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Sileno

personaggio della mitologia greca
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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la scimmia del genere macaca, vedi Macaca silenus.
Sileno
Drunken Silenus Louvre Ma291.jpg
Sileno ubriaco, opera romana del II sec. d.C. (museo del Louvre)
Nome orig.Σιληνός
SpecieDivinità
SessoMaschio

Sileno (in greco antico: Σιληνός, Silēnós), oppure Seileno (in greco antico: Σειληνός, Seilēnós), è un personaggio della mitologia greca e corrisponde al vecchio dio rustico della vinificazione e dell'ubriachezza antecedente a Dionisio[1].

Indice

AspettoModifica

Dall'aspetto di un anziano calvo, corpulento e peloso era spesso raffigurato con attributi animaleschi.
Disprezzava i beni terreni, aveva i doni di straordinaria saggezza e della divinazione.

GenealogiaModifica

Nonno di Panopoli scrive che sia stato generato da Gaia[2] mentre secondo altri autori è figlio di Pan e di una ninfa.
Servio Mario Onorato sostiene che sia figlio di Hermes.

Con la ninfa Melia generò Folo[3] e Dolione[4] e secondo Nonno di Panopoli lui solo è il padre dei Silenoi[5].

MitologiaModifica

Era lo spirito della danza della spremutura dell'uva sul torchio ed il suo nome deriva dalle parole seiô, "muoversi avanti e indietro" e lênos "il trogolo del vino".

Ricevette in cura da Ermes il piccolo Dionisio[6] e lo fece allattare dalla ninfa Nisa in una grotta sul monte Nisa.

Anni dopo, mentre accompagnava Dioniso in un viaggio attraverso la Frigia, Sileno si perse e fu ritrovato da re Mida che lo trattò in modo ospitale e gli diede una guida in grado di indicargli la strada da seguire per ricongiungersi alla carovana[7].

Secondo gli autori latini, da Sileno discendono le tribù dei Satiri e delle Ninfe.
A volte veniva moltiplicato in una triade od in un grande gruppo (i Silenoi) o veniva spesso identificato con un numero di altre divinità rustiche minori come Hekateros (il nonno del Satiei) od Oreads, od anche Nysos e Lamos (che in alcuni casi sono citati come i genitori adottivi ed alternativi di Dioniso).
Altre sue identificazioni sono Aristaios (il dio dei pastori), Oreios (un altro padre adottivo di Dioniso), l'essere padre degli Hamadryades, di Pyrrhichus, di un Curete della danza rustica ed il satiro Marsia che suona il flauto.

I SilenoiModifica

I Sileni (anche Silenoi) sono figure della mitologia greca, divinità minori dei boschi, di natura selvaggia e lasciva, imparentati con i Centauri e nemici dell'agricoltura[8].

Molto spesso assimilati ai Satiri, tanto che il termine sileno viene anche usato per indicare un satiro anziano e sono chiamati anche Papposileni.

SocrateModifica

In un celebre passo platonico[9] Alcibiade, intervenuto al simposio filosofico in onore di Agatone, in preda all'ebbrezza, dichiara il suo amore intellettuale per Socrate. Per far questo esordisce proprio associando l'aspetto esteriore e interiore del filosofo a certe raffigurazioni scultoree di Sileno in vendita nei mercati, che, una volta aperte, svelano al loro interno un'immagine divina. E descrive il turbamento generato dall'ascolto delle parole di Socrate alle melodie dell'aulos di Marsia.

NietzscheModifica

 
Maschera in bronzo di Papposileno, Roma, Fondazione Sorgente Group

In La nascita della tragedia di Nietzsche, Sileno è individuato come portatore della saggezza dionisiaca, ovvero del senso tragico dell'esistenza, celato dai greci stessi attraverso l'apollineo.

Egli cita l'incontro di re Mida con Sileno:

«L'antica leggenda narra che il re Mida inseguì a lungo nella foresta il saggio Sileno, seguace di Dioniso, senza prenderlo. Quando quello gli cadde infine tra le mani, il re domandò quale fosse la cosa migliore e più desiderabile per l'uomo. Rigido e immobile, il demone tace; finché, costretto dal re, esce da ultimo fra stridule risa in queste parole: 'Stirpe miserabile ed effimera, figlia del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto.'»

(Nietzsche, La nascita della tragedia)

NoteModifica

  1. ^ (EN) Sileno, su Theoi.com.
  2. ^ Nonno di Panopoli, Dionysiaca 29.243.
  3. ^ Apollodoro, Biblioteca II, 83 e II, 87.
  4. ^ Strabone XII, 4 8.
  5. ^ Nonno di Panopoli, Dionysiaca 14.96.
  6. ^ Diodoro Siculo, Bibliotheca historica 4. 4. 3.
  7. ^ Igino, Fabulae 191.
  8. ^ (EN) Silenoi, su Theoi.com.
  9. ^ Platone, Simposio, 215a e segg.

Voci correlateModifica

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