Palio di Mortara

Il palio di Mortara è una competizione tra le sette[1] contrade della città di Mortara (PV), che si svolge due volte l'anno: alla prima domenica di maggio e all'ultima domenica di settembre.

Piazza Vittorio Emanuele II durante lo svolgimento del Palio nel 2010

L'edizione di maggio è basata sulla disputa di alcuni giochi di ispirazione storica; quella di settembre è un Gioco dell'oca vivente, i cui punteggi sono assegnati per mezzo del tiro con l'arco.

Come nella maggior parte dei Palii, il premio assegnato ai vincitori è un drappo (generalmente dipinto da artisti locali), dedicato a personaggi ed eventi dell'epoca sforzesca o della storia cittadina.

Radici storicheModifica

Il Palio nacque come contorno della già esistente Sagra del Salame d'oca di Mortara, che si svolge dal 1967 l'ultima domenica di settembre. Come scenario storico si immaginò che i giochi rievocati avessero luogo a Mortara, feudo personale del duca di Milano Ludovico il Moro alla fine del XV secolo, per intrattenere la moglie, Beatrice d'Este durante le sue battute di caccia nei territori della Lomellina. Nei primi opuscoli pubblicitari compare, a fondamento del gioco, una citazione - verosimilmente inventata ad hoc - di Jacopo Trotti, ambasciatore estense alla corte di Ludovico il Moro.

I giochi furono rievocati nel palio attuale, la cui prima edizione si svolse nel 1970.

Le sette contradeModifica

Le contrade sono sette e ciascuna di essere rappresenta una delle corporazioni delle arti e dei mestieri antichi tipici del territorio (orafi, cacciatori, vasai, panettieri, mugnai, vignaioli e speziali) e corrisponde ad uno dei quartieri cittadini. Sono identificate ciascuna da una coppia di colori.

Sono le protagoniste della gara e parte fondamentale del corteo storico che si svolge per le vie del centro cittadino prima del Palio, nella quale ciascuna di esse è presente con circa cinquanta figuranti, che accompagnano la corte di Ludovico il Moro insieme agli sbandieratori.

Le contrade sono le seguenti

  • la Torre (corporazione degli orafi, colori: giallo e nero)
  • il Dosso (corporazione dei vasai, colori: bianco e rosso)
  • San Cassiano (corporazione dei vignaioli, colori: bianco e verde)
  • San Dionigi (corporazione dei panettieri, colori: rosso e blu)
  • Sant'Albino (corporazione degli speziali, colori: bianco e azzurro)
  • le Braide (corporazione dei mugnai, colori: giallo e rosso)
  • il Moro (corporazione dei cacciatori, colori: giallo e verde)

San CassianoModifica

 
Lo stemma della Contrada San Cassiano

La contrada di San Cassiano è quella che ha vinto il palio il maggior numero di volte (17, con l'aggiunta della vittoria nel "radiopalio"), per l'ultima volta nel 2016. Negli anni settanta conquistò due "oche d'oro", premio riservato, fino al 1976 a chi si fosse aggiudicato tre edizioni del palio.

La contrada prende il nome da San Cassiano e occupa il centro storico cittadino. Rappresenta la corporazione dei vignaioli e nel corteo storico che precede il palio reca cesti e gerle d'uva. I colori sono il verde e il bianco.

Nel quartiere si trova l'omonima chiesa di San Cassiano, consacrata il 26 aprile 1138 e attiva fino al XVI secolo in sostituzione della pieve di Santa Maria del Campo, al di fuori delle mura cittadine. Comprende anche il cosiddetto "portone di San Cassiano", noto anche come "portone di Giove" e così citato in un documento del 1749, che lo riporta come un torrione sporgente da un tratto di muro a cui era restato attaccato un troncone di arco fiancheggiato da lesene e contrafforti turriti laterali.

BraideModifica

La contrada delle Braide, i cui colori araldici sono il giallo e il rosso, è stata fondata nel 1969; vincitrice di dodici edizioni del palio, dato che la rende la seconda contrada più titolata dietro alla Contrada di San Cassiano, rappresenta la corporazione dei mugnai.

La contrada si situa sul territorio del rione San Pio X, ad ovest del centro cittadino, un tempo occupato da un sobborgo rurale detto appunto dosso delle Braide (ove fino ancora ad una trentina di anni fa resisteva il vecchio mulino, simbolo della contrada) e da cui la contrada prende il nome. Essa contende alla confinante contrada della Torre la frazione di Madonna del Campo (che appartiene al territorio di quest'ultima, ma ove nel passato ha esercitato attività la contrada delle Braide).

Lo stemma delle Braide è uno scudo tagliato giallo e rosso su cui campeggia l'immagine di un mulino con la scritta "Braide" gialla su campo rosso in cima e "Mortara" rosso su campo giallo in fondo.

I colori araldici rievocano rispettivamente: il giallo, i campi di cereali oramai maturi coltivati dai mugnai; mentre il rosso, il sole che, dando vita ai campi, tramonta ad ovest come ad ovest della città è situata la contrada.

Le Braide sono una delle contrade più attive. Avendo scelto di indirizzarsi sempre più verso la ricostruzione della vita al tempo degli Sforza, con l'organizzazione di avvenimenti sia all'interno dei confini mortaresi, organizzando feste sia rionali che cittadine, che all'esterno, collaborando alla realizzazione di numerose iniziative con enti ed associazioni quali, ad esempio, la Regione Lombardia, la Provincia di Pavia, il Museo Mulino di Mora Bassa, ecc.

L'ingresso e l'iscrizione al Consorzio Europeo Rievocazione Storiche dimostrano la volontà di raggiungere un certo tipo di qualità nel confezionamento degli abiti. L'accurato studio storico la rende la contrada, fra le sette, più coerente con il periodo rievocato.

Sant'AlbinoModifica

 
Lo stemma della contrada Sant'Albino.

La contrada Sant'Albino prende il nome dall'omonima abbazia che sorge alle porte della città e attorno alla quale si sviluppa non solo il territorio, ma anche l'attività dell'associazione. Quella di Sant'Albino è una delle cinque contrade presenti fin dalla prima edizione del Palio. Si è aggiudicata la vittoria in tre occasioni: nel 1988, nel 2000 e nel 2001.

I colori della contrada sono il bianco e l'azzurro, mentre la corporazione rappresentata è quella degli speziali. A questo proposito, è curioso notare come la contrada Sant'Albino sia l'unica tra le sette di Mortara ad aver cambiato corporazione, e per ben due volte. Nata come contrada di pescatori, cambiò a metà degli anni '70 il mestiere in quello dei fiorai, ritenuto all'epoca più coreografico. Un rinnovamento societario e le esigenze di maggiore aderenza storica hanno portato, a partire dal corteo 2009, a scegliere quella degli speziali quale arte da rappresentare.

Lo stemma della contrada è uno scudo sannitico tagliato. Nel primo d'azzurro alla testa di unicorno d'argento; nel secondo d'argento al giglio reale d'azzurro. Lo scudo è sorretto da due bordoni del pellegrino, simbolo della via Francigena che passa dall'abbazia, sormontato da una stella d'argento bordata d'azzurro.

I colori araldici evocano il cielo e l'acqua, elementi imperanti sulla pianura della Lomellina ed evocativi della prima corporazione dei pescatori, essendo associati alla contrada fin dalla sua fondazione. Il giglio, presente sui vestiti dagli anni '80, si lega invece ai fiorai, mentre l'unicorno, il cui corno si diceva capace di neutralizzare ogni veleno, rappresenta l'arte dello speziale e del farmacista. Sullo stemma, pertanto, si può leggere la storia delle corporazioni rappresentata negli anni dalla contrada.

Il MoroModifica

Presente fin dalla prima edizione del 1970, la contrada Il Moro prende il suo nome dall'appellativo riservato a Ludovico Maria Sforza, duca di Milano e signore di Mortara in onore del quale si disputa il Palio. La corporazione rappresentata è quella dei cacciatori, mentre i colori della contrada sono il verde e il giallo. Sullo stemma, oltre ai colori citati, campeggia il profilo del Moro (questa è l'unica contrada a potersene fregiare) oltre ad arco, frecce e cane da caccia, strumenti indispensabili per l'attività venatoria del Rinascimento.

La contrada si è aggiudicata cinque vittorie: 1982, 1995, 2003 e due consecutive nel 2006 e 2007.

La TorreModifica

 
Lo stemma della Torre: Partito d'oro e di nero, alla torre di mattone attraversante, ritorricellata e merlata di cinque pezzi, aperta e finestrata di nero, fondata sulla pianura dello stesso, caricata d'un anello d'oro, gemmato di verde, e bordata del medesimo. Timbro: un mortaio al naturale, con due svolazzi bifidi d'oro.

La contrada La Torre, fondata nel 1969, rappresenta la corporazione degli orafi dalla quale deriva i propri colori araldici: il giallo del prezioso metallo ed il nero del velluto sul quale viene esposto per magnificarne la lucentezza.

Il territorio della Torre comprende gran parte del Centro Storico: a Nord e a Sud i confini coincidono con quelli della Città, mentre a Ovest è delimitata dalle linee ferroviarie per Vercelli e per Alessandria; a Est dalla direttrice via Albonese-via Grocco-viale Capettini-corso Porta Novara-via XX Settembre-corso Garibaldi-via Luzzi-via Goia-via Beldiporto-piazza Italia-via Molino Prete Marcaro.

La Torre si è sempre contraddistinta come una delle contrade più attive della Città: ogni anno organizza numerose iniziative, tra cui spicca la Festa della Torre tra fine maggio e inizio giugno. Dal 2010 ha ripreso l'usanza di festeggiare le ricorrenze della frazione Madonna del Campo, per l'Annunciazione e per la ricorrenza del 18 aprile, stabilita come festa solenne cittadina dal Consiglio comunale nel 1542, per commemorare alcuni miracoli. Pubblica un periodico ufficiale, l'InformaTorre, che viene distribuito gratuitamente porta a porta nel territorio della Contrada. Nel 2010 ha avviato l'iniziativa "Doposcuola in Contrada", rivolta ai ragazzi delle scuole medie. Alla Vigilia di Natale, un coro composto da contradaioli visita le case di riposo della Città proponendo un repertorio di canti natalizi; nella notte di Natale è tradizione che venga offerto ai fedeli un ristoro al termine delle Messe di Mezzanotte in S. Croce e alla Madonna del Campo.

La sede della Contrada, presso Palazzo Lateranense, è aperta tutto l'anno per consentire lo svolgimento delle attività e per fungere da ritrovo ai numerosi associati.

Nel 2007, da una costola della Contrada è nata anche un'altra associazione, la Merito et Tempore ("per merito e con il tempo", uno dei motti di Ludovico il Moro), che si occupa di rievocazione storica e rappresenta, al Corteo del Palio, la scorta armata del Duca.

La Torre si è aggiudicata cinque vittorie: 1980, 1983, 1985, 1986 e 2018.

San DionigiModifica

La contrada di San Dionigi, fondata nel 1971, è stata la prima "sorella minore" ad aggiungersi alle cinque contrade che avevano preso parte alla prima edizione del Palio nel 1970. Prende il nome dall'omonima chiesa (ora inagibile e bisognosa di restauri) adiacente alla basilica di San Lorenzo di Mortara. Il nome fu scelto con un vero e proprio referendum dagli abitanti del rione che avevano scelto di organizzare una nuova contrada per essere meglio rappresentati sul campo di gioco.

I colori di San Dionigi sono il rosso e il blu, simbolo della carica di vescovo e del martirio di Dionigi di Corinto, santo cui è intitolata la contrada. La corporazione rappresentata è quella dei panettieri, mentre sullo stemma campeggia tradizionalmente l'immagine stilizzata di un grifone.

San Dionigi ha vinto il palio per tre volte: la prima, storica vittoria avvenne nell'anno di esordio, il 1971. A questo trionfo seguì però un digiuno di oltre trent'anni spezzato dalla doppietta realizzata nel 2004 e 2005. E, dopo 12 anni, San Dionigi torna a vincere il Palio nel 2017.

Il DossoModifica

Ultima nata tra le contrade (ha partecipato per la prima volta al Palio del 1986), la contrada il Dosso si sviluppa fuori dalla cerchia cittadina, nel territorio delle frazioni orientali di Mortara: Cattanea, Guallina, Molino Faenza, Casoni dei Peri, Casoni di Sant'Albino.

I colori del gonfalone sono il bianco ed il rosso, mentre sullo stemma campeggia una testa di ariete. La corporazione associata è quella dei vasai, ispirata dal ritrovamento nel territorio di reperti di vasellame risalenti anche all'epoca romana.

Il Dosso si è aggiudicata una sola vittoria nel Palio del 2002.

Nel 2019 ha riconsegnato il proprio stendardo al Magistrato delle Contrade, trovandosi in difficoltà organizzative. Pertanto, attualmente è considerata "sospesa", in attesa che si formi un nuovo gruppo dirigente, oppure che venga definitivamente considerata "soppressa".

Il palio della Santa CroceModifica

È l'edizione di maggio, svoltasi per la prima volta nel 2019 e dedicata alla Invenzione della Santa Croce, ricorrenza che tradizionalmente sostituisce, come festività, il giorno di San Lorenzo, patrono della Città.

Lo svolgimento avviene con la disputa di alcuni giochi tra le contrade, a cui si aggiunge un torneo di scherma storica, a cui partecipanti gruppi storici non legati alle contrade. Durante quest'ultimo, prima degli ultimi duelli, ogni Contrada viene abbinata a sorte a un partecipante e riceve punti in base al piazzamento di questi. Gli altri punti vengono ottenuti in base al piazzamento nei seguenti giochi:

  • gioco della madia: i giocatori devono trovare più gettoni possibile all'interno di una madia;
  • lancio dell'anello: i giocatori devono infilare degli anelli in un palo posto a circa due metri di distanza;
  • corsa sui ceppi: i giocatori devono percorrere circa 13 metri camminando su tre ceppi di legno, che vengono man mano spostati avanti, senza appoggiare a terra mani o piedi;
  • tiro con l'arco: è il gioco finale ed è diviso in due sessioni, una in cui si tira al medesimo bersaglio del palio di settembre, l'altra il cui scopo è colpire delle sagome di animali.

Al termine dei giochi, la Contrada che ha totalizzato il maggior numero di punti si aggiudica il Palio.

L'edizione inaugurale,e per ora unica, è stata vinta dalla Contrada delle Braide.

Il gioco dell'ocaModifica

 
Il tabellone utilizzato nel palio dell'oca di Mortara. Le caselle "speciali" sono state dipinte nel 2006 da artisti locali.

Si svolge come nel gioco dell'oca da tavolo. Il tabellone è formato da caselle in legno da circa 1m x 1m montate al centro della piazza dove si svolge la competizione. Le pedine sono umane e ogni contrada dispone di un arciere, che determina l'avanzamento della pedina al proprio turno di tiro.

Il percorso comprende alcune caselle definite "speciali", che sono abbinate a premi o penalità:

  • premi:
    • "Oca avanzante" (caselle 12, 21, 25, 34, 39 e 57): aggiunge tre punti;
    • "Dadi" (caselle 24, 45 e 51): si ha diritto a tirare nuovamente con l'arco;
  • penalità:
    • "L'osteria" (casella 17): sottrae tre punti;
    • "Pozzo" (casella 29): esclude dalla sessione di tiro successiva;
    • "Muro" (casella 40): sottrae tre punti;
    • "Prigione" (casella 50): esclude dalla sessione di tiro successiva;
    • "Forziere" (casella 56): sottrae tre punti;
    • "Labirinto" (casella 61): esclude dalla sessione di tiro successiva.

Scopo del Palio è raggiungere per primi la casella finale del tabellone, la 63, in modo esatto.

Le pedine si dispongono inizialmente in base all'ordine di partenza, sorteggiato il giorno precedente dal Sindaco, durante l'inaugurazione ufficiale della Sagra del salame d'oca; fino al 2018 tale ordine era stabilito dal risultato del "Prepalio", che si svolgeva otto giorni prima.

Dopo avere effettuato una sessione di prova, i sette arcieri procedono alla prima tornata di tiro (di 3 frecce a testa). Il bersaglio è composto da cerchi concentrici valevoli da 1 a 6 avanzamenti. Le pedine avanzano in base ai punteggi ottenuti dal tiro.

Alla fine di ogni tiro le contrade possono lanciare una sfida, purché la contrada sfidante sia posizionata tra la casella 25 e la 44. La sfida consiste nel tiro di 4 frecce su di una sagoma di gufo reale, marchiata da diverse zone di punteggio. La vittoria spetta alla Contrada che totalizza più punti: se a vincere è la sfidante, le due pedine si scambiano di posto; viceversa tutto resta invariato.

Al termine della prima tornata si svolge una sessione di tiro rapido: si determina una classifica in base al numero di frecce scoccate in trenta secondi e andate a bersaglio. I punti così assegnati sono: 10, 7, 5, 4, 3 e 2. Il gioco prosegue fino al termine con sessioni di tiro uguali alla prima.

Albo d'oro del palioModifica

  • 1970 - San Cassiano
  • 1971 - San Dionigi
  • 1972 - San Cassiano
  • 1973 - San Cassiano
  • 1974 - San Cassiano
  • 1975 - San Cassiano
  • 1976 - Le Braide
  • 1977 - Le Braide
  • 1978 - San Cassiano
  • 1979 - San Cassiano
  • 1980 - La Torre
  • 1981 - San Cassiano
  • 1982 - Il Moro
  • 1983 - La Torre
  • 1984 - San Cassiano
  • 1985 - La Torre
  • 1986 - La Torre
  • 1987 - Le Braide
  • 1988 - Sant'Albino
  • 1989 - Le Braide
  • 1990 - non disputato
  • 1991 - Le Braide
  • 1992 - non disputato
  • 1993 - non disputato, ma sostituito dal "radiopalio", vinto da San Cassiano
  • 1994 - Le Braide
  • 1995 - Il Moro
  • 1996 - San Cassiano
  • 1997 - San Cassiano
  • 1998 - Le Braide
  • 1999 - Le Braide
  • 2000 - Sant'Albino
  • 2001 - Sant'Albino
  • 2002 - Il Dosso
  • 2003 - Il Moro
  • 2004 - San Dionigi
  • 2005 - San Dionigi
  • 2006 - Il Moro
  • 2007 - Il Moro
  • 2008 - San Cassiano
  • 2009 - San Cassiano
  • 2010 - San Cassiano
  • 2011 - San Cassiano
  • 2012 - Le Braide
  • 2013 - Le Braide
  • 2014 - Le Braide
  • 2015 - San Cassiano
  • 2016 - San Cassiano
  • 2017 - San Dionigi
  • 2018 - La Torre
  • 2019 Palio della Santa Croce - Le Braide
  • 2019 (settembre) - Le Braide

NoteModifica

  1. ^ Dal 2019 il Dosso non partecipa al Palio, tuttavia non è ancora stata esclusa definitivamente.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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