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Il Palazzo della Provincia e Prefettura di Agrigento, risalente al 1858, sito in piazza Vittorio Emanuele. L'edificio si contraddistingue per un possente ingresso delimitato da due colonne, e da due eleganti balconi su entrambe le facciate. Al suo interno è posto l'antica Pala di San Domenico e la Pala dell'incoronazione della Vergine tra i santi, risalenti al XVII secolo.

Indice

StoriaModifica

L'edificio fu uno tra i primi ad essere costruito nell'Ottocento fuori della cinta muraria, fatto che cambiò radicalmente l'assetto urbanistico della città. Venne edificato laddove in passato sorgevano stazzoni, ospitanti fabbricanti di brocche. La prima pietra venne posta il 16 maggio 1858[1], e doveva essere in origine la sede del Reale ospizio di beneficenza di Agrigento. Ma con l'Unità d'Italia, e la confisca dei beni ecclesiastici, l'edificio ancora in fase di costruzione cambio la sua destinazione d'uso, divenendo Archivio di Stato, e successivamente sede della provincia e della prefettura. Il palazzo venne inaugurato il 31 agosto del 1869, giorno nel quale si riunì nell'aula consiliare il Consorzio delle Provincie siciliane.

DescrizioneModifica

L'edificio, che si affaccia su via Gioeni, piazza Vittorio Emanuele II e piazzale Aldo Moro, ha una pianta quadrangolare e 5 piani, ognuno dei quali si affaccia sul loggiato interno che ha tre colonne per lato; l'ultimo piano occupa solamente parte della superficie in pianta, e non si affaccia all'esterno.

NoteModifica

  1. ^ come ci viene tramandato da G. Picone nel suo libro Memorie storiche agrigentine.

BibliografiaModifica

  • G. Picone, Memorie storiche agrigentine
  • De Miro Ernesto, Agrigento, Palermo 2000
  • Calogero Micciché "Girgenti: Le pietre della meraviglia...cadute", Agrigento 2006