Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldavia

Partito comunista moldavo
Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldavia
(RO) Partidul Comuniștilor din Republica Moldova
Logo of the Party of Communists of the Republic of Moldova.svg
PresidenteVladimir Voronin
StatoMoldavia Moldavia
SedeChișinău
AbbreviazionePCRM
Fondazione22 ottobre 1993
IdeologiaComunismo
Nazionalismo moldavo
Anti-unionismo romeno
CoalizioneBlocco Elettorale dei Comunisti e dei Socialisti (dal 2021)
Partito europeoPartito della Sinistra Europea
Affiliazione internazionaleUnione dei Partiti Comunisti - Partito Comunista dell'Unione Sovietica
Seggi Parlamento
10 / 101
(2021)
Iscritti11 700 (luglio 2018)
Sito webwww.pcrm.md/main/index_md.php

Il Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldavia (in romeno Partidul Comuniștilor din Republica Moldova - PCRM, in russo Партия коммунистов Республики Молдова) è un partito politico moldavo guidato da Vladimir Voronin. Il partito è stato descritto come comunista, nazionalista moldavo[1] e filo-Russia.[2][3][4]

È stato il partito al governo della Moldavia dal 2001 al 2009; ne fanno parte l'ex Presidente della Moldavia Vladimir Voronin, oltre che gli ex Primi ministri Vasile Tarlev e Zinaida Greceanîi.

Fa parte del Partito della Sinistra Europea.[5] Appartiene inoltre all'Unione dei Partiti Comunisti - Partito Comunista dell'Unione Sovietica e all'Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai.[6]

Ideologia e posizioniModifica

Secondo l'articolo 1 dello statuto adottato nel 2008, il PCRM è il "legittimo successore del Partito Comunista della Moldavia, in termini sia di idee che di tradizioni". Ufficialmente sposa la dottrina comunista leninista. Nel 2009 The Economist lo classificò come un partito di centro-destra, comunista solo di nome.[7][8] Il politologo romeno Vladimir Tismăneanu lo definisce come un partito non comunista nel senso tradizionale del termine per via dei molti sviluppi verificatisi dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica, ma pur sempre caratterizzato da una nostalgia per l'Unione Sovietica.[9]

Il programma di governo del PCRM prevedeva una "nuova qualità della vita", modernizzazione economica, integrazione europea e consolidamento della società. Durante i governi del PCRM il partito ha adottato delle politiche filo-russe, pur rimanendo fedele al progetto di integrazione europea. Sebbene tradizionalmente forte tra i pensionati, dal 2009 il partito ha iniziato ad attrarre elettori tra i giovani adottando un approccio maggiormente populista, in particolare da quando il partito è all'opposizione.[10] Ciononostante, il PCRM continua a perseguire politiche marxiste-leniniste e vicine al socialismo europeo.[10]

Il partito è notoriamente nazionalista moldavo, sostenitore dell'esistenza di una lingua e di una etnia moldava.[11] Il partito considera il 28 giugno 1940 "la data in cui la Moldavia fu liberata dai Sovietici dall'occupazione romena".[12][13] Alcuni osservatori, tra cui Oleg Serebrian,[14] hanno definito il partito come anti-romeno.[15] Ha posizioni social-conservatrici,[16][17] vicine al pensiero di Voronin[18] e alla Chiesa ortodossa moldava,[19] contrarie ad esempio all'estensione dei diritti LGBT in Moldavia.

Risultati elettoraliModifica

Alle elezioni del 6 marzo 2005 il partito ha ottenuto 716.336 voti (il 45,98% dei voti validi); ha ottenuto 56 seggi nel Parlamento per la XVI legislatura.

Alle elezioni del 5 aprile 2009, con una affluenza del 59,9%, ha avuto il 50,00% dei consensi, ottenendo 61 seggi. Ma il risultato è stato fortemente contestato dall'opposizione, con l'accusa di brogli.

Il 29 luglio 2009 si sono tenute le elezioni anticipate, che hanno fatto conquistare al PCRM solo il 44,69% dei voti, perdendo in tal modo la maggioranza assoluta dei seggi. La nuova maggioranza è composta dai quattro partiti di opposizione, che si sono riuniti nell'Alleanza per l'Integrazione Europea. Il Presidente Vladimir Voronin e il Primo Ministro Zinaida Greceanîi si sono dimessi nel mese di settembre 2009.

Elezione Voti % Seggi
2005 716 336 45,98
56 / 101
2009 (Apr.) 760 551 49,48
60 / 101
2009 (Lug.) 706 732 44,69
48 / 101
2010 676 761 39,32
42 / 101
2014 279 366 17,48
21 / 101
2019 53 175 3,75
0 / 101
2021 398 675 27,17

(Blocco Elettorale dei Comunisti e Socialisti)

10 / 101

NoteModifica

  1. ^ Parliamentary Elections, su CSIS, Center for Strategic and International Studies, 24 febbraio 2019. URL consultato il 29 ottobre 2021.
  2. ^ Alexander Eftode, Opportunistic Communist, su Politico, 22 luglio 2009. URL consultato il 29 ottobre 2021.
  3. ^ Vladimir Socon, Moldova's Communist Party Haunted by Its Past and Its Present, su Jamestown, Jamestown Foundation, 17 luglio 2012.
  4. ^ Moldova election: Will voters choose EU or Putin?, su BBC, BBC News, 29 novembre 2014. URL consultato il 29 ottobre 2021.
  5. ^ Our Parties, su European Left, Party of the European Left. URL consultato il 29 ottobre 2021.
  6. ^ Communist and Workers' Parties, su Solidnet, International Meeting of Communist and Workers Parties. URL consultato il 29 ottobre 2021.
  7. ^ Street scenes, in The Economist, 16 aprile 2009, ISSN 0013-0613 (WC · ACNP). URL consultato il 29 ottobre 2021.
  8. ^ Who's left? Who's right?, in The Economist, 23 aprile 2009, ISSN 0013-0613 (WC · ACNP). URL consultato il 29 ottobre 2021.
  9. ^ Vladimir Tismăneanu, What Moldova's Protests Mean, su RFERL, Radio Free Europe/Radio Liberty, 13 aprile 2009. URL consultato il 29 ottobre 2021.
  10. ^ a b Paulina Ochoa Espejo, Pierre Ostiguy, Cristóbal Rovira Kaltwasser e Paul A. Taggart, The Oxford Handbook of Populism, Oxford University Press, 2017, p. 227, ISBN 9780198803560. URL consultato il 29 ottobre 2021. Ospitato su Google Books.
    «Similarly, the Party of Communists of the Republic of Moldova (which governed Moldova from 2001 to 2009) has a populist streak. Whilst this was much downplayed in government, the party has since re-radicalized in opposition, with parliamentary boycotts and extra-parliamentary "civil disobedience" mobilization. The party has denounced official corruption, "oligarchs," and "[economic] criminals in power," while aiming to defend Orthodox "moral values" against Western intrusions. However, once again, all of the above parties are at most marginally populist: their main ideological nucleus continues to be Marxism-Leninism and European socialism.»
  11. ^ Vladimir Voronin: Moldova nu renunta la limba si la trecutul comunist nici de dragul UE - International - HotNews.ro, su hotnews.ro, 10 febbraio 2008.
  12. ^ Comuniștii moldoveni au consemnat eliberarea Moldovei de sub ocupația română, su comunist.md.
  13. ^ 73 de ani de la ocuparea Basarabiei. Comuniştii de la Chişinău au sărbătorit "eliberarea de sub ocupaţia românească", su digi24.ro.
  14. ^ Oleg Serebrean: Comunistii moldoveni si-au facut din antiromanism un pilon doctrinar: ZIUA, su ziua.ro.
  15. ^ Politicianismul de la Chişinău provoacă dezamăgire în România, su adevarul.ro.
  16. ^ Mircea Ticudean, Conservatives Angered By Moldova's Recognition Of Muslims, su RFERL, Radio Free Europe/Radio Liberty, 17 maggio 2011. URL consultato il 29 ottobre 2021.
  17. ^ (RU) Voronin vrea referendum 'anti-homosexuali' [Voronin wants 'anti-gay' referendum], su Union.md, 29 maggio 2012. URL consultato il 29 ottobre 2021. Ospitato su Point.md.
  18. ^ (RO) Voronin, ieşire rasistă şi xenofobă în direct la TV: Vreţi să vină soldaţii NATO aici şi să vi se nască copii de culoare? [Voronin, racist and xenophobic live broadcast on TV: Do you want NATO soldiers to come here and give birth to children of color?], su Adevărul, 16 maggio 2021. URL consultato il 29 ottobre 2021.
  19. ^ Madalin Nescutu, Moldova to Host Global Christian Right-Wing Congress, su Balkan Insight, 2018. URL consultato il 29 ottobre 2021.

Collegamenti esterniModifica

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