Palazzo Caffarelli al Campidoglio

Palazzo Caffarelli al Campidoglio
Campitelli - Campidoglio v d tre pile - portale Villa Caffarelli P1020313.JPG
Il portale d'ingresso di palazzo Caffarelli, oggi, a via delle Tre Pile
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Località Roma
Indirizzo via delle Tre Pile
Coordinate 41°53′33.6″N 12°28′54.7″E / 41.892667°N 12.481861°E41.892667; 12.481861Coordinate: 41°53′33.6″N 12°28′54.7″E / 41.892667°N 12.481861°E41.892667; 12.481861
Informazioni
Condizioni Demolito
Costruzione seconda metà del XVI sec.
Demolizione 1920 (parzialmente)
Realizzazione
Proprietario Comune di Roma

Il Palazzo Caffarelli al Campidoglio (così denominato per distinguerlo dagli altri che la famiglia Caffarelli possedeva in città - Palazzo Vidoni Caffarelli e l'ottocentesco Palazzo Della Porta Negroni Caffarelli in Via dei Condotti) sorge sul lato sud-ovest del Campidoglio, e ospita oggi un'ala dei Musei Capitolini e la loro panoramicissima caffetteria.

Indice

StoriaModifica

 
Il Colle Capitolino e il Palazzo Caffarelli nella Topografia del Nolli (1748). Il palazzo è il n. 979.
 
palazzo Caffarelli, il Giardino romano
 
Monte Caprino, l'ex "Granarone" di Palazzo Caffarelli, già sede dell'Istituto Germanico

La storia "tedesca" di Palazzo Caffarelli comincia con Giovanni Pietro I Caffarelli, che era stato paggio di Carlo V quando la famiglia Caffarelli aveva ospitato l'imperatore nel palazzo a via del Sudario durante il suo soggiorno romano nel 1536. In ringraziamento l'Asburgo gli aveva donato la spianata sulla Rupe Tarpea, oltre il Palazzo dei Conservatori, in posizione eminentissima sul Tevere e la città, sia dal punto di vista topografico che storico, essendo noto che in quel luogo sorgeva, nell'antichità, il tempio di Giove Capitolino.

Nonostante le passate glorie, quel lato del Campidoglio era ormai ridotto a pascolo per capre, tanto da avere acquisito il nome - che mantiene tuttora - di Monte Caprino. L'edificazione del palazzo fu lunga, e cominciò con il recupero in loco di colonne antiche da parte di Giovanni Pietro[1], concludendosi ad opera del figlio di questi, Ascanio Caffarelli, qualche decennio dopo, nell'ultimo quarto del Cinquecento[2].

Al palazzo, che affacciava sul cortile dei Conservatori, si accedeva dal portale monumentale ancor oggi esistente su via delle Tre pile. Esso aveva tre piani e due giardini e fu rimaneggiato varie volte, ma non era noto per particolari pregi artistici, né particolarmente significativo per la famiglia.

Nel tempo, sulla proprietà erano sorti vari annessi, spesso a carattere agricolo, dati in affitto a privati. Il palazzo era stato affittato nel 1823 all'ambasciatore di Prussia, e nel 1829 vi era stato fondato l'"Istituto di corrispondenza archeologica" con il patrocinio dell'allora principe ereditario di Prussia, poi re Federico Guglielmo IV. Negli anni i prussiani avevano poi costruito un ospedale germanico e una biblioteca, fino ad acquisire dai Caffarelli, nel 1853, la proprietà dell'intero versante occidentale del colle capitolino. L'acquisto non era passato senza resistenze sia da parte di Pio IX che del Comune di Roma, ma la causa intentata dal Comune ed i tentativi di esproprio caddero o furono abbandonati, di fronte al pre-potere del Kaiser[3]. L'ultima fase della prussianizzazione di monte Caprino fu la trasformazione del cosiddetto "Granarone" nel 1873, in sede nuova e più ampia dell'Istituto (l'edificio ancor oggi visibile su via del Teatro di Marcello, attualmente sede di uffici del Comune di Roma).

La proprietà e gli annessi che i prussiani avevano costruito furono recuperati dal Comune di Roma soltanto nel 1918, alla fine dell'impero prussiano. Sulla biblioteca si aprì in quell'occasione un contenzioso che fu poi risolto amichevolmente nel 1920[4]. In seguito il palazzo fu parzialmente demolito, creando nel 1925 la cosiddetta "terrazza Caffarelli", e, sotto, un nuovo Museo Mussolini. Gli spazi museali vennero poi chiusi negli anni 1950 per problemi di statica, proseguendo tuttavia le indagini archeologiche nell'area del giardino e nelle fondazioni del Tempio di Giove Capitolino.

NoteModifica

  1. ^ cfr. John W. Stampers, The Architecture of Roman Temples, Cambridge University Press 2005, pag. 15.
  2. ^ Così descrive il sito Moroni nel 1841, quando il palazzo era stato già ceduto in affitto alla Prussia: Verso questo tempo [inizio XVI sec.] abbiamo la erezione del palazzo Caffarelli, edificato dalla famiglia stessa sulla sommità del Campidoglio, nel luogo ov'era la rocca Tarpea, già fortezza e cittadella antica della città con disegno di Gregorio Canonica, discepolo del Vignola. Narra l'Amidenio, che fra i paggi del popolo romano deputati a Carlo V nella sua venuta in Roma, vi fu Ascanio Caffarelli a cui l'imperatore donò un sito di fianco del palazzo Capitolino sopra la rupe Tarpea, oggi detto Monte Caprino, donde si gode una veduta sorprendente di Roma. Forse Carlo V volle dimostrare la sua gratitudine ai Caffarelli per l'alloggio datogli nel proprio palazzo incontro la porteria di s. Andrea della Valle, architettato con disegno di Raffaele. Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorno vol. VII, Venezia, 1841., pag. 140
  3. ^ Al momento della vendita alla "Regia Corte di Prussia" la proprietà era composta come segue (si veda in Il duca Baldassarre Caffarelli e il suo Palazzo al Campidoglio. (PDF), vergaracaffarelli.it. URL consultato il 2 agosto 2015.):
    1. L’intiero Palazzo Caffarelli posto in Campidoglio tanto libero che primogeniale, giardino, scuderie, rimesse, in una parola con tutti gli annessi e connessi, senza eccettuazione alcuna;
    2. Le diecinove Casette sopra il Monte Caprino a contatto col medesimo Palazzo affittate a diversi Inquilini;
    3. L’orto e caseggiato annesso affittato a Bernardo Lichini;
    4. Le sedici grotte sotto l’orto affittate a diversi Inquilini;
    5. La casetta affittata a Gio. Batt.a Salomba;
    6. Il Granaro in via di Monte Caprino affittato al Sig. Braun ed altri;
    7. La fontana pubblica sotto la Rupe Tarpea ai N. 7 e 7a affittata a Nicola Romagnoli;
    8. La camera superiore all’anzidetta fontana affittata a Nicola Romagnoli e Mastro Donati;
    9. La Rimessa al n. 5 affittata a la Santa Bionducci;
    10. Il Rimessone affittato a Maestro d’Orazio ai n. 15. 16.
  4. ^ Per il recupero da parte dello Stato italiano si veda L'Istituto archeologico germanico a Palazzo Caffarelli, in Prassi italiana di diritto internazionale 1615/3.
    Per la questione del "riscatto" del Campidoglio si veda in Domenico Palombi, Rodolfo Lanciani: l'archeologia a Roma tra Ottocento e Novecento, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2006, pag 200 e sgg..

BibliografiaModifica

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