Partito del Lavoro (Paesi Bassi)

partito politico olandese
Partito del Lavoro
(NL) Partij van de Arbeid
Logo PvdA.svg
LeaderLodewijk Asscher
StatoPaesi Bassi Paesi Bassi
SedePartijbureau PvdA, Herengracht 54 Amsterdam
Fondazione9 febbraio 1946
IdeologiaSocialdemocrazia[1]
Terza via[2]
CollocazioneCentro-sinistra
Partito europeoPartito del Socialismo Europeo
Affiliazione internazionaleAlleanza Progressista
Seggi Camera
9 / 150
Seggi Senato
8 / 75
Seggi Europarlamento
6 / 26
Organizzazione giovanileJonge Socialisten
Iscritti61.913 (2006)
Colori

     Rosso

Sito webwww.pvda.nl

Il Partito del Lavoro (in olandese: Partij van de Arbeid - PvdA; IPA: [pɑr'tɛi vɑn də 'ɑrbɛit]) è un partito politico olandese.

Il PvdA è il principale partito politico olandese di centro-sinistra, espressione del pensiero socialdemocratico moderato. È membro dell'Internazionale Socialista e del Partito Socialista Europeo.

Le originiModifica

Il PvdA nasce nel 1946 dalla fusione tra:

  • Partito Social Democratico del Lavoro (SDAP), socialdemocratici;
  • Blocco Democratico Liberale (VDB), socio-liberali;
  • Unione Cristiano Democratica (CDU), cristiano-sociali.

Alle politiche del 1937 lo SDAP aveva conquistato 23 seggi, il VDB 6 e la CDU 2. Alle politiche del 1946 il PvdA ottenne il 28,31% dei voti e 29 seggi, 2 in meno di quelli ottenuti dai partiti fondatori nelle elezioni precedenti. Il dato peggiora ulteriormente nelle politiche del 1948 dove il PvdA cala al 25,60% ed ottiene 27 seggi (2 in meno). Del resto nello stesso anno alcuni liberali abbandonarono il partito, considerandolo troppo "socialista" e formarono, insieme al conservatore "Partito della Liberta", il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD), centrista liberale. Nel 1952 i laburisti prendono il 28,97% ed eleggono 30 deputati. Alle politiche del 1956 il PvdA incrementò i propri consensi salendo al 32,69%. Tra il 1946 ed il 1958 il PvdA governerà in alleanza con il Partito Popolare Cattolico (KVP) (poi confluito nell'CDA) ed espresse il primo ministro Willem Drees, i cui governi si prodigarono per la ricostruzione del paese dopo la Seconda guerra mondiale e l'occupazione nazista.

Alle politiche del 1959 i Laburisti scendono al 30,36% dei voti e vengono superati dai democristiani del KVP, che scelgono di allearsi con i liberali del VVD. Dal 1959 al 1973, i Laburisti sono stati stati sempre, salvo nell'anno 1966, all'opposizione di governi formati da democristiani (CDA) e liberali (VVD). Del resto alle politiche del 1963 e del 1967, il PvdA perderà ulteriormente consensi, scendendo prima al 28,01% e poi al 23,55% dei consensi. Alle politiche del 1971 il PvdA incrementò i propri consensi dell'1% divenendo primo partito, ma rimanendo comunque all'opposizione.

Dagli anni '70 al 2000Modifica

Alle politiche del 1972 i Laburisti salgono al 27,34%, eleggono 43 deputati e tornano al governo con Joop den Uyl. Il governo, che durerà l'intera legislatura, sarà formato, oltre che dai laburisti, anche dai democristiani del KVP, del Partito Anti-Rivoluzionario (ARP, conlfuito poi nel CDA), dai cristiano-progressisti del Partito Politico Radicale (PPR, confluiti poi nella Sinistra Verde) e dai Democratici 66, liberali progressisti.

Alle elezioni del 1977, il PvdA balzò al 33,83% dei voti ed elesse 53 deputati, ma si ritrovò all'opposizione. Il nuovo governo, infatti, fu presieduto dal democristiano (CDA) Dries van Agt e composto solo da CDA e VVD. Alle politiche del 1981 il PvdA perse consensi (-5,54%) e seggi (-9), ma entrò a far parte del secondo governo van Agt, insieme a CDA e D66. Il governo, però, durò appena un anno. Alle politiche anticipate del 1982 il PvdA salì al 30,40%, divenendo nuovamente il primo partito, ma fu escluso dal governo, guidato dal democristiano Ruud Lubbers e composto da CDA e VVD. Il PvdA rimase all'opposizione del II governo Lubbers anche dopo le elezioni del 1986, dove perse il primo posto, nonostante l'incremento al 33,27% dei voti. Alle politiche del 1989, il Laburisti persero l'1,39%, ma entrarono a far parte del terzo governo Lubbers, insieme ai democristiani.

Alle elezioni del 1994, il PvdA ebbe un vero e proprio crollo, passando dal 31,88% al 23,97%. Anche questa volta, però, i Laburisti si trovarono a governare il paese dopo aver perso consensi. Wim Kok, laburista, diede vita al nuovo governo, formato insieme al VVD e ai D66. Il governo venne detto "viola", dal rosso dei Laburisti e dal blu dei Liberal-conservatori e Liberal-progressisti. Per la prima volta dal 1918 nessun partito "confessionale" (cattolico o protestante) entrò a far parte del governo. Alle politiche del 1998, il PvdA risalì al 28,98% ed ottenne 45 seggi. Kok fu riconfermato con la stessa coalizione del suo primo governo.

Dal 2000 ad oggiModifica

Le politiche del 2002 segnano il risultato più basso nella storia dei Laburisti olandesi. Il partito, infatti, crolla al 15,11% dei voti. Il risultato fu dovuto all'ampio dissenso popolare circa le politiche d'immigrazione ed economiche del governo. A trarne vantaggio fu la Lista Pim Fortuyn (populisti), che prendeva il nome dal proprio fondatore, ucciso durante la campagna elettorale. La LPF ottenne il 17% dei voti, divenne secondo partito ed entrò nel governo del democristiano Jan Peter Balkenende, insieme a CDA e VVD. Il governo, però, durò appena un anno ed alle politiche del 2003 i Laburisti con il 27,26% tornarono ad essere il secondo partito nella Camera bassa, ma rimasero all'opposizione del secondo governo Balkenende, composto da CDA, VVD e D66.

Alle politiche anticipate del 2006, il sistema partitico olandese si complicò ulteriormente. Nelle elezioni si rafforzò, infatti, il Partito Socialista Olandese, la forza più a sinistra, che guadagnò ben 17 seggi, ed ottenne un buon risultato il Partito della Libertà, liberal-conservatore nato da una scissione dei liberali, che conquistò 9 seggi. Persero consensi tutti i partiti maggiori: il CDA (-3), il VVD (-6) la Lista Pim Fortuyn (-8), che ebbe più deputati. Il PVDA scese dal 27,26 al 21,19% (il secondo peggior risultato di sempre), perdendo 9 seggi.

Le politiche 2010 segnarono un ulteriore calo per i laburisti, che scesero al 19,63% ed ottennero 30 seggi alla Camera (3 in meno). A crescere furono i liberali del VVD (+5,8%), i socio-liberali di D66 (+4,9%), gli ecologisti di GL (+2%), ma soprattutto i liberal-populisti del Partito per la Libertà (+9,4%). Sonora sconfitta la subirono i democristiani del CDA (- 12,8%) e il Partito Socialista Olandese (- 7,7%).

Alle elezioni politiche del 2012, i laburisti riguadagnarono posizioni e ottennero il 24,84% dei voti (+5,21%), ottenendo 38 seggi alla Camera. Le elezioni videro una tenuta del PS (-0,3%) ed un sostanziale calo della Sinistra Verde (-4,3%), oltre che dei democristiani (CDA) (-4,2%).

Alle elezioni del 2017 il partito subisce un fortissimo calo ottenendo il 5,70% dei voti (- 19,14%) e 9 seggi alla Camera, il peggior risultato mai ottenuto sin dalla sua fondazione. Inoltre, le stesse elezioni videro una forte ricrescita della Sinistra Verde, che ottenne l'8,9% dei voti (+6,6%), ma anche dell'Appello Cristiano Democratico, che ne uscì con il 12,5% dei voti, in crescita del 4%.

LeaderModifica

  • Willem Drees (9 febbraio 1946 – 22 dicembre 1958)
  • Jaap Burger (22 dicembre 1958 – 16 settembre 1962)
  • Anne Vondeling (16 settembre 1962 – 13 settembre 1966)
  • Joop den Uyl (13 settembre 1966 – 21 luglio 1986)
  • Wim Kok (21 luglio 1986 – 15 dicembre 2001)
  • Ad Melkert (15 dicembre 2001 – 16 maggio 2002)
  • Vacante (16 maggio 2002 – 12 novembre 2002)
  • Wouter Bos (12 novembre 2002 – 25 aprile 2010)
  • Job Cohen (25 aprile 2010 – 20 febbraio 2012)
  • Vacante (20 febbraio 2012 – 16 marzo 2012)
  • Diederik Samsom (16 marzo 2012 – 10 dicembre 2016)
  • Lodewijk Asscher (10 dicembre 2016 - in carica)

Risultati elettoraliModifica

Elezione Voti % Seggi
Legislative 1946 1.347.940 28,31
29 / 100
Legislative 1948 1.263.058 25,60
27 / 100
Legislative 1952 1.545.867 28,97
30 / 100
Legislative 1956 .1872.209 32,69
34 / 100
Legislative 1959 1.821.285 30,36
48 / 150
Legislative 1963 1.753.025 28,01
43 / 150
Legislative 1967 1.620.112 23,55
37 / 150
Legislative 1971 1.554.280 24,60
39 / 150
Legislative 1972 2.021.454 27,34
43 / 150
Legislative 1977 2.813.793 33,83
53 / 150
Europee 1979 1.722.240 30,39
9 / 25
Legislative 1981 2.458.452 28,29
44 / 150
Legislative 1982 2.503.517 30,40
47 / 150
Europee 1984 1.785.165 33,70
9 / 25
Legislative 1986 3.051.678 33,27
52 / 150
Legislative 1989 2.835.251 31,88
49 / 150
Europee 1989 1.609.626 30,70
8 / 25
Legislative 1994 2.153.135 23,97
37 / 150
Europee 1994 945.869 22,88
8 / 31
Legislative 1998 2.494.555 28,98
45 / 150
Europee 1999 712.929 20,11
6 / 31
Legislative 2002 1.436.023 15,11
23 / 150
Legislative 2003 2.631.363 27,26
42 / 150
Europee 2004 1.124.549 23,60
7 / 27
Legislative 2006 2.085.077 21,19
33 / 150
Europee 2009 548.691 12,05
3 / 25
Legislative 2010 1.848.805 19,63
30 / 150
Legislative 2012 2.340.750 24,84
38 / 150
Europee 2014 446.763 9,40
3 / 26
Legislative 2017 599.699 5,70
9 / 150
Europee 2019 1.045.274 19,01
6 / 26

NoteModifica

  1. ^ Wolfram Nordsieck, Parties and Elections in Europe – NETHERLANDS, su parties-and-elections.eu. URL consultato l'8 febbraio 2017.
  2. ^ (EN) David Walker, Goodbye, third way, in The Guardian, 3 settembre 2001. URL consultato l'8 febbraio 2017.

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Collegamenti esterniModifica

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