Palazzolo Acreide

comune italiano
Palazzolo Acreide
comune
Palazzolo Acreide – Stemma
Palazzolo Acreide – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Libero consorzio comunaleProvincia di Siracusa-Stemma.png Siracusa
Amministrazione
SindacoSalvatore Gallo (lista civica) dal 13-6-2018
Territorio
Coordinate37°03′42″N 14°54′10″E / 37.061667°N 14.902778°E37.061667; 14.902778
Altitudine670 m s.l.m.
Superficie87,54 km²
Abitanti8 287[1] (31-8-2021)
Densità94,67 ab./km²
Comuni confinantiBuscemi, Canicattini Bagni, Cassaro, Floridia, Giarratana (RG), Modica (RG), Noto, Siracusa, Solarino, Sortino
Altre informazioni
Cod. postale96010
Prefisso0931
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT089015
Cod. catastaleG267
TargaSR
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Nome abitantipalazzolesi
PatronoSan Paolo Apostolo
Giorno festivo29 giugno , 25 Gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Palazzolo Acreide
Palazzolo Acreide
Palazzolo Acreide – Mappa
Posizione del comune di Palazzolo Acreide nel libero consorzio comunale di Siracusa
Sito istituzionale

Palazzolo Acreide (pronuncia /palaʦˈʦɔlo aˈkrɛide/[3]; Palazzolu in siciliano, Palazzuolu nel dialetto locale) è un comune italiano di 8 287 abitanti[1] del libero consorzio comunale di Siracusa in Sicilia.

Città barocca dalle radici greche, è situata nei monti Iblei, non distante dal fiume Anapo e dalla necropoli rupestre di Pantalica.

Origine del nomeModifica

Il nome di questo comune ha due origini differenti. L'odierna Palazzolo si colloca su di una colonia greca riportata da Tucidide come Ἄκραι (Ákrai) che, derivando dal greco antico ἄκρα (ákrā), significa "cima, picco, estremità" ma anche "castello o cittadella che domina una città"[4], latinizzato in Acrae. Acreide è un recupero dotto successivo, volto a dare un antico lustro alla cittadina.

Il nome attuale trae chiaramente origine dal latino palatium a cui segue il suffisso -olum, diventato quindi "Palatiolum"[5]. Tutt'oggi una delle zone più elevate del comune è chiamata "palazzu". In siciliano il paese è noto semplicemente come Palazzolu oppure — con la dittongazione tipica dei dialetti siciliani della zona – Palazzuolu. I suoi abitanti vengono detti palazzulisi.

Geografia fisicaModifica

Palazzolo Acreide dista 44 chilometri da Siracusa; 39 chilometri da Ragusa, e 91 chilometri da Catania. È situato nella parte ovest della provincia, sui monti Iblei.

StoriaModifica

L'esistenza di Palazzolo Acreide viene testimoniata da Tucidide nella Guerra del Peloponneso già in epoca antica

«Acre e Casmene furono fondate dai Siracusani: Acre settant'anni dopo Siracusa, Casmene vent'anni circa dopo Acre. Anche la colonizzazione più antica di Camarina si deve attribuire ai Siracusani, circa centotrentacinque anni dopo che si fondò Siracusa; ne furono nominati ecisti Dascone e Menecolo.»

(Tucidide, La guerra del Peloponneso, Libro VI 5)
 
Scorcio di Palazzolo e del castello medievale

Era quindi una colonia siracusana fondata attorno al 664 a.C. (70 anni dopo la fondazione di Siracusa) dagli stessi siracusani. Della città antica si conservano numerose testimonianze, in particolare un importante edificio teatrale e un complesso di edifici adiacenti all'agorà greco-romana. Di una strada urbana identifica con il decumano si conserva integro il manto stradale. Molti degli edifici e dei complessi cimiteriali cristiani furono esplorati e dal Barone Gabriele Judica di Baulì. Delle ricerche effettuate dal nobile archeologo si conserva una dettagliata relazione in una pregiata edizione del 1819, oggi piuttosto rara, ma di facile reperimento nelle biblioteche specializzate.

Le ricerche archeologiche hanno evidenziato una fase anteriore alla colonizzazione greca, d'interesse è a questo proposito la necropoli della Pinita un complesso di sepolcri scavati lungo una ripida parete di calcare, che molto si assomiglia alle maestose sepolture di Pantalica, della popolazione che vi seppellì i propri defunti si conosce poco, già svutotati nell'antichità hanno restituito alcuni manufatti noti all'Orsi, molto interessante è un sepolcro per la caratteristica volta micenea a testimonianza dei rapporti con il mondo greco ed egeo. altri luoghi di interesse sono l'antro di Sparno e alcune grotte-sepolcro nei pressi di Baulì.

La città greca sorgeva sull'altura del monte Acremonte, in questa località sono stati nel tempo localizzati un Aphrodision (Heraion?) e altri edifici religiosi citati nell'iscrizione Kaibel 217. Di notevole importanza storica e il santuario extraurbano di Cibele identificato dal marchese Paolo d'Albergo e successivamente fatto conoscere dal pittore francese Jean Houel che visitò Palazzolo nel 1777.

«Di ritorno a Palazzolo, visitando le chiese, ho visto in quella di San Sebastiano un quadro di Santa Margherita. È di Vito d'Anna, pittore di Palermo, ed è una bella opera di questo abile maestro. La composizione e semplice vera, di estrema finezza nei colori e di grande stile. Sull'altare maggiore della chiesa dei Cappuccini, presso i quali alloggiavano, c'è un quadro di grande valore che rappresenta San Francesco mentre riceve le stimmate della Mano da Dio. A una bella espressione credo sia stato dipinto dal Monrealese[6]

Durante il periodo greco la città coniò una moneta con l'effigie della dea Demetra e si arricchì di importanti edifici civili, al regno di Gerone II, probabilmente nato o cresciuto in questa località, si deve il riordino urbano dell'abitato in epoca ellenistica. Del periodo romano si conservano parecchie testimonianze tra queste a esempio la base di una statua onoraria dedicata a Caio Verre intercettata da Gabriele Judica. In epoca tardo antica e cristiana la città accolse una numerosa comunità di cristiani e di ebrei che migrarono dopo l'editto del 18 giugno 1492 che espelleva dai domini spagnoli le comunità israelitiche.

Alla presenza dei cristiane delle catacombe urbane dell'Intagliata e dell'Intagliatella, ma anche e soprattutto un cospicuo numero di catacombe rurali note alla letteratura scientifica. Importanza notevole rivestono in questo contesto le iscrizione greche e cristiane studiate da Giovanni Pugliese Carratelli. in epoca moderna la città è tornata a essere oggetto di scavi e di studi che hanno favorito una migliore comprensione della storia dell'abitato antico. Impulso notevole hanno esercitato le ricerche di Clelia Laviosa, Luigi Bernabò Brea, Beatrice Basile, Salvatore Distefano, Giuseppe Voza, Lorenzo Guzzardi.

La città antica fu distrutta dalle truppe islamiche nell'827 si accamparono nei suoi pressi in attesa di occupare Siracusa. Di recente le ricerche sono state riprese dall'Università di Varsavia che ha condotto nell'area della città greco-romana alcune campagne di scavo.

Nella seduta del 27 giugno 2002 a Budapest, durante la XXVI Sessione Plenaria dell'UNESCO, la chiesa di San Sebastiano[7] e quella di San Paolo di Palazzolo Acreide sono state dichiarate monumento patrimonio dell'umanità.

Dal 2022 la città fa parte del progetto del Primo parco mondiale dello stile di vita mediterraneo insieme ad altre 103 città del centro Sicilia.[8]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  Bene protetto dall'UNESCO
Città tardo barocche del Val di Noto (Sicilia sud orientale)
  Patrimonio dell'umanità
Tipoarchitettonico
CriterioC (i) (ii) (iv) (v)
Pericolono
Riconosciuto dal2002
Scheda UNESCO(EN) Late Baroque Towns of the Val di Noto (South-Eastern Sicily)
(FR) Scheda

ChieseModifica

Le chiese di San Paolo e San Sebastiano sono state dichiarate patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO.

ArchitettureModifica

  • Castello Medievale;
  • Catacombe Santa Lucia;
  • Grotta Senebardo;
  • Intagliata Intagliatella;
  • Palazzo comunale;
  • Teatro Greco;
  • I Santoni;
  • Palazzo Iudica (poi Lapira) (1790) conservava una raccolta di antichità acrensi, ora divise fra Lentini e Siracusa, la cui facciata è caratterizzata da singolari decorazioni barocche che evidenziano i balconi delle torrette angolari;
  • Palazzo Iudica-Cafici, caratterizzato da una lunga balconata a 27 mensoloni, considerata da taluni la più lunga al mondo[9].

MuseiModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

 
San Paolo di Palazzolo Acreide in una foto storica

Abitanti censiti[11]

Tradizioni e folcloreModifica

 
Il teatro antico di Akrai

Le manifestazioni che hanno un'antica tradizione popolare nel paese sono: le feste in onore di san Paolo, san Sebastiano, san Michele, l'Addolorata, la Santa Pasqua, il Carnevale e le rappresentazioni del teatro classico.

 
"L'uscita di San Paolo"

Le feste in onore dei santi si svolgono quasi tutte con uno stesso cerimoniale, ma quelle con il maggior coinvolgimento popolare sono quella in onore di san Paolo, patrono della città (25 gennaio e 29 giugno), quella di san Sebastiano (20 gennaio e 10 agosto), quella dell'Addolorata (terza domenica di settembre e venerdì santo) e quella di san Michele (domenica successiva al 29 settembre, quando questa data non cade di domenica, e 8 maggio).

I festeggiamenti, fino agli anni sessanta, duravano circa una settimana, in quanto per l'occasione si tenevano fiere di bestiame, note in tutta la Sicilia. Oggi i festeggiamenti durano tre giorni. Nel primo giorno si svolgono concerti di musica leggera al giardino pubblico (“a sirata â villa”) solo per San Paolo (27 giugno) e San Sebastiano (8 agosto). Nel secondo giorno (“a viggilia”) avviene la svelata del santo nell'altare maggiore della chiesa di appartenenza (”a sciuta râ càmmira”)

Il terzo giorno è quello dei festeggiamenti veri e propri: le messe solenni, quelle cantate, il panegirico e, alle tredici, l'uscita del santo dalla chiesa (“a sciuta ri manzjornu”), tra scampanii, fuochi artificiali e lancio di nzareḍḍi, portato, secondo la tradizione, a spalla (“a spaḍḍa nura”) e seguito da fedeli, soprattutto donne, a piedi nudi (“u viaggiu scausu”), che adempiono lo scioglimento di un voto. Il santo viene fatto uscire anche di sera verso le ore 20 e condotto per tutto il paese secondo itinerari tradizionali, accompagnato dalle bande musicali e dai fedeli. I festeggiamenti si concludono nella tarda notte o nelle prime ore del mattino con l'esibizione di cantanti o altri spettacoli e con il grande finale di fuochi d'artificio.

Da segnalare infine la festa con processione dell'Immacolata (8 dicembre), ripristinata da qualche anno. Come tradizioni gastronomiche ricordiamo la "salsiccia palazzolese", le paste di mandorle, la produzione di olio extravergine d'oliva e anche piatti caratterizzati dai sapori tipici del posto: timo, asparagi, finocchietto selvatico, origano, "ajiti" o "amareḍḍi".

Qualità della vitaModifica

Nel 2002 è stata insignita del titolo di Patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO, insieme con le altre città tardo barocche del Val di Noto.

La cittadina fa inoltre parte del circuito dei borghi più belli d'Italia.

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
28 agosto 1989 24 giugno 1990 Domenico Nigro Democrazia Cristiana Sindaco [12]
4 luglio 1990 3 gennaio 1992 Vincenzo Leone Democrazia Cristiana Sindaco [12]
3 gennaio 1992 7 luglio 1993 Santo Spata Democrazia Cristiana Sindaco [12]
7 luglio 1993 13 giugno 1994 Santa Trombadore Democrazia Cristiana Sindaco [12]
29 giugno 1994 25 maggio 1998 Emanuele Messina lista civica Progetto Palazzolo Sindaco [12]
25 maggio 1998 27 maggio 2003 Domenico Nigro lista civica Palazzolo verso il 2000 Sindaco [12]
29 maggio 2003 17 giugno 2008 Domenico Nigro lista civica Palazzolo verso l'Europa Sindaco [12]
17 giugno 2008 12 giugno 2013 Carlo Scibetta lista civica Noi per Palazzolo Sindaco [12]
12 giugno 2013 12 giugno 2018 Carlo Scibetta lista civica Noi per Palazzolo Sindaco [12]
13 giugno 2018 in carica Salvatore Gallo lista civica UniAmo Palazzolo Sindaco [12]

GemellaggiModifica

SportModifica

Ha sede nel comune la società di calcio S.C. Palazzolo, fondata nel 1954, militante nel campionato di Serie D 2017-2018. Disputa gli incontri allo stadio "Scrofani-Salustro", impianto con 2.200 posti a sedere[senza fonte].

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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