Partito di Unità

Partito di Unità
(1922-1932)
Partito di Unità Nazionale
(1932-1939)
Partito della Vita Ungherese
(1939-1944)
Egységes Párt
(1922-1932)
Nemzeti Egység Pártja
(1932-1939)
Magyar Élet Pártja
(1939-1944)
Party of National Unity Hungary logo.svg
LeaderIstván Bethlen
(1922-1932)
Gyula Gömbös
(1932-1936)
Béla Imrédy
(1938-1939)
Miklós Kállay
(1942-1944)
StatoUngheria Ungheria
SedeBudapest
Fondazione2 febbraio 1922
Dissoluzione23 marzo 1944
IdeologiaIdea Szeged[1][2]
Nazionalismo ungherese
Conservatorismo nazionale[3]
Nazionalismo cristiano
Agrarianesimo
Conservatorismo sociale
Anticomunismo
Antisemitismo
Collocazioneda Destra a Estrema destra
(fino al 1932)
Estrema destra
(1932-1944)
Seggi massimi
Dieta dell'Ungheria
181 / 260

Il Partito di Unità (in ungherese: Egységes Párt) è stato un partito politico attivo nel Regno d'Ungheria fondato nel 1921.[4] Il partito venne fondato dal primo ministro István Bethlen e poco dopo vinse la maggior parte dei seggi nelle elezioni parlamentari ungheresi del 1922.[5] Il 27 ottobre 1932, il partito venne ridenominato in Partito di Unità Nazionale (in ungherese: Nemzeti Egység Pártja), mentre dal 2 febbraio 1939 assunse la denominazione di Partito della Vita Ungherese (in ungherese:Magyar Élet Pártja).

il partito era conosciuto in alcune occasioni con la denominazione "Partito del Governo", dato che fu il partito al governo in Ungheria per tutta la sua esistenza.[6]

StoriaModifica

il partito inizialmente era legato all'agrarianesimo e al conservatorismo, e crebbe similmente alle organizzazioni fasciste, stabilendo una propria milizia.[7] Il trend ideologico del partito verso il fascismo cominciò sotto la leadership di Gyula Gömbös, che fu primo ministro dal 1932 al 1936. Gömbös dichiarò l'iniziativa del partito di accrescere un totale "controllo della vita sociale della nazione".[8] Nelle elezioni parlamentari in Ungheria del 1935, Gömbös promosse la creazione di una "nazione ungherese unitaria senza distinzioni di classe".[9]

il partito vinse una grande maggioranza dei seggi nel parlamento ungherese nelle elezioni parlamentari ungheresi del maggio 1939.[10] Vinse il 72% dei seggi del parlamento e il 49% del voto popolare in quelle elezioni.[11] Quella fu la più grande vittoria dell'estrema destra nella storia dell'Ungheria. Il partito promuoveva una propaganda nazionalista e alcuni dei suoi membri simpatizzavano con il movimento filo-nazista del Partito delle Croci Frecciate.

Una fazione degli elementi più filo-nazisti all'interno del partito guidata da Béla Imrédy promuovette una scissione nell'ottobre 1940, fondando il Partito del Rinnovamento Ungherese (Magyar Megújulás Pártja) che intendeva esplicitamente di risolvere la Questione ebraica.

NoteModifica

  1. ^ Stanley G. Payne. A history of fascism, 1914-1945. Oxon, England, UK: Routledge, 2005. pp. 269.
  2. ^ Miklós Lackó. "Arrow-cross men, national socialists, 1935-1944", Studia historica, Magyar Tudományos Akadémia. Volume 61. Akadémiai Kiadó, 1969. Pp. 65.
  3. ^ Häkkinen, Ville (2019). From Counterrevolution to Consolidation?. JYU. p. 99.
  4. ^ Gregory Curtis Ference. Chronology of 20th-century eastern European history. Gale Research, Inc., 1994. Pp. 226.
  5. ^ Vincent E. McHale, Sharon Skowronski. Political Parties of Europe: Albania-Norway. Greenwood Press, 1983. Pp. 500.
  6. ^ Payne, Stanley G. (1996). A History of Fascism, 1914-1945. Routledge. ISBN 0203501322.
  7. ^ Philip Morgan. Fascism in Europe, 1919-1945. London, England, UK: Routledge, 2003. Pp. 76-77.
  8. ^ Philip Morgan. Fascism in Europe, 1919-1945. London, England, UK: Routledge, 2003. Pp. 76.
  9. ^ F. L. Carsten. The rise of fascism. Berkeley and Los Angeles, California, USA: University of California Press, 1982. Pp. 173.
  10. ^ Peter F. Sugar, Péter Hanák. A History of Hungary. First paperback edition. Bloomington, Indiana, USA: Indiana University Press, 1994. Pp. 341.
  11. ^ Georgi Karasimeonov. Cleavages, parties, and voters: studies from Bulgaria, the Czech Republic, Hungary, Poland, and Romania. Greenwood Publishing Group, 1999. p. 70.