Ottaviano Maria Sforza

nobile italiano
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Ottaviano Sforza
Ottaviano Sforza.jpeg
Miniatura col ritratto di Ottaviano Maria, dal "Codice Sforza" della Biblioteca Reale di Torino.
Conte di Lugano
Stemma
Nome completo Ottaviano Maria Sforza
Nascita 30 aprile 1458
Morte Adda, 25 maggio 1477
Luogo di sepoltura Milano
Dinastia Sforza-Visconti
Padre Francesco Sforza
Madre Bianca Maria Visconti
Religione Cattolicesimo

Ottaviano Maria Sforza, conte di Lugano (30 aprile 1458Adda, 25 maggio 1477), era l'ultimo figlio del duca di Milano Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti.

Doveva il suo nome forse al fatto di essere l'ottavo figlio[1]. Fu fatto conte di Lugano.

BiografiaModifica

Ottaviano rimase orfano del padre nel 1466, all'età di otto anni, mentre il governo del ducato passava al fratello maggiore Galeazzo Maria Sforza; quest'ultimo, dopo la morte della madre (forse fatta avvelenare proprio da lui) nel 1468 sposò Bona di Savoia da cui ebbe il primogenito Gian Galeazzo. La politica del nuovo duca, consigliato dal segretario di suo padre, Cicco Simonetta, volta a rafforzare le alleanze con Firenze, non piacque ai ghibellini milanesi, legati agli Aragona, e ai suoi fratelli, che vennero quindi allontanati da Milano[2].

La morte di Galeazzo nel 1476 (a cui successe il figlio ancora bambino, Gian Galeazzo Sforza), diede inizio ad una lotta per il potere tra la duchessa Bona di Savoia, madre di Gian Galeazzo Sforza, e i suoi cognati: Ludovico il Moro, Sforza Maria e Ascanio. Inizialmente ebbe la meglio la duchessa, reggente in nome del piccolo Gian Galeazzo, la quale si affidava ai saggi consigli di Cicco Simonetta, mentre invece i fratelli Sforza si erano organizzati militarmente con l'aiuto del condottiero Roberto di San Severino, nipote di Francesco Sforza (in quanto figlio di sua sorella Elisa Sforza).

Mentre i suoi fratelli alla fine si mostrarono, almeno all'apparenza, pentiti e sottomessi, il giovane Ottaviano volle invece continuare la lotta e partire per raggruppare un esercito da inviare contro la cognata. Arrivato però a Rivolta, davanti all'Adda, volle attraversare il fiume nonostante fosse in piena, ma la corrente ebbe la meglio ed il conte morì affogato all'età di diciannove anni[3].

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Giovanni Attendolo Giacomo Attendolo  
 
 
Giacomo Attendolo  
Elisa Petraccini Ugolino Petraccini  
 
 
Francesco I Sforza  
 
 
 
Lucia Terzani  
 
 
 
Ottaviano Maria Sforza  
Gian Galeazzo Visconti Galeazzo II Visconti  
 
Bianca di Savoia  
Filippo Maria Visconti  
Caterina Visconti Bernabò Visconti  
 
Regina della Scala  
Bianca Maria Visconti  
Ambrogio del Maino  
 
 
Agnese del Maino  
Ne de Negri  
 
 
 

NoteModifica

  1. ^ Daniela Pizzagalli, La Signora di Milano, Rizzoli, 2000, Milano. ISBN 88-17-86328-9
  2. ^ Storia di Milano ::: Cicco Simonetta, su storiadimilano.it.
  3. ^ Mariana Frigeni Careddu, Ludovico il Moro, Piacenza, Sperling&Kupfer Editori, 1997. ISBN 88-200-2434-9

Collegamenti esterniModifica