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Paolo Barison

allenatore di calcio e calciatore italiano
Paolo Barison
Paolo Barison.jpg
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex Ala sinistra)
Ritirato 1974 - calciatore
1978 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1953-1954Vittorio Veneto? (?)
1954-1957Venezia68 (20)
1957-1960Genoa71 (30)
1960-1963Milan47 (14)
1963-1965Sampdoria57 (19)
1965-1967Roma62 (13)
1967-1970Napoli54 (7)
1970-1971Ternana31 (10)
1971-1972Bellaria31 (17)
1972Toronto Metros8 (3)
1973-1974Levante Genova28 (10)
Nazionale
1958-1966 Italia Italia 9 (6)
Carriera da allenatore
1976Milan[1]
1977-1978Pro Patria[2]
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Paolo Barison (Vittorio Veneto, 23 giugno 1936Andora, 17 aprile 1979) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano di ruolo ala sinistra.

Lo stadio Comunale di Vittorio Veneto è intitolato alla sua memoria.

Caratteristiche tecnicheModifica

Era un'ala sinistra, che eccelleva in elevazione sotto rete[3]. Potente, coraggioso e dotato del senso del gol, era soprannominato "Bisonte" per l'irruenza che dimostrava nelle azioni nell'area di rigore e nei contrasti con i difensori avversari.

CarrieraModifica

CalciatoreModifica

ClubModifica

Diede i suoi primi calci nel Vittorio Veneto e poi nel Venezia, appena diciottenne, segnando 9 reti in Serie C (contribuendo alla promozione in B) e 11 l'anno successivo nella serie cadetta.

Passò al Genoa nel 1957 mettendosi subito in luce e realizzando ben 30 reti nei 3 campionati disputati in Serie A.

Alla fine del suo terzo anno a Genova, il club rossoblu retrocesse fra i cadetti in virtù di una sentenza della CAF per uno scandalo riguardante un tentativo di “aggiustare” una partita. Barison allora passò al Milan col quale, pur giocando in modo discontinuo, vinse lo scudetto del 1961-62 (insieme ai compagni di squadra Luigi Radice, Giovanni Trapattoni, José Altafini e Gianni Rivera) e la successiva Coppa dei Campioni (in 3 campionati segnò 14 reti).

Trasferitosi alla Sampdoria, nel 1963-1964 giocò 23 partite segnando 13 gol, oltre ad 1 partita e 1 gol in Coppa delle Fiere (coppa che anticipò la successiva Coppa UEFA, ma riservata alle sole squadre di città che ospitavano Fiere internazionali).

L'anno successivo giocò 33 partite segnando 6 reti; quindi, dopo due buone stagioni in maglia blucerchiata, si trasferì per due anni alla Roma, indossando la maglia numero 11 e segnando 13 reti. Per le successive tre stagioni giocò a Napoli, dov'era approdato nel 1967 (55 gare e 6 reti). Fu poi in Serie B nelle file della Ternana nel 1970-1971 segnando 10 gol in 31 partite, per passare al Bellaria del suo vecchio compagno di squadra Gastone Bean l'anno successivo, dove realizza 17 reti in 31 incontri, e chiudere la carriera agonistica, dopo una breve esperienza oltreoceano, militando nella NASL con la formazione canadese dei Toronto Metros[4], nel Levante Genova, in Serie D.

Il Genoa lo ha inserito nella sua Hall of Fame[5].

NazionaleModifica

Barison vestì anche 9 volte la maglia della Nazionale, in particolare durante il suo biennio romano, partecipando ai Mondiali del 1966, durante i quali segnò l'ultimo dei suoi 6 gol azzurri.

AllenatoreModifica

Guidò per cinque incontri il Milan, sostituendo nel giugno del 1976 Giovanni Trapattoni alla guida del club meneghino[6].

Lo scandalo rosaModifica

Alla fine degli anni sessanta Paolo Barison fu protagonista, suo malgrado, di una sfortunata traversìa famigliare che ebbe una vasta eco sulla stampa scandalistica. Infatti il suo compagno di squadra José Altafini (all'epoca già sposato con una ragazza brasiliana) si era innamorato di Annamaria Galli, moglie di Barison. La donna, madre dei suoi tre figli Paola, Andrea e Federica[7], andò poi a vivere con Altafini lasciando il marito. Lo scandalo generato da questa situazione, considerati anche i tempi in cui accadde, fu enorme[8]. Altafini e la Galli convolarono poi a nozze nel maggio 1973[9].

Dopo il ritiroModifica

Ritiratosi dall'attività sportiva aveva cominciato la carriera nella FIGC, facendo in contemporanea anche l'osservatore tecnico per conto del Torino allenato allora dall'amico Luigi Radice[10].

La morteModifica

Morì la mattina di martedì 17 aprile 1979 sull'Autostrada dei Fiori nei pressi di Andora (SV), scontrandosi con un autoarticolato che aveva sbandato e sfondato il guardrail finendo nella carreggiata opposta. Barison tornava a Torino sulla FIAT 130 Coupé dell'allenatore Luigi Radice, che riportò gravi ferite ma riuscì a salvarsi[11]. Nella carambola di auto travolte dall'automezzo morì anche Enrico Elia, padre della showgirl Antonella.

Fu sepolto nel cimitero Parco di Torino[12].

StatisticheModifica

Cronologia presenze e reti in nazionaleModifica

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
28-2-1959 Roma Italia   1 – 1   Spagna Amichevole -
1-5-1965 Firenze Italia   4 – 1   Galles Amichevole 1
1-11-1965 Roma Italia   6 – 1   Polonia Qual. Mondiali 1966 3
9-11-1965 Glasgow Scozia   1 – 0   Italia Qual. Mondiali 1966 -
14-6-1966 Bologna Italia   6 – 1   Bulgaria Amichevole 1   60’
18-6-1966 Milano Italia   1 – 0   Austria Amichevole -
29-6-1966 Firenze Italia   5 – 0   Messico Amichevole -   46’
13-7-1966 Sunderland Italia   2 – 0   Cile Mondiali 1966 - Prima fase 1
19-7-1966 Middlesbrough Corea del Nord   1 – 0   Italia Mondiali 1966 - Prima fase -
Totale Presenze 9 Reti 6

PalmarèsModifica

ClubModifica

Competizioni nazionaliModifica

Venezia: 1955-1956
Milan: 1961-1962

Competizioni internazionaliModifica

Milan: 1962-1963

NoteModifica

  1. ^ Insieme al direttore tecnico Nereo Rocco.
  2. ^ Almanacco illustrato del calcio 1979, edizioni Panini, pag. 277.
  3. ^ Gazzetta dello Sport, 6 gennaio 1962, pagina 3
  4. ^ Paolo Barison nasljerseys.com
  5. ^ LA LISTA DEI 200 - HALL OF FAMERS - Archiviato il 16 agosto 2013 in Internet Archive. genoacfc.it
  6. ^ Paolo BARISON magliarossonera.it
  7. ^ Quotidiano l'Unità del 20 aprile 1979, pag. 12.
  8. ^ Quotidiano Corriere della sera del 31 ottobre 1992, pag. 39.
  9. ^ Quotidiano la Stampa del 27 giugno 1973, n. 149, p. 16.
  10. ^ Quotidiano l'Unità del 18 aprile 1979, pag. 12.
  11. ^ Quotidiano l'Unità del 18 aprile 1979, pag. 5.
  12. ^ Quotidiano la Stampa del 28 ottobre 1992, pag. 36.

BibliografiaModifica

  • Davide Rota, Dizionario illustrato dei giocatori genoani, De Ferrari, 2008.

Collegamenti esterniModifica