Palazzo Bombicci

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Palazzo Bombicci
Palazzo bombicci 01.JPG
Palazzo Bombicci
Localizzazione
Stato  Italia
RegioneToscana
LocalitàFirenze
Indirizzovia de' Calzaiuoli 2-12 rosso
Coordinate43°46′12.32″N 11°15′19.34″E / 43.770089°N 11.255372°E43.770089; 11.255372
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Pianiquattro

Il palazzo Bombicci si trova in via de' Calzaiuoli 2-12 rosso, angolo via della Condotta, e in piazza della Signoria 5 a Firenze.

Storia e descrizioneModifica

Il palazzo, di origine trecentesca, fu uno dei pochi superstiti dell'ampliamento di via de' Calzaiuoli tra il 1841 e il 1844, poiché in questo tratto la strada aveva già una larghezza considerevole. Il lato principale è su via Calzaiuoli e presenta cinque grandi arcate a tutto sesto, residuo di un'antica loggia, e un portale architravato più basso. Il pian terreno e il primo piano, dove si apre una fila di finestre rettangolari, sono coperti da un bugnato irregolare, mentre i piani superiori, con finestre ad architrave sporgente, sono intonacati.

Nel 1786 il palazzo inglobò l'antica chiesa di San Romolo, demolita dopo le soppressioni leopoldine. La nuova facciata sulla piazza venne realizzata nel misurato stile barocco fiorentino da Bernardo Fallani. Al piano terra, entro le più antiche arcate medievali, si trova un'altissima finestra inginocchiata con timpano spezzato sotto la quale si apre un portalino; La porta principale si trova invece a sinistra ed è sormontata da uno stemma dei Bombicci e una targa che ricorda l'antica chiesa di San Romolo:

«A San Romolo vescovo e martire
cui venivano a offerta i collegi
erigeva il popolo nel decimo secolo un tempio
qui dove sorgono le case
di Francesco di Piero Bombicci
edificate l'anno MDCCLXXXVI.»

Nel 1851, al secondo piano del palazzo, abitò per otto anni Pellegrino Artusi, il gastronomo diventato famoso per aver pubblicato nel 1891 il noto ricettario La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, uscito nella prima edizione con 450 ricette. In questo appartamento l’Artusi visse con la propria famiglia, il padre, la madre e le tre sorelle, che giunsero a Firenze pochi mesi dopo “il barbaro oltraggio” subito a Forlimpopoli nella notte del 25 gennaio 1851. Gli Artusi si trasferirono qui precisamente nel maggio 1851, ancora scioccati dall'aggressione subita dalla banda del Passatore.

Dal 1970 al 2001 ha ospitato il Museo Raccolta Alberto della Ragione e collezioni del '900, opere che dal 2014 sono in parte visibili al Museo Novecento.

L'ultimo restauro dell'esterno del palazzo risale al 2007-2008.

BibliografiaModifica

  • Guida d'Italia, Firenze e provincia ("Guida Rossa"), Edizioni Touring Club Italiano, Milano 2007.

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