Paciocchini

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Per Paciocchini si intendono dei giocattoli di una serie commercializzata sin dagli anni settanta dalla GIG. Negli anni settanta erano pupazzetti di pezza con la testa di plastica e il cappuccetto a punta con il pompom (uguali ai Fiammiferini ma un po' più grandi). Solo in seguito sono diventati come adesso. Venivano venduti nelle edicole, in bustine singole o in barattolini, in cui ne erano contenuti 2 o 3. Rappresentavano una alternativa per il pubblico femminile degli Exogini che invece erano rivolti ai bambini.[1]

CaratteristicheModifica

Tali modelli costituivano dei pupazzetti di plastica profumata, in voga fin dalla fine degli anni settanta e durante gli anni ottanta. Il colore della pelle poteva essere rosa chiaro, marrone scuro ma anche fucsia, verde o azzurro. Nelle prime edizioni i paciocchini erano rigorosamente nudi, e soltanto successivamente fu introdotto qualche accessorio di abbigliamento. Spesso avevano pannolini, bandane o vestitini di feltro con colori sgargianti, quasi fluorescenti, come nello stile del periodo. Vennero rilanciati anche nel 1990 con i nuovi colori (marroncini e altri colori inverosimili per la carnagione umana come il blu o il verde).

Dagli anni 2000 ne è stata proposta una versione con uno stile più particolareggiato, commercializzata dalla Preziosi Collection. Ogni confezione, oltre ad un Paciocchino, conteneva una "Paciocard". I Paciocchini di questa nuova serie indossano sempre un pannolino rosa, blu, rosso, verde, giallo o bianco.[2]

Nella cultura di massaModifica

I giocattoli dei Paciocchini vengono citati da Luciana Littizzetto nel suo romanzo Ti amo bastardo del 2004. La Littizzetto utilizza il paragone "moscia come un paciocchino!"[3]

NoteModifica

  1. ^ Blog "I veri maestri degli anni 80" Archiviato il 6 settembre 2009 in Internet Archive.
  2. ^ Blog "DIRETTAMENTE DAGLI ANNI 90' I NUOVI PACIOCCHINI!!"
  3. ^ Google Books - Ti amo bastardo[collegamento interrotto]

Collegamenti esterniModifica

  • Sito ufficiale, su preziosicollection.com. URL consultato il 25 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2010).