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Partito Popolare Danese
(DA) Dansk Folkeparti (DF)
Dansk Folkeparti Logo.svg
LeaderKristian Thulesen Dahl
StatoDanimarca Danimarca
SedeKøbenhavn K 1240, Christiansborg
Fondazione6 ottobre 1995
IdeologiaConservatorismo nazionale,[1]
Populismo di destra[1]
Euroscetticismo
CollocazioneCentro-destra/Destra
Gruppo parl. europeoIdentità e Democrazia
Seggi Folketing
16 / 179
 (2019)
Seggi Europarlamento
1 / 13
 (2019)
Seggi Regioni
23 / 205
 (2019)
Seggi Consiglieri comunali
255 / 2444
 (2019[2])
Iscritti14 000 (2014[3])
Coloriblu/giallo
Sito web

Il Partito Popolare Danese (in danese Dansk Folkeparti, DF), detto anche Partito del Popolo Danese, è un partito politico danese, generalmente classificato dalla stampa estera come conservatore, ma in realtà di difficile inquadramento in schemi tradizionali: in economia, il DF è nettamente a favore di un robusto stato sociale e di politiche redistributive del reddito per limitare diseguaglianze socioeconomiche; la parte del programma considerata "di destra" riguarda l'immigrazione: il DF si oppone all'immigrazione di massa, specialmente da Paesi musulmani, considerati culturalmente incompatibili con la società danese.

Indice

StoriaModifica

È stato fondato nel 1995 da Pia Kjærsgaard, Kristian Thulesen Dahl, Poul Nødgaard e Ole Donner. La Kjærsgaard ed i suoi colleghi avevano abbandonato il Partito del Progresso (Fremskridtspartiet), formazione politica conservatrice, guidata dalla stessa Kjærsgaard.

Alle politiche del 1998 i socio-conservatori ottennero il 7,4% dei voti ed elessero 13 seggi, contro i 4 del Partito del Progresso. Alle politiche del 2001 il DF salì al 12% ed elesse 22 seggi. L'apporto dei socio-conservatori fu determinante per la nascita del governo di centro-destra, guidato dal liberale Anders Fogh Rasmussen. I liberali dovettero concedere ai socio-conservatori, in cambio del loro sostegno, una più dura politica contro l'immigrazione, oltre che il raffreddamento del processo di integrazione europea. Alle europee del 2004 il partito ottiene il 6,8% ed un seggio. Alle politiche del 2005, i socio-conservatori hanno ulteriormente incrementato voti e seggi (24, 13,2%). Ciò nonostante non sono entrati a far parte del II governo di Anders Fogh Rasmussen, composto da Liberali e Conservatori, limitandosi a un sostegno esterno[4]. L'ascesa del DF prosegue alle politiche del 2007 dove ottiene 13,9% e 25 seggi. Alle europee del 2009 il DF raccoglie il 15,28% ed elegge due deputati che aderiscono al gruppo dell'EFD. Alle politiche del 2011 il partito perde consensi attestandosi al 12,3% (-1,6%) ed eleggendo 22 deputati (-3). L'intensa campagna anti immigrazione e contro le politiche dell'UE, fanno registrare un inaspettato boom di consensi alle nuove europee del 2014. Con il 26,6% il DF è il primo partito del paese (Socialdemocratici al 19,1% e Liberali al 16,7%) ed elegge 4 deputati che aderiscono al gruppo dell'ECR. Nelle elezioni parlamentari del 2015 si afferma come secondo partito con il 21,1% di preferenze e conquista 37 seggi.

Risultati elettoraliModifica

Elezioni legislativeModifica

Anno Voti % +/- Seggi +/- Status
1998 252 429 7,4 (5.º)
13 / 179
Opposizione
2001 413 987 12,0 (3.º)  4,6
22 / 179
 9 Sostegno parlamentare
2005 444 947 13,3 (3.º)  1,3
24 / 179
 2 Sostegno parlamentare
2007 479 532 13,9 (3.º)  0,6
25 / 179
 1 Sostegno parlamentare
2011 436 726 12,3 (3.º)  1,6
22 / 179
 3 Opposizione
2015 741 746 21,1 (2.º)  8,8
37 / 179
 15 Sostegno parlamentare
2019 308 219 8,7 (3.°)  12,4
16 / 179
 21 Opposizione

Elezioni europeeModifica

Anno Voti % +/- Seggi +/-
1999 114 865 5,8 (8.º)
1 / 16
2004 128 789 6,8 (6.º)  1,0
1 / 14
 
2009 357 942 15,3 (4.º)  8,5
2 / 13
 1
2014 605 889 26,6 (1.º)  11,3
4 / 13
 2

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Parties and elections - Denmark, su parties-and-elections.eu. URL consultato il 15 giugno 2012.
  2. ^ Danmarks Statistikbank
  3. ^ Copia archiviata (PDF), su danskfolkeparti.dk. URL consultato il 5 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2013).
  4. ^ http://www.loccidentale.it/node/105505 Il DF fa bloccare Schengen grazie al sostegno esterno al governo

Collegamenti esterniModifica

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