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Le parabole di Gesù Cristo sono racconti attribuiti a Gesù che si trovano nei vangeli, sia canonici sia non canonici, e in poche altre fonti antiche. Si tratta del più noto esempio del genere letterario "parabola", attestato anche nell'Antico Testamento.

La parabola è un racconto che attraverso comparazioni e similitudini, oppure allegorie rivela un insegnamento morale o religioso[1].

Le parabole sono utilizzate da Gesù come esempi per far capire a tutti noi determinati comportamenti che avremmo o non avremmo dovuto assumere in determinate circostanze. Rivelano quindi la volontà e la Legge di Dio Padre per il genere umano. Da esse, come dal Nazareno Re dei Giudei risorto dalla morte di croce, emerge il contrasto tra le aspettative ebraiche di un regno messianico terreno e politico, e il Suo annuncio del Regno dei Cieli da Lui introdotto sulla terra.

Occorrenza delle parabole nei vangeli.Modifica

Ciascuno dei quattro vangeli canonici contiene parabole di Gesù uniche ad esso. Per esempio, due parabole tra le più celebri, la parabola del figlio prodigo e la parabola del buon samaritano, sono presenti solo nel Vangelo secondo Luca, mentre altre due parabole famose (la parabola della zizzania e la parabola del servo spietato) sono presenti solo nel Vangelo secondo Matteo.

Solo due parabole sono presenti nel Vangelo secondo Giovanni, ed entrambe non sono riportate negli altri vangeli (detti sinottici).

Alcune parabole sono presenti in più di un vangelo sinottico: sei compaiono in tutti i tre vangeli (la parabola del seminatore, la parabola del granello di senape, la parabola dei vignaioli omicidi, la parabola della lucerna coperta, la parabola del fico che germoglia e la parabola del vino nuovo in otri vecchi) ed altre due, o tre, se si considera che la parabola dei Talenti e la parabola delle mine sono essenzialmente due diverse trascrizioni della stessa storia, appaiono sia in Matteo che in Luca.

Le parabole presenti nel Vangelo secondo Marco, eccetto due molto brevi, proprie del solo Marco, sono citate anche nel vangelo di Matteo o in quello di Luca, oppure da entrambi; questa è una delle osservazioni su cui si basa la teoria delle due fonti per l'origine dei vangeli, che ipotizza la presenza della fonte Q.

Tra i vangeli apocrifi, il Vangelo di Tommaso riporta, tra le altre parabole in comune con i vangeli sinottici, due parabole non attestate altrimenti: la parabola della giara vuota e la parabola dell'assassino, entrambe considerate detti autentici di Gesù da alcuni studiosi.[2]

Caratteristiche delle parabole di GesùModifica

Il termine parabola deriva dal greco “parabolé” che significa letteralmente “comparazione e similitudine”. È un racconto didascalico che differisce da mito, allegoria e favola. È un modo di esprimersi che utilizza esempi concreti ed è basato sul paragone tra due situazioni: una nota e una non nota. Ha lo scopo di illustrare in modo semplice concetti complessi, favorendo una comprensione immediata. Ma ha pure l'intento di consentire il passaggio degli ascoltatori da un modo, per loro abituale, di capire e di interpretare le parole espresse e gli eventi narrati, a una nuova modalità estranea e inusuale. Generalmente, le parabole sono incentrate su uno o più tra questi temi: la venuta del Regno dei Cieli, le caratteristiche di Dio, questioni inerenti alla moralità e alla giustizia. Sul piano della forma letteraria, gli elementi che caratterizzano tutte le parabole sono: sintesi, immediatezza e incisività. Le parabole come forma narrativa sono attestate anche nella letteratura rabbinica coeva ali inizi del Cristianesimo. In ebraico la parabola è detta משל (IPA /ma'ʃal/), lett. "esempio". Gli studi scientifici che, in epoca moderna, hanno configurato la comprensione predominante, classica, delle parabole neotestamentarie sono riconducibili al tedesco Adolf Jülicher (1857-1938); per decenni si è ritenuto che la sua opera epocale Die Gleichnisreden Jesu (volume 1, Freiburg 1886; volume 2, Freiburg 1899; entrambi riediti nel 1910) fosse la parola ultima e definitiva sull'argomento. Naturalmente altri studiosi hanno comunque fornito il loro contributo alla comprensione e all'esegesi delle parabole del Nuovo Testamento; fra questi va ricordato senz'altro, per esempio, Joachim Jeremias (1900-1979). È soltanto di recente, però, che una équipe di studiosi, prevalentemente giovani e tutti di area tedesca, riuniti attorno a Ruben Zimmermann, ha deciso di cimentarsi nella ricerca di nuove vie nell'interpretazione delle parabole, dischiudendo prospettive finora rimaste inesplorate[3].

Elenco delle parabole presenti nei vangeli canoniciModifica

Parabole comuni ai tre vangeli sinotticiModifica

Il seminatoreModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola del seminatore.
« Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava una parte del seme, cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono. [...] Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta »   (Matteo 13,1-9.18-23)

La parabola è presente in tutti i tre vangeli sinottici, Marco 4,1-20 e Luca 8,5-15, e nel Vangelo di Tommaso 9.

Il granello di senapeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola del granello di senape.

La parabola è presente in tutti i tre vangeli sinottici: in Matteo 13,31-32, in Marco 4,30-32 e in Luca 13,18-19. È presente anche nel Vangelo di Tommaso 20,2-4.

« Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senape, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami »   (Matteo 13,31-32)

I vignaioli omicidiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola dei vignaioli omicidi.
« C'era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l'affidò a dei vignaioli e se ne andò. Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l'altro lo uccisero, l'altro lo lapidarono [...] »   (Matteo 21,33-44)

La parabola è presente anche in Marco 12,1-12 e Luca 20,9-18

Il ficoModifica

« quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle porte. [...] »   (Matteo 24,32-35)

La parabola è presente anche in Marco 13,28-29 e in Luca 21,29-33.

La luceModifica

« Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli. »   (Matteo 5,14-16)

È conosciuta anche come la parabola della lucerna ed è presente anche in Marco 4,21-23 e in Luca 8,16-18.

La toppa sul vestito e il vino nuovoModifica

« Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore. Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il vino si versa e gli otri van perduti. Ma si mette vino nuovo in otri nuovi, e così l'uno e gli altri si conservano. »   (Matteo 9,16-17)

La parabola è presente anche in Marco 2,21-22 e Luca 5,36-39

Parabole comuni a Marco e Luca o MatteoModifica

I servi che veglianoModifica

« È come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare.[...] »   (Marco 13,33-37)

La parabola è presente anche in Luca 12,35-40.

Il servo fedele o infedeleModifica

«  Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l'incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto? [...] »   (Matteo 24,45-51)

La parabola è presente anche in Luca 12,42-48.

Il lievitoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola del lievito.
« Disse loro una parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito di una donna che lo prende e lo nasconde in tre misure di farina, finché la pasta sia tutta lievitata». »   (Matteo 13,33-35)
« E di nuovo disse: «A che cosa paragonerò il regno di Dio? Esso è simile al lievito che una donna ha preso e mescolato in tre misure di farina, finché sia tutta lievitata». »   (Luca 13,20-21)

La parabola è presente anche nel Vangelo di Tommaso, 96:

«Gesù disse: «Il regno del padre è simile ad una donna; prese un po' di lievito e lo nascose nell'impasto e ne fece grandi pani. Chi ha orecchie ascolti».»

Secondo il Jesus Seminar questo è uno dei detti autentici di Gesù; in particolare le versioni del Vangelo secondo Luca e del Vangelo secondo Matteo sono state giudicate autentiche con una certezza dell'83%, quella del Vangelo di Tommaso con una certezza del 65%.

La pecora smarritaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola della pecora smarrita.
« Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta? Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. »   (Matteo 18,12-14)

La parabola è presente anche nel Vangelo secondo Luca (15,1-7) e nel Vangelo di Tommaso (107).

Il banchetto di nozzeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola del banchetto di nozze.
« Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma non vollero venire.[...] »   (Matteo 22,1-14)

La parabola è presente anche nel Vangelo secondo Luca 14,16-24 e nel Vangelo di Tommaso 64.

I talenti/Le mineModifica

 
Illustrazione della parabola dei talenti, da una tavola del 1712. Due servi presentano i loro talenti mentre l'altro scava per dissotterrare il proprio.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola dei talenti.
« Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. [...] »   (Matteo 25,14-30)

Nel vangelo di Luca è presente una parabola molto simile sulle mine 19,12-27. I talenti e le mine sono delle antiche monete.

Parabole caratteristiche del Vangelo di MatteoModifica

Il tesoro nascostoModifica

« Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo »   (Matteo 13,44)

La parabola è presente anche nel Vangelo di Tommaso, detto 109.

La perlaModifica

 
Illustrazione della parabola della perla preziosa, di John Everett Millais da Parables of our lord (1864)
« Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra »   (Matteo 13,45-46)

La parabola è presente anche nel Vangelo di Tommaso, detto 76.

La reteModifica

« Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. »   (Matteo 13,47-50)

La parabola è presente anche nel Vangelo di Tommaso, detto 8.

Lo scribaModifica

« Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. »   (Matteo 13,51-52)

Il servo senza pietàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola del servo senza pietà.
« il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi [...] Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? [...] »   (Matteo 18,23-35)

I lavoratori della vignaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola dei lavoratori della vigna.
« Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna [...] Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi. »   (Matteo 20,1-16)

I due figliModifica

« Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, va' oggi a lavorare nella vigna; ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò. Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. »   (Matteo 21,28-32)

Sale della terraModifica

« Voi siete il sale della terra; se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? Serve ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. »   (Matteo 5,13)

La zizzaniaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola della zizzania.
« [...] Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio. »   (Matteo 13,24-30.36-43)
 
Le Dieci Vergini, dipinto di Peter von Cornelius

La vigilanzaModifica

« Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà. »   (Matteo 24,42-44)

Le dieci verginiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola delle dieci vergini.
« Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; [...] »   (Matteo 25,1-13)

Le pecore e i capriModifica

« Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. [...] »   (Matteo 25,31-46)

Parabole caratteristiche del vangelo di MarcoModifica

Il seme che germoglia da soloModifica

« Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorme o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. [...] »   (Marco 4,26-29)

Parabole caratteristiche del vangelo di LucaModifica

Il creditore e i due debitoriModifica

« Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più? »   (Luca 7,41-47)
 
Illustrazione della parabola del buon samaritano

Il buon SamaritanoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola del buon samaritano.
« Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. [...] Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. [...] »   (Luca 10,25-37)

L'amico importunoModifica

« Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: -Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti; [...] »   (Luca 11,5-8)

Il ricco stoltoModifica

« Disse poi una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio». »   (Luca 12,16-21)

È conosciuta anche come la parabola dell'avaro.

Il fico sterileModifica

« Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest'anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai. »   (Luca 13,6-9)

L'ospite umileModifica

« Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro una parabola: Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. Invece quando sei invitato, va' a metterti all'ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato. »   (Luca 14,7-11)

Il costo del discepolatoModifica

« Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la pace. Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo. »   (Luca 14,28-33)

La moneta smarritaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola della moneta smarrita.
« Quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta. Così, vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte. »   (Luca 15,8-10)
 
Il ritorno del figliol prodigo, in un dipinto di Rembrandt. Si nota l'immagine del padre come un uomo con la mano sinistra maschile e la destra femminile

Il figlio perso e ritrovatoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola del figlio prodigo.
« Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre.

Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato». »   (Luca 15,11-32)

È conosciuta anche come la parabola del figlio prodigo e del padre misericordioso.

Il fattore infedeleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola del fattore infedele.
« C'era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore [...] »   (Luca 16,1-13)

È conosciuta anche come la parabola dell'amministratore disonesto.

Lazzaro e il ricco EpuloneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola di Lazzaro e del ricco Epulone.
« C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco [...] »   (Luca 16,19-31)

La vedova insistenteModifica

« C'era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi »   (Luca 18,1-8)

Il fariseo e il pubblicanoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola del fariseo e del pubblicano.
« Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano [...] chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato. »   (Luca 18,9-14)
 
Illustrazione della parabola del buon pastore. Ravenna, mausoleo di Galla Placidia

Parabole caratteristiche del vangelo di GiovanniModifica

Il buon pastoreModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Pericope del Buon Pastore.
« [...] Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore.[...] »   (Giovanni 10,1-16)

La vite e i tralciModifica

« Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.[...] »   (Giovanni 15,1-8)

Elenco delle parabole presenti nei vangeli non canoniciModifica

La giara vuotaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola della giara vuota.

È riportata soltanto dal Vangelo di Tommaso.

«Gesù disse: "Il regno del padre è come una donna che stava trasportando una giara piena di cibo. Mentre stava camminando sulla strada, ancora distante da casa, il manico della giara si ruppe e il cibo cadde dietro di lei sulla strada. Lei non se ne accorse; non aveva notato il problema. Quando giunse a casa sua, appoggiò la giara a terra e la trovò vuota".»

(Vangelo di Tommaso, 97)

L'assassinoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parabola dell'assassino.

È riportata soltanto dal Vangelo di Tommaso.

«Gesù disse: "Il regno del padre è come un uomo che voleva uccidere un uomo potente. Nella sua casa estrasse la spada e la conficcò nel muro per scoprire se la sua mano potesse compire l'azione. Poi uccise l'uomo potente".»

(Vangelo di Tommaso, 98)

Sinossi delle paraboleModifica

Parabola Vangelo secondo Matteo Vangelo secondo Marco Vangelo secondo Luca Vangelo secondo Giovanni Altre fonti
Parabola del figlio prodigo 15,11-32
Parabola del seminatore 13,3-23 4,1-20 8,5-15 Vangelo di Tommaso
Parabola dei talenti 25,14-30 19,11-27
Parabola dei vignaioli omicidi 21,33-46 12,1-11 12,35-48
Parabola del granello di senape 13,31-32 4,30-32 13,18-19 Vangelo di Tommaso
Parabola del lievito 13,33 13,20-21 Vangelo di Tommaso
Parabola del buon samaritano 10,25-37
Parabola del fico che germoglia 24,32-36 13,28-32 21,29-33
Parabola del fico sterile 13,6-9
Parabola del fattore infedele 16,1-8
Parabola dei lavoratori della vigna 20,1-16
Parabola dei due figli 21,28-31
Parabola delle dieci vergini 25,1-12
Parabola della pecora smarrita 18,12-14 15,4-7 Vangelo di Tommaso
Parabola della moneta smarrita 15,8-10
Parabola della lampada coperta 5,14-16 4,21-23 8,16-18
Parabola della zizzania 13,24-30
Parabola del servo senza pietà 18,23-35
Parabola del fariseo e del pubblicano 18,9-14
Parabola di Lazzaro e del ricco Epulone 16,19-31
Parabola dell’ospite umile 14,7-11
Parabola del banchetto di nozze 22,1-14 14,16-24 Vangelo di Tommaso
Parabola del buon pastore 10,1-16
Parabola del seme che cresce 4,26-29
Parabola del tesoro nascosto 13,44 Vangelo di Tommaso
Parabola della perla 13,45 Vangelo di Tommaso
Parabola dello scriba 13,51-52
Parabola della rete 13,47-50 Vangelo di Tommaso
Parabola del sale della terra 5,13
Parabola delle pecore e dei capri 25,31-46
Parabola del ricco stolto 12,16-21
Parabola dell’amico importuno 11,5-13
Parabola della vedova insistente 18,1-8
Parabola del chicco di grano 12,24
Parabola della vite e dei tralci 15,1-8
Parabola dei servi che vegliano 13,33-37 12,35-40
Parabola della vigilanza 24,42-44
Parabola dei servi fedeli 24,45-51 12,42-48
Parabola dei due debitori 7,41-43
Parabole del vestito e del vino nuovo 9,16-17 2,21-22 5,36-39
Parabole della costruzione della torre e della conduzione della guerra 14,25-33
Parabola degli amici dello sposo 9,15 2,19-20 5,34-35
Parabola del regno diviso 12,24-28 3,22-26 11,14-20
Parabola dell'uomo forte 12,29 3,27 11,21-22
Parabola dei fanciulli in piazza 11,16-17 7,31-32
Parabola delle due case 7,24-27 6,46-49
Parabola dell'assassino Vangelo di Tommaso
Parabola della giara vuota Vangelo di Tommaso

NoteModifica

  1. ^ Aldo Gabrielli, Lemma "Parabola", in Il grande italiano 2008. Vocabolario della lingua italiana., Padova, Hoepli (La Biblioteca di Repubblica-l'Espresso), 1º Agosto 2007, ISBN 97711286090487001ISBN non valido (aiuto).
  2. ^ The Five Gospels: The Search for the Authentic Words of Jesus (1993) Polebridge Press (Macmillan), ISBN 0-02-541949-8.
  3. ^ Il precipitato dei lavori di questa équipe è stato pubblicato in Ruben Zimmermann (ed.), Kompendium der Gleichnisse Jesu, in Zusammenarbeit mit Detlev Dormeyer, Gabi Kern, Annette Merz, Christian Münch, Enno Edzard Popkes, Gütersloher Verlagshaus, Gütersloh 2007 (trad. it., Compendio delle parabole di Gesù, edizione italiana a cura di Flavio Dalla Vecchia, Queriniana, Brescia 2011).

Bibliografia generaleModifica

  • Jeremias Joachim, Le parabole di Gesù, Paideia, Brescia 1973.
  • Eta Linnemann, Le parabole di Gesù. Introduzione e interpretazione, Queriniana, Brescia 1982, 19912
  • Luise Schottroff, Le parabole di Gesù, Queriniana, Brescia 2007
  • Ruben Zimmermann (ed.), Compendio delle parabole di Gesù, In collaborazione con D. Dormeyer, G. Kern, A. Merz, Chr. Münch, E.E. Popkes; edizione italiana a cura di F. Dalla Vecchia, Queriniana, Brescia 2011

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