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Ospedale Misericordia di Grosseto

ospedale italiano
Ospedale Misericordia di Grosseto
Ospedale Misericordia di Grosseto 2.jpg
StatoItalia Italia
LocalitàGrosseto
IndirizzoViale Senese
Fondazione1974
Dir. generaleFausto Mariotti
Sito web
Mappa di localizzazione

Coordinate: 42°46′37.41″N 11°07′31.15″E / 42.777058°N 11.125319°E42.777058; 11.125319

L'ospedale Misericordia di Grosseto è la struttura ospedaliera della città di Grosseto, capoluogo dell'omonima provincia in Toscana.

Il presidio ospedaliero si trova alla periferia nord-orientale di Grosseto, nel quartiere Sugherella (circoscrizione Pace), ai primi chilometri dall'inizio della via Senese.

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ex ospedale della Misericordia.

Una prima struttura ospedaliera sorse a Grosseto già nel corso del XIII secolo, gestita dai francescani, con lo scopo di prestare assistenza sia ai pellegrini che agli indigenti. L'originaria struttura assistenziale sorgeva tra il lato orientale di piazza San Francesco e l'inizio di strada Ginori. Nel corso dei secoli successivi, il suddetto ospedale ebbe sempre la propria sede presso quell'edificio del centro storico, pur cambiando gestori e denominazioni nel corso del tempo. Ristrutturata e ampliata durante il XVIII secolo, assunse anche l'attuale denominazione.

L'esponenziale crescita demografica fatta registrare dalla città nella prima metà del XX secolo aveva portato il comune di Grosseto ad avvertire la necessità di trasferire l'ospedale in una nuova e funzionale sede al di fuori del centro storico, in una zona di espansione urbana individuata a nord-est oltre il canale diversivo, lungo l'allora via Rosellana che conduceva alla strada per Siena.[1][2] Negli anni cinquanta si costituì il "Consorzio per la costruzione del nuovo ospedale", al quale aderirono le amministrazioni comunale, provinciale e ospedaliera, raccogliendo ingenti fondi per l'avvio dei lavori.[1] Nel 1959 il consorzio poteva contare di un finanziamento di 1 100 000 000 lire, grazie anche al contributo del Monte dei Paschi e ad una significativa donazione di 400 milioni di lire da parte dell'industriale Ferdinando Innocenti, molto legato alla città.[1][2] Il 22 maggio di quell'anno, il presidente del consorzio Ardito Bocelli incaricò gli ingegneri Mario Luzzetti e Umberto Tombari di redigere il progetto del nuovo ospedale, che fu presentato e approvato l'anno successivo.[1][2] La prima pietra fu posta il 17 novembre 1964, alla presenza del ministro della sanità Luigi Mariotti, del sindaco Renato Pollini, del presidente della provincia Mario Ferri, del vescovo Primo Gasbarri e del presidente del consorzio Gino Marri.[1][3] La costruzione fu terminata dieci anni dopo, nel 1974.[1][2]

I primi ampliamenti della struttura si ebbero dalla metà degli anni novanta e nel corso degli anni duemila, quando nuovi edifici furono costruiti sul lato posteriore della struttura. Tra il 2013 e il 2018 è stato edificato un secondo plesso, lungo via della Serenissima, collegato all'edificio principale da un corridoio sopraelevato, ed è stato realizzato il nuovo eliporto dell'elisoccorso Pegaso.[4][5]

CaratteristicheModifica

L'ospedale, oltre ad essere la struttura sanitaria di riferimento del capoluogo maremmano nell'ambito dell'Azienda USL 9, raccoglie un ampio bacino di utenza dall'intera provincia ma anche da altre zone della Toscana meridionale e del Lazio settentrionale. All'esterno della struttura è presente una pista di atterraggio per il servizio di elisoccorso.

In totale, la struttura ospedaliera conta 445 posti letto totali, con 139 servizi igienici riservati ai degenti, dei quali 84 accessibili anche ai diversamente abili. Delle 167 camere di degenza, ben 111 contano non più di 2 posti letto. Tra le prestazioni offerte, sono da segnalare i day hospital medico-chirurgici, le visite ambulatoriali, la tomografia assiale computerizzata (TAC), la risonanza magnetica nucleare e la radiologia. Da segnalare anche la presenza della camera iperbarica che fa del nosocomio grossetano il punto di riferimento per l'intera costa della Toscana centro-meridionale e per parte dell'Arcipelago.

Oltre al pronto soccorso, l'ospedale comprende numerosi reparti e, tra le specialità del "Misericordia", è da mettere certamente al primo posto la chirurgia robotica che richiama pazienti da tutta Italia grazie all'elevatissimo livello di specializzazione raggiunto negli ultimi anni. Qui si trova la Scuola internazionale di chirurgia robotica fondata nel 2005 da Pier Cristoforo Giulianotti, una delle più avanzate scuole di formazione d'Europa. Il 20 luglio 2007 presso l'unità operativa di urologia è stata realizzata la prima prostatectomia radicale robotica avvenuta in Toscana.[6]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f Mariagrazia Celuzza, Mauro Papa (a cura di), Grosseto visibile. Guida alla città e alla sua arte pubblica, Arcidosso, Edizioni Effigi, 2013, pp. 263-264.
  2. ^ a b c d Barbara Catalani, Marco Del Francia, Giovanni Tombari, Itinerari di architettura contemporanea. Grosseto e provincia, Pisa, Edizioni ETS, 2011, pp. 94-95.
  3. ^ Il ministro Mariotti alla prima pietra nel nuovo ospedale, Il Telegrafo, 18 novembre 1964. URL consultato il 16 aprile 2018.
  4. ^ All'ospedale Misericordia si costruisce la nuova ala, Il Tirreno, 29 dicembre 2017. URL consultato il 7 maggio 2018.
  5. ^ Conclusi i lavori del nuovo Misericordia. Presentato alla Direzione e ai dipendenti il nuovo edificio, Il Giunco, 27 gennaio 2018. URL consultato il 7 maggio 2018.
  6. ^ Urologia Grosseto, Laparoscopia e Robotica applicate al Tumore della Prostata - Chi Siamo Archiviato il 14 gennaio 2011 in Internet Archive.

BibliografiaModifica

  • Barbara Catalani, Marco Del Francia, Giovanni Tombari, Itinerari di architettura contemporanea. Grosseto e provincia, Pisa, Edizioni ETS, 2011, pp. 94-95.
  • Mariagrazia Celuzza, Mauro Papa (a cura di), Grosseto visibile. Guida alla città e alla sua arte pubblica, Arcidosso, Edizioni Effigi, 2013, pp. 263-264.
  • Giovanni Tombari, Umberto Tombari. Un progettista nella provincia italiana (opere e progetti 1925-60), Roccastrada, Il mio amico, 2004, pp. 122, 131-134.
  • Umberto Tombari, Mario Luzzetti, Il nuovo Ospedale civile della città di Grosseto, Roccastrada, Vieri, 1974.

Voci correlateModifica

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