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Passo San Boldo
PassoSanBoldo1.png
Vista delle caratteristiche gallerie della SP 635
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
ProvinciaBelluno Belluno
Treviso Treviso
Località collegateCampedei (Borgo Valbelluna)
Tovena (Cison di Valmarino)
Altitudine706 m s.l.m.
Coordinate46°00′22.02″N 12°10′11″E / 46.006117°N 12.169722°E46.006117; 12.169722Coordinate: 46°00′22.02″N 12°10′11″E / 46.006117°N 12.169722°E46.006117; 12.169722
InfrastrutturaSP 635 "del Passo di San Boldo"
Costruzione del collegamento1914-1918
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Passo San Boldo
Passo San Boldo

Il passo San Boldo è un valico che mette in comunicazione i due versanti delle prealpi Bellunesi centrali, ovvero la Valmareno, in provincia di Treviso, e la Valbelluna, in provincia di Belluno.

Indice

StoriaModifica

Riguardo al toponimo, Alberto Alpago Novello ha dimostrato che non deriva da Sant'Ubaldo, bensì da Sant'Ippolito: si tratta infatti di una trasformazione del nome Ippolitus, che divenne nel tempo Poltus e infine Boldo[1].

La vecchia strada che conduce al passo da Tovena (coincidente solo in parte con l'odierna), cioè attraverso il cosiddetto canale della Scala o di San Boldo (in dialetto Canal de San Boit), ha una notevole importanza storica. Il percorso originario risalirebbe all'epoca romana ed era affiancato da torri di vedetta (ne restano i ruderi di una, di età bizantina). Fu fondamentale nei collegamenti tra il Trevigiano e la Valbelluna: oltre a pastori, mercanti e pellegrini, era percorsa dagli zattieri, i conduttori di zattere che riscendevano il Piave dal Bellunese e dal Cadore per poi tornare via terra. Documenti di epoche diverse testimoniano tanto il timore della popolazione per il passaggio dei "forestieri" quanto i severi provvedimenti presi dalle autorità locali per evitare risse e disordini in queste occasioni[1].

Nel corso dell'Ottocento vengono presentati richieste e progetti per la costruzione di un nuovo percorso più agevole, ma i lavori cominciarono solo nel 1914 sotto la direzione dell'ing. Giuseppe Carpenè. Con l'invasione seguita alla rotta di Caporetto, l'infrastruttura fu ultimata, tra marzo e giugno del 1918, dal genio militare austriaco per esigenze strategiche; fu un'impresa memorabile (per la quale fu fondamentale la manodopera locale) in quanto l'opera, che vide peraltro lo scavo di cinque gallerie, si concluse in tempi brevissimi: da qui il soprannome "strada dei 100 giorni"[2].

SportModifica

CiclismoModifica

Nella storia centenaria del Giro d'Italia, il passo è stato affrontato una sola volta, nell'edizione del 1966 durante la 21ª tappa da Belluno a Vittorio Veneto. Il Gran Premio della Montagna considerato a quota 706 m s.l.m. e la salita fu affrontata dal versante di Tovena. Il primo a scollinare è stato Pietro Scandelli, poi vincitore della tappa, mentre in Maglia Rosa c'era Gianni Motta, trionfatore di quel Giro.

Nella 19ª tappa del Giro d'Italia 2019 da Treviso a San Martino di Castrozza è previsto il passaggio dal Passo San Boldo.

Per quasi tutto l'anno, ma in prevalenza d'estate, è meta di migliaia di cicloturisti che si cimentano lungo i 18 tornanti fino alla cima. Ogni anno si svolge la Cicloturistica del San Boldo con partenza da Vittorio Veneto e la Cronoscalata del San Boldo con partenza da Tovena.

EscursionismoModifica

Dalla sommità del passo è possibile raggiungere a piedi il bivacco Rifugio dei Loff tramite il sentiero CAI n. 991; dal bivacco si può poi scendere verso il paese di Cison di Valmarino.

NoteModifica

  1. ^ a b Rino Bechevolo, Pietro Zaros, Tovena.
  2. ^ Tusimo Treviso - Passo San Boldo - Strada dei Cento Giorni.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica