Partito Comunista Messicano

Partito Comunista Messicano
(ES) Partido Comunista Mexicano
Emblema PCM Mexico.svg
SegretarioArnoldo Martínez Verdugo
StatoMessico Messico
SedeCittà del Messico
AbbreviazionePCM
Fondazione1917
Dissoluzione1981
Confluito inPartito Comunista del Messico
IdeologiaComunismo
Marxismo-Leninismo
Nazionalismo rivoluzionario
CollocazioneEstrema sinistra

Il Partito Comunista Messicano in (spagnolo: Partido Comunista Mexicano, abbreviato PCM) è stato un Partito politico in Messico.

StoriaModifica

Il partito è stato fondato nel 1917 come Partito Socialista dei Lavoratori (Partido Socialista Obrero, PSO) da Manabendra Nath Roy, un indo-bengalese di sinistra. Il PSO cambiò la sua denominazione in Partito Comunista Messicano nel novembre del 1919, in seguito alla rivoluzione d'ottobre in Russia. Il partito fu messo al bando nel 1925 e rimase illegale fino al 1935, quando fu reso di nuovo legale durante la presidenza di Lázaro Cárdenas del Río, uomo di sinistra. Il PCM vide nell'ala di sinistra del regime nazionalista emersa dalla rivoluzione messicana una forza progressista da sostenere, inclusi Cárdenas e i suoi alleati.[1] Alla fine, il Partito Comunista scomparve dopo aver sostenuto il Partito della Rivoluzione Democratica, un partito scissosi dal Partito Rivoluzionario Istituzionale guidato dal figlio di Cárdenas, Cuauhtémoc Cárdenas.

NoteModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN135802579 · ISNI (EN0000 0000 9258 2853 · LCCN (ENn80146391 · GND (DE5034256-3 · WorldCat Identities (ENn80-146391