Papa Anastasio IV

168° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica
Papa Anastasio IV
B Anastasius IV.jpg
168º papa della Chiesa cattolica
Elezione8 luglio 1153
Insediamento12 luglio 1153
Fine pontificato3 dicembre 1154
(1 anno e 148 giorni)
Cardinali creativedi Concistori di papa Anastasio IV
Predecessorepapa Eugenio III
Successorepapa Adriano IV
 
NomeCorrado della Suburra
NascitaRoma, 1073 circa
Creazione a cardinale1113 da papa Pasquale II
MorteRoma, 3 dicembre 1154
SepolturaBasilica di San Giovanni in Laterano

Anastasio IV, nato Corrado della Suburra (Roma, 1073 circa – Roma, 3 dicembre 1154), è stato il 168º papa della Chiesa cattolica dal 1153 alla sua morte.

BiografiaModifica

Carriera ecclesiasticaModifica

Della sua famiglia si conosce solamente il nome del padre, Benedetto della Suburra. Corrado entrò nei Canonici regolari lateranensi e divenne priore del monastero di Sant'Anastasia in Roma e poi dell'abbazia di Saint-Ruf ad Avignone.

Si è lungamente a torto ritenuto che Corrado fosse nipote di Onorio II e che questi lo abbia nominato cardinale nel suo secondo concistoro nel 1127, ma in realtà non sussiste alcun legame di parentela tra i due[1][2]. In realtà, il futuro Anastasio IV è attestato molto prima come sottoscrittore di bolle papali con il titolo di cardinale presbitereo di Santa Pudenziana fin dal febbraio 1114, per cui deve essere stato creato da Papa Pasquale II in una data imprecisata tra il 1111 e il 1114[3][4]. Verso la fine del 1127 venne quindi promosso e consacrato da papa Onorio II cardinale vescovo di Sabina. Prese parte alla doppia elezione papale del 1130 e fu uno degli oppositori più determinati dell'antipapa Anacleto II. Durante l'esilio di papa Innocenzo II in Francia, rimase a Roma come suo vicario dal 1130 al 1137. Nel 1139 divenne Cardinal decano del Sacro Collegio, e fu nuovamente Vicario di Roma sotto il pontificato di Eugenio III fino al Conclave del 1153 che poi lo elesse papa.

Il cardinale Corrado della Suburra partecipò a ben cinque conclavi, quelli del:

PontificatoModifica

La sua elezione al Soglio Pontificio ebbe luogo l'8 luglio 1153, giorno della morte del suo predecessore, papa Eugenio III. Gli esponenti del Senato romano non si opposero alla sua elezione ma vollero soltanto presiedere al conclave stesso.

Come papa cercò di non fomentare ulteriori contrasti e per tale motivo non s'impegnò a chiedere all'imperatore Federico I Barbarossa l'attuazione del trattato di Costanza anzi, nella tormentata questione della nomina alla sede vescovile di Magdeburgo convalidò alla fine la scelta dell'imperatore sul Wichmann von Seeberg, in deroga a quanto stipulato con il concordato di Worms. Nello stesso tempo tentò di inviare un cardinale legato in Germania, ma questa operazione fallì. Chiuse la lunga diatriba, che si era protratta per quattro pontificati, sulla nomina di Guglielmo di York alla sede arcivescovile di York, inviandogli il pallio, nonostante la continua opposizione dell'ordine dei cistercensi.

Anastasio IV s'impegnò a far restaurare il Pantheon ed accordò speciali privilegi all'Ordine degli Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Probabilmente fu il papa più adatto al nuovo regime comunale romano, anche se visse solo per breve tempo, in quanto si spense il 3 dicembre 1154.

Di lui ci sono pervenute alcune lettere e un piccolo trattato sulla Trinità.

È sepolto in San Giovanni in Laterano.

Concistori per la creazione di nuovi cardinaliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Concistori di papa Anastasio IV.

Papa Anastasio IV durante il suo pontificato ha creato 3 cardinali in un solo concistoro.[5]

NoteModifica

  1. ^ Cardella I, pp. 279-280
  2. ^ J.P. Adams, The Conclaves, Sede Vacante 1130
  3. ^ Ughelli, Italia Sacra 1, column 893; JL 6371
  4. ^ Anche se il 1113 appare come la data più probabile, in quanto fino al 1112 è attestato come titolare di Santa Pudenziana un certo Giovanni
  5. ^ (EN) Salvador Miranda, Papa Anastasio IV, su fiu.edu – The Cardinals of the Holy Roman Church, Florida International University. URL consultato il 26 luglio 2015.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN311322667 · ISNI (EN0000 0000 8110 6173 · BAV 495/46020 · CERL cnp00165526 · LCCN (ENnb2007018705 · GND (DE100936296 · BNE (ESXX1616335 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-nb2007018705