Paprica

spezia ottenuta dai peperoni
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La pàprica (o pàprika[1]) è una spezia ottenuta dal peperone[2] che, messo ad essiccare dopo essere stato liberato dalla parte interna bianca, viene macinato[3] fino a ottenere una polvere.

Paprica
Peperoni, da cui si ricava la paprica
Peperoni rossi essiccati all'aria presso Cachi, Argentina.

È conosciuta anche con i nomi di pepe rosso, pimento rosso, capsico[1].

StoriaModifica

Il peperone (famiglia delle Solanaceae) fu introdotto in Europa dagli ungheresi, che lo presero dai turchi, che a loro volta lo avevano importato dall'India, sebbene l'origine della pianta sia americana[4].

Una leggenda racconta che una giovane contadina ungherese costretta con la forza a vivere nell'harem di un pascià turco a Buda avesse spiato a lungo i giardinieri del palazzo mentre coltivavano i peperoni e che, una volta liberata, avesse insegnato ai contadini del suo villaggio a coltivarli.

Nel XIX secolo i fratelli Pálfi di Seghedino, togliendo al momento della raccolta tutte le venature interne del frutto, dove si concentra la capsaicina (il principio attivo che dà il sapore piccante al peperone), ottennero la cosiddetta paprica dolce. La paprika può essere anche piccante: in quest'ultimo caso viene macinata anche la placenta del peperoncino, ossia la parte interna alla quale sono attaccati i semi (che erroneamente vengono ritenuti la parte più piccante). Però anche il tipo forte non è molto piccante contrariamente a quanto si possa credere fuori dall'Ungheria.

Lo scienziato Albert Szent-Györgyi, premio Nobel nel 1938, ha valorizzato questo vegetale scoprendo proprio nel peperone la fonte dell'acido ascorbico (vitamina C) e contribuendo così alla lotta contro lo scorbuto che uccideva migliaia di marinai[5]. Oltre alla vitamina C, è ricca di carotenoidi: vitamina A, betacarotene e luteina[4][5].

In Ungheria il momento del raccolto viene vissuto come un rito gioioso. L'8 settembre le donne vestite con costumi sgargianti raccolgono i peperoni nei campi e, dopo averli infilzati con ago e filo, fanno lunghe ghirlande che appendono a speciali sostegni di legno o ai muri delle case.

CucinaModifica

La paprika ha un gusto delicato, un poco amaro, lievemente piccante e abbastanza aromatico. La piccantezza moderata esalta le pietanze facendo spiccare il tocco aromatico e non il pungente del peperoncino.

Nella cucina ungherese la paprica si utilizza in moltissime preparazioni e all'estero è conosciuta soprattutto per l'abbondante uso che se ne fa nella preparazione del gulasch. È anche presente in alcune cucine balcaniche, in particolare in alcune zone dell'ex-Jugoslavia, dove è un ingrediente dei ćevapčići.

È di uso comune con la carne, i formaggi, la panna, il pomodoro, la cipolla. Viene talvolta unita ad altre spezie nelle miscele.

Viene utilizzata anche come conservante, in particolar modo per salumi e preparazioni come lardo e pancetta, che ne assorbono l'aroma[6].

NoteModifica

  1. ^ a b pàprica, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 1º ottobre 2018.
  2. ^ in ungherese il sostantivo paprika, pronunciato [ˈpɒprikɒ], indica le specie del genere Capsicum.
  3. ^ Ricetta per ottenere la paprica in casa, su cosefatteincasa.it.
  4. ^ a b Marta Albè, Paprika: proprietà, usi e benefici della spezia dolce e piccante - greenMe, su greenme.it, 15 settembre 2015. URL consultato il 1º ottobre 2018.
  5. ^ a b (EN) The Albert Szent-Gyorgyi Papers: Szeged, 1931-1947: Vitamin C, Muscles, and WWII, su profiles.nlm.nih.gov. URL consultato il 1º ottobre 2018.
  6. ^ Paprika: le ricette, su agrodolce.it. URL consultato il 1º ottobre 2018.

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