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Palio 2013, Porta Nova taglia il traguardo

Il palio dei somari di Torrita di Siena, in provincia di Siena, si corre ogni anno la domenica seguente il 19 marzo (o il 19 marzo stesso se cade di domenica).

Talvolta vengono organizzati palii straordinari, che vengono corsi in notturna. Il palio nasce nel 1966 per festeggiare San Giuseppe, patrono dei falegnami.

Le originiModifica

 
Il castello di Torrita di Siena

La manifestazione è nata nel 1966, quando un'associazione del paese la istituì come festa popolare in onore del santo protettore dei falegnami, san Giuseppe; si intese che fungesse anche da motivo di ritrovo per tutti gli emigrati di Torrita di Siena che in passato, in genere per motivi di lavoro, avevano dovuto lasciare il loro paese di origine e trasferirsi altrove.

Si deve la dedica a san Giuseppe al fatto che a Torrita di Siena la lavorazione del legno è sempre stata un'attività molto praticata. La festa voleva mettere in evidenza la fatica e la semplicità del lavoro umano, di conseguenza proprio l'asino, animale umile e soprattutto instancabile, fu scelto come simbolo.

L'attuale palio viene corso da otto contrade: dalle quattro porte dell'antico castello medioevale di Torrita di Siena: Porta a Pago, Porta a Sole, Porta Gavina e Porta Nova (che nella prima edizione furono le uniche concorrenti) e dalle quattro contrade corrispondenti ai quattro rioni del paese: Stazione, Refenero, Le Fonti e Cavone.

Ogni contrada è orgogliosa del proprio stemma, dei colori e dei figuranti, ambientati nella metà del XIV secolo, costituiti dalla dama, dal principe, dall'alfiere, dall'armato, dai paggetti, dal dotto, dagli sbandieratori e tamburini, tutti vestiti con ricchi e preziosi costumi ricamati, talmente perfetti e rifiniti in ogni singolo dettaglio, che sembrano provenire realmente dal Medioevo.

Gli eventiModifica

 
Centro storico
 
Porta Gavina

Già a partire dalle prime settimane di marzo, le bandiere delle contrade sventolano ai lati delle strade e dei vicoli medioevali, che risuonano delle prove dei tamburini.

Nella settimana che precede il palio, in passato, nel centro storico sono stati organizzati balli medioevali, duelli tra cavalieri, esibizioni di arcieri e falconieri, spettacoli itineranti di giullari, giocolieri e cantastorie.

La domenica precedente al palio si svolge la Festa della bandiera dove si esibiscono sbandieratori e tamburini provenienti da tutta Italia.

Negli stessi giorni vi è sia l'apertura delle 4 taverne, denominate rispettivamente Nencia, Ponticino, Da Ghino e Pagone, gestite dalle otto contrade, che offrono specialità toscane (come i Pici della Valdichiana o la bistecca di vitello di razza chianina), sia la presentazione del palio (un drappo di stoffa dipinto che deve essere realizzato tenendo conto di alcune caratteristiche, come ad esempio la presenza dell'immagine di San Giuseppe), che l'incontro con il relativo pittore. Tra i pittori che hanno dipinto il palio di Torrita di Siena, Paoli, Pogni, Bedeschi, Censini, Cantini. Il pittore che fino ad ora ha dipinto il maggior numero di palii è Giuliano Censini, torritese, autore anche del palio straordinario del giugno 2006, dedicato a San Costanzo, patrono di Torrita di Siena.

 
Sbandieratori

Durante i due giorni che precedono il palio nelle sedi delle rispettive contrade si svolgono le cene propiziatorie. Nel giorno precedente la manifestazione si tengono il Banchetto Medioevale, la benedizione del palio, l'esibizione della scuola sbandieratori e tamburini di Torrita di Siena ed, infine, in notturna, una gara a coppie tra gli sbandieratori e i tamburini delle otto contrade.

 
Porta a Pago

La domenica mattina le otto contrade si presentano nella piazza del centro storico di Torrita di Siena e, dopo la santa messa officiata nell'antica chiesa romanica di Santa Flora e Lucilla, ciascuna esibisce, al suono delle chiarine medioevali, l'abilità dei propri sbandieratori e tamburini. Terminata la gara, le contrade formano un corteo che, preceduto dai cavalieri e dagli arcieri medioevali portanti gli antichi stemmi di Torrita di Siena e dei suoi quattro castelli (Ciliano, Guardavalle, La Fratta e Montefollonico) e dalla banda che intona l'inno del palio, percorre le antiche vie del paese.

La corsaModifica

Il campo di gara è allestito nello spiazzo del Gioco del Pallone, esterno all'antica cinta muraria di Torrita di Siena.

Nel primo pomeriggio, dopo l'ingresso del palio e delle contrade, i tamburini e gli sbandieratori di ciascuna contrada ripetono la loro esibizione davanti al pubblico disposto nelle tribune. Successivamente si premia la miglior coppia di sbandieratori e tamburini. Prima che si dia inizio alla corsa vera e propria, per pubblico sorteggio si effettua l'abbinamento degli otto asini alle rispettive contrade, le quali gareggeranno a coppie in quattro batterie eliminatorie (il sorteggio delle otto contrade e il rispettivo abbinamento nelle batterie viene invece pubblicamente effettuato nel sabato precedente al palio).

Le quattro contrade che riescono a superare il turno vengono ammesse alla sfida finale, mentre le altre quattro sconfitte si sfidano in una batteria di recupero e quella che prevale si unisce insieme alle altre alla corsa finale, che si svolge in tre giri di pista. La contrada vincitrice della competizione ha come premio il drappo dipinto, il palio, che viene poi trasportato insieme al fantino nella sede della relativa contrada.

Le contradeModifica

 
Le contrade
  • Porta Nova
  • Porta a Pago
  • Porta a Sole
  • Porta a Gavina
  • Cavone
  • Le Fonti
  • Refenero
  • Stazione

L'albo d'oroModifica

Anno Contrada vincitrice
1967 Porta Gavina
1968 Porta Nova
1969 Le Fonti
1970 Porta Nova
1971 Porta Gavina
1972 Porta Gavina
1973 Porta Gavina
1974 Porta a Pago
1975 Refenero
1976 Refenero
1976* Le Fonti
1977 Stazione
1978 Porta a Sole
1978* Stazione
1979 Porta a Sole
1980 Porta a Pago
1981 Refenero
1982 Porta Nova
1983 Le Fonti
1984 Porta Gavina
1985 Refenero
1986 Le Fonti
1987 Porta Gavina
1987* Stazione
1988 Porta a Pago
1989 Le Fonti
1990 Porta Nova
1991 Stazione
1992 Porta Nova
1992* Cavone
1993 Stazione
1994 Stazione
1995 Porta Gavina
1995* Le Fonti
1996 Porta a Sole
1997 Porta Gavina
1998 Cavone
1999 Cavone
2000 Cavone
2000* Stazione
2001 Le Fonti
2002 Le Fonti
2003 Stazione
2004 Le Fonti
2005 Porta a Pago
2006 Le Fonti
2006* Le Fonti
2007 Porta Nova
2008 Stazione
2009 Porta Gavina
2010 Porta a Sole
2011 Porta Gavina
2011* Porta a Pago
2012 Porta Nova
2013 Porta Nova
2014 Stazione
2015 Porta Nova
2016 Cavone
2016* Le Fonti
2017 Porta Nova
2018 Porta Gavina
(*) = edizioni straordinarie

CuriositàModifica

 
Asino
  • Porta Nova ha questo nome in quanto, a differenza delle altre, non è un'autentica porta medievale: fu infatti aperta nel 1835 per facilitare la transitabilità urbana, date le piccole dimensioni delle altre tre.
  • Nello stemma della contrada di Porta a Gavina è raffigurata una lupa, lo stemma di Siena. Alcune fonti raccontano che nel 1554, quando il castello di Torrita di Siena, fedelissimo alla Repubblica di Siena, fu assediato dalle truppe fiorentine e tedesche, fu catturata dai medesimi un'anziana donna chiamata Nencia, la quale si rifiutò di inneggiare al Duca di Firenze, preferendo gridare «Lupa, Lupa!». Allora i nemici cominciarono ad insultarla ed a molestarla, al fine di farle pronunciare quello che essi volevano. Ma poiché lei si ostinò a gridare «Lupa, Lupa!», decisero di spogliarla e di crocifiggerla sulla porta del castello. Nonostante ciò Nencia continuò ad urlare «Lupa, Lupa!» fino alla morte. Porta a Gavina è l'unica che conserva ancora il portone medievale.
  • Da Porta a Pago, la più antica di Torrita di Siena, fuggirono le truppe senesi, prima della caduta del castello, avvenuta nel 1554.
  • Nella contrada di Porta a Sole si trova la via dedicata al leggendario Ghino di Tacco, nato nella seconda metà del XIII secolo nel castello de la Fratta, oggi nel comune di Sinalunga (SI).
  • Nello stemma de Le Fonti è raffigurato il Giano bifronte, il Dio pagano delle porte e dei passaggi, in quanto nel luogo in cui oggi si erge la seicentesca Chiesa della Madonna delle Fonti a Giano, sorgeva anticamente un tempio dedicato al culto della divinità pagana.
  • La contrada della Stazione, che ha come stemma il cane di San Domenico di Guzmán, è, insieme alla "rivale" Refenero, tra le più numerose ed estese di Torrita di Siena.

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Collegamenti esterniModifica

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