Panico al villaggio

film di animazione del 2009 diretto da Stéphane Aubier, Vincent Patar
Panico al villaggio
Panico al villaggio.png
Titoli di testa.
Titolo originalePanique au village
Lingua originalefrancese
Paese di produzioneBelgio, Francia, Lussemburgo
Anno2009
Durata75 min
Rapporto2,35:1
Genereanimazione, commedia
RegiaStéphane Aubier, Vincent Patar
SoggettoStéphane Aubier, Vincent Patar
SceneggiaturaStéphane Aubier, Vincent Patar, Vincent Tavier, Guillaume Malandrin
ProduttoreAdriana Piasek-Wanski
Casa di produzioneGebeka films, La parti productions, Made in PM, Mélusine productions, Beast productions
Distribuzione in italianoNomad film
FotografiaJan Vandenbussche
MontaggioAnne-Laure Guégan
MusicheDionysos
StoryboardJean-Philippe Dugand
Character designMarion Charrier
AnimatoriStéphane Aubier, Marion Charrier, Zoé Goethgheluck, Florence Henrard, Vincent Patar
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Panico al villaggio (Panique au village) è un film del 2009 diretto da Stéphane Aubier e Vincent Patar.

I due registi sono anche partecipi nel doppiaggio dando la voce a due dei tre personaggi principali.

TramaModifica

Due giocattoli di plastica, un cowboy e un pellerossa, dal carattere burlone e cordiale, convivono con cavallo (un altro giocattolo) in una casa di mattoni sopra una collinetta. Vicino a loro abita Steven, dal carattere un po' burbero, con la moglie. Essi gestiscono una fattoria, che accoglie numerosi animali. Infine nel bivio, che collega le due case, abita in una sorta di capannetta un poliziotto.

Il film inizia presentandoci un altro personaggio ricorrente, il postino, che porta i pacchi e le lettere ai vari personaggi. Nel frattempo, Cowboy e Indiano si rendono conto che proprio quel giorno è il compleanno di cavallo, e decidono pertanto di fargli un regalo. Decidono quindi di creare per lui un barbecue. Nell'ordinare i mattoni su Internet, Cowboy posa la tazza di caffè di Indiano sul tasto 0, aumentando il numero dell'ordine da 50 mattoni a 50 milioni. Non accortosi di ciò, Indiano conferma l'ordine. Dopo poco tempo cominciano ad arrivare centinaia di camion che scaricano i mattoni davanti la loro casa. Per evitare che Cavallo se ne accorga, nascondono l'enorme numero di mattoni sul tetto della casa, che però durante la notte inevitabilmente crolla, facendo sprofondare la loro abitazione. Dopo aver schiacciato tutto, i mattoni si disperdono per tutta la vallata. Cavallo, arrabbiato con i due amici, li obbliga ad aiutarlo nella ricostruzione della casa, ma qualcosa di strano accade ogni notte: i muri spariscono ogni volta. Chiedendo aiuto al poliziotto, si convincono che c'è un ladro che ruba i muri, e viene accusato Steven, perché in possesso di un macchinario un grado di tranciare ogni cosa. Così il loro vicino viene prontamente messo in galera dal poliziotto, anche se gli altri non sono convinti che Steven sia il reale ladruncolo. Una sera si appostano e aspettano che agisca il malvivente, e notano che delle figure stanno scappando con il loro muro. Senza perdere tempo, si mettono subito all'inseguimento dei tre individui, che si riveleranno essere una sorta di sub.

ProduzioneModifica

Panico al villaggio è stato realizzato in 260 giorni nei pressi di Bruxelles, utilizzando 1500 giocattoli di plastica[1].

CriticaModifica

Il film ha ottenuto recensioni molto positive dalla critica, facendo registrare un indice superiore all'ottanta percento sul noto aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes. L'opera è stata anche inclusa nella selezione ufficiale del Festival di Cannes 2009 (primo film in stop-motion a partecipare alla rassegna[2]).

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ 'A Town Called Panic' induces wild, whimsical fun, post-gazette.com, 8 aprile 2010. URL consultato il 3 agosto 2014.
  2. ^ Surreal and hilarious, theglobeandmail.com, 19 febbraio 2010. URL consultato il 3 agosto 2014.

Collegamenti esterniModifica