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Paparazzi
LadyGagaPaparazziVideo.jpg
Screenshot tratto dal video del brano
ArtistaLady Gaga
Tipo albumSingolo
Pubblicazione6 luglio 2009
Durata3:28
Album di provenienzaThe Fame
GenereDance pop[1]
EtichettaInterscope Records
ProduttoreRob Fusari
Registrazione2008
FormatiCD, 7", download digitale
Certificazioni
Dischi d'oroDanimarca Danimarca[2]
(Vendite: 15 000+)
Germania Germania[3]
(Vendite: 150 000+)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda[4]
(Vendite: 7 500+)
Svezia Svezia[5]
(Vendite: 10 000+)
Svizzera Svizzera[6]
(Vendite: 15 000+)
Dischi di platinoAustralia Australia (2)[7]
(Vendite: 140 000+)
Italia Italia[8]
(Vendite: 30 000+)
Regno Unito Regno Unito[9]
(vendite: 600 000+)
Stati Uniti Stati Uniti (4)[10]
(Vendite: 4 000 000+)
Lady Gaga - cronologia
Singolo precedente
(2009)
Singolo successivo
(2009)
Logo
Logo del disco Paparazzi

Paparazzi è un singolo di Lady Gaga, pubblicato il 6 luglio 2009 come quinto e ultimo singolo estratto dall'album d'esordio The Fame.

Ha raggiunto la prima posizione in Germania e Repubblica Ceca, ma ha riscosso molto successo in tutto il mondo, specialmente in Australia, Italia e Canada.

Indice

Il branoModifica

Scritto da Rob Fusari e dalla stessa Lady Gaga, il brano delinea i patimenti di Gaga per bilanciare successo e amore, ed in particolare è dedicato al suo compagno d'epoca, Lüc Carl.

Durante un'intervista, Poiché Ron Slomowicz di About.com ha parlato di diverse interpretazioni del singolo, Gaga ha risposto:

Bè, sono molto lieta che vi siano distinte interpretazioni, è stata proprio questa l'idea. Il brano ruota attorno a cose diverse – discute sui miei quesiti, desidero la fama o desidero l'amore? Parla anche di come corteggi i paparazzi per farli innamorare di me. Parla della prostituzione dei media. È una canzone d'amore dedicata alle cineprese, ma è anche una canzone d'amore dedicata alla fama o all'amore – puoi averli tutti e due, o puoi averne solo uno?[11]

StrutturaModifica

Paparazzi presenta una struttura up-tempo simile ai precedenti singoli Just Dance e Poker Face, che avanza con un ritmo passionale. Il brano ha un moderato groove electro-synth e si pone nella tonalità di Do minore con un tempo di 115 battiti per minuto.

Il video musicaleModifica

Il video è un piccolo film diretto da Jonas Åkerlund, interpretato dalla stessa Lady Gaga e dall'attore svedese Alexander Skarsgård. Le riprese sono state eseguite il 13 aprile 2009 in un'imponente villa affacciata sul mare, nel distretto di Bel Air. Ha debuttato il 4 giugno 2009 nel Regno Unito e in Irlanda su Channel 4. A causa delle continue speculazioni e pubblicazioni abusive del video, durante il suo tour in Australia, Gaga ha pubblicato un messaggio sul suo account di Twitter in cui chiedeva di attendere il suo consenso prima che il video venisse ufficialmente distribuito.

All'indomani del suo debutto negli Stati Uniti e in Inghilterra, il video ha suscitato serie polemiche a causa dei suoi contenuti sessuali e violenti, incappando così ad una inevitabile censura.[12] Su YouTube infatti la clip è presente sia in versione censurata che in versione integrale. In Italia il video non è mai andato incontro ad una censura, anzi, ha riscosso un buon successo, facendo risalire la posizione dell'album nelle classifiche.

Gli abiti della cantante nel video vennero curati dalla moglie del regista, Bea Åkerlund.[13]

SinossiModifica

Il video racconta le questioni personali e la vita d'una donna ricca e famosa (Lady Gaga), che deve fare i conti con il lato negativo della celebrità. Il video inizia con l'apertura di un cerchio al centro dello schermo, da dove vengono mostrati gli esterni e interni d'una villa, da dove inizia la storia. Lady Gaga si trova in intimità con un suo presunto fidanzato. I dialoghi si svolgono in svedese, con sottotitoli in inglese; dapprima lei gli pone la seguente domanda:"Do you love me?", cioè: "Mi ami?" e lui risponde: "Of course, I love you" cioè: "Certo che ti amo"; poi lui, dopo averla baciata un po' e dopo che lei si è posta sopra di lui, le dice: "Come here." "Vieni qui", si alza, le toglie la giacca in pelle (continuando sempre a baciarla), la prende in braccio e la conduce fuori in terrazza. L'uomo l'ha portata lì per essere a favore di telecamera e per poter essere immortalato dai paparazzi che sono nascosti fuori dalla villa. Quando Gaga si rende conto di essere vittima dei paparazzi (e da qui il titolo del singolo) e che il suo amante ne è complice, tra i due nasce una colluttazione e lei viene spinta e buttata giù dalla terrazza. Secondo la rivista Rolling Stone l'episodio è un omaggio al film di Alfred Hitchcock, La donna che visse due volte.[14] Lady Gaga non muore, ma rimane in sedia a rotelle ed esce quindi sul giornale la sua condizione di paralizzata. La scena si sposta quindi sulla cantante che, da dentro una limousine nera, viene presa in braccio dai ballerini e posta su una sedia a rotelle, viene condotta all'interno di una abitazione e lentamente spogliata a ritmo di musica. Dopo essere stata presumibilmente vestita, i ballerini si spostano da davanti la telecamera e Lady Gaga, munita di due stampelle e vestita con una sorta di armatura dorata molto corta, tenta di alzarsi dalla sedia a rotelle e di camminare circondata da ballerini e ballerine. Si vede poi la cantante con un abito nero e scollato in lattice, che comincia a cantare su un divano, illuminata da un faro e si alternano scene di modelle morte in vari modi. La sequenza si sposta poi a Lady Gaga che amoreggia su un divano con tre ragazzi (sono i cantanti americani che formano un gruppo chiamato Snake Of Eden).[15] Viene in seguito mostrata Lady Gaga che balla una coreografia di Laurie Ann Gibson al centro d'una stanza illuminata da dei lampadari, vestita con un abito per metà tuta aderente e per metà abito stile ottocentesco.

Nel ritornello finale, Lady Gaga, ritratta incolume con una tuta gialla, ornata da piccole teste nere che ricordano Mickey Mouse e con occhiali da sole circolari, siede accanto al fidanzato di inizio video con un occhio bendato su un divano, ed insieme impegnati nella lettura di riviste. Una cameriera, forse complice dell'imminente omicidio, entra nella stanza e posa su un tavolino un vassoio contenente dei cocktail. Lady Gaga si alza, posa la rivista, si dirige verso il tavolino e versa dell'arsenico, contenuto nel suo anello, in un cocktail, misto a cubetti di ghiaccio. Mescola la bevanda con un cucchiaino e, vibrante di gioia, l'assaggia impudentemente per poi offrirla all'incosciente fidanzato che muore avvelenato nel giro di pochi secondi. Gli mette i suoi occhiali da sole e chiama il 911 per costituirsi. Viene infine arrestata e portata in centrale sotto l'obiettivo spietato della stampa scandalistica. Viene quindi schedata e fotografata (queste immagini sono in bianco e nero) dalla polizia con il numero di matricola con tre espressioni diverse, ognuna diretta e singola. Poi se ne va, e il cerchio dell'inizio della clip invade lo schermo chiudendosi con un ultimo colpo di suono.

Esiste la continuazione di Paparazzi intitolata Telephone cantata da Lady Gaga in coppia con Beyoncé. Il video riprende esattamente da dove era stato lasciato, cioè da quando Lady Gaga viene portata in carcere per aver ucciso il suo fidanzato.

Versione alternativaModifica

Oltre alla versione del video già citata, ne esiste una seconda, inedita, che presenta alcune scene totalmente differenti. Nella seconda strofa, in particolare, Lady Gaga indossa un elegante costume viola e celeste con una cintura di proiettili a tracolla, una parrucca viola ed è seduta in groppa ad un cavallo a pois dalla chioma viola; poco prima del ritornello, la cantante sprona l'animale con un gesto della mano.[16]

PremiModifica

Il video ha totalizzato cinque nomination agli MTV Video Music Awards 2009, tutte nelle categorie artistiche della cerimonia: Miglior scenografia, Miglior regia, Miglior montaggio, Miglior fotografia e Migliori effetti speciali. Lady Gaga è uscita vincitrice dalla serata con i premi per la Miglior scenografia e i Migliori effetti speciali. Paparazzi è stato premiato anche come Miglior Video Internazionale agli UK Music Video Awards. Il video ha inoltre ricevuto la certificazione Vevo, avendo superato le 100 milioni di visualizzazioni su YouTube e Vevo.

CriticaModifica

 
Lady Gaga durante Paparazzi al Joanne World Tour

Paparazzi è stato ben accolto dai critici musicali. Daniel Kreps di Rolling Stone ha paragonato il video musicale a quello di November Rain dei Guns N' Roses. Lo scrittore ha definito un «giramento di stomaco» le macabre scene che ritraggono i cadaveri delle modelle assassinate, ma ha lodato il video per «lo stile così marcatamente cinematografico che impedisce di staccare gli occhi, anche se probabilmente esso finirà con l'essere ritenuto un po' vizioso». Anna Pickard del The Guardian ha elogiato il video, commentando: «Davvero molto lavoro è stato fatto per questo video», ma si è lamentata della sua eccessiva lunghezza.[17]

Nel 2011, il Rolling Stone l'ha definito il secondo brano più bello di Gaga, esaltando il tema del brano e il ritmo. Jill Menze di Billboard, in una recensione del The Fame Ball Tour, ha ricoperto di elogi l'interpretazione di Paparazzi da lui definita «una ballata ossessionata dal desiderio di fama interpretata nella maniera più abile possibile per le sue capacità.»[18] Alexis Petridis del The Guardian ha scritto: «Vi potreste velocemente stancare di ascoltare ripetutamente la melodia dell'album, ma il motivo di Paparazzi si stabilizza nella vostra mente e rifiuterà di muoversi.»[19] Stephen Thomas Erlewine di AllMusic ha apprezzato il brano e ha scritto: «esso funziona simultaneamente come una gloriosa esplosione di ciarpame e un malvagia parodia di ciò.»[20] Ben Norman di About.com l'ha definita una delle sue tre canzoni preferite dell'album e l'ha descritta come «fantastica».[21] Priya Elan del The Times ha scritto: «Anche la triade di canzoni che ripercorre il nucleo dell'album, il motivo della celebrità (Paparazzi, Beautiful, Dirty, Rich e la title track [The Fame]) non rimugina sulla monotona vacuità della fama, ma piuttosto preferisce osservarla passivamente.»[22] Bill Lamb di About.com ha riconosciuto il brano come la maggior esecuzione artistica di Gaga, «un omaggio al rapporto simbiotico ma dopotutto falso e artificiale tra le celebrità e i loro inarrestabili paparazzi».[23]

Evan Sawdey di PopMatters ha osservato come Paparazzi e il precedente singolo, Poker Face condividano lo sfavillante genere musicale già esplorato in Just Dance. Erika Howard da New Times Broward-Palm Beach l'ha definita la traccia che più fa parlare di sé nell'album.[24] Pitchfork Media ha stilato Paparazzi all'ottantatreesimo posto nella propria classifica dei brani più belli del 2009.[25]

Successo commercialeModifica

A febbraio 2018, il singolo ha venduto in totale 3 600 000 copie negli Stati Uniti d'America.[26]

Paparazzi si garantisce una prima apparizione nella UK Singles Chart alla posizione 99 il 31 gennaio 2009, grazie alle modeste vendite digitali del singolo in Regno Unito, che permettono la permanenza del brano anche nella settimana successiva. Il 2 maggio 2009, Paparazzi ritorna in classifica alla posizione 87, salendo settimana dopo settimana alla posizione 4, raggiunta il 4 luglio e mantenuta per due settimane non consecutive. In Gran Bretagna, Paparazzi ha bissato il successo del precedente singolo, LoveGame, che si è guadagnato la posizione 19.

Il singolo entra il 14 maggio 2009 nella classifica dell'Irlanda alla posizione 38, solo in formato digitale, e nella settimana successiva sale alla posizione 26, sempre grazie al solo mercato digitale. L'11 giugno 2009, Paparazzi entra nella top 10, occupando la posizione 5 per due settimane ed infine raggiunge la posizione 4 il 2 luglio 2009.[27]

In Italia, Paparazzi esordisce nella classifica FIMI il 30 luglio 2009 in seguito alla pubblicazione del singolo su supporto fisico e, dopo cinque settimane di permanenza, occupa la ventesima posizione. Riesce ad arrivare fino alla 3ª posizione.[28]

Esecuzioni dal vivoModifica

Lady Gaga canta Paparazzi in tre diversi tour: a partire da sinistra al Fame Ball Tour (2009), al Monster Ball Tour (dal 2009 al 2011) e al Born This Way Ball (2012-2013)

Paparazzi è stato il sesto brano della scaletta eseguito da Lady Gaga in apertura al New Kids on the Block: Live.

Lady Gaga ha eseguito il brano in diversi programmi televisivi, tra i quali il britannico The Album Chart Show, tenutosi il 4 febbraio 2009 a Londra,[29] l'AOL Sessions, in onda il 6 marzo 2009 negli Stati Uniti.[30]

Paparazzi era il brano d'apertura del Fame Ball Tour, prima tournée professionale della cantante.

Il 13 settembre 2009, in occasione dell'assegnazione degli MTV Video Music Awards 2009, Lady Gaga ha interpretato il brano in una maestosa scenografia appositamente preparata per l'evento; accompagnata da un nutrito corpo di ballo, l'artista ad inizio performance ha indossato una maschera ed un completo bianco, ballando una complessa coreografia che in parte ricorda quella del video. Dopo aver suonato di sfuggita una parte della canzone al pianoforte, la cantante si è diretta verso il palcoscenico simulando la sua morte. Pur continuando a cantare, Lady Gaga si è abbandonata tra le braccia di due ballerini, scoppiando quindi in falsi gemiti. Al termine della performance si è issata ad un appiglio del soffitto, mostrando il suo corpo e il viso insaguinato.[31]

Paparazzi è stato eseguito come pezzo d'apertura del The Fame Ball Tour, ed è nella scaletta del The Born This Way Ball. È stato uno dei pezzi chiave del The Monster Ball Tour dove Lady Gaga cantava Paparazzi indossando delle lunghissime extensions a treccia,[32] poco prima di inscenare la propria morte. Nella versione rivisitata del The Monster Ball Tour, Gaga cantava Paparazzi indossando un reggiseno e delle mutande pirotecnici.[33] Nel 2014 Lady Gaga ha cantato Paparazzi anche durante il suo quarto tour, l'ArtRave: The Artpop Ball, durante il quale cantava il brano con indosso un abito ornato da accessori simili a tentacoli.[34]

TracceModifica

UK CD Single / UK 7' Picture Disc Limited Edition

  1. Paparazzi (Radio Edit) 03:29
  2. Paparazzi (Yuksek Remix) 04:48

UK Promo CD

  1. Paparazzi (Yuksek Remix) 04:48
  2. Paparazzi (Filthy Dukes Remix) 05:22
  3. Paparazzi (James Camareta Remix) 04:28

UK Promo CD 2

  1. Paparazzi (Moto Blanco Club Mix) 08:01
  2. Paparazzi (Moto Blanco Edit) 04:07
  3. Paparazzi (Stuart Price Remix) 03:20

Brazilian Remixes Promo

  1. Paparazzi (Radio Edit) 03:29
  2. Paparazzi (Filthy Dukes Remix) 05:22
  3. Paparazzi (Stuart Price Remix) 03:20
  4. Paparazzi (Yuksek Remix) 04:48
  5. Paparazzi (Moto Blanco Club Mix) 08:01
  6. Paparazzi (Moto Blanco Dub) 06:43
  7. Paparazzi (Moto Blanco Edit) 04:07
  8. Paparazzi (Demo Remix) 03:55
  9. Paparazzi (James Camareta Remix) 04:28

UK Remixes Promo

  1. Paparazzi (Radio Edit) 03:29
  2. Paparazzi (Filthy Dukes Remix) 05:22
  3. Paparazzi (Stuart Price Remix) 03:20
  4. Paparazzi (Yuksek Remix) 04:48
  5. Paparazzi (Moto Blanco Edit) 04:07
  6. Paparazzi (Demo Remix) 03:55
  7. Paparazzi (James Camareta Remix) 04:28

French iTunes Remixes EP

  1. Paparazzi (Stuart Price Mix) 3.20
  2. Paparazzi (Moto Blanco Remix) (Radio Edit) 4.07
  3. Paparazzi (Filthy Dukes Mix) 5.22
  4. Paparazzi (James Camareta Mix) 4.28

UK iTunes EP

  1. Paparazzi (Radio Edit) 3.29
  2. Paparazzi (Filthy Dukes Mix) 5.22
  3. Paparazzi (Moto Blanco Remix - Radio Version) 4.07
  4. Paparazzi (Stuart Price Mix) 3.20
  5. Paparazzi (Yuksek Mix) 4.48

CreditiModifica

  • Compositori - Lady Gaga, Rob Fusari
  • Produttore - Rob Fusari
  • Co-Produttrice - Lady Gaga
  • Mixaggio - Robert Orton
  • Pianoforte e Sintetizzatore - Lady Gaga
  • Programmazione - Calvin “Sci-Fidelty” Gaines[35]

ClassificheModifica

Classifiche di fine annoModifica

Classifica (2009) Posizione
Australia[49] 12
Austria[50] 21
Belgio (Fiandre)[51] 74
Belgio (Vallonia)[52] 59
Canada[53] 18
Paesi Bassi[54] 31
Europa[55] 34
Francia[56] 92
Germania[57] 23
Ungheria[58] 49
Italia[59] 24
Svizzera[60] 29
Regno Unito[61] 18
Stati Uniti[62] 53
Classifica (2010) Posizione
Europa[63] 45
Stati Uniti[64] 64

Classifiche decennaliModifica

Classifiche (anni 2000) Posizione
Australia[65] 78

PremiModifica

Anno Premio Categoria Risultato
2009 MTV Video Music Awards Miglior regia Candidato
Miglior montaggio Candidato
Migliori effetti speciali Vinto
Miglior fotografia Candidato
Miglior scenografia Vinto
Premios Fuse TV Miglior video del 2009 Candidato
UK Music Video Awards Miglior video internazionale Vinto

PubblicazioneModifica

Nazione Data
Regno Unito 7 luglio 2009
Australia 10 luglio 2009
Italia 17 luglio 2009
Stati Uniti 8 settembre 2009
Germania 11 settembre 2009
Francia 7 dicembre 2009

NoteModifica

  1. ^ (EN) Paparazzi, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ ifpi.dk
  3. ^ Bundesverband Musikindustrie: Gold-/Platin-Datenbank
  4. ^ Copia archiviata, su radioscope.net.nz. URL consultato il 24 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2011).
  5. ^ Paparazzi di Lady Gaga certificato disco d'oro in Svezia, IFPI.
  6. ^ The Official Swiss Charts and Music Community
  7. ^ http://www.aria.com.au/pages/httpwww.aria.com.aupageshttpwww.aria.com.aupagesARIACharts-Accreditations-2009Singles.htm
  8. ^ FIMI - Federazione Industria Musicale Italiana - Benvenuto!
  9. ^ (EN) Search by parameters, su bpi.co.uk. URL consultato il 27 agosto 2016.
  10. ^ RIAA, http://www.riaa.com/gold-platinum/?tab_active=default-award&se=Lady+Gaga+#search_section.
  11. ^ Ron Slomowicz, Lady Gaga Interview, su About.com, The New York Times Company, 10 giugno 2008. URL consultato il 17 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 22 aprile 2012).
  12. ^ Lady Gaga, un video da censura, TGcom, 15 maggio 2009. URL consultato il 12 luglio 2009.
  13. ^ (EN) Amy Odell, Lady Gaga's Stylist Demystifies the Most Amazing Job Ever, New York, 9 giugno 2009. URL consultato il 10 luglio 2009.
  14. ^ (EN) Daniel Kreps, Lady Gaga's Sexy, Cinematic “Paparazzi” Video Hits the Web, Rolling Stone, 29 maggio 2009.
  15. ^ Lady Gaga: "Paparazzi", Soundsblog.it, 10 luglio 2009. URL consultato il 13 luglio 2009.
  16. ^ LGaGaHD, Lady GaGa - Paparazzi (Director's Cut / Alternative Version), 28 aprile 2011. URL consultato il 1º novembre 2016.
  17. ^ (EN) Ann Pickard, Lady GaGa – Paparazzi - Review, The Guardian, 4 giugno 2009. URL consultato il 28 maggio 2010.
  18. ^ (EN) Jill Menz, «Lady Gaga / May 2, 2009 / New York (Terminal 5)», Billboard (Nielsen Business), 4 maggio 2009. URL consultato il 14 aprile 2010.
  19. ^ (EN) Alexis Petridis, «Lady Gaga: The Fame», The Guardian (Guardian Media Group), 9 gennaio 2010. URL consultato il 14 aprile 2010.
  20. ^ (EN) Stephen Thomas Erlewine, «allmusic ((( The Fame > Overview )))», AllMusic, 8 settembre 2008. URL consultato il 15 aprile 2010.
  21. ^ (EN) Ben Norman, «Lady Gaga - 'The Fame'», About.com. The New York Times Company, 2 ottobre 2008. URL consultato il 18 aprile 2010.
  22. ^ (EN) Priya Elan, «The Big CD: Lady GaGa - The Fame», The Times (News Corporation), 10 gennaio 2009. URL consultato il 25 aprile 2010.
  23. ^ (EN) Bill Lamb, «Lady GaGa - "Paparazzi"», About.com, 7 giugno 2009. URL consultato il 10 maggio 2010.
  24. ^ (EN) Erika Hobart, Some Like It Pop, in New Times Broward-Palm Beach, New Times Media, 21 marzo 2009. URL consultato il 30 aprile 2009.
  25. ^ Stephen Troussé, The Top 100 Tracks of 2009, su pitchfork.com, 14 dicembre 2009. URL consultato il 6 giugno 2010.
  26. ^ (EN) Gary Trust, Ask Billboard: Lady Gaga's Career Sales, The Biggest No. 2 Hits & Ed Sheeran's Latest Chart Record, Billboard, 25 febbraio 2018. URL consultato il 25 febbraio 2018.
  27. ^ (EN) Ireland Singles Chart, acharts.us, 2 luglio 2009. URL consultato il 10 maggio 2010.
  28. ^ italiancharts.com - Lady GaGa - Paparazzi
  29. ^ Paparazzi - The Album Chart show [collegamento interrotto], in The Album Chart Show, Ladygaga.com, 14 febbraio 2009. URL consultato il 28 giugno 2010.
  30. ^ AOL - Live Performance: Lady GaGa - Paparazzi Live, Interscope Records. URL consultato il 28 giugno 2010.
  31. ^ (EN) Lady Gaga Lets It Bleed During Eye-Popping VMA Performance, MTV Networks. URL consultato il 17 settembre 2009.
  32. ^ (EN) Ann Powers, Frank talk with Lady Gaga, in Los Angeles Times, 13 dicembre 2009.
  33. ^ Lady Gaga's 'Monster Ball' a pop-spectacle triumph - Worcester Telegram & Gazette - telegram.com
  34. ^ Candice Barnes, Lady Gaga review: 'Mother monster' delivers a show fit for Queen, su The Sydney Morning Herald, Fairfax Media, 21 agosto 2014. URL consultato il 21 agosto 2014.
  35. ^ Note di copertina di The Fame, Lady Gaga [note di produzione], Interscope Records, 2008.
  36. ^ (EN) Australian Recording Industry Association, Australian ARIA Singles Chart, acharts.us, 12 luglio 2009. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  37. ^ a b c d e f g h (EN) Ultratop 50, Lady Gaga - Paparazzi - European charts, Hung Medien. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  38. ^ (EN) Billboard, Canadian Hot 100, acharts.us, 12 settembre 2009. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  39. ^ a b (EN) Lady Gaga - Paparazzi - Full History, top40-charts.com.
  40. ^ (DE) Media Control Charts, Lady Gaga - Paparazzi - German Charts, musicline.de, 19 ottobre 2009. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  41. ^ (EN) Irish Recorded Music Association, Irish Singles Chart, acharts.us, 2 luglio 2009. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  42. ^ (EN) FIMI, Lady Gaga - Paparazzi - Italian Charts, italiancharts.com, 24 settembre 2009. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  43. ^ (EN) Recording Industry Association of New Zealand, New Zealand Singles Chart, acharts.us, 17 agosto 2009. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  44. ^ (PL) Nielsen Broadcast Data Systems, Nielsen Polish Airplay Chart, nielsencontrol.com. URL consultato il 6 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  45. ^ (EN) The Official Charts Company, Lady Gaga - Paparazzi - UK Singles Chart, chartstats.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  46. ^ (CS) IFPI, Radio Top 100 Oficiáln: Lady Gaga - Paparazzi, IFPIcr.cz. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  47. ^ (NL) MegaCharts, Lady Gaga - Paparazzi - Dutch Charts, su dutchcharts.nl, 8 agosto 2009. URL consultato il 26 dicembre 2009.
  48. ^ (EN) Silvio Pietroluongo, Jay Sean Leads Packed Hot 100 Top Five, Billboard (Nielsen Business Media, Inc). URL consultato il 6 dicembre 2009.
  49. ^ ARIA Charts – End Of Year Charts – Top 100 Singles 2009, Australian Recording Industry Association. URL consultato il 9 gennaio 2010.
  50. ^ 2009 Year End Austrian Singles Chart, 2009. URL consultato il 21 dicembre 2010.
  51. ^ (FR) Jaaroverzichten 2009 (Flanders), Ultratop. URL consultato il 21 dicembre 2010.
  52. ^ (FR) Rapports Annuels 2009 (Vallonia), Ultratop. URL consultato il 21 dicembre 2010.
  53. ^ Charts Year End: Canadian Hot 100, in Billboard, 19 dicembre 2009. URL consultato il 21 dicembre 2010.
  54. ^ Dutch Top 40 Year End, MegaCharts. URL consultato il 21 dicembre 2010.
  55. ^ 2009 Year End: European Hot 100 Singles, in Billboard, 19 dicembre 2009. URL consultato il 23 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2009).
  56. ^ Best selling digital singles in 2009 in France (PDF). URL consultato il 21 dicembre 2010.
  57. ^ Charts Year End: German Singles Chart, in Viva, Media Control Charts, 29 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2012).
  58. ^ Éves összesített listák - MAHASZ Rádiós TOP 100 (súlyozott), Mahasz.
  59. ^ FIMI - Federazione Industria Musicale Italiana - Ricerche e dati di mercato, Fimi.it, 19 gennaio 2010. URL consultato il 21 dicembre 2010.
  60. ^ 2009 Year End Swiss Singles Chart, 2009. URL consultato il 21 dicembre 2010.
  61. ^ (EN) Alan John, Bad Romance is back on top, in Music Week, 30 gennaio 2010. URL consultato il 21 dicembre 2010.
  62. ^ Charts Year End: The Billboard Hot 100, su Billboard, Nielsen Business Media, Inc, 19 dicembre 2009. URL consultato il 23 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2009).
  63. ^ 2010 Year End: European Hot 100 Singles, in Billboard, 19 dicembre 2010. URL consultato il 20 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2011).
  64. ^ Top 100 Music Hits, Top 100 Music Charts, Top 100 Songs & The Hot 100 | Billboard.com
  65. ^ (EN) ARIA Chart Sales – ARIA End of Decade Singles/Top 100 (PDF), su aria.com.au. URL consultato il 27 settembre 2012.

Collegamenti esterniModifica

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