Palazzetto dello Sport (Roma)

edificio multifunzione di Roma
Palazzetto dello Sport
PalaTiziano
Palazzetto dello Sport Roma.jpg
Informazioni
StatoItalia Italia
UbicazionePiazza Apollodoro 1, I-00199 Roma
Inizio lavori1956
Inaugurazione1957
StrutturaImpianto coperto
Costo263000000 ₤
Area dell’edificio2 650 m²
Area totale4 800 m²
ProprietarioRoma Capitale
ProgettoAnnibale Vitellozzi
Prog. strutturalePier Luigi Nervi
CostruttoreIngg. Nervi e Bartoli Spa
Capienza
Posti a sedere3 500
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°55′46.62″N 12°28′14.64″E / 41.929617°N 12.470732°E41.929617; 12.470732

Il Palazzetto dello Sport è un edificio multifunzione, adibito principalmente a uso sportivo, che sorge a Roma nel quartiere Parioli.

Ideato e progettato nel 1956 dall'architetto Annibale Vitellozzi e dall'ingegnere Pier Luigi Nervi, e realizzato tra il 1956 e il 1957 quale impianto destinato ad accogliere alcuni eventi dei XVII giochi olimpici di Roma è inutilizzato dal 2018, data alla quale era sede degli incontri interni della Pallacanestro Virtus Roma dopo esserlo stato anche, in anni precedenti, fino al 1983 e, ancora, tra il 2000 e il 2003; ospitò altresì la compagine pallavolistica maschile Club Italia, di A2[1] e, fino al 2013, la M. Roma. Ancora, ospitò la Roma Pallavolo, società non più esistente dal 2002, e l'Eurobasket Roma fino al 2019.

Vista la sua collocazione nei pressi di viale Tiziano, strada parallela di via Flaminia nel tratto tra viale delle Belle Arti e Ponte Milvio, l'impianto è talora chiamato PalaTiziano[2].

L'impianto fu chiuso per lavori nel giugno 2018 su disposizione di Daniele Frongia, assessore allo sport della giunta Raggi di Roma Capitale (da cui l'impianto dipende)[3]; al 2020 tuttavia nessun'opera di ristrutturazione è stata effettuata e, nel frattempo, l'impianto ha subìto vandalismi[4] che hanno richiamato l'attenzione delle forze d'opposizione sulle inadempienze della giunta nei confronti delle infrastrutture sportive comunali, tra cui il più vicino stadio Flaminio.

StoriaModifica

Nel 1955 il CIO assegnò a Roma i giochi olimpici del 1960; la città era sostanzialmente sprovvista di impianti sportivi destinati ad accogliere una competizione sportiva di tale genere. Di fatto essa vantava solo lo Stadio dei Centomila, oggi Olimpico, appena costruito, e il vecchio Stadio Nazionale, ormai obsoleto, che sorgeva nelle immediate vicinanze del luogo designato per costruirvi il villaggio olimpico[5], e che fu demolito per costruire al suo posto lo stadio Flaminio[6].

 
Particolare dei cavalletti di sostegno della copertura

Fu deciso che la zona compresa tra via Flaminia e i monti Parioli, che fronteggiava dall'altra parte del Tevere il Foro Italico, fosse destinata a ospitare parte degli impianti e le infrastrutture, come per esempio gli alloggi per gli atleti. Tra i progettisti strutturali più attivi nell'urbanizzazione di tale zona un grosso ruolo ebbe Pier Luigi Nervi, che realizzò il Palazzetto dello Sport[5], oltre al viadotto di Corso Francia nel tratto tra ponte Flaminio e la collina dei Parioli[7] e al rinnovato stadio Flaminio[6].

Il progetto presentato da Vitellozzi, già progettista dello Stadio dei Centomila, con la decisiva consulenza di Pier Luigi Nervi, che si occupò di tutte le realizzazioni statiche in cemento armato, consisteva in un impianto circolare di poco meno di 60 metri di diametro[8], non dissimile dal coevo Palazzo dello Sport di Marcello Piacentini e dello stesso Nervi[9] ma, a differenza di quest'ultimo, sovrastato da una cupola di copertura che deborda dal perimetro della sala di circa 10 metri; il diametro della copertura esterna è di circa 78 metri e l'area complessiva dell'impianto è di circa 4 800 metri quadri.

 
Una fase di Stati Uniti - Italia di pallacanestro alle Olimpiadi di Roma, 1960

Tale copertura è realizzata completamente in cemento armato ed è prefabbricata secondo moduli dalla forma a spicchio, più larghi verso l'esterno per poi stringersi verso il centro della calotta; a sostenere la copertura sono 36 cavalletti a forma di Y, disposti lungo il perimetro dell'impianto a una distanza angolare di 10 gradi e lineare di 6,30 metri l'uno dall'altro[8]; i cavalletti sono inclinati secondo la tangente al punto di intersezione con la calotta in cemento[5].

 
Una fase della costruzione della copertura nel 1958

La sala è in gradinata unica e il terreno di gioco, in parquet, si trova ribassato rispetto al piano stradale[5]; concepito per ospitare un numero di spettatori variabili tra i 4 000 e i 5 000[5], il Palazzetto dello Sport ospitò le gare di pallacanestro e sollevamento pesi[10] dei giochi olimpici del 1960 di Roma.

I lavori di costruzione, iniziati nel luglio 1956, terminarono il 15 settembre 1957 e permisero all'impianto di essere il primo, tra quelli concepiti per l'Olimpiade, a essere completato[11]. L'inaugurazione ufficiale avvenne il 1º ottobre successivo alla presenza dell'allora presidente del consiglio Adone Zoli[12].

Le opere strutturali in cemento furono realizzate dalla Nervi & Bartoli, mentre la Siemens si occupò dell'impianto di diffusione audio interno; la Barbieri installò gli impianti di condizionamento, riscaldamento e ricircolo aria e la Electra si occupò di tutti i lavori di illuminotecnica ed elettricità[13]. Il costo totale dell'impianto ammontò a 263 milioni di lire dell'epoca[11].

L'architetto Bruno Zevi paragonò il Palazzetto al Pantheon, suggerendo analogie e paralleli con l'edificio di Adriano[14]: partendo dalle stesse premesse (sala cilindrica sovrastata da una cupola[14]) Zevi rilevò che, laddove il Pantheon racchiude e sottende una forma sferica, la struttura di Nervi e Vitellozzi comprende un emisfero in cui la luce entra lateralmente (e non verticalmente come accade nel Pantheon) e ne allarga idealmente lo spazio, attenuandone l'effetto monumentale[14]. Giuseppe Vaccaro trattò invece delle caratteristiche spaziali dell'edificio, che non permettono un preciso riferimento all'osservatore, il quale ha l'impressione che le dimensioni dell'impianto si riducano al suo avvicinarsi ad esso[15].

Dal 2006 e il 2013 l'impianto, la cui capienza nel frattempo fu ridotta a 3 100 posti per ragioni di sicurezza, fu utilizzato dalla M. Roma Volley, formazione di pallavolo che dal 2010 militava in massima divisione per poi sciogliersi nel 2013 per ragioni finanziarie. Nel 2011 si resero necessari lavori urgenti per adeguare l'impianto alle richieste della Lega Pallacanestro al fine di ospitare la Virtus Roma, migrante dal PalaLottomatica per gli alti costi di gestione[16]; i lavori riguardarono l'aumento dei posti (a 3 500 effettivi), il rinnovamento dell'impianto di illuminazione (la OSRAM aveva terminato le forniture di lampade esistenti[16]) e di quello di riscaldamento (che serve anche il limitrofo Palazzo delle Federazioni[16]). Al termine di tali lavori l'impianto divenne idoneo a ospitare la compagine cestistica romana[17].

Nel 2016 l'assessore allo sport Daniele Frongia, da poco nominato dal neosindaco Virginia Raggi, rimise a gara le concessioni degli impianti sportivi di proprietà comunale, giudicando i canoni d'affitto pagati dai club al di sotto dei valori di mercato[18]. La Federazione Italiana Pallavolo aveva espresso interesse a prendere in affitto l'impianto per farvi giocare una squadra federale in vista della candidatura olimpica di Roma, ma quando la giunta Raggi negò alla Capitale la possibilità di concorrere per ospitare i Giochi del 2024, la FIPAV si ritirò dall'offerta[19]. L'assessorato dovette quindi ricorrere eccezionalmente all'affidamento diretto, concedendo a locazione il Palazzetto all'Eurobasket per 4 000 euro al mese[19].

Nel frattempo la Virtus Roma tornò al Palazzo dello Sport all'EUR, mentre l'Eurobasket Roma decise lo spostamento in provincia di Latina al PalaCisterna; Roma Capitale chiuse nel 2018 il Palazzetto per lavori[3] mai iniziati e, nell'agosto 2019, dopo più di un anno di sostanziale abbandono, ignoti si introdussero nell'impianto e diedero fuoco al parquet del piano di gioco[4], danneggiando anche parte dei sedili in plastica. L'incidente rinfocolò la polemica delle opposizioni, già in precedenza critiche verso l'amministrazione Raggi, da esse ritenuta responsabile del degrado degli impianti della zona[20] che comprendono anche il limitrofo Stadio Flaminio all'interno del quale un anno prima fu trovato il corpo senza vita di un senzatetto che si ritiene fosse tra gli utilizzatori come alloggio della struttura abbandonata[20].

EventiModifica

Fin dalla sua inaugurazione lo sport d'elezione del Palazzetto è sempre stato il pugilato, per via delle caratteristiche dell'impianto, sufficientemente ampio ma non troppo dispersivo (anche se per le riunioni di più grosso richiamo è stato talora utilizzato il Palazzo dello Sport all'EUR, capace di più di 10 000 posti); fino al 2002, inoltre, fu sede della Roma Volley; in passato, negli anni settanta, aveva ospitato anche la Federlazio[21], che nel 1976-77 in tale impianto si laureò campione d'Italia (la Roma Volley disputò, invece, le gare finali al Palazzo dello Sport[22]).

Fino al 1983 il Palazzetto fu anche sede degli incontri interni della Pallacanestro Virtus Roma, all'epoca sponsorizzata Bancoroma: la squadra tornò a giocare in tale impianto nel 1984 per un breve periodo a causa di un contenzioso con l'Ente EUR per l'utilizzo del Palazzo dello Sport[23], per poi tornare presso quest'ultimo fino al 2000 quando l'edificio dell'EUR andò incontro a un intervento di ristrutturazione; dal 2000 al 2003, quindi, il Palazzetto tornò a ospitare la Virtus, sponsorizzata dapprima Aeroporti di Roma, poi Lottomatica[24].

NoteModifica

  1. ^ Volley, sconfitta per il Club Italia: i romani cedono al tie-break, in Paese Sera, 26 dicembre 2011. URL consultato il 20 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 16 marzo 2014).
  2. ^ Basket, Roma: Virtus giocherà campionato al PalaTiziano, in la Repubblica, 2 ottobre 2011. URL consultato il 4 gennaio 2013.
  3. ^ a b Roma, lavori nel palazzetto di viale Tiziano: problema campo per le squadre di basket e volley, in la Repubblica, 25 giugno 2018. URL consultato l'8 aprile 2020.
  4. ^ a b Marco Lodoli, Grida vendetta il Palazzetto dello Sport, in la Repubblica, 6 agosto 2019. URL consultato l'8 aprile 2020.
  5. ^ a b c d e Rossi, pag. 206.
  6. ^ a b Rossi, pag. 207.
  7. ^ Rossi, pag. 212.
  8. ^ a b Enrico Sicignano, Palazzetto dello Sport a Roma, su arketipomagazine.it, Arketipo Magazine, 20 settembre 2007. URL consultato il 15 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2016).
  9. ^ Rossi, pag. 217.
  10. ^ 1960 Olympics, vol. I,  pagg. 134-5.
  11. ^ a b 1960 Olympics, vol. I,  pag. 62.
  12. ^ Roma. Inaugurazione del Palazzetto dello Sport alla presenza del capo del governo Zoli, in Archivio Luce, 1º ottobre 1957. URL consultato il 30 giugno 2017. Ospitato su senato.archivioluce.it.
  13. ^ 1960 Olympics, vol. I,  pag. 92.
  14. ^ a b c Zevi, «Un Pantheon schiacciato di cemento armato», pagg. 73-190.
  15. ^ Giuseppe Vaccaro, Il Palazzetto dello Sport a Roma, in L'architettura. Cronache e storia, n. 27, 27 gennaio 1958.
  16. ^ a b c Eduardo Lubrano, Palazzetto dello Sport, corsa contro il tempo: senza lavori ora il basket rischia lo sfratto, in la Repubblica, 5 giugno 2011. URL consultato il 18 settembre 2011.
  17. ^ Eduardo Lubrano, Accordo Campidoglio-Toti: la Virtus passa al Palasport, in la Repubblica, 14 luglio 2011. URL consultato il 18 settembre 2011.
  18. ^ Ylenia Sina, Impianti sportivi nel mirino dei Cinque Stelle: si inizia dal Palazzetto al Flaminio, in Roma Today, 16 luglio 2016. URL consultato l'8 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 24 gennaio 2018).
  19. ^ a b PalaTiziano all’Eurobasket ma senza bando. È guerra, in il Tempo, 2 ottobre 2016. URL consultato l'8 aprile 2020.
  20. ^ a b Roma. Trovato cadavere allo Stadio Flaminio in pieno degrado. Il Pd accusa Raggi, in AgenPress, 2 febbraio 2018. URL consultato l'8 aprile 2020 (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2020).
  21. ^ Lega Volley : Federlazio Roma, su legavolley.it, Lega Pallavolo Serie A. URL consultato il 18 aprile 2011.
  22. ^ Eduardo Lubrano, PalaEur, festa volley: esplode il tifo romano, in la Repubblica, 18 maggio 2000. URL consultato il 18 aprile 2011.
  23. ^ Per Banco e Granarolo in Coppa questa notte basket senza rischi, in la Repubblica, 11 ottobre 1984. URL consultato il 18 aprile 2011.
  24. ^ Eduardo Lubrano, ADR, Palasport con pienone ma è sconfitta, in la Repubblica, 31 dicembre 2000. URL consultato il 18 aprile 2011.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica