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Paolo Poli

attore italiano
Paolo Poli

Paolo Poli (Firenze, 23 maggio 1929Roma, 25 marzo 2016) è stato un attore e regista teatrale italiano.

Attivo principalmente in teatro, proponeva spettacoli caratterizzati da una forte connotazione comica, rifacendosi alle commedie brillanti, surreali e oniriche. Poli recitava spesso en travesti.

«Fra i suoi molteplici volti nascosti, c'è essenzialmente quello d'un soave, ben educato e diabolico genio del male: è un lupo in pelli d'agnello, e nelle sue farse sono parodiati insieme gli agnelli e i lupi, la crudeltà efferata e la casta e savia innocenza»

(Natalia Ginzburg su Paolo Poli[1])

Indice

CarrieraModifica

 
Poli si esibisce en travesti con Raffaella Carrà (a sinistra) e Mina (a destra) a Milleluci nel 1974
 
Poli all'uscita del Teatro dell'Elfo, Milano, nel 2013

Figlio di un carabiniere e di una maestra[2], fratello di Lucia Poli nonché zio del musicista Andrea Farri (compositore di colonne sonore cinematografiche), dopo aver conseguito nella città natale la laurea in letteratura francese (con una tesi su Henry Becque) comincia ad affermarsi intorno agli anni cinquanta: i primi esordi sono nei piccoli teatri cittadini, come a «La borsa di Arlecchino» di Genova, piccolo teatro d'avanguardia in via XX Settembre (nato anche grazie ad Aldo Trionfo).

Qui Poli comincia a farsi notare per la sua pungente ironia, il suo garbato istrionismo, la sua vena poetica e surreale contornata da momenti comici e giochi linguistici apprezzati anche da capocomici illustri come Tina Pica e Polidor, con i quali ebbe modo di lavorare.[3][senza fonte]

Nei primi anni sessanta è protagonista di una trasmissione televisiva sulla RAI in cui legge delle favole per bambini, tratte da Esopo e da famosi racconti letterari. Lavora inoltre con Sandra Mondaini in Canzonissima.

Rifiutò, come lui stesso racconta, una parte in propostagli dall'amico Federico Fellini[4] rarissime e del tutto trascurabili furono le sue apparizioni cinematografiche, con l'eccezione della sua partecipazione al documentario a tematica omosessuale Felice chi è diverso (2014) di Gianni Amelio.

È proprio lui, sul finire degli anni sessanta, a scoprire un giovanissimo Marco Messeri: i due collaboreranno continuativamente negli anni a venire.

Ha diretto come regista ed è stato principale attore di varie opere teatrali, fra cui Aldino mi cali un filino, Caterina De Medici, L'asino d'oro, I viaggi di Gulliver, La leggenda di San Gregorio, Il coturno e la ciabatta, La nemica, Sillabari e soprattutto Rita da Cascia, che, dando una lettura comica e irriverente della storia di Santa Rita, diede vita a molte polemiche, con Oscar Luigi Scalfaro che presentò un'interrogazione parlamentare sul caso[5].

Ha anche recitato in vari audiolibri, tra cui una edizione di Pinocchio, edita nel 1968 da Fratelli Fabbri Editori e composta da 21 dischi a 45 giri, e l'audiolibro integrale delle ricette di Pellegrino Artusi, edito da Emons Audiolibri per un totale di quasi 25 ore. Ha coltivato inoltre la carriera di cantante, pubblicando un primo singolo nel 1960 e in seguito diversi album veri e propri.

Anche sua sorella Lucia è attrice teatrale e cinematografica, e insieme con lei, a partire dagli anni settanta, ha interpretato quattro spettacoli teatrali e lo sceneggiato I tre moschettieri con Marco Messeri e Milena Vukotic.

Muore il 25 marzo 2016 all'Ospedale Fatebenefratelli di Roma, dove era ricoverato da circa un mese per un'ischemia cerebrale[6]: è sepolto a Firenze nel Cimitero Monumentale delle Porte Sante della Basilica di San Miniato al Monte.

Vita privataModifica

Come da lui stesso raccontato in convegni pubblici sulla sua personalità artistica[7], Poli ha vissuto da non-sfollato la Firenze dell'occupazione nazista, cominciando nei primi anni quaranta ad approfondire la propria passione per il travestimento, anche in occasione di balli pubblici. È stato, in Italia, uno dei primi[senza fonte] personaggi pubblici dichiaratamente omosessuali.[8][9] Ha affermato di essere favorevole ai matrimoni gay, pur considerandoli "noiosi" e personalmente non interessato a usufruire del diritto[10].

TeatroModifica

 
Paolo Poli e la sua compagnia in Aquiloni, 2012

CinemaModifica

TelevisioneModifica

RadioModifica

LibriModifica

  • Ida Omboni e Paolo Poli, Rita da Cascia, Milano Libri, Milano 1967.
  • Ida Omboni e Paolo Poli, Carolina Invernizio, Milano Libri, Milano 1970.
  • Paolo Poli, Telefoni bianchi e camicie nere (contiene i testi degli spettacoli L'uomo nero e Femminilità di Ida Omboni e Paolo Poli), Garzanti, Milano 1975.
  • Ida Omboni e Paolo Poli, Giallo!, A. Mondadori, Milano 1977.
  • Ida Omboni e Paolo Poli, Mistica..., Editori del Grifo, Montepulciano 1980.
  • Ida Omboni e Paolo Poli, Giuseppe Giuseppe! - filastroccario verdiano, Editori del Grifo, Montepulciano 1981.
  • Paolo Poli, Siamo tutte delle gran bugiarde. Conversazione con Giovanni Pannacci, Giulio Perrone editore, Roma 2009
  • Paolo Poli con Pino Strabioli, Sempre fiori mai un fioraio. Ricordi a tavola, Rizzoli, Milano 2013
  • Paolo Poli, Alfabeto Poli, a cura di Luca Scarlini, Einaudi, Torino 2013

Discografia parzialeModifica

AlbumModifica

  • 1965 - Le canzoni del diavolo (CGD, FG 5021, LP, CD) con Maria Monti
  • 1967 - La mossa! - Canzoni del primo 900 (LP, CD)
  • 1975 - Femminilità (Cetra, LPX 42, LP, CD) con Lucia Poli
  • 1979 - Mezzacoda (Cetra, LPX 77, LP, CD) con Jacqueline Perrotin
  • 1993 - Prokoviev - Pierino e il lupo/Poulenc - Storia di Babar l'elefantino (Caroman, CD)
  • 2006 - In compagnia di Paolo Poli (Warner Music, CD)
  • 2010 - Aldo Palazzeschi - Letture di Paolo Poli (Rhino, CD)
  • Le più belle canzoni di Paolo Poli per i più piccini (Warner Music, CD)

SingoliModifica

AudiocassetteModifica

  • Ida Omboni e Paolo Poli, Rita da Cascia, Audiolibri Mondadori, 1976.
  • Ida Omboni e Paolo Poli, Mistica..., musiche a cura di Jacqueline Perrotin, Studio RDS, 1982.
  • Paolo Poli, Farfalle!, Fonoplay, Milano 1986.
  • Paolo e Lucia Poli, "Cane e Gatto!!!", arrangiamenti e direzione musicale di Jacqueline Perrotin, Fonoplay, Milano 1985.
  • Paolo Poli, "Il Mago di Oz", voce narrante della fiaba nella serie di audiocassette C'era una volta, Studio Editoriale Srl, 1984

AudiolibriModifica

NoteModifica

  1. ^ Oscar Nicodemo, Paolo Poli, l'irriverente garbato, HuffPost, 29 marzo 2016. URL consultato il 26 ottobre 2018 (archiviato il 15 aprile 2016).
  2. ^ Anna Bandettini, L'attore annuncia il suo addio alle scene: "Recitare è diventato costoso. E io sono felice di non far nulla", la Repubblica, 20 aprile 2015. URL consultato il 26 ottobre 2018 (archiviato il 23 maggio 2017).
  3. ^ È morto Paolo Poli, Today supplemento al plurisettimanale telematico "Citynews", 26 marzo 2016. URL consultato il 27 ottobre 2018 (archiviato il 29 marzo 2016).
  4. ^   Paolo Poli intervistato da Pino Strabioli, Invidia in "E lasciatemi divertire", Rai, 11 luglio 2015.
  5. ^ Speciale Paolo Poli / 4 - YouTube
  6. ^ Paolo Fallai, Morto a Roma Paolo Poli artista brillante e delicato, in Corriere.it, 25 marzo 2016. URL consultato il 25 marzo 2016 (archiviato il 10 gennaio 2018).
  7. ^ Per esempio nell'incontro a lui dedicato nel ciclo "I Comici e il Potere", Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Genova, a cura della professoressa Margherita Rubino, 2004.
  8. ^ Iacopo Gori, Morto Paolo Poli, lutto nel mondo del teatro, Corriere della Sera, 25 marzo 2016. URL consultato il 26 ottobre 2018 (archiviato il 13 gennaio 2018).
  9. ^ E i grandi attori ci parlano di cibo, fame e piaceri della gola, la Repubblica, 2 luglio 2018. URL consultato il 26 ottobre 2018 (archiviato l'11 settembre 2018).
  10. ^ Enrica Brocardo, Paolo Poli: «Meglio Moana e Cicciolina», Vanity Fair, 20 giugno 2015. URL consultato il 28 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2018).
    «Un'ultima cosa: ha sempre detto di essere contrario ai matrimoni gay: «“Caro, l'hai messo tu il sale nell'acqua? Bene, così non la salerò un'altra volta”. Noiosi». Ma la domanda è: non crede che anche i gay dovrebbero avere il diritto di essere banali e noiosi? «Va bene. Andai al Comune di Firenze a firmare sì per l'aborto e se c'è l'occasione andrò a firmare sì per i matrimoni gay. Anche per fare un dispetto al Papa. Che fa così il moderno e poi dice: “Eh no, quello no. Eh no, quell'altro no”»».

BibliografiaModifica

  • Rodolfo di Gianmarco, Paolo Poli, Gremese Editore, Roma 1985.
  • Andrea Pini, Paolo Poli. L'amore gay nell'Italia del dopoguerra fino a oggi, "Pride" n. 66, dicembre 2004.
  • Eva Marinai, Gobbi, dritti e la satira molesta. Copioni di voci, immagini di scena (1951-1967), ETS, Pisa 2007.
  • Andrea Jelardi, Queer Tv-omosessualità e trasgressione nella tv italiana, prefazione di Carlo Freccero, Croce, Roma, 2006.
  • Andrea Jelardi (a cura di), In scena en travesti-Il Travestitismo nello spettacolo italiano, con divagazioni di Vittoria Ottolenghi, Croce, Roma 2009 (contiene un'intervista di Gianluca Meis a Paolo Poli e un capitolo dedicato a Paolo Poli)
  • Teresa Megale, Paolo Poli l'attore lieve. Un percorso a rebours da 'Sillabari' a 'Rita da Cascia', Bergamo, Litostampa Istituto Grafico Bergamo, 2009
  • Marina Romiti, Paolo Poli e Lele Luzzati. Il Novecento è il secolo nostro, Maschietto editore, Firenze 2012

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