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Paolo Panelli

attore italiano

BiografiaModifica

EsordiModifica

Ha iniziato la sua carriera teatrale dopo essersi diplomato presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica di Roma e aver mosso i primi passi sul palcoscenico come attore nel teatro di rivista. Ha debuttato nel 1946 con Il giardino dei ciliegi e ha lavorato al Teatro Piccolo di Roma fino al 1951, dedicandosi sempre di più al mondo della radio e a quello della televisione che gli diede il grande successo popolare assieme all'interpretazione delle commedie musicali della ditta Garinei e Giovannini: Buonanotte Bettina (1955-56), L'adorabile Giulio (1957-58) e Un trapezio per Lisistrata (1958-59).

Ne Il conte Tacchia, interpretando il ruolo del padre del protagonista, svolge il lavoro di falegname, nella realtà suo importante hobby.

 
Paolo Panelli, Delia Scala e Nino Manfredi in Canzonissima 1959

Nel 1959 vinse il Microfono d'argento come miglior personaggio televisivo dell'anno per la conduzione di Canzonissima, assieme a Delia Scala e Nino Manfredi. Dello stesso programma condusse anche l'edizione del 1968 insieme a Mina e a Walter Chiari.

È stato ospite in trasmissioni televisive e radiofoniche di successo come Studio Uno e il programma radiofonico Gran varietà e quello omonimo televisivo di Rete 4, Gran varietà, nei personaggi del "tassinaro", di Cecconi Bruno (Ceccon Brown) e Menelao Strarompi. In esse ha mostrato le sue doti di attore comico, a volte dissacrante, con i suoi personaggi macchiettistici, interprete della romanità ma anche dei vizi dell'italiano medio. Negli anni ottanta partecipa anche alla trasmissione radiofonica Varietà Varietà, in coppia con la figlia Alessandra.

Lavorò a fianco della moglie, l'attrice brillante Bice Valori, e con lei fu il protagonista di innumerevoli trasmissioni televisive sin dal 1952, anno in cui i due attori si sposarono, fino alla morte di lei, nel 1980; tra queste vanno ricordate Pep - Piccola Enciclopedia Panelli del 1963, Speciale per noi del 1971 e Ma che sera del 1978.

Nel 1961 recitò nella commedia musicale Rinaldo in campo di Garinei e Giovannini, con Domenico Modugno, Delia Scala, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, nella parte di "Chiericuzzu", in cui lui, attore comico, dà una grande prova, anche di attore drammatico, nel momento della morte del personaggio.

È stato interprete, come caratterista, di numerose pellicole tra le quali Noi duri (1960), di Camillo Mastrocinque; L'assassino (1961), di Elio Petri; Il conte Tacchia (1982), Sing Sing e Questo e quello (1983), di Sergio Corbucci; Grandi magazzini (1986), di Castellano e Pipolo, Splendor (1989), di Ettore Scola con cui ottenne una candidatura come miglior attore non protagonista ai David di Donatello 1989. Notevole anche la sua partecipazione al film Parenti serpenti di Mario Monicelli (1992).

Nel 1992 partecipò a Magazine 3 insieme a Oreste De Fornari, Gloria De Antoni e Daniele Luttazzi.

Termina la propria carriera nelle due stagioni (1995 e 1996) del telefilm Pazza famiglia di Enrico Montesano.

Paolo Panelli morì nel 1997, a 71 anni, per un edema polmonare[1].

Alla sua morte, il collega Gigi Proietti ha scritto in sua memoria un sonetto, dal titolo In morte di Paolo Panelli.

TeatrografiaModifica

 
Paolo Panelli in compagnia della moglie, Bice Valori, abbraccia il regista Antonello Falqui

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

RadioModifica

NoteModifica

  1. ^ Addio Paolo Archiviolastampa.it

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN90304820 · ISNI (EN0000 0003 5554 3048 · SBN IT\ICCU\RAVV\105140 · LCCN (ENno2013114487 · WorldCat Identities (ENno2013-114487