Paradigma (linguistica)

In grammatica, il termine paradigma ha solitamente due accezioni distinte. Può indicare:[1]

  • un modello di declinazione o di coniugazione, presentato solitamente dai manuali di studio attraverso una parola esemplificativa che lo segue;
  • un insieme ridotto di forme verbali fondamentali, la cui conoscenza permette di coniugare il verbo in tutte le altre forme.

Lingue classicheModifica

In latino, il paradigma è composto da quattro forme:

  1. prima e seconda persona singolare dell'indicativo presente attivo
  2. prima persona singolare dell'indicativo perfetto attivo (passato remoto)
  3. supino attivo (gerundio)
  4. infinito presente attivo

Bella ragazzi Per esempio, il paradigma di scribo (scrivere) è: scribo, scribis, scripsi, scriptum, scribere (scrivo, scrivi, scrissi, scritto, scrivere). Oppure, "portare": fero, fers (1^ e 2^pers.invdicat.pres.), tuli (1^ pers.pass.rem.), latum (supino, gerundio), ferre (infinito); "andare": eo, is, ivi (oppure ii), itum, ire.

In greco (ellenistico), il paradigma è composto da sette forme, indicate convenzionalmente in questo ordine:

  1. prima persona dell'indicativo presente attivo
  2. prima persona dell'indicativo futuro attivo
  3. prima persona dell'indicativo aoristo attivo
  4. prima persona dell'indicativo perfetto attivo
  5. prima persona dell'indicativo perfetto medio-passivo
  6. prima persona dell'indicativo aoristo passivo
  7. prima persona dell'indicativo futuro passivo

Per esempio, il paradigma di λύω (luo, "sciogliere") è: λύω, λύσω, ἔλυσα, λέλυκα, λέλυμαι, ἐλύθην, λυθήσομαι.

IngleseModifica

In inglese, il paradigma (usato per i soli verbi irregolari) è composto da tre forme:

  1. infinito (senza to)
  2. past simple
  3. past participle

Per esempio, il paradigma di to sing ("cantare") è: sing, sang, sung.

NoteModifica

  1. ^ Scheda su treccani.it.

Collegamenti esterniModifica

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