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Pandolfo IV Malatesta
Pandolfo IV Malatesta, dettaglio della pala del Ghirlandaio.jpg
Pandolfo IV Malatesta nella Pala di San Vincenzo Ferrer del Ghirlandaio (1493-96 circa)
1475 – 1534
Soprannome Pandolfaccio
Luogo di sepolturaBasilica di Santa Maria in Trastevere
EtniaItaliano
ReligioneCattolicesimo
Dati militari
Paese servito

Flag of the Papal States (pre 1808).svg Stato Pontificio
Flag of Most Serene Republic of Venice.svg Repubblica di Venezia

Blasone Malatesta.svg Signoria di Rimini
Forza armata
ArmaFanteria, Cavalleria
GradoCapitano Generale dell'Esercito Veneto
Guerre
  • Guerra d'Italia del 1494-1498
  • Guerra d'Italia del 1499-1504
  • Guerra della Lega di Cambrai
  • Battaglie
  • Battaglia di Fornovo
  • Assedio di Novara
  • Assedio di Cotignola (1499)
  • Battaglia di Agnadello
  • Assedio di Padova
  • Battaglia di Ravenna (1512)
  • voci di militari presenti su Wikipedia

    Pandolfo IV Malatesta, soprannominato Pandolfaccio (luglio 1475giugno 1534), è stato un condottiero italiano e Signore di Rimini e di altre città della Romagna.

    BiografiaModifica

    Pandolfo era figlio naturale di Roberto Malatesta, alla morte del quale (1482) venne creato Capitano Generale della Repubblica di Venezia. Quattro anni più tardi venne creato Cavaliere dal re Alfonso II di Napoli.

    Nel 1495, fomentato dai Veneziani, prese parte alla Battaglia di Fornovo, e successivamente assediò la fortezza francese di Novara. La violenza di Pandolfo e i delitti di cui fu responsabile lo resero inviso a molti: nel 1497, un tentativo di rapimento fallito di una giovane ragazza scoppiò in una rivolta a Rimini, che poté sopprimere solo con l'intervento veneziano. Fuggì ad un altro complotto nel 1498.

    Due anni dopo, Cesare Borgia invase i territori di Pandolfo e papa Alessandro VI, padre di Cesare, lo scomunicò. Abbandonato dai suoi alleati, Pandolfo venne costretto a vendere Rimini per 2.900 ducati, lasciandola a Venezia per i successivi anni. Alla morte di Alessandro, colse l'occasione della malattia di Cesare Borgia per attaccare e conquistare Rimini nel 1503, ma senza un successo definitivo. Nel 1509, prese parte alla battaglia di Agnadello, e dopo la sconfitta veneziana, cambiò schieramento e si sottomise all'imperatore del Sacro Romano Impero. Successivamente assediò Padova, ma venne forzato a fare ritorno al suo feudo di Cittadella, che gli venne ufficialmente assegnato nel 1512. Tornò poi a Venezia.

    Nel 1522, Pandolfo, assieme al figlio Sigismondo, riuscì ad ottenere Rimini per un breve periodo. Nel 1527, dopo il Sacco di Roma e la cattura del papa Clemente VII, i due Malatesta tentarono nuovamente di impossessarsi dei loro antichi territori, ma vennero scacciati dai mercenari papali.

    Visse infine in povertà a Ferrara gli ultimi giorni della sua vita, sotto la protezione del duca Alfonso d'Este. Morì nel 1534 a Roma. Venne sepolto nella chiesa di Santa Maria in Trastevere.

    DiscendenzaModifica

    Pandolfo sposò nel 1489 Violante Bentivoglio di Bologna ed ebbero sette figli[1]:

    • Sigismondo (1498-1543), condottiero;
    • Roberto (?-1547);
    • Isabella;
    • Annibale;
    • Ginevra (?-1567), sposò Lodovico degli Obizzi;
    • Malatesta (?-1549), condottiero;
    • Galeotto (?-1543);

    Ebbe anche un figlio naturale:

    • Scipione.

    NoteModifica

    1. ^ Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Malatesta di Rimini, Torino, 1835.

    BibliografiaModifica

    • Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Malatesta di Rimini, Torino, 1835, ISBN non esistente.

    Altri progettiModifica

    Collegamenti esterniModifica

    Controllo di autoritàVIAF (EN37972065 · ISNI (EN0000 0000 2109 5783 · GND (DE128452374 · WorldCat Identities (EN37972065