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Frammento di Deuteronomio del Fouad inv.266, con il tetragramma biblico del nome di Dio in caratteri ebraici quadrati all'interno del testo greco, nei versetti 3 e 6 del capitolo 32

Il Papiro Fouad 266 fa parte di una collezione di 117 frammenti[1] di tre rotoli scoperti nel 1939 in Egitto. Tutti i frammenti fanno riferimento ad alcune parti di due libri del Pentateuco ovvero Genesi e Deuteronomio[2]. I frammenti che fanno riferimento al numero di inventario 266 riguardano solo gli scritti di Deuteronomio. Fatto risalire al I secolo a.C. è considerato la seconda[3] più antica ed importante copia della versione greca del Vecchio Testamento conosciuta come Versione dei Settanta o Septuaginta. L'orientalista Paul Kahle scrisse che rappresenta «forse il più perfetto testo di Deuteronomio della Settanta che ci sia pervenuto»[4]. Il prefisso "Fouad" celebra il sultano e re Fu'ad I d'Egitto, il numero 266 è quello del'inventario conservato presso la Societé Royale de Papyrologie de Il Cairo[5][6][7][8].

Descrizione della collezioneModifica

La collezione denominata "Fouad 266" riguarda tre rotoli, molti frammentati e catalogati come: 847, 848 e 942[9]. I frammenti del rotolo 942 fanno riferimento al libro biblico di Genesi e riportano passi del capitolo 3, 4, 7, 37 e 38.
Quelli dei rotoli 848 e 847 si riferiscono esclusivamente al libro di Deuteronomio e riguardano i capitoli 4, 10, 11 e i capitoli da 17 a 33[9].

Scritto su un supporto di papiro, in greco, e a lettere onciali dritte ed arrotondate, il testo è disposto su 33 righe per colonna con uno "iota subíndice"[10]. È designato dai numeri 847, 848, e 942, che corrispondono alla numerazione moderna nella lista dei manoscritti dei Settanta valutata dal filologo tedesco Alfred Rahlfs[11].

StoriaModifica

Il Tetragramma biblico in caratteri ebraici quadratiModifica

Il Tetragramma composto da quattro caratteri ebraici quadrati, ricorre nel "Papiro Fouad 266", 49 volte nei seguenti capitoli e versetti del libro di Deuteronomio: 18:5, 5, 7, 15, 16; 19:8, 14; 20:4, 13, 18; 21:1, 8; 23:5; 24:4, 9; 25:15, 16; 26:2, 7, 8, 14; 27:2, 3, 7, 10, 15; 28:1, 1, 7, 8, 9, 13, 61, 62, 64, 65; 29:4, 10, 20, 29; 30:9, 20; 31:3, 26, 27, 29; 32:3, 6, 19.[5][12][13][14]. Troviamo inoltre lo stesso Tetragramma tre volte nei frammenti non identificati e catalogati come: 116, 117 e 123.

Opinioni e controversieModifica

NoteModifica

  1. ^ Études de Papyrologie, vol. 9, Il Cairo, 1971, pp. 81-150, 227, 228
  2. ^ Three Rolls of the Early Septuagint: Genesis and Deuteronomy, di Zaki Aly e Ludwig Koenen, in Papyrologische Texte und Abhandlungen, vol. 27, Bonn 1980
  3. ^ Textual Criticism of the Old Testament, di John F. Brug, Chesed VeEmet editore, 2015, ISBN 9781312127234, pag.63,[1]
  4. ^ Journal of Biblical Literature, vol. 79, pp. 111-118
  5. ^ a b W.G.Wadell in JTS vol.45 pp.158-161
  6. ^ Studio Patristica, volume I, parte I a cura di Kurt Aland e F. L. Cross, pp. 339-342, Berlino 1957
  7. ^ W. Baars Papiro Fouard Inv. N. 266 pubblicato nel Nederlands Theologisch Tijdschrift, volume XIII, pp. 442-446, Wageningen 1959
  8. ^ The Oldest Greek Text of Deuteronomy, di George Howard, pubblicato nel Hebrew Union College Annual, volume XLII, pp. 125-131, Cincinnati 1971
  9. ^ a b Recensione in italiano di Three Rolls of the Early Septuagint. Genesis and Deuteronomy di Zaki Aly, edizione fotografica, Bonn 1980
  10. ^ Manuscripts of the Greek Bible: An Introduction to Palaeography, di Bruce Metzger, p. 60, Oxford University Press 1991, ISBN 978-0-19-502924-6
  11. ^ Septuaginta - Vetus Testamentum Graecum, di Alfred Rahlfs, vol. 1/1: Die Überlieferung bis zum VIII, Jahrhundert, Vandenhoeck & Ruprecht, Göttingen 2004
  12. ^ Studio Patristica, volume I, parte I a cura di Kurt Aland e F. L. Cross, Berlino 1957, pp.339-342;
  13. ^ W. Baars Papiro Fouard Inv. N. 266 pubblicato nel Nederlands Theologisch Tijdschrift, volume XIII, Wageningen, 1959, pp. 442-446
  14. ^ George Howard, The Oldest Greek Text of Deuteronomy pubblicato nell'Hebrew Union College Annual, volume XLII, Cincinnati 1971, pp. 125-131

BibliografiaModifica

  • Zaki Aly, Three Rolls of the Early Septuagint. Genesis and Deuteronomy, edizione fotografica preparata con la collaborazione dell'International Photographic Archive of the Association Internationale de Papyrologues, introduzione e prefazione di Ludwig Koenen in Papyrologische Texte und Abhandlungen, Bonn 1980, ISBN 3-7749-1417-6
  • Françoise Dunand, Papyrus Grecs Bibliques (Papyrus F. Inv. 266). Volumina de la Genèse et du Deutéronome L'Institut Francais d'Archéologie Orientale, 1966.
  • Alfred Rahlfs, Septuaginta - Vetus testamentum Graecum. Bd. 1/1 - Die Überlieferung bis zum VIII. Jahrhundert, Vandenhoeck & Ruprecht, Göttingen 2004, ISBN 3-525-53447-7
  • Natalio Fernández Marcos, The Septuagint in Context, Brill Verlag, Boston 2001, ISBN 90-04-11574-9
  • George Howard, The Oldest Greek Text of Deuteronomy, pubblicato nel Hebrew Union College Annual, volume XLII, Cincinnati 1971

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica