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Partito Socialista Democratico Italiano (2004)

partito politico italiano del 2004
Partito Socialista Democratico Italiano
Partito Socialdemocratico.svg
PresidenteGiorgio Carta
SegretarioRenato D'Andria
StatoItalia Italia
SedeVia D. Cimarosa, 3/b - Roma
Fondazione9 gennaio 2004
IdeologiaSocialdemocrazia
Riformismo
Europeismo
Liberalismo sociale
CollocazioneCentro/Centro-sinistra
CoalizioneL'Unione (2006-2008)
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
0 / 315
TestataL'Umanità
ColoriRosso
Sito webNon più attivo

Il Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) è un partito politico italiano fondato nel 2004, ispirato alla storica formazione protagonista in numerosi governi della Prima Repubblica.

StoriaModifica

La rinascitaModifica

Alla fine del 2003 alcuni militanti guidati da Giorgio Carta - impegnatisi inizialmente nei Socialisti Democratici Italiani - scelgono di ripristinare il vecchio simbolo, avviando conseguentemente un tesseramento, culminato qualche mese dopo nella celebrazione del XXIV Congresso Nazionale, scegliendo quindi una numerazione in continuità storica col Partito Socialista Democratico Italiano storico.

Tale procedura viene facilitata dalla Suprema Corte di Cassazione - Ufficio Elettorale Nazionale che, con una sentenza emessa in prossimità delle consultazioni europee, ne attesta la regolarità nonché la continuità giuridica.

Da quel momento si registra l'adesione di vari amministratori locali, eletti lungo tutto il territorio della penisola, accomunati da un evidente riferimento culturale al riformismo laico di Giuseppe Saragat.

I socialdemocratici partecipano quindi alle primarie dell'Unione, nelle quali il partito decide per un convinto sostegno alla candidatura di Romano Prodi quale leader della coalizione di centro-sinistra.

Le elezioni politiche del 2006 e la crisi del 2007Modifica

Alle successive elezioni, il segretario Carta ottiene un posto nelle liste unitarie dell'Ulivo per la Camera dei deputati, nella circoscrizione della Basilicata, risultando il primo dei non eletti in Basilicata, ma conquistando comunque lo scranno parlamentare grazie al cosiddetto "ripescaggio". Iscritto dapprima al Gruppo Parlamentare de L'Ulivo, in seguito alla scelta della costituzione del Partito Democratico nell'agosto 2007 Carta ha comunicato la volontà di continuare a rappresentare il PSDI iscrivendosi al Gruppo Misto.

Al Senato, invece, il PSDI, in virtù dell'accordo politico-organizzativo sottoscritto da Piero Fassino per i Democratici di Sinistra e da Giorgio Carta per i socialdemocratici, presentò soltanto in 10 regioni il proprio simbolo, stringendo in tale occasione una collaborazione con il Nuovo Partito d'Azione, che candidò nelle liste socialdemocratiche alcuni suoi esponenti. Non riescono però in nessuna a superare lo sbarramento del 3% (a livello nazionale il dato è dello 0,2%). Il dato più alto è in Calabria e in Puglia con lo 0,8%.

In seguito alle dimissioni improvvise del segretario nazionale Giorgio Carta, rimesse il 25 novembre 2006, la Direzione Nazionale del 14 dicembre elegge segretario Renato D'Andria.

L'elezione viene però fatta oggetto di contestazione dal gruppo rimasto legato a Carta e che si proclama maggioritario.

D'Andria procede invece a farsi confermare segretario con un congresso celebrato a Fiuggi (26-27-28 gennaio 2007).

Vengono dunque chiamati i tribunali a chiarire su quale sia il PSDI legittimo. In ogni caso, a Carta restano fedeli i 2/3 dei membri della Direzione Nazionale. Intanto il 1º marzo la fazione estromessa da D'Andria si riorganizza come "Associazione Politico Culturale Socialdemocratici Europei".

Il 13 aprile il Tribunale di Roma sospende cautelativamente l'elezione di D'Andria e tutte le sue decisioni da segretario (tra cui diverse espulsioni eccellenti dal partito). Il 18 e il 21 maggio lo stesso tribunale respinge un reclamo di D'Andria. Il Partito Socialista Democratico Italiano, sotto la guida del vice Segretario Vicario Mimmo Magistro, riprende la sua attività organizzativa e il 19 maggio la ritrovata Direzione Nazionale respinge all'unanimità le dimissioni di Carta, il quale guiderà il partito fino al XVII Congresso nazionale di Bellaria (RN).

Il 15 giugno D'Andria fonda infine il Partito dei Riformatori Democratici, perdendo in data 19 luglio l'ennesimo ricorso contro il PSDI.

Il XVII Congresso nazionale nell'ottobre 2007 ripristina la pace all'interno del PSDI con la proclamazione all'unanimità di Mimmo Magistro Segretario, di Alberto Tomassini Presidente del partito e di Giorgio Carta Presidente onorario.

In data 22 giugno 2011, il Tribunale di Roma, sezione terza civile, giudice Antonella Dell'Orfano, ha stabilito con una sentenza definitiva la illegittimità della sospensione di Renato d'Andria dalla carica di segretario politico del partito socialdemocratico (PSDI). Il Tribunale di Roma ha poi stabilito che l'elezione a segretario nazionale del Renato d'Andria era legittima e valida.

Il Tribunale ha accertato che Domenico Magistro non poteva nemmeno proporre l'azione giudiziaria contro Renato d'Andria per mancanza del requisito essenziale dell'iscrizione al PSDI, dal momento che il primo fu dichiarato espulso dal Collegio dei Probiviri in data 6 marzo 2007[1].

La fase successivaModifica

Dopo la caduta del Governo Prodi II il gruppo dirigente ufficializza la decisione di partecipare esclusivamente alle elezioni amministrative e regionali.

I suoi iscritti e militanti proseguiranno dunque il loro impegno in ambito locale, mentre a livello nazionale avranno l'opportunità di inscenare una protesta votando scheda bianca o apponendovi il nome di "Saragat"[2].

In occasione del referendum costituzionale del 2016 il PSDI sostiene il No.[3]

Alle elezioni del 2018, il PSDI appoggia Forza Italia.[4] Il 25 giugno 2018 viene riaperto (online) lo storico quotidiano L'Umanità.[5]

Il 4 febbraio 2019 la Direzione Nazionale del PSDI delibera la partecipazione del partito alle elezioni europee del 2019.[6]

SegretariModifica

  • Giorgio Carta (2004-2007)
  • Mimmo Magistro (2007-2011)
  • Renato d'Andria (dal 2011)

CongressiModifica

  • XXV Congresso - Roma, 9-11 gennaio 2004
  • XXVI Congresso - Roma, 9-11 dicembre 2005
  • XXVII Congresso - Bellaria (RN), 5-7 ottobre 2007
  • XXVIII Congresso - Barletta (BA), 22-24 ottobre 2010

IdeologiaModifica

L'Ideologia del PSDI è ispirata a quello dell'omonimo movimento storico, e vede in Giuseppe Saragat il proprio ideologo essenziale. Altri protagonisti del socialismo e della socialdemocrazia italiani d'ispirazione sono Filippo Turati, Giacomo Matteotti, i fratelli Carlo e Nello Rosselli, Sandro Pertini.

NoteModifica

  1. ^ Tribunale di Roma, Sezione terza civile, Sentenza n. 13540/2011 - Il testo della sentenza
  2. ^ DOCUMENTO APPROVATO ALL'UNIANIMITA' DALLA DIREZIONE NAZIONALE IL 29 MARZO 2008 - SocialDemocraticiEuropei.it
  3. ^ ANZIO - Coordinamento Democrazia Costituzionale sull’impegno del PSDI di Anzio per il Referendum - L'Eco Del Litorale | Notizie online, su www.lecodellitorale.it. URL consultato il 4 maggio 2017.
  4. ^ pages.libero.it, Genesi journal di Renato D'Andria, su PSDI - Partito Socialista Democratico Italiano - Roma. URL consultato l'8 marzo 2019 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2018).
  5. ^ Rita Pennarola, Torna L’Umanità per affrontare insieme le sfide che attendono il mondo, su L'Umanità, 25 giugno 2018. URL consultato l'8 marzo 2019.
  6. ^ Furio Lo Forte, IL PSDI SARA' IN CAMPO ALLE EUROPEE, su L'Umanità, 4 febbraio 2019. URL consultato l'8 marzo 2019.

Collegamenti esterniModifica