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Palazzo Acquaviva d'Atri
Palazzo Regina Coeli.jpg
Il palazzo
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàNapoli
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXVI secolo
Usoresidenziale

Il palazzo Acquaviva d'Atri è un palazzo monumentale di Napoli sito in via Atri, con ingresso principale al civico 37.

Sin dai primi anni del '400, i duchi d'Atri possedettero delle abitazioni nella zona di Porta Donnorso, indicate nei documenti dell'epoca come "la casa del duca d'Atri a S. Pietro"[1]. All'inizio del XVI secolo, Andrea Matteo Acquaviva, 8º duca d'Atri, chiese a Giovanni Francesco Mormando di realizzare nell'area di proprietà della famiglia un grande palazzo, adeguato all'importanza che la famiglia Acquaviva aveva assunto nel regno di Napoli. Il palazzo appartenne alla famiglia per lungo tempo; nel 1773 la struttura venne rimaneggiata da Giuseppe Astarita che la caratterizzò in chiave barocca[2]. Agli inizi dell'Ottocento il palazzo sarebbe stato acquistato dai Winspeare (poi duchi di Salve), il cui stemma ancora compare, pur se fortemente danneggiato, nella decorazione pittorica sopra il portale di ingresso.

L'esterno è caratterizzato da un basamento in piperno con un toro in piperno che incornicia le finestre; il portale presenta un timpano con decorazione a riccioli. Le finestre dei piani superiori sono decorate con cornici aventi un timpano aggettante, definito da un'apertura centrale per l'illuminazione degli ambienti.

Nel cortile c'è un pozzo di antica origine, mentre la struttura è caratterizzata da archi in piperno che delimitano il perimetro.

Sotto gli auspici di Andrea Matteo, il palazzo fu luogo di incontro di famosi letterati come Giovanni Pontano e Jacopo Sannazaro, le cui opere furono stampate in una tipografia di proprietà del duca di Atri[3].

NoteModifica

Voci correlateModifica