Paolo Naccarato

politico e giornalista italiano
Paolo Naccarato
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Sottosegretario di Stato al Ministero per i Rapporti con il Parlamento e delle Riforme Istituzionali
Durata mandato 17 maggio 2006 –
5 maggio 2008
Presidente Romano Prodi

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XVII (Dal 7/05/2013)
Gruppo
parlamentare
- Grandi Autonomie e Libertà (Dall'8/07/2014 a fine legislatura)

In precedenza:

- Lega Nord (Dal 7/05/2013 al 7/05/2013)

- Grandi Autonomie e Libertà (Dall'8/05/2013 al 14/11/2013)

- Nuovo Centrodestra (Dal 14/11/2013 al 7/07/2014)

Circoscrizione Lombardia
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Rinascimento (Dal 2017)
In precedenza:
3L (2012-2013)
NCD (2013-2014)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Dirigente

Paolo Naccarato (Cosenza, 23 ottobre 1958) è un politico e giornalista italiano. Vive a Roma.

BiografiaModifica

Laureato in giurisprudenza a Roma nel 1982, si è successivamente specializzato nel settore della comunicazione.

Giornalista pubblicista dal 1988, fu direttore della testata "Il Nuovo Osservatore" ed all'inizio degli anni novanta divenne funzionario della Presidenza del Consiglio dei ministri (ed in questa veste, nel 1994, prese parte al G7 di Napoli). Ha prestato servizio presso il Ministero dell'Interno, la Camera dei deputati, la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Senato della Repubblica.

Attività politicaModifica

Alle elezioni regionali in Calabria del 2000 viene eletto Consigliere nel listino bloccato del presidente (in quota UDR, il partito di Francesco Cossiga di cui fu stretto collaboratore), a sostegno del presidente della giunta Giuseppe Chiaravalloti.

Nel 2005 divenne assessore regionale alle Riforme Istituzionali, nella giunta di Agazio Loiero fino al 2006[1], e nello stesso anno Carlo Azeglio Ciampi lo insignì del titolo di commendatore della Repubblica Italiana.

Indipendente cossighiano, Naccarato ha fatto parte, fino alla sua caduta, del secondo governo Prodi in qualità di sottosegretario alle Riforme Istituzionali ed ai Rapporti con il Parlamento dal 2006 al 2008.

Alle elezioni politiche del 2008 è candidato al Senato della Repubblica, in Basilicata, nelle liste del Partito Democratico, risultando il primo dei non eletti.

Elezione a senatoreModifica

Nel giugno 2012 aderisce a Italia futura[2], l'associazione politica di Luca Cordero di Montezemolo; pochi mesi dopo, tuttavia, abbandona quest'ultima per aderire a Lista Lavoro e Libertà (nota anche come 3L o Lista 3L), soggetto politico fondato a novembre 2012 da Giulio Tremonti dopo la sua uscita dal Popolo della Libertà.

Alle elezioni politiche del 2013, grazie ad una accordo tra la Lista 3L e la Lega Nord, Paolo Naccarato e Giulio Tremonti sono candidati al Senato della Repubblica, in regione Lombardia, nelle liste della Lega Nord (in quota 3L, Tremonti al secondo posto, mentre Naccarato in dodicesima posizione), Giulio Tremonti viene eletto senatore mentre Paolo Naccarato risulta il primo dei non eletti.

Il 7 maggio 2013, a circa tre mesi dall'inizio della legislatura, Naccarato, in seguito alle dimissioni di Massimo Garavaglia dalla carica di parlamentare (in quanto nominato assessore regionale in Lombardia), gli subentra e viene eletto senatore della XVII Legislatura.

Il primo giorno di legislatura si iscrive al gruppo Lega Nord e Autonomie per poi passare il giorno successivo, l'8 maggio 2013, al gruppo Grandi Autonomie e Libertà.

A maggio 2013 il movimento 3L viene sciolto e quindi Naccarato, così come Giulio Tremonti, non sono più iscritti ad alcun partito.

Il 16 novembre 2013 aderisce al Nuovo Centrodestra a di Angelino Alfano[3][4] partito nato dalla scissione del Popolo della Libertà, condotta da coloro i quali volevano restare al governo.

Il 4 luglio 2014, infine, lascia il Nuovo Centrodestra[5][6] e ritorna come indipendente nel gruppo parlamentare di centro-destra "Grandi Autonomie e Libertà-Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro".[7] Naccarato ha sempre votato la fiducia ai governi Letta, Renzi e Gentiloni.

Ad ottobre 2017 aderisce a Rinascimento, il neonato movimento politico fondato da Vittorio Sgarbi.[8]

Alle elezioni politiche del 2018 è il candidato della coalizione di centro-destra alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Cosenza ma viene sconfitto dal candidato del Movimento 5 Stelle.[9]

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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