Apri il menu principale
Palazzo Annona
Palazzo ex Annona, Rovereto 2.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneTrentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
LocalitàRovereto
IndirizzoCorso Bettini, 43
Coordinate45°53′38.92″N 11°02′37.71″E / 45.894144°N 11.043808°E45.894144; 11.043808Coordinate: 45°53′38.92″N 11°02′37.71″E / 45.894144°N 11.043808°E45.894144; 11.043808
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXVIII secolo
Inaugurazione1772
UsoBiblioteca
Realizzazione
ArchitettoAmbrogio Rosmini
ProprietarioComune di Rovereto
CommittenteComune di Rovereto

Palazzo Annona o Palazzo dell'Annona (noto anche come Palazzo del Grano) è un palazzo di Rovereto risalente alla metà del XVIII secolo ora sede dalla Biblioteca civica G. Tartarotti e della Biblioteca di Scienze cognitive dell’Università degli Studi di Trento[1] con una sala di lettura per gli studenti.

Storia dell'edificioModifica

 
Particolare della scritta su un portale di Palazzo Annona

Su commissione del Comune di Rovereto Ambrogio Rosmini (zio di Antonio) progettò l'edificio verso la metà del XVIII secolo (la scritta ANNO SALUTIS MDCCLXXII incisa su uno dei portali si riferisce all'anno della conclusione dei lavori) pensando ad un suo impiego come deposito di granaglie, ossia come magazeno di grano, quindi come Palazzo del grano, ma non venne mai usato secondo tale scopo.

Progetto architettonicoModifica

Il progetto prese avvio dalla decisione dell'imperatrice Maria Teresa che volle dotare la città di Rovereto di un fondaco annonario. Gli amministratori dell'epoca ritennero così che un deposito di granaglie potesse essere ospitato in un edificio di importanza architettonica tale da essere esempio anche di buona gestione pubblica. Appare importante per il suo significato storico-artistico. Il capo maestro Clemente Colomba e il nobile Ambrogio Rosmini architetto dilettante proposero due disegni. Il consiglio civico preferì l'idea di Ambrogio Rosmini.

La facciata è dovuta ad una rielaborazione del progetto iniziale attuata in corso d'opera. Si trattò di un miglioramento estetico sistematico e completo, in grado di sopportare futuri nuovi impieghi.[2] e fu suddivisa in tre campi, con i due laterali pensati privi di vera sporgenza. In seguito i provveditori ridussero a due gli ingressi da tre che erano e sparirono i finti avancorpi. Rosmini pensò a far coesistere la funzionalità e la solidità.

In seguito si ebbero ulteriori interventi di decorazione che si risolsero in ornati di pietra ed in un robusto cornicione,[2] e per l'occasione Rosmini pensò a due motti: Civitas de suo erigi curavit e Urbem alit et ornat.[3] Entrambi i motti sono stati fatti propri dalla Biblioteca civica G. Tartarotti.

L'edificio venne utilizzato come sede di una scuola agraria e poi divennne una fabbrica di ricami. Vi si tenne, nel 1872 un'esposizione enologica e anche una mostra internazionale legata all'allevamento del baco da seta. poi fu sede del museo civico di Rovereto e dell´Accademia Roveretana degli Agiati.[4] Ospitò, alla fine dell'Ottocento, anche la filiale di una banca austro-ungarica.[3]

Aspetti architettoniciModifica

 
Palazzo Annona da Corso Bettini, a Rovereto. Visibile il prospetto sud, con l'accesso al Mart.

Da dati inerenti agli atti del Consiglio risulta la presenza di due versioni della progettazione; la seconda con notevoli innovazioni rispetto alla prima.

La prima versione rappresentava al piano terra un colonnato esterno ad archi pieni, con lo scopo di offrire al pubblico un passaggio coperto ed insieme conferire a tutto l'edificio un'armonia più ampia e leggera. Il piano superiore era molto semplice, con finestre grandi, rettangolari, a cornici lisce. La scansione delle finestre era data da lesene in corrispondenza del ritmo degli archi al piano terra.

La seconda versione richiese innovazioni riguardanti il sotterraneo, un diverso ornamento della facciata e un dimensionamento inerente alla lunghezza del fabbricato. Il nuovo progetto eliminava il colonnato creando una chiusura perimetrale continua, un'apertura di vani finestra ed un aumento dell'altezza del piano terreno; le finestre avevano cornici bugnate, al piano terra, e lisce ai piani superiori.[5]

La facciata principale presenta due portali in bugnato ricoperti da una piccola sporgenza piatta e classicheggiante. I tre piani principali sono caratterizzati da corrispondenti ordini di finestre che, in particolare quello al piano rialzato, ricordano le decorazioni dei portali. La facciata sud è quella che maggiormente ricorda la principale.

ll piano terreno e il primo piano presentano soffitti con eleganti volte a crociera poggianti su pilastri impernianti, della stessa pietra della facciata. Le scale sono ampie e luminose; le porte interne presentano eleganti stipiti bugnati. Nel sottotetto, dove sono gli uffici, è possibile vedere alcuni tratti del vecchio pavimento in cotto, con le botole, attraverso le quali veniva fatto passare il grano. Il secondo piano ospita i magazzini storici della biblioteca, mentre nell'interrato ha sede il laboratorio arte grafica. Sulla gronda si notano le tracce delle carrucole montacarichi[5].

L'edificio è stato completamente restaurato nel 2007 per diventare poi parte integrante del polo culturale cittadino.

UtilizzoModifica

 
Sala lettura della biblioteca di Scienze cognitive. Da notare la caratteristica struttura a pilastri interni pensata per un edificio destinato a magazzino per grano.

La Biblioteca civica Girolamo Tartarotti è l'ente al quale è maggiormente legato l'uso del palazzo. L'edificio ospita, nei suoi cinque piani, rispettivamente:

  • Piano interrato: Laboratorio Arte Grafica
  • Piano rialzato: Biblioteca di Scienze cognitive dell’Università degli Studi di Trento
  • Primo piano: Sala di consultazione della biblioteca storica, manoscritti e archivi
  • Secondo piano: Biblioteca storica, non aperta al pubblico se non in occasione di visite guidate
  • Terzo piano: Uffici.[6]

NoteModifica

  1. ^ Biblioteca di Scienze cognitive, su unitn.it, Università di Trento. URL consultato il 3 settembre 2016.
  2. ^ a b Lucio Franchini (a cura di), I palazzi di Ambrogio Rosmini nel settecentesco "Corso Nuovo Grande", Rovereto 2005
  3. ^ a b A.Gorfer, pp.91-93.
  4. ^ VisitTrentino.
  5. ^ a b Paolo Leonardi, ”inquadramento storico e caratteristiche del palazzo del grano”, in I Quattro Vicariati e le zone limitrofe, A. 23, n. 2 (dic. 1979), pp. 38-48.
  6. ^ Palazzo Annona, su bibliotecacivica.rovereto.tn.it, Biblioteca Civica di Rovereto / Comune di Rovereto. URL consultato il 29 agosto 2019.

BibliografiaModifica

  • Aldo Gorfer, Le valli del Trentino-Trentino orientale, Calliano (Trento), Manfrini, 1975, ISBN 978-88-7024-286-7.
  • Danilo Vettori, Stefano Ferrari, Ambrogio Rosmini (1741-1818), Comune di Rovereto, ed. Manfrini, Rovereto-Calliano (TN), 1986
  • Lucio Franchini (a cura di), I palazzi di Ambrogio Rosmini nel settecentesco "Corso Nuovo Grande", 2005.
  • Ambrogio Rosmini, Progetto di un'magazzino da grano per la città di Roveredo, MDCCLXXI. Ristampa anastatica, Comune di Rovereto, 1998, testi di Lucio Franchini, Stefano Piffer, Rossella Joppi.
  • Paolo Leonardi, Inquadramento storico e caratteristiche del palazzo del grano, in I Quattro Vicariati e le zone limitrofe, Ala (TN), a. 23, n. 2 (dic. 1979), pp. 38-48.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Palazzo dell'Annona [collegamento interrotto], su visittrentino.it, VisitTrentino. URL consultato il 3 settembre 2016.