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Palazzo Cappelli
Palazzo Cappelli.JPG
Palazzo Cappelli all'angolo tra via Cairoli e corso Carducci
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàGrosseto
Indirizzocorso Carducci / via Cairoli
Coordinate42°45′42.1″N 11°06′46.93″E / 42.761694°N 11.113036°E42.761694; 11.113036Coordinate: 42°45′42.1″N 11°06′46.93″E / 42.761694°N 11.113036°E42.761694; 11.113036
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Inaugurazione1903
Stileneoclassico
Realizzazione
IngegnereGiuseppe Luciani

Palazzo Cappelli è un edificio situato nel centro storico di Grosseto, in Toscana.

Il palazzo si affaccia lungo il lato orientale di corso Carducci, la principale via del centro storico, di fianco alla chiesa di San Pietro, all'angolo con il breve tratto di via Cairoli che immette verso piazza Baccarini.[1][2][3]

StoriaModifica

Sul fianco sinistro della chiesa di San Pietro, in angolo tra il corso principale e via Cairoli, si trovavano all'inizio del XX secolo alcuni bassi fabbricati di epoca settecentesca a uso di magazzini e stalle.[1] L'area venne acquisita da Antonio Cappelli, canonico della cattedrale e influente personalità della società grossetana dell'epoca, il quale dispose l'edificazione del nuovo palazzo affinché divenisse la sua residenza.

L'edificio fu costruito nel 1903, su progetto dell'ingegnere Giuseppe Luciani, affiancato alla chiesa di San Pietro, sovrastandola e oscurandone il campanile retrostante.[2][3][4][5]

DescrizioneModifica

Il palazzo si caratterizza per elementi stilistici di tipo neoclassico e si presenta a pianta trapezoidale, con il prospetto minore che si affaccia lungo il corso addossandosi sul lato sinistro al fianco laterale destro dell'edificio religioso;[2] nell'insieme, si articola su quattro livelli, con un'ampia terrazza che si apre al primo livello sulla facciata posteriore attigua al campanile della chiesa. Il prospetto maggiore guarda su via Cairoli, verso la facciata laterale di palazzo Tognetti.[3]

Al pian terreno vi sono una serie di ampi portali ad arco tondo e pareti esterne rivestite in bugnato; ai livelli superiori tale elemento decorativo si presenta solo agli angoli tra le varie facciate che, nel complesso, risultano intonacate.[2] Le finestre che si aprono ai piani superiori si presentano di forma rettangolare, con architrave che costituisce la base per i timpani di forma triangolare e semicircolare, con motivo a conchiglia, presenti lungo l'intero primo piano.[2][3]

Il tetto di copertura a quattro spioventi poggia su una serie di mensolette sporgenti dalla parte sommitale dell'intero fabbricato.[3]

NoteModifica

  1. ^ a b Innocenti 2005, p. 2012.
  2. ^ a b c d e Celuzza, Papa 2013, p. 102.
  3. ^ a b c d e Parisi 2001, p. 40.
  4. ^ Crispolti, Mazzanti, Quattrocchi 2005, p. 48.
  5. ^ Franchina 1995, p. 88.

BibliografiaModifica

  • Stefano Adami e Mauro Papa, Grosseto. Guida alla città, Città di Castello, Edimond, 2006, p. 66.
  • Mariagrazia Celuzza e Mauro Papa, Grosseto visibile. Guida alla città e alla sua arte pubblica, Arcidosso, Edizioni Effigi, 2013.
  • Enrico Crispolti, Anna Mazzanti e Luca Quattrocchi (a cura di), Arte in Maremma nella prima metà del Novecento, Milano, Silvana Editoriale, 2005.
  • Letizia Franchina (a cura di), Tra Ottocento e Novecento. Grosseto e la Maremma alla ricerca di una nuova immagine, Monteriggioni, Grafiche Bruno, 1995.
  • Mario Innocenti e Elena Innocenti, Grosseto: briciole di storia. Cartoline e documenti d'epoca 1899-1944, edizione riveduta e corretta, Grosseto, Editrice Innocenti, 2005.
  • Marcella Parisi, Grosseto dentro e fuori porta. L'emozione e il pensiero, Siena, C&P Adver Effigi, 2001.

Voci correlateModifica

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