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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Pallade (disambigua).

Pallade, o Pallas, è un epiteto dato alla dea Atena. Significa "giovane", e deriva dal greco pállax (πάλλαξ). Altre volte, in italiano, è reso con Pallante, utilizzato come nome di una figura maschile, ma le due versioni sono intercambiabili.

Indice

L'epitetoModifica

Il nome è molto diffuso nella mitologia greca, tanto da creare ambiguità difficili da discernere; discernimento inoltre ostacolato dalla presenza di numerose versioni per uno stesso mito.

Il primo Pallas a comparire è una divinità titanica: Pallade, nume di una tribù pelasgica abitante l'Attica, è tutore della saggezza. Dato lo stridere tra il nome di "fanciullo" con le dimensioni del "titano" e con la sua attività di "saggio", è probabile che l'appellativo di Pallas sia stato dato in un secondo tempo.

È infatti successivamente che la "fanciulla" Atena spodesta il titano e ne assume nome e prerogative: anche Atena vien detta "Pallade", nonché dea della Saggezza. I miti che descrivono questo passaggio ci raccontano di come Atena uccise un gigante chiamato Pallade che voleva violentarla; ma, essendo poco plausibile che un gigante malvagio e orrendo fosse detto "fanciullo", il pelasgico tutelare della Saggezza viene declassato in altre versioni addirittura a un'eterea fanciulla imprudente.

Il mito è riferibile all'episodio di una popolazione di Elleni che assunse l'egemonia politica della regione, mentre i loro sacerdoti o sacerdotesse, dediti al culto di Atena, ne usurparono i templi e si arrogarono il potere religioso.

Pallas, da nome comune di persona, a nome di divinità, è stato poi utilizzato come nome proprio, nelle sue varianti di Pallade e Pallante, soprattutto in Attica. Fino all'epoca dei miti, la possibilità di un Pallade "reale" di passare alla storia è quindi ostacolata dalla confusione dell'omonimia. Diversi Pallade infatti ricorrono nella mitografia ateniese, ma son personaggi di secondo piano, e rimangono comunque collegati a leggende precedenti, come il fondatore di città Pallante, che si dice generò una tribù di giganti, o l'eroe attico Pallante che generò cinquanta figli, detti Pallantidi, che nel tentativo di conquistare il trono di Atene furono uccisi da Teseo, a spiegare, probabilmente, una lotta di successione politica tra un clan devoto ad Atena e un clan consacrato all'eroe solare Teseo.

I Pallade della mitologia grecaModifica

I due miti sull'origine di Pallade AtenaModifica

Atena e la fanciullaModifica

Si racconta che ancora fanciulla, Atena uccise incidentalmente la sua compagna di giochi Pallade, mentre si era impegnata con lei in uno scherzoso combattimento, armate di lancia e di scudo.
In segno di lutto, Atena aggiunse il nome di Pallade al proprio.

Il racconto che invece ci fa lo Pseudo-Apollodoro è una tarda versione. Egli ci dice che Atena, nata da Zeus e allevata dal dio-fiume Tritone, uccise la figlia di questi, la sua sorellastra Pallade, poiché lo volle Zeus, che intenzionalmente distrasse Pallade.

Un altro Pallade generò i cinquanta Pallantidi, nemici di Teseo, che pare fossero in origine delle sacerdotesse guerriere di Atena. Platone identificò Atena patrona di Atene con la dea libica Neith, ed Erodoto ci dice che le sacerdotesse vergini di questa annualmente si impegnavano in un combattimento per disputarsi il titolo di "Gran Sacerdotessa" della Dea.
Tritona potrebbe significare "terza regina", cioè il membro più anziano della Triade sacra: Kore, Persefone, Demetra.

Atena e il giganteModifica

Taluni sostengono che Atena ebbe un padre chiamato Pallade. Omero infatti descrive un Pallade come "Padre della Luna", nell'Inno omerico ad Ermete, ma per alcuni sono due Pallade diversi.
Egli era un gigante alato a forma di caprone, che in seguito, durante la Gigantomachia tentò di usarle violenza. Ma la dea lo vinse (fu poi Ercole ad abbatterlo), e gli strappò le ali, applicandosele alle spalle. Con la pelle di questi si fabbricò la sua egida. Fu in quest'occasione che aggiunse il nome di Pallade al proprio.

Ma il nome di "vergine" non è adatto a un gigante. E molti ricordano che l'egida di Atena fu fatta con la pelle della Gorgone Medusa, che Atena scorticò dopo che Perseo l'ebbe decapitata. D'altronde l'epiteto Lafria, "colei che conquista il bottino", associato ad Atena nella Gigantomachia, fa supporre che fosse lei l'inseguitrice e non l'inseguita.

Voci correlateModifica

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