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Osamu Dezaki (出崎統, Dezaki Osamu?; Shinagawa, 18 novembre 1943Tokyo, 17 aprile 2011) è stato un regista di anime giapponese.

BiografiaModifica

Diplomatosi presso il liceo Kitazono, dopo un periodo come impiegato presso la Toshiba, entra alla Mushi Production di Osamu Tezuka, dove si forma in fretta come disegnatore e animatore. Dopo aver diretto alcuni episodi delle serie Tetsuwan Atom (Astro Boy) e Jungle Taitei (Kimba il leone bianco) lascia la Mushi per diventare un freelance e fonda, con il fratello maggiore Tetsu e Gisaburō Sugii, lo studio Art Fresh. Nel 1970 gli viene affidata dalla Mushi la regia generale della serie Ashita no Joe (Rocky Joe), che diviene subito un cult, ma che nonostante il successo di pubblico viene interrotta anticipatamente. Tra i fondatori dello studio di animazione Madhouse nel 1972, passa da un progetto all'altro, diventando uno dei più importanti registi per la Tokyo Movie Shinsha. Negli anni ottanta e novanta lavora prima in trasferta all'estero, insegnando anche tecnica dell'animazione in una major americana, poi di nuovo in patria presso la Tezuka Production, stavolta anche nel campo degli OAV, come nel caso dei dieci episodi di Black Jack realizzati nel 1993. Dezaki è rimasto sostanzialmente fedele all'animazione seriale e ha diretto solo due film di rilievo (oltre vari special TV di Lupin III), Golgo 13 nel 1983 e Black Jack - La sindrome di Moira nel 1996, oltre all'adattamento per il grande schermo di Ace wo nerae! (Jenny la tennista) ed i film di montaggio delle sue serie più celebri. Dopo una lunga pausa, è tornato alla regia, con due lungometraggi, Air del 2005 e Clannad del 2007, e due serie TV, UtraViolet: Code 044 nel 2008 e Cobra The Animation: Rokunin no yūshi nel 2009. È scomparso nel 2011 all'età di 67 anni per un tumore ai polmoni.[1]

StileModifica

Pur lavorando sempre su soggetti scritti da altri autori (Jenny la tennista, Lady Oscar e L'isola del tesoro tra gli altri) è riuscito ad imprimere un segno caratteristico a tutta la sua opera, sia per lo stile, caratterizzato da inquadrature "oblique" ed angolate dal basso nella maniera espressionista, sia per il tipo di storie, spesso permeate di un certo nichilismo di fondo, che in animazione non troverà validi corrispettivi nemmeno negli anni a seguire. A lui si deve l'introduzione negli anime di soluzioni registiche innovative come lo split screen e l'uso di fermi immagine su disegni particolarmente curati, da lui stesso definiti "cartoline ricordo". È stato anche il primo regista a sperimentare l'animazione digitale generata da un computer in una scena panoramica in Golgo 13.[2]

Opere principaliModifica

AnimeModifica

Cartoni animati in co-produzioneModifica

  • Mighty Orbots, serie TV, 1984 - regia
  • The Blinkins, special TV, 1986 - regia
  • Bionic Six, serie TV, 1987 - regia

NoteModifica

  1. ^ È morto Osamu Dezaki, il regista dei cartoni Lady Oscar e Remì, Corriere della Sera. URL consultato il 18-04-2011.
  2. ^ Guido Tavassi. Storia dell'animazione giapponese. Autori, arte, industria, successo dal 1917 a oggi, Tunué, 2012, p. 119-120.

BibliografiaModifica

  • Francesco Prandoni. Anime al cinema - Storia del cinema di animazione giapponese 1917-1995. Milano, Yamato Video, 1999, pp. 160.
  • Jonathan Clements, Helen McCarthy. The Anime Encyclopedia - A guide to japanese animation since 1917. Berkeley, Stone Bridge Press, 2006, pp. 867. ISBN 1-933330-10-4

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN119512152 · ISNI (EN0000 0001 0804 8875 · LCCN (ENno2008081876 · GND (DE1081459719 · BNF (FRcb140931895 (data) · NDL (ENJA00375876 · WorldCat Identities (ENno2008-081876