolomini, Regione Abruzzo.
  20. ^ Grossi, p. 97.
  21. ^ Villaggio di Colle Santo Stefano, Terre Marsicane (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2015).
  22. ^ Itinerari archeologici, Comune di Ortucchio (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  23. ^ Antonio Mario Radmilli, La cultura bertoniana, Terre Marsicane. URL consultato il 19 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2016).
  24. ^ Giuseppe La Spada, Ortucchio. Alle origini della storia, MiBACT. URL consultato il 30 marzo 2018.
  25. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  26. ^ Festa di Sant'Orante, MiBACT. URL consultato il 27 agosto 2018.
  27. ^ Premio Letterario Nazionale Caro Diario, Associazione Culturale Il Club degli autori. URL consultato il 27 agosto 2018.
  28. ^ Cuore d'Abruzzo: 25% PIL agricolo dal Fucino, Il Centro.
  29. ^ Centro spaziale Piero Fanti, telespazio.com. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  30. ^ Restauro della poppa dell'Elettra, AnnaBenedetti.
  31. ^ La visita del Papa, Comune di Avezzano. URL consultato il 16 dicembre 2017.
  32. ^ Archivio storico delle elezioni, Ministero dell'Interno.
  33. ^ Ortucchio e Capalbio, il gemellaggio tra Pionieri della Maremma, Avezzano Informa, 8 marzo 2017. URL consultato il 19 gennaio 2018.
  34. ^ S.S.D. Ortigia, FIGC Abruzzo. URL consultato il 5 maggio 2019.
  35. ^ A.S.D. Virtus Marsica Est, FIGC Abruzzo. URL consultato il 5 maggio 2019.
  36. ^ Gara di pesca, Il Centro.
  37. ^ Parco comunale di Ortucchio, Marsica Live.

BibliografiaModifica

  • Marie Emmanuel Fernique, De Regione Marsorum (La regione dei Marsi) traduzione di Ilio Iorio, Adelmo Polla editore (rist.), Cerchio, 1991.
  • Muzio Febonio, Anxantini e Antinati Historiae Marsorum, Adelmo Polla editore (rist.), Cerchio, 1993.
  • Giovanni Semeraro, Le origini della cultura europea. Rivelazioni della linguistica storica, Leo S. Olschki, Firenze, 1994.
  • Giuseppe Grossi, Marsica giuda storico-archeologica, Aleph editrice, Luco dei Marsi, 2002.
  • Ercole Gigli, Ortucchio. Dal lago al Telespazio, Circolo culturale Il Castello Ortucchio, LCL stampe litografiche, Avezzano, 2005.
  • Miriam Mafai, Una vita, quasi due, Rizzoli (rist.), Milano, 2013.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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