Palazzo Orlandini del Beccuto

Palazzo Orlandini del Beccuto
Palazzo Orlandini del Beccuto 11.JPG
Palazzo Orlandini del Beccuto
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàFirenze
Indirizzovia de' Pecori 6-8
Coordinate43°46′22.54″N 11°15′11.01″E / 43.772928°N 11.253058°E43.772928; 11.253058Coordinate: 43°46′22.54″N 11°15′11.01″E / 43.772928°N 11.253058°E43.772928; 11.253058
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Realizzazione
ProprietarioMonte dei Paschi di Siena

Il palazzo Orlandini del Beccuto, già Gondi di Francia, è un palazzo di Firenze il cui ingresso è in via de' Pecori 6-8, nel centro del capoluogo toscano.

Volta salone Palazzo Orlandini del Beccuto

StoriaModifica

Alla fine del Trecento in questo sito si trovavano le torri delle famiglie Del Beccuto e Gondi, poste ai lati opposti della strada. La torre dei Gondi era dalla parte di Santa Maria Maggiore. I figli di Alessandro diedero origine ai due rami familiari dei Gondi di Francia, consiglieri di Caterina e Maria de' Medici, e i Gondi di Firenze.

Nel catasto del 1427 il palazzo, non nelle forme attuali, risultava di proprietà dei tre figli di Paolo di Berto Carnesecchi (Simone, Antonio, Giovanni). Sempre per il catasto del 1427, risulta che in fronte dall'altra parte dell'attuale via dei Vecchietti, vi erano i palazzi dei Del Beccuto. Dei Carnesecchi rimase fino al 1496 quando venne acquistato dai figli di Antonio Gondi[1].

Fu Girolamo Gondi del ramo di Francia a volere la trasformazione dell'edificio in via de' Pecori in un vero e proprio palazzo.

Accanto ad esso possedeva il proprio palazzo anche la famiglia Orlandini, fin dalla metà del XV secolo, che finì per acquistare anche il palazzo dei Gondi, trasformandolo in un unico, maestoso edificio nei primi anni del XVIII secolo, su disegno degli architetti Zanobi del Rosso e Antonio Maria Ferri.

Nell'Ottocento venne sgombrato attorno al palazzo tutto lo spazio occupato dai miseri edifici del ghetto, che diedero al palazzo più aria, ma comportò anche il sacrificio del giardino privato che si estendeva dall'altro lato di via de' Pecori, l'unico di questa zona del centro. Anticamente in una parte del giardino aveva avuto sede la rinomata birreria "Cornelio".

Nella seconda metà del secolo passò a più proprietari, per essere poi acquistato nel 1913 dal Monte dei Paschi di Siena.

DescrizioneModifica

L'architetto Ferri mantenne i due ingressi dei palazzi originali, su via dei Pecori (allora via de' Boni) e via de' Vecchietti (allora via del Beccuto), creando due prospetti identici, di undici finestre su via Boni e di 6 sull'altra.

La facciata del palazzo è caratterizzata al pian terreno da una lunga fila di finestre inginocchiate e un grande portale, in posizione asimmetrica sulla sinistra, sormontato da un balcone. Questo piano è trattato a bugno rustico e anche gli elementi architettonici verticali (come le cornici o le mensole delle finestre inginocchiate) sono trattate con solchi orizzontali che simulano bozze di pietra. Il piano nobile presenta numerose finestre con timpano semicircolare, caratterizzato dall'architrave di base spezzata; ciascuna apertura ha una balaustra alla base inserita nella fascia tra la cornice marcapiano e marcadavanzale.

Il secondo piano ha finestre rettangolari con cornici che simulano bugne di pietra e piattebande. Chiude il prospetto, prima della gronda, una fila di finestrelle quadrangolari con cornici simili. Sul lato di via de' vecchietti è presente anche un'ulteriore loggetta.

All'interno spiccano la stanza delle grottesche, di Bernardino Poccetti, il cortile, posto sul retro e decorato da una fontana con mascherone, lo scalone con stucchi e affreschi di Pier Dandini e le sale con soffitti affrescati al piano nobile, decorate un due fasi: una seicentesca, da artisti quali Anton Domenico Gabbiani, Alessandro Gherardini e lo stesso Pier Dandini, e una ottocentesca, in stile neoclassico, risalente all'epoca del soggiorno di Girolamo Bonaparte. Il maestoso salone da ballo dalla volta completamente affrescata (Gherardini) ha un'altezza pari a due piani e balconcini, decorati da stucchi, da cui affacciarsi.

 
La principessa Matilde Bonaparte

Il palazzo è stato restaurato negli anni 1970-1973 dall'architetto Italo Gamberini, su incarico del Monte dei Paschi di Siena.

Ospiti celebriModifica

Nel palazzo Orlandini del Beccuto abitarono l'antipapa Giovanni XXIII (nel 1419) che, dopo essere stato deposto dal pontificato e dichiarato antipapa, riconoscendo il nuovo Pontefice fu rinominato Cardinale da papa Martino V mentre si trova Firenze, città dove l'ex pontefice visse gli ultimi sei mesi della sua vita, e, nel 1840, Girolamo Bonaparte, ex re di Vestfalia. Qui nacque la storia d'amore tra Anatolio Demidoff, nobile russo la cui famiglia aveva scelto Firenze come patria d'elezione, e la figlia di Girolamo Bonaparte Matilde di Montfort. I due si sposarono ma in seguito arrivarono a divorziare.

NoteModifica

  1. ^ Architettura e civiltà delle torri: torri e famiglie nella Firenze medievale opera di Loris Macci, Valeria Orgera

BibliografiaModifica

  • Francesco Lumachi Firenze - Nuova guida illustrata storica-artistica-aneddotica della città e dintorni, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 1929
  • Marcello Vannucci, Splendidi palazzi di Firenze, Le Lettere, Firenze 1995 ISBN 887166230X
  • le DIMORE STORICHE (X n. 3 - 26) - Il Palazzo Orlandini e il Monte dei Paschi di Siena - Emanuele Barletti - Le decorazioni pittoriche del Palazzo Orlandini del Beccuto - Alessandro Guidotti http://www.adsi.it/allegati/riviste/94n3.pdf[collegamento interrotto]

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