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Partito Comunista di Grecia

Partito politico ellenico
Partito Comunista di Grecia (KKE)
(EL) Κομμουνιστικό Κόμμα Ελλάδας
(Kommounistikó Kómma Elládas)
Logo of the Communist Party of Greece.svg
LeaderDimitris Koutsoumpas
StatoGrecia Grecia
Sede145 Leof. Irakliou,
142 31 Atene (Nea Ionia)
AbbreviazioneKKE
Fondazione4 novembre 1918
IdeologiaComunismo[1]
Marxismo-leninismo[2]
Antirevisionismo[2]
Euroscetticismo[3]
CollocazioneEstrema sinistra[4]
Gruppo parl. europeoNon Iscritti
Affiliazione internazionaleIniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d'Europa
Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai
Seggi Parlamento Ellenico
15 / 300
 (2019)
Seggi Parlamento europeo
2 / 21
 (2019)
Seggi Periferie della Grecia
42 / 725
Organizzazione giovanileGioventù Comunista di Grecia[5]
Sito webinter.kke.gr

«Il KKE è l'unico partito in Grecia che si è opposto al Trattato di Maastricht e all'allargamento dell'Unione Europea, che considera alla stregua di una mera unione di capitale europeo sotto l'influenza di tre o quattro grandi potenze, con la Germania in un ruolo di primo piano.»

(sito ufficiale)

Il Partito Comunista di Grecia (in greco: Κομμουνιστικό Κόμμα Ελλάδας, Kommounistiko Komma Elladas; IPA: [komunistiˈko ˈkoma eˈlaðas]), meglio conosciuto con l'acronimo di KKE (pronunciato spesso dai Greci kappa-kappa-epsilon o ku-ku-eh) è un partito politico greco d'ispirazione marxista-leninista. Si pone come obiettivo l'abbattimento della società capitalista e l'instaurazione del comunismo. Il KKE è anti-imperialista ed euroscettico e sostiene la necessità di uscire dalla NATO, dall'Euro e dall'Unione europea, organizzazioni intese come rappresentazione degli interessi del capitalismo.

È il più vecchio partito sulla scena politica greca: infatti venne fondato il 4 novembre 1918 con la denominazione di Partito Socialista del Lavoro di Grecia[6]. Il KKE rivendica l'esperienza del socialismo attuato in Unione Sovietica anche sotto la guida di Stalin, considerando invece revisionista e corresponsabile del crollo dell'URSS la dirigenza sovietica da Nikita Chruščëv in poi.

StoriaModifica

Dalla fondazione alla proibizioneModifica

 
L'iscrizione recita: "In questo edificio ebbe luogo il primo congresso fondativo del Partito Comunista di Grecia (SEKE KKE)"

Il partito venne fondato il 4 novembre 1918 con il nome di SEKE (ΣEKE: Σοσιαλιστικό Εργατικό Κόμμα Ελλάδας = Partito Socialista del Lavoro di Grecia) da Abraham Benaroya[7]. Il primo Comitato centrale era composto da N. Dimitratos, D. Ligdopoulos, M. Sideris, A. Arvanitis e S. Kokkinos. La fondazione del KKE è il risultato politico degli oltre 60 anni di lotte di piccoli gruppi anarchici, socialisti e comunisti che, seguendo l'esempio della Comune di Parigi, si proponevano come obiettivi immediati l'aumento dei salari, l'introduzione del giorno lavorativo di 8 ore in Grecia e la formazione di organizzazioni sindacali[8].

Con il suo secondo Congresso, la SEKE decise di aderire alla Terza Internazionale e prese il nome di SEKE-K (ΣEKE-K: Σοσιαλιστικό Εργατικό Κόμμα Ελλάδας-Κομμουνιστικό = Partito Socialista del Lavoro di Grecia-Comunista)[9][10]. Il nuovo comitato centrale era composto da N. e P. Dimitratos, Y. Kordatos, G. Doumas e M. Sideris.

Nel corso del terzo Congresso straordinario (1924), il SEKE-K divenne KKE e adottò il marxismo-leninismo e il centralismo democratico. La messa al bando da parte del dittatore Metaxas nel 1936 fece sì che il KKE fosse già in clandestinità quando la Grecia fu invasa dall'Italia fascista e fu così coinvolta nella seconda guerra mondiale[11]. Il Partito Comunista di Grecia fu proibito, salvo rari e brevi periodi, fino al 1974[12].

Seconda guerra mondiale e guerra civileModifica

 
Memoriale per l'EAM, il fronte nazionale di liberazione greco che riuscì a scacciare i nazifascisti dal territorio greco.

La ResistenzaModifica

Nel corso della seconda guerra mondiale, il KKE controllava il principale movimento di resistenza, l'EAM[13] (Εθνικό Απελευθερωτικό Μέτωπο = Fronte nazionale di liberazione greco). Regioni molto vaste furono liberate nel corso della lotta e non furono più controllate dagli invasori italiani e tedeschi ma amministrate dall'EAM. Qui, nonostante l'egemonia dei comunisti, le idee socialiste non furono imposte; non vi fu né la riforma agraria né la collettivizzazione dei mezzi di produzione.

Fu invece attuata una forma di larga autonomia amministrativa, che proseguiva anche la tradizione greca fin dai tempi dell'Impero ottomano e si legava alla tradizionale sfiducia dei greci nei confronti del potere centrale. In tal modo il KKE tentava un esperimento di larga democrazia decentrata, giustificato dalle esigenze della guerra (quando il potere centrale era nelle mani dell'occupante) ma lontano dalla centralizzazione del comunismo staliniano[14].

«Le lezioni tratte dalla vittoria antifascista sono vitali per la lotta rivoluzionaria. La fine della guerra ha portato un'ondata di trasformazioni socialiste. Tuttavia nell'Europa occidentale, Grecia inclusa, i comunisti non sono riusciti ad elaborare una strategia per trasformare la lotta per la liberazione in lotta per il potere.»

(Aleka Paparīga, leader del partito[15])

La guerra civileModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra civile greca.
 
Simbolo dell'Esercito Democratico Greco, esercito formato dal KKE durante la guerra civile.[16].

Molto importante nella resistenza al nazismo e al fascismo[17], il KKE non poteva accettare il ritorno di un regime monarchico e reazionario, appoggiato e protetto da britannici e statunitensi; tanto più se si considera che quel governo monarchico aveva trascorso tutta la guerra in esilio, lontano dall'evoluzione della realtà greca. D'altra parte gli occidentali non potevano accettare un forte Partito comunista in Grecia.

Si deve anche considerare che nel corso della Conferenza di Teheran (novembre-dicembre 1943) Churchill e Stalin avevano deciso il destino della Polonia e della Grecia: l'una nel blocco filosovietico, l'altra in quello occidentale. Tutto ciò condusse ad una dura e sanguinosa guerra civile. Essa durò fino al 1949, con particolari caratteri di largo appoggio popolare (perfino da parte della Chiesa Ortodossa Greca) e di grande moderazione nell'attuazione delle riforme socialiste, come la socializzazione dei beni.

Al termine della guerra civile moltissimi comunisti greci si rifugiarono nei paesi del campo socialista per sfuggire alla repressione e alle condanne[18]. Infatti la repressione contro il KKE non si fermò con la fine della guerra civile e migliaia di militanti e quadri dirigenti furono torturati o assassinati come Nikos Beloyannis, uno dei leader del partito, che fu arrestato, torturato e giustiziato nel 1952[19][20].

«Oltre 65.000 comunisti e altri combattenti e sostenitori del Fronte o dell'Esercito di Liberazione, EAM e DSE, sono stati costretti a lasciare la Grecia e cercare rifugio nei paesi socialisti (circa 20.000 di loro sono stati privati della cittadinanza); oltre 40.000 sono stati spediti in prigionia o nei campi di concentramento come Makronnissos. Le esecuzioni dei combattenti della resistenza continuarono fino al 1955 (se ne contano almeno 5.000, tra cui quella di Nikos Belogiannis, membro dell'Ufficio Politico del KKE). La monarchia venne restaurata con un regime reazionario i cui tratti caratteristici erano la sottomissione all'imperialismo anglo-americano, la repressione della sinistra, la cattiva gestione economica, il fallimento politico e culturale.»

(Breve storia del Partito Comunista di Grecia)

ScissioniModifica

Durante la Dittatura dei colonnelli, il KKE si scisse in due. Alcuni militanti condannarono la violenta repressione della Primavera di Praga. Si avvicinarono dunque alla linea del cosiddetto eurocomunismo, i cui maggiori rappresentanti erano i comunisti italiani; molti militanti comunisti greci, peraltro, vivevano in esilio in Italia e avevano stretti rapporti con il PCI. Questo gruppo prese il nome di KKE dell'interno[21][22] ("ΚΚΕ εσωτερικού") e chiamarono ironicamente KKE dell'esterno quelli che continuavano a obbedire a Mosca. Gli eredi del KKE-interno costituirono nel 1991 il movimento Coalizione della Sinistra, dei Movimenti e dell'Ecologia, oggi confluito nella Coalizione della Sinistra Radicale (SYRIZA).

LegalizzazioneModifica

 
Un meeting del KKE nel Pireo
 
Manifesto del partito

Nel 1974, Konstantinos Karamanlis legalizzò il Partito comunista greco. Esso entra a far parte ufficialmente dell'EDA (Ενιαία Δημοκρατική Αριστερά), Unione Democratica della Sinistra, che aveva già sostenuto durante la proibizione e la clandestinità. Da allora e fino al 1989 il KKE ebbe intorno al 10% dei voti nelle elezioni politiche.

Nel 1989 il KKE entrò in una larga coalizione di sinistra, la Coalizione della Sinistra, dei Movimenti e dell'Ecologia (Συνασπισμός της Αριστεράς και της Προόδου): Synaspismos che costituiva anche il tentativo di riconciliazione tra il KKE e il KKE dell'interno. Il Synaspismos entrò in un governo con il partito di destra Nea Dimokratia, pur di impedire al PASOK di Andreas Papandreou (accusato di corruzione[23]) di restare al potere. Ciò non fu accettato da molti elettori, che smisero di votare il KKE e il Synaspismos.

Dopo il 1993 i voti precipitarono intorno al 6% per poi risalire all'8% circa; con questi consensi, resta il terzo partito del Parlamento Greco.

Il KKE e l'EuropaModifica

Il KKE si è battuto contro l'ingresso della Grecia nella Comunità europea (ora Unione europea) ed ha anche chiamato al voto contro il Trattato di Maastricht e l'allargamento dell'Unione[24]. In occasione del 3º congresso della Sinistra europea, tenutosi a Parigi dal 3 al 5 dicembre 2010, ha espresso una posizione nettamente critica alla stessa esistenza di un partito europeo, auspicando per converso «il rafforzamento della cooperazione su un piano paritario tra partiti comunisti e operai in Europa, sulla base del marxismo-leninismo e dell'internazionalismo proletario, indipendentemente dai termini e dalle condizioni fissate dall'UE»[25]. Proprio per questo il KKE si è successivamente distaccato dalla Sinistra Europea e ha contribuito alla creazione dell'Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d'Europa.

Il KKE oggiModifica

Periodo dal 2004 - 2009Modifica

Alle Elezioni parlamentari in Grecia del 2004 il KKE ottiene 12 seggi[26]. Alle elezioni legislative del settembre 2007, il KKE ha superato l'8% dei voti e ottenendo 22 deputati, confermandosi così il terzo partito di Grecia[27].

 
Il parlamento greco nel 2007: in rosso i seggi del KKE.


Alle elezioni anticipate del 2009, il KKE ha ottenuto oltre l'8% dei voti, confermando il trend di crescita degli ultimi anni e ottenendo 21 seggi[28].

 
Il parlamento greco nel 2009: in rosso i seggi del KKE.

Le amministrative del 2010Modifica

Nelle amministrative del 2010, il KKE ha ottenuto una forte affermazione, raggiungendo una media di consensi dell'11%.[29]

Le elezioni politiche del 2012Modifica

Il KKE partecipa alle Elezioni parlamentari in Grecia del maggio 2012, ottenendo l'8,5% dei voti: ciò gli consente di avere 26 seggi sui 300 totali. Il partito, fortemente euroscettico, non accetterà di entrare in coalizione né con Nuova Democrazia né con il PASOK, e neppure con SYRIZA[30][31][32][33]. Alle Elezioni parlamentari in Grecia del giugno 2012 il KKE ottiene il 4,5% dei consensi, facendo perdere al partito 14 seggi, mantenendone 12 al Parlamento Ellenico. Il KKE non entrerà nel governo di unità nazionale di Antōnīs Samaras, formato da ND, PASOK e DIMAR[34].

 
Composizione attuale (Giugno 2012) del Parlamento Ellenico[35]: GOVERNO

     Nuova Democrazia: 129 seggi

     Movimento Socialista Panellenico: 33 seggi (appoggio esterno)[36]

     Sinistra Democratica: 17 seggi (appoggio esterno)[37]

OPPOSIZIONE UFFICIALE

     Coalizione della Sinistra Radicale: 71 seggi

ALTRA OPPOSIZIONE

     Greci Indipendenti: 20 seggi

     Partito Comunista Greco: 12 seggi

     Alba Dorata: 18 seggi

Le elezioni politiche del 2015Modifica

Con la mancata elezione dell'ex commissario europeo Stavros Dimas come Presidente della Repubblica di Grecia, cade il Governo di coalizione Nd-Pasok presieduto da Antōnīs Samaras ed il Paese torna alle elezioni anticipate a gennaio 2015.

Le elezioni sono vinte da SYRIZA che ottiene il 36% pari a 149 seggi senza pero la maggioranza assoluta. Il KKE ottiene il 5,5% pari a 15 deputati e nonostante sia in calo rispetto al 6,1% delle Europee 2014 diventa quinto partito del Paese dietro a Il Fiume, partito di centrosinistra europeista alla sua prima elezione politica. Nonostante sia dato in predicato di entrare nel Governo presieduto da Alexīs Tsipras per una alleanza tra SYRIZA e KKE decide di rimanere all'opposizione mentre Tsipras formerà un esecutivo con gli indipendentisti greci di destra di ANEL.

Dopo le dimissioni di Alexīs Tsipras da Primo Ministro, il Paese si avvia ad elezioni anticipate in settembre. Il KKE consolida il suo 5,6% con 301.632 voti, risultando il quinto partito.

Rapporti internazionaliModifica

Il KKE ha rapporti con molti partiti comunisti dell'area marxista-leninista, come ad esempio il Partito Comunista di Cuba ed il Partito Comunista del Venezuela. Inoltre intrattiene rapporti regolari con le FARC-EP[38] In Italia ha come referente il Partito Comunista[39], che anche grazie all’inclusione del simbolo del corrispettivo ellenico nel proprio contrassegno ha potuto presentarsi alle elezioni europee del 2019 senza bisogno di raccogliere firme[40].

Risultati elettorali (1990-2019)Modifica

Anno Tipo di elezioni Voti % Seggi Note Fonte
1990
  Parlamentari (Parlamento Ellenico)
677 059
10,3%
19 / 300
Partito di opposizione
1
1993
  Parlamentari (Parlamento Ellenico)
313 087
4,5%
9 / 300
Partito di opposizione
2
1994
  Europee (Parlamento europeo)
410 741
6,29%
2 / 25
3
1996
  Parlamentari (Parlamento Ellenico)
380 167
5,61%
11 / 300
Partito di opposizione
4
1999
  Europee (Parlamento europeo)
557 365
8,67%
3 / 25
5
2000
  Parlamentari (Parlamento Ellenico)
379 517
5,53%
11 / 300
Partito di opposizione
6
2004
  Parlamentari (Parlamento Ellenico)
436 573
5,90%
12 / 300
Partito di opposizione
7
2004
  Europee (Parlamento europeo)
580 396
9,48%
3 / 24
8
2007
  Parlamentari (Parlamento Ellenico)
583 815
8,15%
22 / 300
Partito di opposizione
9
2009
  Europee (Parlamento europeo)
425 963
8,35%
2 / 22
2009
  Parlamentari (Parlamento Ellenico)
517 154
7,54%
21 / 300
Partito di opposizione
2012-I
  Parlamentari (Parlamento Ellenico)
536 072
8,48%
26 / 300
Nessuna maggioranza presente in Parlamento; vengono indette nuove elezioni[41]
2012-II
  Parlamentari (Parlamento Ellenico)
277 122
4,50%
12 / 300
Partito di opposizione
2014
  Europee (Parlamento europeo)
349 255
6,11%
2 / 21
2015-I
  Parlamentari (Parlamento Ellenico)
338,138
5,50%
15 / 300
Partito di opposizione
2015-II
  Parlamentari (Parlamento Ellenico)
301,632
5,60%
15 / 300
Partito di opposizione
2019
302.677
5,35%
2 / 21

_________________________

• - Partecipazione alle elezioni nella coalizione Synaspismós
† - Alle elezioni europee del 1994 e del 1999 i Parlamentari Europei spettanti alla Grecia erano in totale 25. In seguito, alle elezioni europee del 2004, il numero di parlamentari da eleggere scende a 24. Alle elezioni del 2009 viene applicato il Trattato di Lisbona che riduce ulteriormente il numero di Parlamentari Europei spettanti alla Grecia a 22.

NoteModifica

  1. ^ (EN) GREECE, su Parties and Elections in Europe. URL consultato il 10 febbraio 2013.
  2. ^ a b The slanders will not succeed, su Inter.kke.gr, 12 maggio 2017.
  3. ^ (EN) Daphne Halikiopoulou, Kyriaki Nanou, Sofia Vasilopoulou, The paradox of nationalism: The common denominator of radicalright and radical left euroscepticism, su European Journal of Political Research, 2012. URL consultato il 10 febbraio 2013.
  4. ^ (EN) P. Nikiforos Diamandouros, Richard Gunther, Parties, Politics, and Democracy in the New Southern Europe, su books.google.it, JHU Press, 2001, p.59.
  5. ^ Κομμουνιστική Νεολαία Ελλάδος - Αρχική
  6. ^ (IT) Aldo Agosti, Luciano Marrocu, Claudio Natoli, Leonardo Rapone, Enciclopedia della sinistra europea nel XX secolo, Editori Riuniti, 2000, ISBN 9788835949169
  7. ^ (EN) Historiko Archeio tou Hypourgeiou Exōterikōn (Greece), Panepistēmio Athēnōn. Tmēma Politikēs Epistēmēs kai Dēmosias Dioikēsēs, Documents on the history of the Greek Jews: records from the historical archives of the Ministry of Foreign Affairs, Kastaniotis Editions, 1998, pag.420
  8. ^ (EL) Οι ρίζες του Ελληνικού Κομμουνιστικού Κινήματος - Roots of the Greek Communist Movement.
  9. ^ (IT) Aldo Agosti, La Terza internazionale: storia documentaria, Volume 3,Parte 2, Editori Riuniti, 1979
  10. ^ Una minoranza di destra contraria all'adesione al Comintern fondò allora il Partito Socialista di Grecia. Cfr. (EN) Julius Braunthal (a cura di), Yearbook of the International Socialist Labour Movement. Vol. I. Londra, Lincolns-Prager International Yearbook Pub. Co, 1957, p. 259.
  11. ^ (EN) Marina Petrakis, The Metaxas myth: dictatorship and propaganda in Greece, London, I.B. Tauris, 2010, ISBN 9781848857810
  12. ^ (IT) Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini, La Grecia contemporanea (1974-2006): un modello di sviluppo politico, economico e sociale, Polistampa, 2007, ISBN 9788859601890
  13. ^ (IT) Paul Hellander, Grecia continentale, EDT srl, 2008, ISBN 9788860402790
  14. ^ (FR) G. Contogeorgis, op. cit., pp. 409-410.
  15. ^ (IT) http://it.kke.gr/news/archive/2005-09-15[collegamento interrotto]
  16. ^ I colori blu e bianco sono quelli della bandiera greca; la lettera delta sta per Δημοκρατία, che in greco significa sia democrazia che repubblica
  17. ^ (IT) Giorgio Vaccarino, Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, La Grecia tra resistenza e guerra civile, 1940-1949, Franco Angeli, 1988, ISBN 9788820426989
  18. ^ (IT) Hervè Basset, Thierry Théault, Atene, Cicladi e Sporadi, p. 35, Touring Editore, 2005, ISBN 9788836531400
  19. ^ (IT) Gian Piero Brunetta, Storia del cinema mondiale, Volume 3, p. 1298, Einaudi, 2000, ISBN 9788806145286
  20. ^ Canzoni contro la guerra - Ο Μπελογιάννης
  21. ^ Una nuova radicalità a sinistra[collegamento interrotto]
  22. ^ Partito Comunista di Grecia - Breve storia del Partito Comunista di Grecia Archiviato il 12 luglio 2012 in Internet Archive.
  23. ^ (EN) Barbara Jelavich, Joint Committee on Eastern Europe, History of the Balkans, Twentieth century, Volume 2, Cambridge University Press, 1983., ISBN 9780521274593
  24. ^ Antonio Cantaro, Europa: politiche, diritti, costituzione. Volume 5 di Democrazia e diritto, p. 84, FrancoAngeli, 2000, ISBN 9788846424969
  25. ^ Lettera del KKE ai partiti comunisti e operai d'Europa Archiviato il 27 dicembre 2010 in Internet Archive.
  26. ^ (EN) http://electionresources.org/gr/vouli.php?election=2004
  27. ^ (EN) http://electionresources.org/gr/vouli.php?election=2007
  28. ^ (EN) http://electionresources.org/gr/vouli.php?election=2009
  29. ^ elezioni regionali e comunali, significativa crescita del KKE, su it.kke.gr. URL consultato il 25 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2010).
  30. ^ (IT) http://www.quotidianamente.net/cronaca/fatti-dallestero/dopo-elezioni-la-grecia-nel-caos-fallito-il-primo-tentativo-di-governo-26987.html[collegamento interrotto]
  31. ^ (IT) Copia archiviata, su articolotre.com. URL consultato l'11 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2014).
  32. ^ (IT) Copia archiviata, su articolotre.com. URL consultato l'11 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2014).
  33. ^ (IT) http://www.repubblica.it/economia/2012/05/11/news/euro_berlino_scarica_la_grecia_nessun_problema_se_atene_esce-34898419/?rss
  34. ^ (IT) http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-06-20/venizelos-grecia-governo-pasok-133908.shtml?uuid=Ab6DuQvF
  35. ^ (EN) http://www.parties-and-elections.eu/greece.html
  36. ^ (IT) http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/20/grecia-samaras-nominato-premier-portera-il-paese-ad-altri-sacrifici/269467/
  37. ^ (IT) http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/7851/ Archiviato il 22 giugno 2012 in Internet Archive.
  38. ^ 15-04-2013 MHNYMA FARC - EP ΓΙΑ ΤΟ 19ο ΣΥΝΕΔΡΙΟ ΤΟΥ ΚΚΕ - YouTube
  39. ^ COMUNICATO CONGIUNTO KKE – CSP | Circolo Comunista Parma
  40. ^ Europee, ok alle liste dei Comunisti di Marco Rizzo senza firme. Precedente che apre a Casapound e Forza Nuova ilfattoquotidiano.it
  41. ^ (IT) http://www.repubblica.it/economia/2012/05/15/news/grecia_niente_accordo-35188692/?ref=HREC1-1
  42. ^ http://ekloges-prev.singularlogic.eu/v2015a/v/public/index.html?lang=en#%7B%22cls%22:%22main%22,%22params%22:%7B%7D%7D, su ekloges-prev.singularlogic.eu. URL consultato il 20 aprile 2018.

BibliografiaModifica

  • (EN) Richard Clogg, A Concise History of Greece., Cambridge University Press, 1992. ISBN 0-521-37830-3
  • (FR) Georges Contogeorgis, Histoire de la Grèce, Coll. Nations d'Europe, Hatier, 1992. ISBN 2-218-03841-2
  • (FR) Apostolos Vacalopoulos, Histoire de la Grèce moderne., Horvath, 1975. ISBN 2-7171-0057-1
  • (EN) Jason Manolopoulos, Greece's 'Odious' Debt: The Looting of the Hellenic Republic by the Euro, the Political Elite and the Investment Community, Anthem Press, 2011, ISBN 978-0-85728-771-7
  • (EN) Richard Clogg, Parties and Elections in Greece, C. Hurst & Co. Publishers, 1987, ISBN 1-85065-040-3
  • (IT) Aldo Agosti, Luciano Marrocu, Claudio Natoli, Leonardo Rapone, Enciclopedia della sinistra europea nel XX secolo, Editori Riuniti, 2000, ISBN 88-359-4916-5

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