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Paolo Borghi

pallavolista e dirigente sportivo italiano
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Paolo Borghi (disambigua).
Paolo Borghi
Nazionalità Italia Italia
Pallavolo Volleyball (indoor) pictogram.svg
Carriera
Squadre di club
1946-1951Robur Ravenna
Nazionale
1946-194?Italia Italia
 

Paolo Borghi (Ravenna, 13 novembre 1929Ravenna, 1º dicembre 2016) è stato un pallavolista e dirigente sportivo italiano.

CarrieraModifica

Come atletaModifica

Lunga la militanza sportiva di Paolo Borghi iniziata giocando nella Robur Ravenna, dove conquistò 5 scudetti (tra cui il primo storico campionato italiano nel 1946) e vestì per sette volte la maglia azzurra. Insignito della Stella d'Oro al merito sportivo.[1]

Come dirigente sportivoModifica

Dal 1973 ha svolto numerosi incarichi presso il CONI ed altri enti sportivi:

  • Preposto alla promozione sportiva
  • Direttore Centrale delle attività tecnico sportive
  • Presidente del Collegio dei revisori dei Conti della Fipav
  • Membro della Commissione Disciplinare sezione riscatto della Fipav
  • Segretario Generale della Federazione Tiro a Volo e della Federazione Pugilistica.

Nel 1993 fu eletto Presidente della Fipav, rimanendo in carica fino al 1995 quando gli subentrò Carlo Magri. Sotto la sua presidenza la nazionale azzurra maschile ha vinto il secondo Campionato del Mondo (Atene 1994) e colto una lunga serie di successi internazionali.[2] Nel 2001 venne eletto Presidente del Comitato Provinciale Fipav di Ravenna, carica che ricoprì per otto anni, mantenendone successivamente la qualifica di Presidente Onorario. Si spegne nella sua Ravenna il 1 dicembre 2016.[3]

PalmarèsModifica

NoteModifica

  1. ^ Fipav - Comitato regionale Emiia Romagna, in Fipav Emilia Romagna, 1º dicembre 2016. URL consultato il 7 gennaio 2017.
  2. ^ Il mondo della pallavolo piange la scomparsa Paolo Borghi | Federvolley, su www.federvolley.it. URL consultato il 7 gennaio 2017.
  3. ^ L’addio a Paolo Borghi. 5 scudetti con la Robur, su dal15al25.gazzetta.it. URL consultato il 7 gennaio 2017.

Collegamenti esterniModifica