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Ottone III di Brandeburgo, detto il Pio (1215Brandeburgo sulla Havel, 9 ottobre 1267), è stato un sovrano tedesco.

Fu dal 1233 coreggente della Marca di Brandeburgo insieme al fratello Giovanni. Dal 1266 fino alla morte fu il solo margravio della marca.

Il periodo di governo dei due margravi ascanidi fu contrassegnato da un'ampia espansione verso est, che incluse l'ultima parte del Teltow e del Barnim, l'Uckermark, la Signoria di Stargard, la Terra di Lebus e la prima parte a est dell'Oder nel Neumark.

L'importanza e la posizione politica interna della Marca di Brandeburgo nel Sacro Romano Impero potevano considerarsi così forti, come in proposito nacque tra le altre l'espressione, che Ottone fosse candidato nel 1256 a insediarsi sul trono imperiale. Inoltre essi fondarono diverse città e si resero specialmente meritevoli dello sviluppo di entrambe le città-base di Cölln e Berlino. Il borgo ascanide di Spandau fu da essi elevato a loro residenza preferita.

Ancor prima della loro dipartita essi suddivisero, con pragmatica disposizione ereditaria, la Marca in due parti, una "ottoniana" e una "giovannea". Essi fondarono nel 1258 con il nome di Mariensee il convento cistercense di Chorin, poiché il convento di Lehnin rimase il tradizionale luogo di sepoltura della linea ottoniana. Dopo l'estinzione degli ottoniani nel 1317, tutte le terre passarono nuovamente sotto il margravio Waldemaro.

Francobollo del 1903: viale della Vittoria a Berlino con due monumenti: a sinistra il gruppo con la doppia riproduzione dei margravi Giovanni &nbsp:I e Ottone III; la figura accanto a sinistra mostra il prevosto Cölln, la figura a destra Marsilio di Berlino. Pittore: Max Baumbach (Rechte Gruppe: Margravio Ottone IV.).
Moneta d'argento del principe elettore Giovanni I e Ottone III circa del 1250, è rappresentato un principe elettore con due alberelli

BiografiaModifica

Periodo di tutelaModifica

Ottone era il figlio più giovane di Alberto II di Brandeburgo della dinastia degli Ascanidi, e di Matilde di Lausitz, figlia del margravio di Lusazia Corrado II di Groitzsch, di un ramo collaterale della Casata di Wettin. Poiché sia Ottone sia il fratello maggiore Giovanni al momento del decesso del padre nel 1220 erano minorenni, l'imperatore Federico II di Svevia, cui spettava la tutela, la affidò all'arcivescovo di Magdeburgo Alberto I di Käfernburg; la tutela fu esercitata dal conte Enrico I Anhalt, da Alberto I di Sassonia e dal cugino Alberto II. Come nipoti del duca Bernardo di Sassonia erano entrambi i parenti più prossimi per parte di padre, dei quali Enrico aveva il diritto di maggiore anzianità.

 
Area della residenza originale die due margravi e luogo di decesso di Ottone III: il futuron Convento di San Paolo a Brandeburgo sulla Havel.

Nel 1221 la madre, contessa Matilde, acquistò dall'arcivescovo di Magdeburgo la tutela per 1900 marchi magdeburghesi d'argento e la esercitò infine insieme a Enrico I.[1] Quando l'arcivescovo di Magdeburgo subito dopo viaggiò in Italia dall'imperatore Federico II, il duca di Sassonia Alberto cercò di approfittare della situazione, il che portò a una rottura con il fratello Enrico I.

Il cognato di Matilde, conte Enrico V del Palatinato, cercò di immischiarsi nella conquista della Sassonia. Federico II impedì una faida convincendo i principi fratelli a mantenere la pace.

Probabilmente, dalla morte della madre, avvenuta nel 1225, i fratelli esercitarono insieme la signoria sulla Marca di Brandeburgo; essi avevano a quel tempo presumibilmente l'età di 12 anni (Giovanni I) e 10 (Ottone III).

Nel 1231 essi devono aver ottenuto a Neustadt il cavalierato - "quest'anno è considerato l'inizio ufficiale del loro governo".[2]

Politica internaModifica

Dopo la morte del conte Enrico V del Palatinato, avvenuta nel 1227, i fratelli ne sostennero il nipote, il loro cognato Ottone I di Brunswick-Lüneburg, che poteva difendersi dalle pretese degli Hohenstaufen e di alcuni funzionari ministeriali solo con le armi.

Nel 1229 si giunse a una faida con l'ex titolare della tutela, l'arcivescovo Alberto. Come il loro ex antagonista e difensore, essi comparvero nel 1235 presso l'Impero a Magonza, dove fu annunciata la Pace di Magonza.

Dopo il conflitto sul regno Corrado IV ed Enrico Raspe riconobbero entrambi re nel 1251 il margravio Guglielmo II d'Olanda; nel 1257 esercitarono per la prima volta il diritto di elettorato con la scelta di Alfonso X di Castiglia. Nel 1256 Ottone III era uno die pretendenti al trono. Vero è che egli non fu re, tuttavia il valore del significato della politica interna ne esprimeva la candidatura, che aveva ottenuto con la marca fondata nel 1157 da Alberto I di Brandeburgo sotto il regno del fratello. Appena la marca fu considerata nei primi anni come principato a sé, egli ottenne finalmente negli anni 1230-1240 l’ufficio di tesoriere dell'impero. La partecipazione dei margravi alla scelta dei capi dell'impero fu dalla metà del XIII secolo irrinunciabile.[3]

Consolidamento dei territoriModifica

Insieme con il fratello, Ottone ampliò il territorio del margraviato ed eresse località e fortezze come Spandau, Cölln, Berlino, Francoforte sull'Oder e Prenzlau come città principali.

Guerra di Teltow e trattato di LandinModifica

 
Difesa del Nord: fortezza di Stargard, fondata nel 1236

Le ultime parti del Barnim e l'Uckermark meridionale fino alla Welse entrarono a far parte tra il 1230 e il 1245 della Marca di Brandeburgo. Il 20 giugno 1236 entrambi i margravi acquisirono, con il trattato di Kremmen, la Signoria di Stargard insieme a Beseritz e Wustrow dal duca Vartislao III di Pomerania. Ancora nello stesso 1236 iniziarono la costruzione della Rocca di Stargard per garantire la sicurezza delle loro terre a nord.

Benché situata vicino a Berlino-Cölln e oggi quartiere di Berlino, l'ex capoluogo degli Sprevani, la roccaforte slava di Köpenick, alla confluenza della Sprea e della Dahme, solo nel 1245, dopo un conflitto durato sette anni intorno a Barnim e al Teltow contro i Meißner della Casata di Wettin passò sotto la signoria ascanide.

Dopo questa guerra di Teltow anche la fortezza dei Wettin di Mittenwalde divenne possesso dei margravi, il cui dominio di conseguenza si estese ulteriormente verso nord. Nel 1249 gli ascanidi entrarono in possesso di parti della Terra di Lebus.

 
Località sul territorio di Teltow e Barnim verso il 1250
 
La Marca di Brandeburgo degli ascanidi verso il 1320

Quando nel 1250 i duchi di Pomerania, con il trattato di Landin aveva ceduto l'Uckermark settentrionale (Terra uckra) fino alla Welse, Randow e Löcknitz in cambio di metà del territorio di Wolgast agli Ascanidi, Ottone III e Giovanni ottennero finalmente la base per la colonizzazione della Terra trans Oderam. Con questo scambio venne a loro favore la "politica dei matrimoni", perciò la prima moglie di Giovanni, Sofia, figlia del re di Danimarca, Valdemaro II ebbe nel 1230 metà Wolgast come bene dotale pel matrimonio."Il trattato di Landin", dal 1250 segnò la data di nascita dell'Uckermark.[4]

Neumark e la politica di stabilizzazioneModifica

Con l'acquisto di terre i fratelli oltrepassarono l'Oder ed estesero la loro zona di dominio verso Est fino al fiume Drawa e verso Nord fino al fiume Parsęta. Nel 1257 Giovanni fondò a circa 80 chilometri a nord-est di Francoforte sull'Oder la città di Gorzów Wielkopolski (ted. Landsberg an der Warthe) sul fiume Warta come baluardo la vicina fortezza di frontiera polacca di Santok. Nel 1261 i margravi acquistarono dall'Ordine dei Templari la città di Myślibórz (ted. Soldin), che si sviluppò come centro di potere del Neumark.

Per la stabilizzazione dei nuovi territori i Margravi tornarono al collaudato mezzo ascanide della fondazione di monasteri e insediamenti. Già verso il 1230 essi avevano appoggiato la fondazione del convento Paradies da parte del conte polacco Nicolaus Bronisius, nei pressi di Międzyrzecz (ted. Meseritz), quale affiliato di Lehnin. Il collegamento con il conte polacco rafforzava il confine con la Pomerania e preparava la conquista di queste ricche parti del Neumark. Come colono giunse nella nuova marca, ad esempio, la successiva nobile stirpe dei Sydow. A ovest dell'attuale Voivodato polacco della Pomerania Occidentale si infeudò la dinastia von Jagow, con la cittadina di Cedynia (ted. Zehden).

L'espansione territoriale e la pressione degli Ascanidi verso il Baltico, il corso centrale dell'Oder e l'Uckermark fu riassunto da Stefan Warnatsch come segue:

(DE)

«Der große Erfolg des Herrschaftsausbaus im 13. Jahrhundert war vor allem das Verdienst der Urenkel Albrecht des Bären […]. Sie griffen in ihrer Herrschaftskonzeption räumlich und konzeptionell deutlich weiter als ihre Vorgänger.»

(IT)

«Il grande successo dell'espansione del dominio nel XIII secolo fu soprattutto il provento del prozio Alberto l'Orso […]. Essi compresero nella loro concezione il dominio territoriale e concettualmente chiaramente oltre i loro predecessori.»

(Stefan Warnatsch: Geschichte des Klosters Lehnin …, p. 26)

Secondo Lutz Partenheimer:

(DE)

«…hatten die Askanier [um 1250] ihre magdeburgischen, wettinischen, mecklenburgischen, pommerschen, polnischen und kleineren Konkurrenten an allen Fronten zurückgedrängt.»

(IT)

«…gli Ascanidi [verso il 1250] ebbero respinto i loro magdeburghesi, wettini, meclemburghesi, pomerani polacchi e piccoli avversari su tutti i fronti.»

(Lutz Partenheimer[3])

Tuttavia Giovanni I e Ottone III non riuscirono a realizzare lo strategico, importante collegamento al Mar Baltico, che essi volevano attuare aggirando la Pomerania lungo il fiume Oder e raggiungere poi attraverso il Neumark.

Sviluppo dell'area di BerlinoModifica

Lo sviluppo dell'area di Berlino è strettamente collegata alla politica die due margravi. Mentre le due fondazioni delle città su cui è stata creata l'attuale Berlino (Cölln e Berlin) sono, secondo recenti analisi relativamente tardive (1175/1200), gli attuali quartieri di Berlino, Spandau e Köpenick, risalgono ai tempi degli Slavi e avevano una grande importanza politica e strategica come le località mercantili di Berlin e Cölln. I confini tra la Marca e la tribù slava degli Sprevani correvano per un lungo tratto attraverso l'attuale Berlino. Spandau era collegato alla Marca come avamposto orientale degli Evelli sotto Enrico Pribislavo già verso il 1130, mentre Köpenick vi si aggiunse solo nel 1245.

Residenza di SpandauModifica

 
Lago Plauer See, teatro della battaglia perduta del 1229

Dopo una battaglia presso il lago Plauer nei pressi del convento di San Paolo a Brandenburg an der Havel, loro residenza, che nel 1229 avevano perso contro le truppe dell'arcivescovo di Magdeburgo, i margravi dovettero fuggire nella loro roccaforte di Spandau poiché i Brandeburghesi si rifiutarono di aprire le porte della città ai Magdeburghesi direttamente inseguiti.[5]

In seguito i fratelli fecero di Spandau – vicino a Tangermünde, nell'Altmark – la loro residenza preferita. Così tra il 1232 e il 1266 sono attestati diciassette soggiorni a Spandau, più di ogni altra località.[6]

Molto probabilmente Alberto l'Orso aveva già ancora prima o poco dopo la sua vittoria contro Jaxa (verosimilmente Jaxa de Copnic[7]) nel 1157 fece erigere la postazione sull'isola il Gord come fortificazione del confine verso oriente.

Verso la fine del secolo gli Ascanidi spostarono, probabilmente a causa della risalita del livello della falda freatica, la loro fortezza circa un chilometro a nord, nella zona dell'attuale Cittadella di Spandau.[8]

Ottone III e il fratello ampliarono l'installazione e promossero la civitas (Diritto di cittadinanza al più tardi nel 1232) con molte misure, tra le altre attraverso la fondazione del convento femminile benedettino di Santa Maria nel 1239. La Nonnendammallee, una delle più antiche vie di Berlino e, come Nonnendamm, già nel XIII secolo parte di una via commerciale, ricorda il convento.[9]

Ampliamento di Cöllns e di BerlinoModifica

 
Berlino e Cölln verso il 1230
 
L'antico sigillo di Berlino del 1253 con l'aquila ascanide

Per le zone limitrofe e le località divise dalla Sprea di Berlino e Cölln non emerge dallo stato attuale delle ricerche in confronto a discordanti rappresentazioni "neanche il minimo indizio di un insediamento cittadino slavo".[10] Solo nel periodo transitorio slavo-tedesco il guado berlinese attraverso la Berliner Urstromtal acquisì importanza, quando Ottone III e Giovanni I, che fino nella zona di Berlino colonizzarono le piane di Teltow e Barnim insieme agli Slavi dei dintorni e a tedeschi migranti, vi si insediarono.

Secondo Adriaan von Müller l'importanza strategica di Cölln e Berlino si fondava sulla possibilità di costituire e garantire un polo opposto al nodo commerciale dei Wettini di Köpenick, con una propria strada verso nord ed est. L'ampio guado sui due o persino tre bracci del fiume poteva presumibilmente essere difeso al meglio con due località vicine fortificate. I margravi rafforzarono la nordoccidentale Teltow, sostenuta dai Cavalieri Templari, tramite località come Marienfelde, cui successivamente seguì una catena con gli attuali quartieri berlinesi di Mariendorf, Neukölln e Tempelhof. Dopo la "guerra di Teltow" del 1245 Köpenick era divenuta ascabide e la sua importanza riprese, mentre Berlino e Cölln assunsero una crescente centralità nel traffico commerciale.[11]

Secondo Winfried Schich è ampiamente accertato che:

(DE)

«Berlin und Cölln ihre Entwicklung als städtische Siedlungen erst den Strukturveränderungen in diesem Raum in der Zeit des hochmittelalterlichen Landesausbaus verdankten, der einerseits zu einer Verdichtung der ländlichen Besiedlung führte und andererseits eine Neuordnung der Fernhandelswege zur Folge hatte. […] Während der Regierungszeit der Markgrafen Johann I. und Otto III. […/wurden] auch die dilluvialen Hochflächen des Teltow und Barnim mit ihren schweren und vergleichsweise fruchtbaren Böden planmäßig aufgesiedelt und unter den Pflug genommen»

(IT)

«Berlino e Cölln devono il loro sviluppo come residenze cittadine solo ai cambiamenti strutturali in quella zona ai tempi dell'altomedievale incremento dei commerci, che da una parte condusse a un'intensificazione degli insediamenti territoriali e dall'altra ebbe come seguito un nuovo ordine del commercio a lunga distanza.[…] Durante i periodo di governo dei margravi Giovanni I e Ottone III […/divennero] anche le pianure alluvionali di Teltow e Barnim, con i loro pesanti e relativamente fecondi terreni, sistematicamente occupate e sottoposte ad aratura.»

(Winfried Schich[12])

Nella prima fase degli insediamenti furono invece preferite prima le zone più basse, con i loro terreni più "leggeri".

Secondo la Chronica Marchionum Brandenburgensium dell'anno 1280, Ottone III e Giovanni II avrebbero edificato (exstruxerunt) Berlino e altre località. Poiché nel 1225 avevano iniziato la loro funzione di margravi, il periodo "verso il 1230" è considerato quello della fondazione di Berlino (dal punto di vista del diritto di cittadinanza). Recenti ricerche archeologiche potrebbero per le tracce d'insediamento di entrambe le parti centrali berlinesi provare probabili sedi mercatali già dall'inizio del XII secolo. Dopo lo scavo di 90 tombe nella parte più antica di Berlino, la chiesa di San Nicola con fondamenta risalenti agli anni 1220/30, vi sono datazioni anche all'ultimo quarto del XII secolo. I due margravi potrebbero così non più essere considerati come i padri fondatori di Berlino, ma hanno comunque preso parte decisiva alla costruzione della città, privilegiandola, al più tardi verso il 1240.[13]

A questi oltre al tramandarsi dei "Diritti brandeburghesi" (tra gli altri: franchigie doganali, libero esercizio di commercio e artigianato, diritto successorio delle terre) è da evidenziare soprattutto il "Diritto di tappa"[14] a favore delle due città, che contribuì decisamente a che Berlin-Cölln potessero prevalere economicamente rispetto alle città di Spandau e Köpenick. In proposito contarono le misure come l'intitolazione di Mirica, della Cöllnischen Heide, con tutti i diritti di sfruttamento ai cittadini di Cölln grazie a Ottone III.

I legami dei margravi con Berlino si espressero non per ultimo nella scelta del loro padre confessore Hermann von Langele. Hermann fu il primo noto membro del convento francescano di Berlino e compare come testimone in un atto del 1257 del margravio di Spandau.[15]

La morte di OttoneModifica

 
Luogo di sepoltura di Ottone III: Strausberg con lo Straussee.

Il 9 ottobre 1267 Ottone III morì nella sua residenza del Brandeburgo.

Benché il luogo di tradizionale inumazione degli Ascanidi fosse il convento di Lehnin, egli volle essere inumato nella chiesa del convento domenicano di Strausberg, da lui fatto costruire nel 1252, a causa della sua predilezione per l'Ordine dei Frati Predicatori. Gli Ascanidi avevano trascurato a lungo Lehnin, vicino al quale verosimilmente non risiedevano, fin dai tempi dell'interregno della madre, per quanto concerne donazioni e sussidi.[1]

Lo storico Otto Tschirch così si esprime in merito al decesso di Ottone III:

(DE)

«[…] Otto III. scheint nach dem Eingehen der landesherrlichen Burg auf der Dominsel mit Vorliebe auf dem markgräflichen Hofe in der Neustadt sich aufgehalten zu haben, der an der Stelle des späteren Pauliklosters lag. Hier hat er auch sein Ende gefunden, einige Monate nach dem etwas älteren Bruder Johann, der in der zweiten Hälfte des Jahres 1266 gestorben war. Nachdem er noch am Morgen die sonntägliche Messe besucht hatte, verschied er in Gegenwart zahlreicher Dominikanermönche, für die er eine besondere Vorliebe hatte. Daher ist dieser Hof später diesem Orden geschenkt und an seiner Stelle ein Kloster der Predigermönche erbaut worden. Sein Leichnam wurde von seiner Gemahlin, der Böhmin Beatrix, und seinen beiden älteren Söhnen Johann (III.) und Otto (V.) nach Strausberg überführt, wo er im Chor der dortigen, von ihm gegründeten Dominikanerkirche seinem Wunsche gemäß feierlichst bestattet wurde.»

(IT)

«[…] Pare che Ottone III, dopo essere entrato nella rocca signorile sulla Dominsel si sia trattenuto nella corte marchionale in Neustadt, che si trovò al posto del successivo convento di San Paolo. Qui egli terminò i suoi giorni, qualche mese dopo il fratello più anziano Giovanni, che era morto nella seconda metà dell'anno 1266. Dopo che al mattino egli aveva assistito alla messa domenicale, spirò in presenza di numerosi monaci domenicani, per i quali egli aveva una particolare predilezione. Per questo motivo la corte fu più tardi donata a quest'Ordine e al suo posto fu costruito un convento di frati predicatori. La sua salma fu traslata dalla consorte Beatrice e dai suoi figli più anziani Giovanni (III) e Ottone (IV) a Strausberg, dove, nel locale coro della chiesa da lui fondata, fu, con solenne cerimonia, inumata.»

(Otto Tschirch: Geschichte …, Vol 1, p. 50)

Matrimonio e discendenzaModifica

 
Ottone I e Giovanni III., detto die Städtegründer (I fondatore della città), nella Siegesallee
 
Il "Fondatore della città", rappresentato simbolicamente con la pianta della città di Berlino, oggi Zitadelle Spandau

Ottone sposò nel 1243 Beatrice (Božena), figlia del re Venceslao I di Boemia. A seguito del matrimonio la zona Bautzen/Alta Lusazia passò al Brandeburgo.

Ottone e Beatrice ebbero:

  • Giovanni III, (1244–1268)
  • Ottone V il Lungo (ca. 1246–1298)[16]
  • Alberto III (ca. 1250–1300)
  • Ottone VI, "il Piccolo" (ca. 1255–1303)
  • Cunegonda (?–verso il 1292)
    1. ⚭ 1264–1269 il duca Bela di Slavonia
    2. ⚭ 1273 duca Valerano IV di Limburgo, (?–1280)
  • Matilde (?–1316) ⚭ 1266 (o prima metà del 1267) il duca Barnim I di Pomerania (verso il 1218–1278)

NoteModifica

  1. ^ a b Stefan Warnatsch, Geschichte des Klosters Lehnin …, p. 62
  2. ^ Marca Brandenburgensis http://www.brandenburg1260.de/johann1_und_otto3.html brandenburg1260.de]
  3. ^ a b Lutz Partenheimer: Albrecht der Bär …, p. 195
  4. ^ Uwe Michas: Die Eroberung und Besiedlung …, p. 41
  5. ^ Stefan Warnatsch: Geschichte des Klosters Lehnin …, p. 63
  6. ^ Felix Escher, Der Wandel der Residenzfunktion. …, p. 161
  7. ^ Sebbene gli scritti storici correnti non danno per sicuro, che si tratti di quello Jaxa, che nel 1157 fu con Alberto l'Orso in battaglia.
  8. ^ Winfried Schich, Die Entstehung der mittelalterlichen Stadt Spandau. …, p. 63f
  9. ^ Nonnendammallee
  10. ^ Winfried Schich: Das mittelalterliche Berlin, … p. 151.
  11. ^ Adriaan von Müller, Gesicherte Spuren …, p. 114f
  12. ^ Winfried Schich: Das mittelalterliche Berlin, … p. 157.
  13. ^ (DE) Winfried Schich: Das mittelalterliche Berlin, … p. 142ff, 159. Come nella maggior parte dei confronti, delle origini dell'assegnazione dei diritti di città non è rimasto nulla.
  14. ^ Tuttavia, secondo Schich, le origini del 1298 che vi stanno alla base con il coreggente Ottone V (il Lungo), che con il padre e lo zio (si presume) affermò il Diritto di tappa, sono in parte falsificate. Però questo diritto dovrebbe essere effettivamente stato conferito da Ottone III e Giovanni I. (Winfried Schich: Das mittelalterliche Berlin, … p. 160f)
  15. ^ Winfried Schich: Die Entstehung der mittelalterlichen Stadt Spandau. …, p. 83
  16. ^ L'Ottone che manca secondo la numerazione era Ottone IV di Brandeburgo, della linea giovannea

Fonti e bibliografiaModifica

FontiModifica

  • (DE) Heinrici de Antwerpe: Can. Brandenburg., Tractatus de urbe Brandenburg, su golm.rz.uni-potsdam.de. URL consultato il 29 agosto 2019 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2007).. Neu hrsg. und erläutert von Georg Sello. In: 22. Jahresbericht des Altmärkischen Vereins für vaterländische Geschichte und Industrie zu Salzwedel. Magdeburg 1888, Heft 1, pp. 3–35. (Pubblicazione su Internet di Tilo Köhn con trascrizioni e traduzioni.)
  • (LA) Chronica Marchionum Brandenburgensium, ed. G. Sello, FBPrG I, 1888.

BibliografiaModifica

(in lingua tedesca, salvo diverso avviso)

  • Schreckenbach, Bibliogr. zur Gesch. der Mark Brandenburg, Bd. 1–5 (Veröffentlichungen des Staatsarchivs Potsdam; Bd. 8 ff.), Böhlau, Köln 1970–1986.
  • Tilo Köhn (Herausgeber): Brandenburg, Anhalt und Thüringen im Mittelalter. Askanier und Ludowinger beim Aufbau fürstlicher Territorialherrschaften, Böhlau, Köln/Weimar/Wien 1997 ISBN 3-412-02497-X.
  • Helmut Assing, Die frühen Askanier und ihre Frauen. Kulturstiftung Bernburg 2002, ISBN 3-9805532-9-9.
  • Wolfgang Erdmann, Zisterzienser-Abtei Chorin. Geschichte, Architektur, Kult und Frömmigkeit, Fürsten-Anspruch und -Selbstdarstellung, klösterliches Wirtschaften sowie Wechselwirkungen zur mittelalterlichen Umwelt. Unter Mitarbeit von Gisela Gooß, Manfred Krause u. Gunther Nisch. Mit ausführlichem Literaturverzeichnis. Königstein i. Ts. 1994 (= Die Blauen Bücher). ISBN 3-7845-0352-7.
  • Felix Escher, Der Wandel der Residenzfunktion. Zum Verhältnis Spandau – Berlin. Das markgräfliche Hoflager in askanischer Zeit. In: Wolfgang Ribbe (Hrsg.): Slawenburg, Landesfestung, Industriezentrum. Untersuchungen zur Geschichte von Stadt und Bezirk Spandau. Colloqium-Verlag, Berlino 1983, ISBN 3-7678-0593-6.
  • (DE) Felix Escher, Otto III., in Neue Deutsche Biographie, vol. 19, Berlino, Duncker & Humblot, 1999, ISBN 3-428-00200-8, p. 676 f.. (On line).
  • Uta Lehnert: Der Kaiser und die Siegesallee. Réclame Royale. Dietrich Reimer Verlag, Berlino 1998, ISBN 3-496-01189-0.
  • Uwe Michas: Die Eroberung und Besiedlung Nordostbrandenburgs. In der Reihe: Entdeckungen entlang der Märkischen Eiszeitstraße, Vol 7. Gesellschaft zur Erforschung und Förderung der märkischen Eiszeitstraße (Hrsg.), Eberswalde 2003, ISSN 0340-3718.
  • Adriaan von Müller, Gesicherte Spuren. Aus der frühen Vergangenheit der Mark Brandenburg. Bruno Hessling Verlag, Berlino 1972, ISBN 3-7769-0132-2.
  • Lutz Partenheimer, Albrecht der Bär – Gründer der Mark Brandenburg und des Fürstentums Anhalt. Böhlau Verlag, Colonia 2001, ISBN 3-412-16302-3.
  • Jörg Rogge: Die Wettiner. Thorbecke Verlag, Stoccarda 2005, ISBN 3-7995-0151-7.
  • Winfried Schich, Das mittelalterliche Berlin (1237–1411). In: Wolfgang Ribbe (Hrsg.), Veröffentlichung der Historischen Kommission zu Berlin: Geschichte Berlins. 1. Vol. Verlag C.H. Beck, Monaco di Baviera 1987, ISBN 3-406-31591-7.
  • Winfried Schich, Die Entstehung der mittelalterlichen Stadt Spandau. In: Wolfgang Ribbe (Hrsg.), Slawenburg, Landesfestung, Industriezentrum. Untersuchungen zur Geschichte von Stadt und Bezirk Spandau. Colloqium-Verlag, Berlino 1983, ISBN 3-7678-0593-6.
  • Oskar Schwebel, Die Markgrafen Johann I. und Otto III. In: Richard George (Hrsg.), Hie gut Brandenburg alleweg! Geschichts- und Kulturbilder aus der Vergangenheit der Mark und aus Alt-Berlin bis zum Tode des Großen Kurfürsten. Verlag von W. Pauli’s Nachf., Berlino 1900, [1].
  • Harald Schwillus, Stefan Beier, Zisterzienser zwischen Ordensideal und Landesherren. Morus-Verlag, Berlino 1998, ISBN 3-87554-321-1.
  • Otto Tschirch, Geschichte der Chur- und Hauptstadt Brandenburg a. d. Havel. Festschrift zur Tausendjahrfeier der Stadt 1928/29, 2 Bände. Brandenburg an der Havel 1928; 2. Auflage 1936; 3. Auflage 1941.
  • Stephan Warnatsch, Geschichte des Klosters Lehnin 1180–1542. Studien zur Geschichte, Kunst und Kultur der Zisterzienser, Vol 12.1. Lukas Verlag, Berlino 2000, ISBN 3-931836-45-2 (nel contempo: Berlino, Freie Universität, Dissertation, 1999).

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