Palazzo San Demetrio

Palazzo San Demetrio
Catania Palazzo San Demetrio.JPG
Palazzo San Demetrio dai Quattro Canti
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSicilia
LocalitàCatania
Coordinate37°30′18.84″N 15°05′12.05″E / 37.505232°N 15.08668°E37.505232; 15.08668Coordinate: 37°30′18.84″N 15°05′12.05″E / 37.505232°N 15.08668°E37.505232; 15.08668
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Stilebarocco

Palazzo San Demetrio già Palazzo Massa di San Gregorio, a Catania, occupa l'angolo nord-ovest dei Quattro Canti, tra la via Etnea e la via di San Giuliano, ed è considerato, insieme al coevo Palazzo Biscari, il maggiore esempio di architettura tardo-barocca della città oltre ad essere il simbolo stesso della rinascita di Catania, non solo del dopo-terremoto ma anche del più recente secondo dopoguerra; fu infatti ricostruito pietra per pietra dopo che i bombardamenti del 1943 lo avevano distrutto quasi completamente.

StoriaModifica

Il palazzo fu il primo a risorgere, dopo il terribile terremoto che nel 1693 distrusse per intero la città di Catania e tutto il Val di Noto, per volere del Barone di San Gregorio, Don Eusebio Massa che nel 1694 pose nell'androne del nuovo edificio un'epigrafe a ricordo del terremoto e come buon auspicio per il futuro:

«D.O.M. Nell'anno primo dei terremoti siciliani 1694, di nostra salute, Don Eusebio Massa; B.ne della terra di S. Gregorio e ricevitore della valle dei boschi, costrusse per primo le case recenti che vedete in questo quadrivio, primizie di Catania rinascente. Ospite, da qui trai buon auspicio e vattene illeso.»

Salvatore Pellegrino, barone di San Demetrio dal 1714, aquistò il palazzo dopo il decesso di Eusebio Massa. Colà la famiglia Pellegrino abitò fino ai primi del Novecento. Il palazzo continuamente ampliato, con la costruzione tra l'altro di un teatro (uno dei pochi a Catania in quell'epoca), oggi scomparso e dove più tardi avrebbe mosso i primi passi anche Vincenzo Bellini.

 
Particolare del palazzo

Notevoli cambiamenti sono stati apportati nel corso dei secoli all'edificio in particolare con la costruzione di un nuovo palazzo nel XIX secolo, prospettante sulle vie Manzoni, Prefettura e Sangiuliano, ad inglobare il precedente di cui però non fu intaccata la facciata sulla via Etnea e sull'angolo dei Quattro Canti. Quest'ultimo prospetto fu però modificato nel corso dei lavori di livellamento del piano stradale (1870) che in quel punto fu abbassato di circa due metri provocando un notevole alteramento delle proporzioni dell'edificio con piccoli e grandi accorgimenti per riequilibrarlo col nuovo livello stradale. Così le cornici delle botteghe appaiono assolutamente incongrue e l'abbassamento del portone è stato camuffato con una finestrella cinta di goffe decorazioni baroccheggianti. Durante la Seconda guerra mondiale, Catania fu pesantemente bombardata e il 16 aprile 1943 due bombe caddero sul palazzo sventrandolo; in piedi rimasero solo i tre balconi angolari mentre circa settanta persone rifugiatesi nell'androne perirono sotto le macerie. Nel dopoguerra fu ricostruito basandosi su foto e progetti.

BibliografiaModifica