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Paperopoli
Localisation de Donaldville.svg
Localizzazione di Paperopoli
Nome originaleDuckburg
Tipocittà
Creazione
IdeatoreCarl Barks
Appare inBanda Disney
Caratteristiche immaginarie
FondatoreCornelius Coot
ContinenteAmerica
StatoCalisota, USA
Abitanti1.316.000 [1]
Lingueinglese

Paperopoli (in inglese Duckburg, nelle prime edizioni italiane era chiamata Paperinopoli o Paperlandia) è, insieme a Topolinia, una delle due immaginarie città in cui abitano i personaggi della Disney. Venne ideata da Carl Barks ed esordì in alcune storie pubblicate sulla rivista Walt Disney's Comics and Stories per ovviare all'imperante confusione di quegli anni. Paperopoli è situata nel Calisota, uno stato immaginario degli Stati Uniti d'America. Qui risiedono Paperino con i tre nipotini e gli altri personaggi come Paperina, Paperon de' Paperoni e Nonna Papera.

Dal confronto con la reale geografia degli Stati Uniti, quella dei territori ove sorge l'immaginaria città di Paperopoli, nella versione di Carl Barks potrebbe verosimilmente corrispondere alla zona di Morro Bay tra San Francisco e Los Angeles, mentre in quella successiva di Don Rosa, viene posizionata in corrispondenza della città di Eureka, nella contea di Humboldt, nel nord della California.[2][3][4]

È presente anche nelle serie animate televisive statunitense DuckTales - Avventure di paperi e DuckTales e nel film animato Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta.

Indice

Storia immaginariaModifica

Nell'area dove sorgerà Paperopoli, conosciuta con il nome di Nova Albion, nel 1579 Sir Francis Drake fa erigere un forte che battezza Drake Borough. Successivamente, nel 1818, la costruzione viene ceduta al colono Cornelius Coot che lo rinomina Forte Paperopoli (en.: Fort Duckburg). Coot costituisce poi, grazie al secondo emendamento, la milizia Truppe delle Marmotte (Woodchucks Militia) e con questo drappello difende la collina della fortezza dagli attacchi degli inglesi prima, e, successivamente, dagli indiani e dagli spagnoli.[5]

Nel 1830 nasce il figlio di Cornelius Coot, Clinton, che in seguito fonda le Giovani Marmotte (Junior Woodchucks), gruppo con il quale insegna ai giovani paperopolesi l'amore e il rispetto per la natura realizzando un manuale derivato dalle perdute informazioni provenienti dalla Biblioteca di Alessandria. Malgrado integrata negli Stati Uniti la città continuò a godere di una certa autonomia, arrivando addirittura a possedere una propria ambasciata, come uno Stato indipendente.[6]

Nel 1899 il figlio di Clinton, Casey Coot, cede la proprietà del vecchio forte e dell'originario poggio di Paperopoli, chiamato collina Ammazzamotori, ad un giovane Paperon de' Paperoni, che successivamente vi costruirà il suo famoso deposito di denaro (Money Bin). L'altura venne presto fatta bombardare dal presidente Theodore Roosevelt su richiesta delle Giovani Marmotte che ritenevano Paperone un invasore straniero. De' Paperoni si trasferì sulla collina solo nel 1902 insieme alle due sorelle Matilda e Ortensia.[7]

Nel Novecento, anche grazie all'impulso economico del magnate de' Paperoni, Paperopoli si trasforma da borgo agricolo in una città industriale.

Il "Forte Paperopoli", sede originaria delle Giovani Marmotte, il corpo eco-militare fondato da Clinton Coot, è stato successivamente ritrovato dagli oggi pluridecorati discendenti di Cornelius, Qui, Quo, Qua, salvandolo dalla distruzione cui era destinato nella "Falegnameria de' Paperoni".

CaratterizzazioneModifica

Paperopoli è una metropoli di grandi dimensioni e all'avanguardia (conta 1.316.000 abitanti)[2] industrialmente avanzata.

Paperopoli appare spesso caotica e molto trafficata; nonostante ciò è caratterizzata soprattutto da villette monofamiliari e dispone di ampi spazi verdi. La città conta numerosi quartieri; è assai estesa, sul modello di Los Angeles, e, come quest'ultima, rispetto alla sua vasta estensione non è molto popolosa, uno dei quartieri più recenti si chiama Paperonia Village. Inoltre, la capitale del Calisota ha una tangenziale che parte dal casello "Paperopoli Sud" della I-90 e si immette nella I-45; è lunga 20 km, con quindici uscite. Paperopoli dispone di ben dodici linee della metropolitana. Tali moderne vie di comunicazione sono state tutte costruite grazie ai soldi di Rockerduck e del sindaco. La Banca centrale emette le banconote dello Stato e conia le monete, mentre le Poste stampano i francobolli locali. Sotto la città, infine, esiste l'agglomerato abitativo originale, sprofondato a causa di un terribile cataclisma: tra questi cunicoli si è nascosta, per un certo periodo la Banda Bassotti. Tra queste gallerie si trovano anche numerose caverne che da Shacktown (tradotto in italiano come quartiere Agonia), un sobborgo povero di Paperopoli, finiscono sotto il Deposito di Paperone.

In un'isola poco al largo di Paperopoli è collocata pure una copia in scala minore della Statua della Libertà, innalzata contestualmente alla sua gemella più famosa. A causa dei materiali scadenti con cui fu edificata la struttura andò incontro ad un veloce declino, rimase inagibile e dimenticata dai paperopolesi per molti decenni finché, in occasione del centenario della costruzione, venne restaurata con un intervento finanziato da Paperone, che ne modificò l'effigie a propria immagine per l'occasione. La bandiera e lo stemma dello Stato sono rappresentati da un papero giallo (o dorato) in campo rosso.[8]

Il clima di Paperopoli è spesso caldo e soleggiato nel periodo estivo, mentre durante l'inverno si alternano giornate serene a frequenti piogge e anche abbondanti nevicate.

Visto che la città si affaccia sull'Oceano Pacifico sulla Baia di Paperopoli, il clima è dunque tipicamente oceanico temperato.

Punti di interesseModifica

[9]

  • Il deposito di Paperone sulla collina Ammazzamotori.
  • Il palazzo di Rockerduck.
  • Il palazzo presidenziale.
  • Il municipio, con la statua di Cornelius Coot nella piazza antistante. In alcune versioni, invece, la statua si trova al centro del parco pubblico.
  • Il club dei miliardari, frequentato anche da Paperone e Rockerduck.
  • La sede del Papersera, un quotidiano locale di proprietà di Paperone.
  • La sede di La Voce di Paperopoli, un quotidiano locale di proprietà di Rockerduck
  • Il porto.
  • Il casinò.
  • Il campanile Big Bob, nella piazza principale. Viene utilizzato a capodanno per fare il conto alla rovescia.
  • Il laboratorio e la casa di Archimede Pitagorico.
  • La scuola media Cornelius Coot, frequentata da Qui, Quo e Qua che è anche la sede del giornalino mensile
  • Le case dei personaggi principali (Paperino, Paperina, Gastone, Brigitta, ecc.).
  • La sede del club delle Giovani Marmotte.
  • La cattedrale di Notre Paper, dove si aggira un falso fantasma.
  • La fattoria di Nonna Papera: situata nei pressi del vicino borgo di Quacktown, è stata anche la dimora di Paperino da giovane.
  • La Ducklair Tower.
  • Duckmall Center, grande centro commerciale noto anche per la sua mascotte, il pulcino Waldo.
  • Le poste centrali.
  • La banca centrale.
  • Il carcere.
  • Lo stadio, dove gioca la squadra di calcio del Paperopoli, il cui proprietario è Paperon de' Paperoni; la squadra dalla fondazione ha vinto trenta scudetti, stabilendo così il record (alle sue spalle vi sono i rivali dell'Ocopoli, che ne hanno conquistati la metà).
  • La biblioteca comunale.
  • Il covo della Banda Bassotti, una vecchia roulotte rubata rivestita da lastre dorate (presente nella storia "Il segreto di Nonno Bassotto" sul Topolino n.2259).
  • Le officine Fabriconi i.n.c., produttrice di piegabaffi, galosce, lampioni a gas. È la più vecchia industria di Paperopoli. Viene comprata da Paperone per produrre il "ROBIOLASTEX", "coso" inventato dal miliardario per non fare brutta figura nell'aver comprato l'azienda più fallimentare del mondo.
  • Il quartier generale della P.I.A., il servizio segreto di Paperone
  • Il teatro.
  • L'aeroporto.
  • Il cocuzzolo del misantropo, sulla cima c'è la casa di Dinamite Bla ove è l'unico abitante col suo cane e le sue galline. La sua superficie è buona parte coltivata a melanzane. È sita nei pressi di Paperopoli.

PersonaggiModifica

I Love PaperopoliModifica

Ad agosto 2017, la casa editrice Centauria avvia insieme alla Edizioni Panini la pubblicazione seriale della collana I Love Paperopoli, con cadenza settimanale; ogni uscita contiene un dossier su un luogo e un personaggio della città, oltre alle parti di un plastico componibile; la collana era inizialmente limitata a 50 uscite, ma Centauria ha deciso di prolungare la pubblicazione fino a 100 uscite. Le parti del modello comprendono un certo numero di basi che si agganciano tra loro, edifici più o meno noti già composti o divisi in più parti: il Deposito, le case private di Paperino, Gastone, Paperina, Paperoga, Pico de Paperis, Archimede e altri; la Rockerduck Tower, la sede del Papersera, la Borsa Valori, il Club dei Miliardari, il Municipio, la sede delle Giovani Marmotte, la fattoria di Nonna Papera e quella di Dinamite Bla e così via, e numerosi personaggi: Zio Paperone con il fido maggiordomo Battista, Paperino, Qui Quo e Qua in tenuta da Giovani Marmotte, il Gran Mogol, Archimede Pitagorico con l’aiutante Edy, Paperina, Gastone, Paperoga, Pico de Paperis, Filo Sganga, Brigitta McBridge, Paperinik, Amelia, Rockerduck, Nonna Papera, Ciccio, Dinamite Bla, Spennacchiotto, la Banda Bassotti con il cane Otto x Otto, Anacleto Mitraglia, Bum Bum Ghigno e un poliziotto, alcuni dei quali con i propri veicoli privati come la 313 di Paperino. Ogni dossier, pensato come un fascicolo pieghevole, contiene sull'altra facciata una storia disney, in genere incentrata sul personaggio o edificio descritto.

CitazioniModifica

Paperopoli è citata dal cantautore italiano Max Manfredi nella canzone "Sottozero", contenuta nell'album Le parole del Gatto pubblicato nel 1990.

NoteModifica

  1. ^ [1] Topolino 3062 pag 36, Approfondimento su Paperopoli
  2. ^ a b (EN) Elementi geografici riguardanti Paperopoli, su duckman.pettho.com (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2011).
  3. ^ (EN) http://www.salimbeti.com/paperinik/en/city.htm
  4. ^ Andrale, pag. 19
  5. ^ Disney, Vita e dollari..., pag. 6
  6. ^ Disney, Vita e dollari..., pag. 7
  7. ^ Disney, Vita e dollari..., pag. 10
  8. ^ Disney, L'allegra brigata..., pag 45
  9. ^ Disney, Paperopoli, pp. 12-15
  10. ^ Disney, Storia e gloria..., pp. 20-24

BibliografiaModifica

  • Thomas Andrale, Carl Barks il signore di Paperopoli, Genova, ProGlo, 2009.
  • Walt Disney, L'allegra brigata di Paperopoli, Milano, Mondadori, 1962.
  • Le banconote di Paperopoli, B.N.L., 1997.
  • Walt Disney, Paperopoli, Milano, Mondadori, 1972.
  • Walt Disney, Storia e gloria della dinastia dei Paperi, Milano, DisneyLibri, 2014.
  • Walt Disney, Vita e dollari di Paperon de' Paperoni, Milano, Mondadori, 1968.

Collegamenti esterniModifica

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