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Palazzo Torlonia (Avezzano)

edificio di Avezzano
Palazzo Torlonia
Avezzano Pal Torlonia est2016.jpg
Facciata del palazzo
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàAvezzano
IndirizzoPiazza Torlonia
Coordinate42°01′49.56″N 13°25′27.24″E / 42.030434°N 13.424233°E42.030434; 13.424233Coordinate: 42°01′49.56″N 13°25′27.24″E / 42.030434°N 13.424233°E42.030434; 13.424233
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1870-1875
Distruzione1915
Ricostruzione1925
Realizzazione
ProprietarioRegione Abruzzo

Palazzo Torlonia è uno storico edificio di Avezzano in Abruzzo, situato in un'area del centro urbano adiacente all'omonima piazza. Il palazzo originario, costruito nella seconda metà dell'Ottocento, andò quasi completamente distrutto con il sisma del 1915. Fatto ricostruire dai Torlonia e inaugurato nel 1925[1] l'edificio è di proprietà della Regione Abruzzo mentre la gestione è a cura del comune di Avezzano[2].

Indice

StoriaModifica

 
Il palazzo in una foto precedente al terremoto del 1915
 
Stemma dei Torlonia realizzato con i cristalli di sale

Prima del terremoto della Marsica del 1915 i palazzi erano due, fatti costruire tra il 1870 e il 1875 dai Torlonia su un lato di piazza Aia, successivamente ridenominata piazza Torlonia[3][A 1]. Quello principale era strutturato su tre piani con torretta campanaria che disponeva di un orologio a scandire le ore della giornata. Ospitava uffici, foresteria e anche una cappella. Lo stemma della famiglia Torlonia faceva mostra di sé da ogni finestra e una balconata permetteva di affacciarsi sui giardini della villa comunale in cui i coniugi Anna Maria Torlonia e Giulio Borghese fecero edificare nel 1899 la fontana monumentale. Dell'edificio ottocentesco non rimangono che fotografie d'epoca. Il terremoto del 1915, infatti, lo rase quasi totalmente al suolo e gli interventi di recupero e di ricostruzione degli anni venti non tennero particolarmente conto del modello originario, tanto che fu eliminato un intero piano, al pari della torretta campanaria e dell'orologio. Il nuovo palazzo di due piani, ricostruito per volontà di Giovanni e Carlo Torlonia, venne inaugurato nel 1925[1][4].

In seguito alla riforma agraria varata nel 1950 e fino al 31 dicembre 2011 l'edificio ha ospitato gli uffici amministrativi e logistici dell'ente per la colonizzazione del Fucino, successivamente denominato ARSSA[A 2][5]. Dal 2012 il vicino edificio moderno ospita alcuni uffici tecnici dell'ente Regione Abruzzo, mentre nel primo piano del palazzo storico si trova la sezione di Archivio di Stato di Avezzano[6].

Nel 2017 in un'ala del primo piano è stato riallestito grazie alla Pro Loco cittadina il Centro Studi Marsicani "Ugo Maria Palanza" contenente i faldoni con i documenti storici relativi alle attività amministrative di tutti i comuni marsicani e di altre municipalità abruzzesi[7].

DescrizioneModifica

 
Pittura murale
 
Lo stemma collocato sopra il balcone del palazzo

Le pareti del primo piano sono decorate dalle pitture murali realizzate nel 1932 dagli artisti Vincenzo Alicandri, che decorò la sala del Principe[8], Francesco Antonio Bianchi, che realizzò i dipinti nell'atrio[9] e successivamente da Pietro Cascella[10]. Le opere raffigurano l'abnegazione e il sacrificio dei pionieri che portarono a termine il prosciugamento del Fucino.

I pavimenti in ceramica dipinta provengono da Vietri sul Mare[11]. Così come avvenne nella casina delle Civette, situata nel giardino della villa romana, i disegni liberty delle maioliche vennero realizzati su richiesta di Carlo Torlonia nel palazzo ricostruito dopo il sisma dalle ditte Richard-Ginori, Cantagalli e Villeroy & Boch, mentre le vetrate e i ferri battuti vennero realizzati da noti artisti italiani del Novecento[12][13].

Sulla facciata del palazzo ricostituito, nella lunetta del timpano sopra il balcone rivolto verso piazza Torlonia, fu collocato intorno al 1927 lo stemma scolpito del Principato del Fucino che includeva oltre alla corona un'araba fenice sul rogo a simboleggiare la rinascita della città. L'opera realizzata dall'architetto Carlo Nicola Carnevali andò persa nel 1944 verso la fine della seconda guerra mondiale insieme a tappezzerie, tendaggi e ad altri oggetti che sarebbero stati trafugati dai nazisti in ritirata[14]. Venne sostituita con un altro stemma scultoreo raffigurante una piccola aquila imperiale poggiata sulla corona accollata all'elmo con le ali spiegate sul globo, sormontante lo stemma di casa Torlonia[15].

L'altra palazzina, invece, ospitava l'amministrazione ed era situata accanto ai granai. Anch'essa è andata completamente distrutta nel 1915. Si è salvato solo il pozzo realizzato in occasione della costruzione dell'acquedotto di Avezzano e della fontana di piazza Torlonia alla fine dell'Ottocento. Al suo posto, nella seconda metà del Novecento, è stata ricostruita una palazzina moderna che ospita alcuni uffici tecnici della Regione Abruzzo[16].

NoteModifica

  1. ^ Archivio Storico Comune di Avezzano: Delibere dei consigli comunali dal 1861 al 1866.
  2. ^ Acronimo di Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo.

FontiModifica

  1. ^ a b Il palazzo Torlonia, Terre Marsicane, 18 ottobre 2011. URL consultato il 19 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2016).
  2. ^ Patrimonio: palazzo Torlonia dato in uso a Comune di Avezzano, Regione Abruzzo. URL consultato il 25 febbraio 2018.
  3. ^ Mastroddi, 1998, p. 27.
  4. ^ Ciranna, Montuori, 2015, p. 107.
  5. ^ Giovanbattista Pitoni, Palazzo Torlonia, un pezzo di storia della città, Il Centro, 2 ottobre 2007. URL consultato il 12 aprile 2018.
  6. ^ Archivio di Stato dell'Aquila, sezione di Avezzano, Archivi Beni Culturali. URL consultato il 19 dicembre 2016.
  7. ^ Riapre il centro studi marsicani. Sabatini: non abbandonate l'Abruzzo, Marsica Live, 3 maggio 2017. URL consultato il 3 maggio 2017.
  8. ^ Alicandri Vincenzo (1871-1955). Pittore, grafico e cartellonista cinematografico (PDF)[collegamento interrotto], Regione Abruzzo. URL consultato il 25 marzo 2017.
  9. ^ F. Antonio Bianchi, Terre Marsicane, 17 ottobre 2011. URL consultato il 19 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 9 ottobre 2016).
  10. ^ Ciranna, Montuori, 2015, p. 104.
  11. ^ Palmieri, 2006, p. 94.
  12. ^ Le maioliche, museivillatorlonia.it. URL consultato il 25 marzo 2017.
  13. ^ Le vetrate, museivillatorlonia.it. URL consultato il 25 marzo 2017.
  14. ^ Pietrantoni, 1947, pp. 22-23.
  15. ^ Pietrantoni, 1947, p. 27.
  16. ^ Speciale Tesori Avezzano, tesoridabruzzo.com. URL consultato il 19 dicembre 2016.

BibliografiaModifica

  • Simonetta Ciranna, Patrizia Montuori, Tempo, spazio e architetture. Avezzano, cento anni o poco più, Roma, Artemide, 2015, SBN IT\ICCU\IEI\0408772.
  • Maurizia Mastroddi, L'altra Avezzano, Avezzano, Di Censo editore, 1998, SBN IT\ICCU\AQ1\0038036.
  • Eliseo Palmieri, Avezzano, un secolo di immagini, Pescara, Paolo de Siena editore, 2006, SBN IT\ICCU\TER\0011256.
  • Antonio Pietrantoni, Avezzano e il turismo, Avezzano, Comune di Avezzano, 1947.

Voci correlateModifica

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