Papiro Fouad 266

Il Papiro Fouad 266 (LXXP. Fouad Inv. 266; Rahlfs 847, 848 e 940; TM 62290; LDAB 3451: VH 0056) è un reperto bibliografico consistente nell'insieme di 235 piccoli frammenti di distinti manoscritti su papiro a rotolo, contenenti testi della Septuaginta, l'antica (precristiana) traduzione in greco antico della Bibbia ebraica (dai cristiani chiamata "Antico Testamento").

Frammento del Papiro Fouad 266b, con il tetragramma biblico יהוה (qui evidenziato in rosso) inserito nel testo greco di Deuteronomio 31:28—32:7[1]

È stato datato intorno al I secolo a.C., ma non è accertato se si tratti di un originale ovvero di una revisione della Septuaginta.

Il contenuto è oggetto di interessamento nelle dispute confessionali riguardanti l'uso del nome di Dio.[1]

ProvenienzaModifica

Pierre Jouguet, allora presidente della Société Fouad Ier de Papyrologie del Cairo compr̪ò nel 1943 da un antiquario locale i frammenti denominati collettivamente Papiro Fouad 266, cioè il n. 266 del repertorio dei papiri di tale Società che scelse il suo titolo in onore del re Fu'ad I d'Egitto (1922–1936) e che ora si chiama Societé Royale de Papyrologie. Non è chiaro da che località (forse al-Fayyum) provenivano i frammenti, scoperti nel 1939.

Nel 1971 Françoise Dunand pubblicò uno studio scientifico del reperto, con il testo di 116 dei frammenti. Una edizione fotografica di tutti i frammenti, a cura di Zaki Aly e Ludwig Koenen, è apparsa nel 1980. Questi stabilirono che i frammenti deuteronomici (papiri 266b e 266c) erano di due manoscritti distinti realizzati da scribi diversi.[2][3]

Struttura e datazioneModifica

È suddiviso in:

  1. Papiro Fouad 266a (Rahlfs 942),
  2. Papiro Fouad 266b (Rahlfs 848) e
  3. Papiro Fouad 266c (Rahlfs 847).[4][5][6][7].

La paleografia assegna il Papiro Fouad 266a e il Papiro Fouad 266b alla metà del I secolo a.C. e il Papiro Fouad 266c a una data leggermente successiva.[4][5][8]

Contenuti testualiModifica

Il Papiro 266a contiene passi del libro della Genesi (dai capitoli 3, 4, 7, 37 e 38); i Papiri 266b e 266c passi del Deuteronomio (dai capitoli 4, 10, 11, e dai capitoli 17–33).[9]

Il Papiro Fouad 266b contiene il tetragramma biblico יהוה in ebraico in mezzo al testo greco di Deuteronomio 17:14—33: 29.[6] Il testo in lettere onciali dritte, arrotondate e con grazie è disposto su 33 righe per colonna. Vi è uso dello iota ascritto.[10] Le divisioni del testo sono indicate con il simbolo di paragrafo.[11][12] È più antico manoscritto conosciuto che impieghi, in mezzo al testo greco della Septuaginta, il tetragramma biblico יהוה, invece di trascriverlo o tradurlo in greco. I frammenti 266a e 266c non presentano uso di יהוה o Κύριος.[13][8]

Il Tetragramma, composto da quattro caratteri ebraici quadrati, ricorre nel "Papiro Fouad 266b" 49 volte nei seguenti capitoli e versetti del libro di Deuteronomio: 18:5, 5, 7, 15, 16; 19:8, 14; 20:4, 13, 18; 21:1, 8; 23:5; 24:4 , 9; 25:15, 16; 26:2, 7, 8, 14; 27:2, 3, 7, 10, 15; 28:1, 1, 7, 8, 9, 13, 61, 62, 64, 65; 29:4, 10, 20, 29; 30:9, 20; 31:3, 26, 27, 29; 32:3, 6, 19.[14][15][16][17]. Appare inoltre tre volte nei frammenti non identificati e catalogati come: 116, 117 e 123.

Più studiosi si sono interessati alle ricorrenze del nome di Dio nel Papiro e alle forme di queste, con esiti eterogenei; vi è pertanto in proposito ampia letteratura sostanzialmente teologica.[18][19][20][21][22][23][24].

NoteModifica

  1. ^ a b Ernst Würthwein, The Text of the Old Testament: An Introduction to the Biblia Hebraica, Wm. B. Eerdmans Publishing, 1995, pp. 190–191, ISBN 9780802807885.
  2. ^ Corpus Papyrorum Judaicarum. Volume 4 (De Gruyter, 2020̞). p. 216.
  3. ^ Sidney Jellicoe, The Septuagint and Modern Study. Eisenbrauns, 1993. p. 239.
  4. ^ a b Sylvie Honigman. The Septuagint and Homeric Scholarship in Alexandria: A Study in the Narrative of the 'Letter of Aristeas'. Routledge; 5 May 2004. p. xxix–xxx.
  5. ^ a b Brandon D. Crowe. The Obedient Son: Deuteronomy and Christology in the Gospel of Matthew. Walter de Gruyter; 2012. p. 42–43.
  6. ^ a b Flores Florentino: Dead Sea Scrolls and Other Early Jewish Studies in Honour of Florentino García Martínez. Brill; 2007. p. 113–124.
  7. ^ Corpus Papyrorum Judaicarum. Volume 4. De Gruyter; 2020. p. 216.
  8. ^ a b Emanuel Tov, Appendix 5. Scribal Features of Early Witnesses of Greek Scriptures, in Scribal Practices and Approaches Reflected in the Texts Found in the Judean Desert, vol. 54, Brill, 2004, p. 304, DOI:10.1163/9789047414346, ISBN 978-90-04-14001-1.
  9. ^ Anna Passoni Dell'Acqua, Recensione di Zaki Aly e L. Koenen, Three Rolls of the Early Septuagint: Genesis and Deuteronomy, in Aegyptus, vol. 61, n. 1/2, Vita e Pensiero – Pubblicazioni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, gennaio-dicembre 1981, pp. 266-268, JSTOR 41217080.
  10. ^ Bruce M. Metzger. Manuscripts of the Greek Bible: An Introduction to Palaeography. Oxford University Press; 1981. p. 60.
  11. ^ Larry W. Hurtado. The Earliest Christian Artifacts: Manuscripts and Christian Origins (Wm. B. Eerdmans Publishing, 2006), p. 184.
  12. ^ Emanuel Tov, Scribal Practices and Approaches Reflected in the Texts Found in the Judean Desert (Brill, 2004), Appendix 5. Scribal Features of Early Witnesses of Greek Scripture
  13. ^ Robert J.V. Hiebert, Claude E. Cox e Peter J. Gentry (a cura di), The Old Greek Psalter: Studies in Honour of Albert Pietersma, Bloomsbury Publishing, 2001, pp. 127, ISBN 9780567376282.
  14. ^ William Gillan Waddell, The Tetragrammaton in the LXX, in The Journal of Theological Studies, XVL, No. 179-180, 1944, pp. 158-161.
  15. ^ Studio Patristica, volume I, parte I a cura di Kurt Aland e F. L. Cross, Berlino 1957, pp.339-342;
  16. ^ W. Baars Papyrus Fouad Inv. N. 266 pubblicato nel Nederlands Theologisch Tijdschrift, volume XIII, Wageningen, 1959, pp. 442-446
  17. ^ George Howard, The Oldest Greek Text of Deuteronomy pubblicato nell'Hebrew Union College Annual, volume XLII, Cincinnati 1971, pp. 125-131
  18. ^ Wolf Wilhelm Graf von Baudissin, su hu-berlin.de. URL consultato il 31 marzo2021.
  19. ^ W.G.Waddell, The Tetragrammaton in the LXX, in The Journal of Theological Studies vol.45 pp.158-161
  20. ^ The Greek Minor Prophets Scroll from Nahal Hever (8HevXIIgr): The Seiyal Collection I (Clarendon Press, 1990), p. 12.
  21. ^ Paul E. Kahle, The Greek Bible Manuscripts Used by Origene, in Journal of Biblical Literature, n. 79, 1960, p. 117.
  22. ^ Albert Pietersma, Kyrios or Tetragram: A Renewed Quest for the Original LXX (PDF), in Albert Pietersma e Claude E. Cox (a cura di), De Septuaginta: Studies in Honour of John William Wevers on His Sixty-Fifth Birthday, Benben Publications, 1984, pp. 93.
  23. ^ Sabine Bieberstein, Kornélia Buday e Ursula Rapp (a cura di), Brücken Bauen in Einem Vielgestaltigen Europa, Peeters Publishers, 2006, ISBN 9789042918955.
  24. ^ Robert Wilkinson, Tetragrammaton: Western Christians and the Hebrew Name of God - Dall'inizio al Seicento, pag.58, Boston, Brill, 2015.

BibliografiaModifica

  • Zaki Aly, Three Rolls of the Early Septuagint. Genesis and Deuteronomy, edizione fotografica preparata con la collaborazione dell'International Photographic Archive of the Association Internationale de Papyrologues, introduzione e prefazione di Ludwig Koenen in Papyrologische Texte und Abhandlungen, Bonn 1980, ISBN 3-7749-1417-6.
  • Françoise Dunand, Papyrus Grecs Bibliques (Papyrus F. Inv. 266). Volumina de la Genèse et du Deutéronome, Il Cairo, L'Institut Français d'Archéologie Orientale, 1966 (introduzione ai frammenti).
  • Françoise Dunand, “Papyrus grecs bibliques (Papyrus F. inv. 266). Volumina de la Genèse et du Deutéronome,” Études de Papyrologie 9, 1971, pp 82-150 (prima edizione del papiro)
  • Natalio Fernández Marcos, The Septuagint in Context, Brill Verlag, Boston 2001, ISBN 90-04-11574-9.
  • Noah Hacham, Tal Ilan (eds.), Corpus Papyrorum Judaicarum, Vol. 4, Berlino, De Gruyter, 2020 (contiene l'edizione dei frammenti e la traduzione inglese, pp. 216-261).
  • (EN) George Howard, The Oldest Greek Text of Deuteronomy, in Hebrew Union College Annual, XLII, Cincinnati, Hebrew Union College, 1971, pp. 125-131, JSTOR 23506719.
  • Alfred Rahlfs, Septuaginta - Vetus testamentum Graecum. Bd. 1/1 - Die Überlieferung bis zum VIII. Jahrhundert, Vandenhoeck & Ruprecht, Göttingen 2004, ISBN 3-525-53447-7.
  • (EN) Frank Shaw, The Earliest Non-Mystical Jewish Use of Ιαω, Lovanio (Belgio), Peeters Pub & Booksellers, 2014, ISBN 978-9-0429-297-84..

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN2727159478162527990003